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finanza

Sequestrato il patrimonio milionario del boss delle slot machines

(LaPresse)

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Dal Sud al Nord passando per la Capitale. Il boss delle slot machines e delle scommesse, Antonio Padovani, aveva creato una vera e propria rete di scommesse clandestine che legavano le agenzie che aveva nella Capitale a quelle di Messina, Catania, Napoli, Modena e Massa Carrara. Una ramificazione di società e agenzie che quotidianamente fruttavano all’imprenditore, specializzato del settore dei giochi ma anche nell’affidamento di lotterie e persino nella raccolta di scommesse a distanza, milioni e milioni di euro. Continua

Trattamenti radioterapici per invecchiare oggetti d’arte, truffato collezionista-VIDEO

Una fermo immagine del video dei sequestri

Una fermo immagine del video dei sequestri

È riuscito ad ingannare anche il marchese Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona. L’ex marito di Giulia Odescalchi, uno tra i collezionisti più attivi ed importanti della nobiltà romana, è stato truffato da un infermiere in forza al Pronto soccorso dell’ospedale Cinecittà sulla Tuscolana. L’uomo, con la complicità di altre 13 persone tra collezionisti, antiquari e artisti conosciuti nel mondo dell’arte della Capitale, è riuscito ad antichizzare centinaia di oggetti dal valore di pochi euro e a rivenderglieli per cifre da capogiro. A scoprire la truffa sono stati i militari della Guardia di Finanza che questa mattina lo hanno arrestato insieme a sei dei suoi complici. Continua

False agenzie interinali: 900 lavoratori senza contributi per la pensione

La vetrina di un'agenzia di lavoro interinale (Ansa)

La vetrina di un'agenzia di lavoro interinale (Ansa)

È stato un regalo dal gusto amaro quello trovato sotto l’albero di Natale per 900 lavoratori che poche ore fa hanno scoperto di non avere i contributi pensionistici versati. L’operazione della Guardia di Finanza di Ravenna lascia davvero senza parole. Dieci agenzie interinali false con la complicità di 26 aziende del settore della carpenteria metallica, alcune leader in Italia per la realizzazione di strutture industriali, hanno piazzato sul mercato del lavoro oltre 900 persone tutte in modo irregolare. Continua

Commercialisti disonesti: dieci arresti in una settimana

La Caserma della Guardia di Finanza di Torino (ANSA/ TONINO DI MARCO)

La caserma della Guardia di Finanza di Torino (ANSA/ TONINO DI MARCO)

Commercialista delle mie brame qual è la truffa che hai deciso di attuare? La frase mutuata ad una tra le favole più conosciute, in questi giorni ben si addice alla categoria dei commercialisti sempre più spesso coinvolti nelle maxi-truffe milionarie ai danni dello Stato. Da Nord a Sud in meno di una settimana ne sono stati arrestati 10. Gli ultimi tre professionisti pizzicati sono finiti in carcere solamente poche ore fa nell’ambito dell’operazione della Guardia di Finanza di Torino assieme ad altre 11 persone con l’accusa di fatture false per un valore di 100 milioni di euro e per un’evasione stellare. Continua

Scudo fiscale, per la Finanza: “Potrebbero rientrare 300 miliardi”. Ecco come

Finanzieri di Roma

La consistenza dei patrimoni degli italiani detenuti all’estero “che potrebbero essere rimpatriati aderendo allo scudo fiscale è di quasi 300 miliardi di euro“. Continua

Milleproroghe, sì del Senato: salvi i contributi ai giornali di partito

In Aula volano i giornali

Sono salvi i contributi ai giornali di partito e viene estesa la cassa integrazione anche ai giornalisti dei periodici. Sono le principali novità del pacchetto editoria, inserito nel maxiemendamento al dl milleproroghe su cui il Senato ha votato (con 162 sì, 126 no e nessuna astensione) la fiducia al governo.
E non solo: dal piano carceri contro il sovraffollamento alla liquidazione di Scip, la società veicolo per operazioni di cartolarizzazione di immobili pubblici. Dallo slittamento del modello Unico a fine settembre a novità sull’editoria. E ancora, dallo stop di sei mesi all’entrata in vigore della class action alla cancellazione dell’obbligo di gara per tutti i lavori da parte delle concessionarie autostradali.
Ecco le principali novità contenute nel maxiemendamento del governo che dopo il primo semaforo verde del Senato, passerà adesso all’esame della Camera. Vista la ristrettezza dei tempi (scade il primo marzo) è molto probabile che il testo arrivi blindato anche a Montecitorio.
Per quanto riguarda i giornali di partito, in particolare, il requisito della rappresentanza parlamentare “non è richiesto per le imprese e per le testate di quotidiani o periodici che risultano essere giornali o organi di partiti o movimenti politici che, alla data del 31 dicembre 2005, abbiano già maturato il diritto ai contributi”. Viene poi abrogata la norma che escludeva i giornalisti dei periodici dai benefici degli ammortizzatori sociali.
Per quanto riguarda le crisi aziendali, è stabilito che il sostegno che si accolla lo Stato per i prepensionamenti è pari a 10 milioni di euro per il 2009. Nel caso però gli editori presentino piani di esodo con effetti finanziari superiori ai 20 milioni di euro, dovranno versare all’Inpgi uno specifico contributo per il finanziamento dell’onere eccedente. Modificata, infine, la norma sulla titolarità delle imprese: le azioni possono essere intestate a società per azioni e la partecipazione di dette società può essere intestata a persone fisiche ma anche a società direttamente o indirettamente controllate da persone fisiche.

