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Maltempo, frana montagna nel vibonese: evacuato Maierato - Le foto

La frana

(Foto Ansa/BELCASTRO ANTONIETTA)

L’evacuazione in massa di tutti gli abitanti di Maierato, paese di 2.300 persone in provincia di Vibo Valentia, è in corso da stamani, dopo che ieri un intero costone della montagna che si trova a ridosso del centro è franato mettendo in pericolo numerose abitazioni. LE FOTO

Frana nel messinese: San Fratello è paese fantasma

Sono oltre 1.500 le persone sgomberate dalle loro abitazioni per la frana che da ieri, dopo 48 ore di nubifragio, minaccia il paese di San Fratello, in provincia di Messina

(ANSA/FRANCESCO SAYA)

(ANSA) - Sono ancora in corso a San Fratello, il paese del messinese colpito ieri da un vasto movimento franoso, le operazioni di sgombero degli edifici realizzati nella zona di nuova espansione edilizia del paese. Le Foto

Messina: sul web tributo a Simone, l’eroe di Giampilieri

Una veduta aerea sull'alluvione che ha colpito il messinese

Una veduta aerea sull’alluvione che ha colpito il messinese

Era un ragazzo sorridente, Simone Neri. Fra 9 giorni avrebbe compiuto 30 anni. Era sottocapo di prima classe della Marina. Aveva una ragazza e sognava con lei una famiglia, come tutti. E, nel nubifragio di giovedì scorso nel messinese, era in salvo. Verbi al passato. Perché Simone non c’è più. Continua

Legambiente: il 70% dei comuni italiani a rischio frane e alluvioni

Il fronte della frana a Giampilieri tra le foto aeree scattate il 4 ottobre

Il fronte della frana a Giampilieri tra le foto aeree scattate il 4 ottobre

Non si salva (quasi) nessuno. Tutta Italia è a rischio frane. Dopo il nubifragio della scorsa settimana che ha colpito il Messinese provocando numerose frane e crolli di abitazioni (qui le IMMAGINI)-  per ora sono 24 i morti e 40 i dispersi - si torna a riflettere sul livello di sicurezza dei comuni italiani. E torna alla luce una recente indagine (del 2008) di Legambiente e Protezione civile su tutto il territorio nazionale. Continua

Maltempo: due morti per una frana sulla A3. L’allarme dei geologi

frana-ansa
Per il crollo di un muro di sostegno dell’autostrata Salerno-Reggio Calabria, due persone sono morte e altre quattro sono state ferite vicino a Rogliano-Grimaldi. La frana è stata causata dall’ondata di maltempo che ieri ha investito la penisola, con piogge insistenti e forti mareggiate che hanno fatto una vittima anche sulla costiera amalfitana. La frana sottolinea l’Anas in una nota, si è verificata intorno alle 21.00 di ieri sera: un movimento franoso esteso oltre 50 metri che ha interessato l’intera sezione autostradale.
La colata di fango, detriti e vegetazione, innescatasi da una altezza di circa sessanta metri sul versante prospiciente la carreggiata sud ha invaso entrambe le carreggiate per una estensione di circa 80 metri, depositando un volume complessivo di circa 10.000 mc. di materiali incoerenti che ha travolto e divelto un muro di sostegno investendo un furgone con sette persone a bordo che transitava nell’istante in direzione sud.
Intanto continuano ininterrottamente le operazioni di rimozione del fango e dei detriti dalla sede autostradale da parte di decine di mezzi dell’Anas, dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile regionale, per garantire una rapida riapertura dell’autostrada, che per la lunga percorrenza è chiusa tra gli svincoli di Cosenza Nord e Falerna, con percorso alternativo sulla SS 107 e sulla SS 18. È stata liberata la carreggiata nord e le operazioni sono ancora in corso per liberare la carreggiata sud.

Una delle cinque persone rimaste ferite a causa della frana che ha invaso l’autostrada A3 è grave, è un uomo ricoverato con altre due persone nel reparto di neurochirurgia dell’ospedale di Catanzaro. Altri due feriti si trovano nell’ospedale di Lamezia Terme, ma le loro condizioni non sono gravi. I feriti e le due persone decedute erano a bordo di un furgone Peugeot che è stato travolto dal fango e dai detriti nei pressi dello svincolo autostradale di Altilia-Grimaldi.

Vittima del maltempo anche una donna sulla costiera amalfitana: il corpo è stato recuperato dai vigili del fuoco di Salerno, è stata travolta da un’onda e trascinata tra i flutti mentre stava passeggiando sulla battigia a Praiano. La donna, 36 anni, secondo quando riferito ai soccorritori da alcuni testimoni, stava passeggiando vicino ad un ristorante, sulla battigia, quando un onda l’ha travolta e trascinata in mare.

L’allarme è arrivato ai vigili del fuoco di Salerno intorno alle 15.15 e sono scattati subito i soccorsi. Un elicottero e una squadra dei vigili del fuoco di Salerno e le motovedette della Guardia costiera di Salerno sono subito partite per cercare la donna dispersa. I soccorritori hanno ritrovato il cadavere della donna a circa 40 metri dal punto dove era scomparsa in mare.

“Più volte abbiamo lanciato l’allarme sulla devastazione del territorio calabrese, ma nessuno ci ha mai ascoltato”, ha spiegato il presidente dell’Ordine dei geologi della Calabria, Paolo Cappadona. “Quello che è successo la scorsa notte” aggiunge Cappadona “è da terzo mondo perchè non si può morire per una frana sull’autostrada. In Calabria c’è un territorio devastato, esposto fortemente al rischio ideogeologico. A questo si aggiungono la malagestione del territorio e l’incuria dell’uomo. Il fatto è che ogni volta che cerchiamo come geologi di sensibilizzare le istituzioni su questo problema ci scontriamo con un muro di gomma perché non ne viene percepita l’importanza”.

Si sgretolano le Dolomiti: una frana da 60 mila metri cubi di roccia

È di 60 mila metri cubi la gigantesca frana che il 12 ottobre 2007 ha interessato un intero costone della Cima Una (2.698 metri), in val Fiscalina, nei pressi di Sesto Pusteria. La stima è della Protezione civile altoatesina.
Per fortuna si è verificata in un’area lontana dai sentieri battuti dagli escursionisti e, almeno per il momento, non c’è notizia di feriti o vittime. La frana che si è abbattuta nella mattinata a Sesto Pusteria, in Val Fiscalina, in Alto Adige, quando un costone della Cima Uno è crollato da 2698 metri di altezza, ha fatto precipitare a valle qualcosa come 60 mila metri cubi di roccia. Il polverone che si è alzato a causa del crollo rende difficile l’intervento degli elicotteri di soccorso. Nella natura calcarea della roccia, che la rende porosa, andrebbe ricercata la causa della frana, di dimensioni straordinarie rispetto ad altri crolli verificatisi sempre nelle Dolomiti.
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