Leggi tutte le notizie su:


francesca-martini

Ritocchi al seno: il governo dice stop per le minorenni. Arriva il registro per le protesi

Seno

È pronto e presto sarà presentato in cdm il disegno di legge che istituisce un Registro nazionale delle protesi mammarie e vieta il ritocco al seno alle minorenni. “Presto sarà presentato in Consiglio dei ministri”. L’annuncio è venuto dal sottosegretario al Welfare, Francesca Martini, a margine di un convegno organizzato oggi a Roma dal Sindacato italiani veterinari di medicina pubblica (Sivemp).
Il testo “sarà accompagnato dal registro delle protesi mammarie, per garantire la piena tracciabilità, e dal registro per i mielolesi perché c’è una specifica richiesta di aiutare chiunque ha una lesione midollare ad entrare in un centro di riferimento”.
“Il provvedimento” spiega la Martini “istituisce un registro per le protesi mammarie, a favore di tutte le donne che ricorrono alla chirurgia sia a fini ricostruttivi (per esempio a seguito di un intervento di rimozione di un carcinoma al seno), sia a fini estetici”. Perché “la tracciabilità delle protesi mammarie diventa un fattore di garanzia a tutela della salute delle donne, mentre il divieto di intervenire in piena età dello sviluppo dà anche ai medici un quadro normativo in cui lavorare meglio e con maggiore serietà”.
Qualche giorno fa l’American Society for Aesthetic Surgery, prestigiosa società internazionale di chirurgia plastica, ha pubblicato i dati sugli interventi del 2008. Per la prima volta la mastoplastica additiva (cioè l’aumento del seno) ha superato la liposuzione (aspirazione del grasso da cosce e fianchi): circa 355.600 donne si sono rifatte il seno contro le 341.1000 che hanno richiesto la liposuzione. Seguono in classifica la blefaroplastica (occhi) con 195.400casi, rinoplastica (naso) 152.400 e addominoplastica (pancia) con 147.400 casi.
Alla diffusione del seno artificiale contribuisce il successo di nuove tecniche, sempre meno invasive: iniezioni di acido ialuronico, trapianto di cellule staminali, espansori.

Circa due mesi fa fu la stessa Martini a sostenere: “Negli ultimi 10 anni vi è stata una proliferazione di interventi di chirurgia estetica e in particolare di protesi mammarie”. Per questo emerge “la necessità di dare una regolamentazione ad un settore che è un vero e proprio Far West”. E il sottosegretarioaggiungeva che “per quanto riguarda gli interventi di chirurgia estetica, sempre più spesso le adolescenti, più fragili e sensibili ai messaggi dei media, chiedono un seno nuovo. Ma considerati i rischi per la salute di interventi eseguiti quando la ghiandola mammaria non è ancora formata, stiamo pensando di escludere i ritocchi sulle minori non motivati da problemi medici. Voglio chiarire che non sono contraria alla chirurgia estetica, ma vorrei fornire a chi vuole sottoporsi a questo tipo di interventi garanzie e sicurezza”.

Ora il provvedimento annunciato dal sottosegretario Martini è scritto. E c’è da giurarci che farà emergere reazioni contrastanti: giusto scoraggiare il trend imposto da moda, tv, modelle e starlette, soprattutto fra minori. Ma alcuni contestano: in questo modo chi vorrà rifarsi il seno prima dei 18 anni lo farà comunque, attraversando il confine.

Seno rifatto, il governo vuole vietarlo alle minorenni. Siete d’accordo?

Nuova aggressione di cani a Modica: ferita una turista

 Due cani randagi
Nuova aggressione da parte di cani randagi a Sampieri, la località marina tra Scicli e Modica (nel Ragusano): una turista tedesca di 24 anni è stata azzannata da un branco di 7-8 animali mentre stava passeggiando sul lungomare di contrada Pisciotto, la stessa zona dove due giorni fa è stato azzannato, ed è morto, Giuseppe Brafa, di 10 anni. Quella di oggi è la quarta persona ferita in tre giorni.
La turista tedesca è in condizioni molto gravi ed è stata portata a Catania in elicottero. La donna stava passeggiando sulla spiaggia quando è stata circondata e aggredita dai cani che l’hanno azzannata ferendola alle gambe e alle braccia.