”Nel decreto milleproroghe approvato dal Senato sono stati ripristinati gli sgravi contributivi per il cabotaggio marittimo”, annuncia il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli. ”La norma” aggiunge il ministro “mira a salvaguardare i livelli occupazionali e la competitività delle navi italiane, estendendo anche per l’anno 2009 la possibilità concessa alle imprese armatoriali di usufruire di benefici contributivi assistenziali e previdenziali per il personale”.

Contro il testo ha protestato l’associazione ecologisti democratici: “Il governo Berlusconi notte tempo sospende la norma, introdotta nella scorsa legislatura” affermano gli Ecodem “che prevedeva l’obbligo che le nuove costruzioni fossero alimentate almeno in parte da fonti rinnovabili. Nella finanziaria 2008″ sottolinea l’associazione “era stata introdotta una norma che sanciva che dal primo gennaio 2009 per ottenere permessi per le nuove costruzioni doveva essere prevista l’installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili in modo tale da garantire una produzione energetica non inferiore a 1 Kw per ogni casa e almeno 5 Kw per i fabbricati industriali. Ora Berlusconi e Scajola rinviano di un anno tale obbligo: non hanno il coraggio di cancellarlo, ma ne vanificano l’utilità con una proroga che impedirà ulteriormente lo sviluppo del settore delle fonti rinnovabili”.

Soddisfatto invece il senatore del Pd Raffaele Ranucci, primo firmatario dell’emendamento che introduce nuove misure per contrastare gli incidenti tra natanti. “Finalmente - commenta - ci saranno controlli e
sanzioni per evitare che chi guida una qualunque imbarcazione, da un gommone di pochi metri ad una nave da diporto, lo faccia in stato di ubriachezza o sotto l’effetto di sostanze inebrianti o stupefacenti”.

Bancarotta fraudolenta: arrestato lo stilista Gai Mattiolo

Gai Mattiolo

Bancarotta fraudolenta. È questa l’accusa con la quale è stato arrestato alle 8.30 di questa mattina lo stilista romano Gai Mattiolo. Con la complicità del suo legale e consulente l’avvocato Giancarlo Tabegna, anche lui finito agli arresti domiciliari, secondo l’accusa, avrebbe sottratto dalle casse aziendali della Gai Mattiolo Spa, società licenziataria della griffe, fondi per milioni di euro.

I soldi che provenivano dalla vendita dei prodotti firmati sono stati prelevati attraverso fatture apparentemente regolari e falsi contratti, poco prima che la stessa società fosse stata ammessa alla procedura di concordato preventivo. A scoprire il meccanismo studiato dallo stilista e dal suo legale, è stato il Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Roma coordinata dal sostituto procuratore Luca Tescaroli.
I finanzieri, hanno accertato che i soldi che venivano sottratti in danno dei creditori concorsuali attraverso la stipula di contratti fasulli, venivano dirottati nelle casse di società di diritto lussemburghese e successivamente depositati all’interno di istituti bancari locali.
“Con questo metodo lo stilista Gaetano (Gai) Mattiolo e Giancarlo Tabegna sono riusciti a sottrarre milioni decine di euro dalle casse della società in crisi da alcuni anni” spiega il tenente colonnello Giuseppe Verrocchi “è difficile stabilire una cifra precisa perché sono ancora in corso le indagini e gli accertamenti”. Gai Mattiolo ha cercato nei mesi scorsi di ripianare i debiti della società ma senza alcun risultato.
I controlli della polizia tributaria sono rivolti non solo ai documenti contabili della società “Gai Mattiolo Spa” ma anche nelle società fantasma create all’estero dove sono stati dirottati i soldi.

Candidato Speciale: il generale si smarca e punta al Senato

Il Gen. Roberto Speciale saluta il Presidente Giorgio Napolitano, di spalle,
L’ex comandante della Guardia di Finanza Roberto Speciale adesso ha le mani libere. Concetto di gran moda in questo periodo, nei palazzi della politica italiana. Già, proprio la politica sembra essere il prossimo approdo dell’ufficiale delle Fiamme Gialle, dopo le dimissioni che hanno spiazzato e sorpreso Prodi&Co.
A fare il pensionato normale, il generale non pensa affatto. Chi ben lo conosce sa che da quest’estate (il decreto decreto con il quale il governo lo rimuove dal suo incarico, nominando al suo posto il generale Cosimo D’Arrigo è del primo giugno scorso) sta valutando l’opportunità di fare politica, candidandosi al Senato. E ora è uscito allo scoperto: “Ci sto pensando seriamente”, ha ammesso in un’intervista a Libero dove fa sapere di puntare ad una candidatura a Palazzo Madama. Svelati i piani sul suo futuro, resta un segreto: con chi si potrebbe candidare, l’ex comandante della GdF che, secondo i calcoli riportati dal Corriere della Sera, potrebbe valere qualche centinaio di migliaia di voti? A chiederselo sono in tanti. Non meno sono quelli che se lo contendono visto che, in base a un sondaggio, risulta che Speciale, nel suo braccio di ferro col governo, ha guadagnato una straordinaria popolarità.
Già, ma a quale partito, a quale schieramento la porterà in dote? Se fosse necessario scommettere, converrebbe puntare sul fatto che il generale andrà a allinearsi nel centrodestra: “Per adesso” dice lui “esistono dei progetti sui quali sto riflettendo. Sono abituato a ragionare sulle cose a lungo prima di decidere. Il mio desiderio è quello di poter servire lo Stato con una diversa funzione istituzionale”. Ammette infatti che “tutto il centrodestra” gli è stato vicino anche se deve “riconoscere la vicinanza affettuosa di Di Pietro”. Che, guarda caso, ha a suo tempo fatto più o meno lo stesso percorso: dall’addio alla toga al Palazzo politico. senza lasciar passare troppo tempo prima di entrare nelle fila del centrosinistra.

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CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
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