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Era il difensore dei diritti femminili. È morta il 4 marzo a ottantadue anni. A pochi giorni dal centenario della Festa della donna. E nello stesso giorno di uscita del suo libro Una vita speciale per le edizioni Piemme.
Augusta Lagostena Bassi, meglio nota come Tina, era malata da alcuni anni. E se molti, soprattutto i più giovani, la ricordano per la sua staffetta con Santi Licheri come giudice della trasmissione Forum, la storia italiana non può che ricordarla come l’avvocata (con la “a” finale, come piaceva a lei) delle donne.
Rigida, composta, coraggiosa. La prima a introdurre la parola “stupro” e a sconfiggere, con termini asciutti e crudi, raccontando e attaccando, la vergogna delle donne violentate, dando loro forza e speranza nella giustizia. Fu lei a difendere i diritti di Donatella Colasanti contro Angelo Izzo nel famoso processo sul Massacro del Circeo. E fu lei, nel 1979, a far sì che si portasse in tv un processo per stupro, il primo a porte aperte della storia italiana, provocando un impatto eclatante sugli spettatori. Nella sua arringa appassionata, sosteneva agguerrita: “Se la donna viene trasformata in un’imputata, si ottiene che non si facciano denunce per violenza carnale. Secondo me è umiliare una donna venire qui a dire non è una puttana… una donna ha diritto di essere quello che vuole, senza bisogno di difensore, e io non sono difensore della donna, io sono l’accusatore di un certo modo di fare i processi per violenza, ed è una cosa diversa… Tutto si cerca di sporcare”.
L’uscita di scena dell’avvocata ha toccato anche la blogosfera. “Fiorella, Donatella, Rosaria e tutte le donne ti ringraziano, Tina“, si legge in internet, con riferimento alle sue assistite. E non solo.
E anche, ricordandola soprattutto a Forum: “La paladina della giustizia. Misurata, signorile, carismatica. Quando difendeva la causa di una donna sfiorava la faziosità , ma le si perdonava tutto“. Ancora: “Ci lascia l’avvocata Tina Lagostena Bassi“, “un simbolo per la tutela dei diritti delle donne riuscendo a far cadere quegli omertosi tabù che aleggiavano anche nei palazzi di giustizia”.
Tra le fondatrici del Telefono Rosa, dal 1994 al 1995 Tina Lagostena Bassi ha anche ricoperto il ruolo di presidente della Commissione Nazionale parità e pari opportunità tra uomo e donna, presso la presidenza del Consiglio dei ministri.
E recentemente, nel clima caldo sul tema “aborto“, in televisione non aveva esitato a pronunciarsi sulla legge 194: “La 194 dà alla madre il diritto assoluto di essere portata a conoscenza dello stato del feto”.
Qui il video storico del processo del 1979 da Youtube:
Un altro stralcio del processo, da Youtube, dove vengono rivolte accuse di poca “serietà ” alla ragazza violentata:
PER APPROFONDIRE: Il video della sua ultima sentenza su Forum (del 19 febbraio, sulla ragazza con fratello gay) - La puntata de La storia siamo noi sul massacro del Circeo -

“Mister Prezzi”, la nuova figura proposta dal Governo per contrastare il carovita non convince tutti. Pubblichiamo qui l’intervento che un lettore di Panorama.it ha postato nel forum del sito. Invitandovi a dire la vostra.
Approfitto dell’ospitalità di questo sito per tentare di rivolgere una domanda al caro ministro Giulio Santagata, o al suo ufficio stampa - hai visto mai che leggano Panorama.it.
Leggo sui giornali che il Santagata vuole costituire una nuova figura istituzionale chiamata “Mister Prezzi” (già il nome da personaggio dei fumetti è tutto un programma) cioè una sorta di nuovo supereroe pubblico che combatta gli aumenti delle tariffe del pane, del latte, del pollame e di parecchie altre cose.
Ora, mi piacerebbe capire se Mister Prezzi lotterà sul campo contro gli aumenti anomali: si apposterà all’uscita dei negozi per interrogare gli avventori insoddisfatti di salumieri e ortolani? Agirà come una specie di vendicatore amico dei clienti e nemico dei fruttivendoli? Accoglierà le denunzie di noi oppressi? Girerà mascherato e col mantello? Sarà armato?
E se viceversa questo signore si limiterà a controllare i prezzi, certo, ma da una scrivania del ministero: abbiamo davvero bisogno di lui quando già esistono il CIPE e l’Osservatorio Prezzi del ministero medesimo, che già in due dovrebbero fare quel lavoro?
