
Cosa avrà mai spinto la biondissima ed elegantissima Cinzia a buttarsi nella mischia? «Il maschio conserva ancora il potere di concedere e di togliere. Nel nostro Paese la parità dei sessi è solo apparente e più diventiamo superuomini più diventiamo disumani. Questo è il motivo per cui scendo in politica». Continua

di Antonio Rossitto con Zornitza Kratchmarova
Bologna, 8 novembre 2004, sono passate da poco le 4 e mezzo di pomeriggio: una donna bionda si avvicina a un bancomat, nel centro della città . Preleva 250 euro, infila i soldi nella borsetta e si allontana sotto un portico. Bologna, 10 dicembre 2004: un piccolo imprenditore del ramo informatico firma il suo primo contratto da consulente per il Cup 2000, un centro di prenotazioni sanitarie controllato dalla Regione Emilia-Romagna.
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L'ex premier del centrosinistra Romano Prodi (ansa)
Sfuma nel giro di poche ore il sogno di una nuova stagione per Romano Prodi alla guida di Bologna, da sempre città vetrina della sinistra italiana. E ora città  in subbuglio, dopo le dimissioni del sindaco Delbono. È stato proprio l’ex premier a mettere la parola fine alla nuova telenovela, in onda soprattutto sui giornali, su una sua scesa in campo nel capoluogo emiliano. Continua
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Flavio Delbono, 51 anni, si è dimesso da sindaco di Bologna | (Ansa)
“L’inferno non è mai tanto scatenato quanto una donna offesa”. Così scriveva William Shakespeare, più di quattro secoli fa, ma oggi la frase ben s’attaglia al crepuscolo politico di Flavio Delbono, ex sindaco di Bologna. Costretto lunedì 25 gennaio alle dimissioni dall’ira funesta della sua compagna e segretaria, Cinzia Cracchi: prima lasciata, poi spedita a fare la centralinista. Insopportabile, specie per una donna abituata a costosi tailleur e alle borse di Louis Vuitton. Continua
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Il sindaco di Bologna Flavio Delbono fuori dagli uffici della Procura di Bologna | (Giorgio Benvenuti/Ansa)
Un pressing che dura da giorni e che in 48 ore, da sabato 23 a lunedì 25, ha raggiunto lo scopo: Flavio Delbono, sindaco di Bologna, ha fatto un passo indietro, ha lasciato la poltrona, si è dimesso da primo cittadino.
Se ne va dopo soli sette mesi a Palazzo D’Accursio alla vigilia della discussione del suo primo bilancio. Continua
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Era annunciata da mesi, ora la candidatura è diventata formale. L’ufficialità è arrivata ieri, in un’inattesa conferenza stampa: l’imprenditore Alfredo Cazzola, ex patron dei rossoblu della Virtus e del Motorshow, si candiderà a sindaco di Bologna.
Per il momento, sarà una lista civica a supportarlo, ma il Pdl ha già firmato un atto congiunto per sostenerlo. I quattro coordinatori regionali di Forza Italia, Alleanza Nazionale, Lega nord e Popolari italiani, (nell’ordine, Giampaolo Bettamio, Filippo Berselli, Angelo Alessandri e Carlo Giovanardi) nelle prossime ore si riuniranno infatti per ratificare il loro appoggio.
Con la decisione di Cazzola, i candidati per la più importante poltrona di Bologna sono dunque tre. Dopo il ritiro di Sergio Cofferati, l’ex presidente del Bologna calcio se la dovrà vedere con il democratico (area Margherita) Flavio Del Bono, molto vicino a Prodi, che pare non l’abbia presa bene (”Bologna di tutto ha bisogno meno che di un Berlusconi in miniatura” ha detto ieri a un quotidiano locale) e all’ex primo cittadino Giorgio Guazzaloca (finora appoggiato dall’Udc), sempre intenzionato ad andare avanti.
Cioè resta da capire se quest’ultimo dopo la candidatura di Cazzola, darà seguito alla sua decisione. Secondo l’imprenditore, ci sono buone possibilità che non corra: “Guazzaloca? Con la mia candidatura il rischio per lui aumenta. Non sono neppure sicuro che correrà . Non capisco perché deve aspettare tanti mesi. Credo che si presenterà solo se vede che non c’è nessun altro contro Delbono. Ma io sono partito e non mi fermo più”. Si vedrà , perché al momento tutti i sondaggi davano l’ex sindaco saldamente in testa contro i rivali della stessa parte e pure contro il candidato del Pd.
Mercoledì Cazzola ha tra l’altro annunciato “una cosa che non ha mai fatto nessuno”: entro il 14 febbraio (giorno del suo 59esimo compleanno) ha promesso di presentare “l’intera giunta, come dovrebbe essere per tutti, senza aspettare insopportabili spartizioni con i partiti”. Composta perlopiù da donne e da “molti quarantenni perché per fare questo mestiere ci vuole molta energia”.
Quanto ai potenziali conflitti d’interesse, il neocandidato è stato tranchant: “E perchè mai? Non ho mai posato un mattone in questa città ”. A dieci anni esatti dall’ultima vittoria, e dopo l’ultimo exploit a firma proprio di Guazzaloca, un altro outsider della politica potrebbe far ritornare il centrodestra a Palazzo D’Accursio. Con esiti fino a ieri imprevedibili.