La donna è stata soccorsa da un gruppo di persone presenti sul posto, compreso il sindaco di Scicli, Giovanni Venticinque, che stava effettuando un sopralluogo nella zona, in compagnia di alcuni funzionari del Comune. I cani sono riusciti a fuggire.
“Stava passeggiando sulla spiaggia quando dei cani l’hanno prima circondata e poi aggredita: l’hanno morsa su tutto il corpo, è stato terribile”. Così un operaio di Scicli ricostruisce l’ aggressione alla turista tedesca.
“L’hanno straziata” ha aggiunto il testimone “e sarebbe morta se non ci fosse stato l’intervento di alcuni passanti, compreso il sindaco di Scicli, Giovanni Venticinque che l’hanno soccorsa”. Secondo l’operaio, “i cani in azione erano una decina, di piccola taglia, ma molto aggressivi”. La turista, riferiscono fonti investigative, è stata azzannata in diverse parti del corpo, compreso il volto che era irriconoscibile.
Ma ormai è guerra aperta tra i cani e gli uomini a Punta Pisciotto, tra Sampieri e Marina di Modica (zona nota, grazie alla tv: è lì che avvengono di solito i delitti della serie tv del “Il Commissario Montalbano”, ndr) . Il sindaco Venticinque, dopo la nuova aggressione di questa mattina, ha lanciato un appello ai residenti di contrada Pisciotto, tra Marina di Modica e Sampieri, perché evacuino la zona in attesa che venga bonificata dalla presenza dei cani randagi. I cani in passato si sono sbranati tra loro e ormai cercano carne e sangue vivi. Ieri pomeriggio i cani avevano tentato di aggredire un’anziana donna, e poi avevano sbranato una bambola. A dare manforte all’azione delle forze dell’ordine, la decisione del procuratore della Repubblica di Modica, Domenico Platanica: i cani randagi che sono liberi e che “costituiscono un pericolo sociale per la comunità” potranno “essere abbattuti dalle forze dell’ordine se necessario” ma per “quelli già catturati la decisione spetta all’autorità amministrativa e non a quella giudiziale”, ovvero devono “decidere la Asl e le organizzazioni amministrative preposte”.

Intanto martedì è anche il giorno dei funerali del piccolo Giuseppe Brafa. Le esequie si terranno nella Chiesa di San Giorgio di Modica alle 15. “La tragica e assurda morte del piccolo Giuseppe” dice il primo cittadino di Modica, Antonello Buscema: “è un evento luttuoso che addolora la nostra comunità”. Ma il primo cittadino è polemico: “Siano vicini e solidali nel dolore alla famiglia Brafa ma continuiamo a chiederci se tutti i provvedimenti necessari siano stati attivati per evitare che ancora oggi possano accadere simili tragedie”.

Partecipa al FORUM e LEGGI ANCHE: Cani pericolosi, niente black list. Arriva il cane impegnativo

Il VIDEO servizio:

Cani pericolosi, niente black list. Arriva il “cane impegnativo”

 Due cani randagi

Entrerà in vigore il 1° aprile “l’Ordinanza per la tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione di cani”, firmata dal sottosegretario alla Salute Francesca Martini, che andrà a sostituire i precedenti regolamenti voluti dagli ex ministri Girolamo Sirchia e Livia Turco.
La nuova ordinanza cancellerà la black list delle razze pericolose introducendo la figura del “cane impegnativo” e mirando alla responsabilizzazione dei proprietari, che risponderanno civilmente e penalmente dei danni arrecati dai loro cani, cui dovranno applicare sempre il guinzaglio e di cui dovranno peraltro obbligatoriamente raccogliere gli escrementi. “Abbiamo introdotto la responsabilità civile e penale del proprietario” afferma il sottosegretario Martini “superando la black list, la lista delle razze messe al bando”.
Dogo, pitt bull e rottweiler non saranno “criminalizzati” più di altri. Sparisce la discriminazione razziale, ma non si illudano: sono tutti sotto esame.
A rispondere del comportamento del cane sono i padroni e quanti occasionalmente li hanno in affido e li portano a passeggio. Per tutti, ed è la prima volta che accade, vige l’obbligo di tenere i cani al guinzaglio in aree urbane e luoghi aperti al pubblico. Altre novità sono l’istituzione del patentino e l’elenco dei soggetti aggressivi affidato alle autorità veterinarie. Il registro dei cani “impegnativi” è il passaggio cruciale.
Tutti i veterinari, anche i liberi professionisti che più spesso entrano in contatto con animali problematici, sono tenuti a fare leva sui proprietari. Questi saranno anche obbligati a stipulare una polizza assicurativa e seguire appositi corsi che si concluderanno con l’attestazione (il patentino) che vincolano il titolare ad adottare precauzioni, non ultima quella di applicare la museruola, mentre il guinzaglio, non più lungo di un metro e mezzo, è obbligatorio per tutti, anche per i cani di piccola taglia.
Ecco le nuove norme contenute nel provvedimento “Ordinananza per la tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani”:
Uso obbligatorio guinzaglio: per la prima volta introdotto l’ obbligo di usare sempre il guinzaglio, lungo non più di un metro e mezzo, nelle aree urbane e nei luoghi pubblici, parchi compresi, fatte salve le aree per cani individuate dai Comuni;
Museruola: portare sempre con sè per applicarla in caso di pericolo. Obbligatoria per i cani inseriti nel registro dei cani impegnativi;
Patentino: verrà rilasciato al termine di percorsi formativi organizzati da Comuni e Servizi veterinari Asl. Patentino e formazione sono obbligatori per i cani impegnativi;
Registro: i servizi veterinari, nel caso in cui rilevino un rischio, stabiliscono le misure di prevenzione e la necessità di eventuali interventi terapeutici cui devono essere sottoposti i ‘cani impegnativì che saranno iscritti in un registro aggiornato;
Assicurazione: i proprietari di ‘cani impegnativì devono obbligatoriamente stipulare un’assicurazione di responsabilità civile e applicare guinzaglio e museruola quando si trovano in aree pubbliche;
Obbligo raccolta deiezioni: a livello nazionale l’ordinanza prevede che in ambito urbano, chiunque conduca un cane è obbligato a raccoglierne le deiezioni e avere con sè gli strumenti adatti;
Altri divieti: vietato l’addestramento per esaltare l’aggressività dei cani, le operazione di selezione ed incrocio tese allo stesso fine, gli interventi chirurgici destinati a modificare la morfologia di un cane o non finalizzati a scopi curativi in particolare la recisione delle corde vocali, taglio delle orecchie. Il taglio della coda sarà consentito solo per i cani appartenenti alle razze riconosciute dalla Federazione cinofila internazionale (Fci). I cani impegnativi inseriti nel registro saranno vietati a chi ha subito una condanna, anche non definitiva, e ai minori di 18 anni.