Non è che per abbassare di 0,2 centesimi il costo della bresaola ci tocca pagare nuovi stipendi, a Mr. Prezzi e ai di lui immagino numerosi collaboratori, consulenti, funzionari, impiegati, segretarie eccetera?
Marietto
Voi che cosa ne pensate? Dite le vostra nel forum o nei commenti qui sotto.
Il VIDEO servizio:
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- Tags: Camera, Carolina-Lussana, Carroccio, centristi, deputati, Forum, Giuseppe-Galati, Lega, nozze, padani, Pier Ferdinando Casini, Uc, Umberto Bossi
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Se il matrimonio di Pier Ferdinando Casini con Azzurra Caltagirone sarà l’evento politico mondano d’autunno (utile a far dimenticare all’Udc il caso Mele), ce n’è un altro che sta facendo molto discutere: le nozze, il 24 settembre prossimo, del centrista Giuseppe Galati con la leghista Carolina Lussana.
Già perché l’unione tra i due non va proprio giù ai leghisti, che sul Forum ufficiale del movimento da giorni vivono il “tradimento” della bionda Carolina come un vero colpo al cuore alla coerenza di partito. Sì, perché i futuri sposi sono geograficamente e politicamente agli antipodi, pur militando nella stessa coalizione. Lei, bionda, slanciata, padana doc (nata a Bergamo il 9 novembre ‘71) e militante del Carroccio fin dalla prima ora; lui scuro, catanzarese, dieci anni più anziano, non esattamente uno spilungone, sottosegretario alle Attività produttive nel governo Berlusconi, e fin da giovane molto attivo nella Dc calabrese.
I due si frequentano istituzionalmente da un paio di legislature, da quando cioè la Lussana ha fatto il suo ingresso alla Camera, ma, dice chi li conosce, lei, algida e professionale, non si è mai mostrata sensibile alle galanterie del collega Udc. Fino alla primavera di quest’anno quando (finalmente) i due si fidanzano e fanno le comunicazioni di rito. Ma prima delle affissioni in municipio, doverosamente informano i leader. Sulle prime sembra che neanche ai vertici dei due partiti abbiano fatto i salti di gioia. Nella Lega, soprattutto: l’inatteso “asse matrimoniale” rischierebbe di riavvicinare Umberto Bossi e Pier Ferdinando Casini, tra cui in passato i rapporti non sono stati propriamente rose e fiori.
Ma a dire no sono soprattutto i “duri e puri” giovani leghisti, che con il loro solito savoir faire, non le mandano a dire alla Lussana. Il motto: “Ma va a ciaparla in del cu’! Terùn del’osti!” - riferito a Galati - potrebbe bastare a dissipare ogni incertezza. Tuttavia, leggendo gli altri interventi, pare che il vero fastidio non sia la provenienza geografica del promesso sposo, piuttosto i suoi trascorsi democristiani e la sua attuale posizione centrista, visto che per i militanti del Carroccio, i vecchi dc “sono un’organizzazione mafiosa”, scrive Juv. E via di questo tono. Certo, non mancano interventi che tentano di “giustificare” l’unione: “non vedo il problema, l’importante è che sia convinta lei”, dice El Milanes, tuttavia butta lì Il Duce: “una parlamentare Leghista Bergamasca che sposa un terùn calabrolese dell’udc… voi avreste ancora il coraggio di fare 1 applauso dopo un intervento di Carolina Lussana?! io no”. C’è anche chi si richiama all’esempio del capo: “Purtroppo è così, al cuor non si comanda… vi ricordo che la moglie del nostro amato capo è siciliana. per me la Carolina Lussana può sposare chi vuole basta che rimanga coerente con le sue idee!”, dice Mensy89; zittito subito dall’irriducibile Molfab: “La moglie di Bossi non è democristiana, ma soprattutto non lavora a Roma in un partito di schifosi democristiani”. Stoico e irremovibile, chiude l’utente Churchill: “Par mi solo questo: mai con un terun. Fino all’indipendenza!”.
Il dibattito si arena ben presto mentre i preparativi invece fervono, a quanto si dice appannaggio della Lussana: matrimonio in chiesa (i due sono molto religiosi: su YouTube circola da tempo il video di Carolina sulle mozioni antigay alla Camera) sulle rive del lago di Como. Cerimonia pomeridiana e a seguire cena per 120 persone, in prevalenza amici (pare ci saranno Bossi, Maroni, Calderoli, Baccini, Cesa, Casini). Mancheranno i giovani leghisti, ovviamente.


George Bush il 9 maggio è in visita a Roma, in una città presidiata. Per motivi di sicurezza la tappa a Trastevere per incontrare la Comunità di Sant’Egidio è saltata: meglio come luogo del meeting la sede dell’ambasciata americana. La partenza l’indomani, nel giorno del Corpus Domini: ma il presidente americano si perderà la processione, volandosene via in mattinata.
In occasione di questa rumorosa toccata e fuga, Panorama.it ha invitato i suoi lettori a porre le loro domande a Bush in un apposito forum. Ne abbiamo selezionate dieci. Eccole:
1) Il suo mandato presidenziale s’avvia al termine, ma rimangono in campo molti problemi internazionali di vitale importanza per l’Occidente e gli USA, quale il terrorismo. Come pensa che il suo successore agirà in questo campo e quale può essere il destino dell’umanità e degli USA se dovesse prendere una via diversa dalla sua? Come vede il nostro futuro se ci sarà una deviazione politica fondamentale dalla lotta al terrorismo?
(da tarivorto)
2) Perché ha attaccato militarmente e in rapida successione l’Afghanistan e l’Iraq, allorquando il commando suicida delle Torri gemelle non era composto da alcun soggetto delle suddette nazionalità , bensì da sauditi e nordafricani? come mai, a distanza di ben 4 anni, non sono state ancora ritrovate le cosiddette “armi di distruzione di massa” in possesso di Saddam, che a quanto pare erano classificate quale “piatto forte” per giustificare l’invasione (rivelatasi criminale) di uno stato sovrano come l’Iraq, seppur guidato da un dittatore?
(da castigamatti)
3) Signor Presidente, pensa Lei che prima dell’anno di grazia 2020 i soldati americani di stanza in Iraq (almeno quelli che avranno la fortuna di sopravvivere) potranno tornare a casa? (da Idenio)
4) Come la mette con la questione dei suoi forti legami con la famiglia Bin Laden?
(da Fox_Mulder)
5) Vorrei chiedere a Bush, di cui ammiro il coraggio e la strategia che sta adottando, cosa farà con l’Iran prima di lasciare la Casa Bianca, nel caso in cui il programma nucleare si intensificasse? magari con un attacco metterebbe in difficoltà il prossimo presidente?
(da giulio)
6) Sta pensando ad altre fonti energetiche piuttosto che rubare il petrolio in Medio Oriente?
(da Fox_Mulder)
7) Alle primarie USA, per quale candidato repubblicano voterà ? Cosa pensa dei candidati repubblicani?
(da gustaveflaubert e alessandro laurenzi)
8) Tra i democratici secondo lei chi vincerà , Obama o la Clinton? e chi è meglio che vinca? Cosa pensa di Hillary Clinton?
(da gustaveflaubert e alessandro laurenzi)
9) Se lei fosse un cittadino italiano, per quale partito voterebbe?
(da gustaveflaubert)
10) Pur comprendendo le necessità politiche, gli interessi commerciali, le convenienze che implicano l’accettazione di situazioni che normalmente, nei quotidiani rapporti di vita, ben diversamente sarebbero trattate, le chiedo perché non pensa di “congelare” i rapporti con quegli stati che perseguono politiche internazionali ambigue rispetto alle alleanze in essere (predicano bene ma razzolano molto male)?
(da gek)
GUARDA LA GALLERY: Roma blindata per la visita del presidente americano
- Tags: Acerra, Alessandro-Beulke, ambiente, business, camorra, Campania, Caserta, Discariche, ecologia, emergenza, Forum, Guido-Bertolaso, immondizia, Mafia, Napoli, Nimby, rifiuti, Sicilia, termovalorizzatori
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Blocchi sulle strade, sindaci incatenati alle ruspe, picchetti di protesta per bloccare i lavori per nuove discariche, con tanto di benedizione del vescovo (Monsignor Raffaele Nogaro a Caserta). L’unico robusto incremento nella sporca faccenda dei rifiuti in Campania (e in Sicilia) riguarda le proteste. Tante, vibranti e spettacolari. Al punto che l’emergenza ambientale è ormai questione di ordine pubblico. Prendiamo la Campania: 6 milioni di abitanti e 7.300 tonnellate di rifiuti ogni giorno. L’equivalente di 350 Tir. Eppure la soluzione ci sarebbe.
Secondo il direttore del progetto Nimby Forum, Alessandro Beulke, la ricetta è fatta di tre soli, fondamentali, ingredienti: “Più alfabetizzazione ambientale per i cittadini, maggiore disponibilità al dialogo e capacità comunicativa da parte delle istituzioni locali e nazionali, tecnologie all’avanguardia e procedure certificate delle aziende che lavorano nel ciclo dei rifiuti”. Il Forum, promosso da Aris, associazione non profit con l’obiettivo di avvicinare cittadini ed enti nella realizzazione di opere utili ma ostacolate da chi le vede sorgere nel proprio “cortile”, chiarisce: oggi non si può prescindere da termovalorizzatori e raccolta differenziata, come dimostrano i casi virtuosi di Francia e Germania, ma anche, senza varcare le Alpi, di Brescia. “In Campania invece” è l’amaro paradosso citato da Beulcke “i termovalorizzatori li bloccano come fossero ecomostri e i rifiuti li mandano in Germania dove, proprio grazie a questi impianti, li trasformano in energia. Guadagnandoci due volte”. Il perché è semplice “La legge Ronchi, tuttora in vigore, dice che un termovalorizzatore (un inceneritore di rifiuti in grado di generare calore e produrre energia elettrica), per assolvere al suo compito dovrebbe non precedere, bensì seguire un accurato processo di raccolta differenziata. Ed è qui il guaio” spiega Beulcke: “La Sicilia, per esempio, in questo è molto scarsa, intorno al 5%”.
Ed è cominciata una nuova corsa contro il tempo. “In Campania è il momento peggiore, la situazione più difficile e drammatica di questi ultimi 14 anni di amministrazione straordinaria” è costretto ad ammettere Guido Bertolaso, commissario per l’emergenza rifiuti dall’ottobre 2006: “L’unica discarica ufficiale sarà satura tra alcune settimane, e l’inceneritore costruito ad Acerra funzionerà da ottobre. Per il secondo inceneritore previsto, i lavori non sono cominciati. Dei dodici siti di smaltimento già progettati, uno solo funziona. Inoltre, gli otto centri di smaltimento esistenti sono in attesa di una ristrutturazione completa, in quanto progettati in maniera errata” ha detto Bertolaso.
Siciliani e campani chiedono una politica ambientale di smaltimento rifiuti più attenta alla salute delle persone, lamentando (leggi il caso della discarica di Basso dell’Olmo) di aver già patito conseguenze durissime per le discariche abusive, e non solo, nel loro territorio. “Sono aumentati i casi di tumore rispetto alla media nazionale e di malattie del sistema immunitario” sostengono al Comitato allarme rifiuti campano. Ribattono i Verdi di Caserta: “Si possono contrarre infezioni anche per la presenza dei rifiuti per le strade”. Per uscire dall’impasse, i comitati di protesta campani, sostenuti dal sacerdote pacifista e barricadero, Alex Zanotelli e dalle Assise per la città di Napoli e del Mezzogiorno, hanno rivolto un appello niente meno che alla Commissione Europea per disincentivare la realizzazione di termovalorizzatori, considerati ad alto potere inquinante. Uno di questi impianti dovrebbe sorgere, infatti, nei pressi di un’oasi protetta del Wwf, a Serre, nel parco naturale del Cilento, a sud della regione, da cui vengono molti prodotti alimentari Dop campani. L’altro sito dovrebbe sorgere nell’area di “Lo Uttaro”, nel casertano, progettata a solo 1 km da un ospedale in costruzione.
Proteste e appelli anche in Sicilia dove dovrebbero sorgere 4 termovalorizzatori pronti a mandare in fumo l’immondizia di casa propria e, forse, anche quella campana.
Senza contare gli ostacoli dovuti agli interessi delle ecomafie. Nella relazione sull’emergenza rifiuti redatta dalla Corte dei Conti si denunciano le irregolarità negli appalti per lo smaltimento assegnati anche a imprese indagate per mafia, il mancato rispetto e continue deroghe alla normativa europea e nazionale, e persino procedure non trasparenti nella scelta del personale che lavora al commissariato per l’emergenza rifiuti. Ora, un disegno di legge promette in soli 5 articoli di risolvere il problema, multe di 60 mila euro e fino a dieci anni di reclusione per chi commette reati ambientali, tra cui la frode, il danno, il disastro ambientale ed il traffico illecito di materiale radioattivo.
Già , ma la legge non basta a mettere fine all’allarme nelle due regioni martoriate dal problema rifiuti. Chi protesta chiede oggi l’approvazione di un nuovo piano che privilegi scelte meno inquinanti, come il riciclaggio e la raccolta differenziata ed una conferenza interregionale per non puntare tutto sulla termodistruzione. In fondo, anche Beulke è “d’accordo con chi, come Legambiente, dice sì alla termovalorizzazione sempre che sia un processo a valle di una corretta pianificazione della gestione dei rifiuti”.
- Tags: blog, comune, democrazia-digitale, Forum, giunta, interventi, opinioni, Ponte-sullo-Stretto, Reggio-Calabria, Rocco-Cassone, sindaco, Villa-San-Giovanni
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Prima c’era, oggi non c’è più. Più avanti tornerà . No, la magia non c’entra. Parliamo di una pagina web, quella del Forum, nella home page del portale del Comune di Villa San Giovanni (RC) (poco meno di 15mila abitanti: la punta dove Calabria e Sicilia si sfiorano). Come mostra la foto, ora la pagina non esiste. E, dove fino a venerdì 23 Marzo c’erano i numerosi interventi degli utenti (i cittadini villesi), oggi campeggia questa scritta: “…Vi informiamo che stiamo lavorando affinché il forum riprenda la sua normale attività … con un nuovo regolamento di ufficio e modalità di utilizzo”. Problemi tecnici? “Macché, piuttosto politici. Il Forum è stato oscurato su ordine verbale del sindaco Rocco Cassone che non ha ancora giustificato per scritto l’accaduto” dice al telefono un giovane frequentatore del forum, appartenente al sedicente “comitato” che - tramite email - denuncia come atto censorio la decisione del primo cittadino e chiede a tutti (ma proprio tutti, niente meno a “coloro che hanno a cuore le sorti dell’Italia democratica”) di firmare la petizione perché la pagina venga ripristinata, in nome della democrazia digitale. “E pensare che al Forum (animato e frequentatissimo: circa 400 interventi al giorno) partecipava anche l’Assessore G. Bellantone, che ha la delega alle Innovazioni tecnologiche. Anche lui è rimasto sorpreso dalla decisione del sindaco. Che ha scelto di chiudere questa piazza virtuale dove i villesi si trovavano a discutere dei problemi della cittadina (l’inquinamento soprattutto, il porto, il Ponte sullo Stretto, le strutture inesistenti, i servizi inefficienti) e a criticare le scelte dell’amministrazione”. E solo per qualche critica il Forum è stato chiuso? Possibile che non sia altro sotto? “Beh, sì… qualcuno a volte ha esagerato, gira voce che il sindaco abbia denunciato un forumista per calunnia… Ma non si chiude un forum perché qualcuno la spara grossa: è come se avessero chiuso il Parlamento dopo che i leghisti mostrarono il cappio, nell’era di Tangentopoli”. Paragone azzardato quello dell’agguerrito cittadino digitale. “Ci sta tutto: è grave che il sindaco continui a proporre in pubblico l’apertura di un confronto con la città e poi, in privato, censura e mina qualsiasi tentativo di democratizzazione”. Sindaco, ha sentito? Chiudere un Forum comunale è come alzare le tasse: fa arrabbiare i cittadini… “Ma io non ne so nulla: non ho ricevuto nessuna petizione via posta elettronica (anche se in realtà non capisco molto di internet)… Sto a quello che c’è scritto su ’sta benedetta pagina: stiamo lavorando a un altro forum, con regole precise, moderazione da parte di un webmaster (o come si chiama) e richiesta di nome e cognome per chi scrive”. Così la accuseranno di schedare gli utenti… “Facciano pure. Prima in quel forum, grazie all’anonimato, sono stati pesantemente e personalmente attaccati i vigili, gli impiegati, il presidente del Consiglio Comunale. Questo è il forum istituzionale del portale del comune, mica il sito di un privato! Comunque dopo Pasqua, rimetteremo in piedi la pagina e sarà migliore: mettendo dei filtri, scriveranno tutti, di più e senza insulti personali. Io sono di sinistra (guida una maggioranza Unionista, con Ds, Margherita, Prc e Movimento Democratico, ndr), figurarsi se censuro i dibattiti… Chiudiamola qui” prega. E infine rilancia: “Piuttosto parliamo di sviluppo: siamo in contatto con il ministro delle Infrastrutture Di Pietro per riconvertire i fondi che erano destinati al Ponte in fondi per lo sviluppo del porto…”. Sindaco, facciamo così: ne riparliamo a forum riattivato: quando sarà di nuovo on line ne discutermo lì. “Come vuole, allora a presto…”