Il VIDEO servizio:

Seno rifatto vietato alle minorenni

Cristina Del Basso

Di fronte a un continuo aumento di minorenni che non si piacciono e chiedono ai propri genitori un seno nuovo come regalo, il ministero del Welfare è deciso a porre un freno. “Stiamo pensando, insieme alle società scientifiche e ai chirurghi plastici di produrre delle linee guida in cui si vieti l’impianto di protesi mammarie alle ragazze sotto i 18 anni”. Ad annunciarlo è Francesca Martini, sottosegretario al Welfare, durante la presentazione di una ricerca sulla medicina estetica.

“È fondamentale”, ha spiegato il sottosegretario Martini, “informare le pazienti che questo tipo di intervento è un atto medico che presenta rischi e controindicazioni”. Oltre allo stop per questi interventi sulle minori, Martini ha spiegato le linee di lavoro su cui intende muoversi il ministero nei prossimi mesi. “Entro breve istituiremo”, ha continuato, “un registro nazionale su base regionale delle protesi mammarie impiantate, ovviamente tutelando la privacy delle donne che hanno subito l’intervento. Dobbiamo inoltre far sì che vi sia un reale consenso informato da parte della paziente, che possa conoscere anche il tipo di materiale e di protesi che le verranno impiantate. Infine dal registro arriveremo ad una banca dati nazionale per avere un quadro epidemiologico del fenomeno, perchè al momento non sappiamo quante donne si sottopongono a interventi del genere”.

Frattini all’Ue: basta con la tratta di cuccioli. In arrivo una task force

Il ministro degli Esteri Franco Frattini

Il traffico illegale degli animali da compagnia diventa reato.
“Pensiamo, con i ministri Alfano e Sacconi” ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini “di inserire un reato specifico contro il traffico di animali da compagnia. Un segnale forte contro queste mascalzonate”. L’Italia dice stop alla tratta dei cuccioli dai paesi dell’Est, un business da 300 milioni di euro l’anno, e questo è uno dei punti del piano d’azione. Frattini fa appello ai Paesi di origine per una collaborazione più stretta e ha scritto alla Commissaria Ue alla salute per standard e regole.
Azioni che fanno parte di una più larga alleanza con il ministero del Welfare, stretta oggi alla Farnesina alla presenza del sottosegretario alla Salute, Francesca Martini. Sul fronte salute Martini ha annunciato il via “a una task-force di esperti del ministero del Welfare che lavorerà intensamente in sinergia e in raccordo con la Farnesina”.
“Questo traffico” ha detto Martini “è divenuto una piaga che mette a repentaglio la salute pubblica esponendola ai rischi collegati sulla mancata profilassi degli animali e alle condizioni igienico sanitarie in cui sono mantenuti”. Ecco quindi che si pensa a un reato ad hoc che, secondo una bozza, prevede la confisca degli animali e reclusione fino a tre anni con l’aggravante se il traffico avviene senza vaccinazioni o da zone infette o con vincoli sanitari. Ma il lavoro è anche oltre frontiera.
“Chiedo una collaborazione più stretta con i Paesi di origine perché intensifichino i controlli da parte delle autorità veterinarie e doganali”, ha detto Frattini parlando del suo come di un “appello convinto” e sottolineando gli ottimi rapporto che l’Italia ha con questi Governi. “Assieme al sottosegretario alla Salute, Francesca Martini” ha detto Frattini “intendo sensibilizzare l’intervento delle Autorità dei Paesi più interessati: Ungheria (Paese già richiamato dalla Commissione Ue nell’ottobre 2007 su richieste del nostro Paese), Slovacchia, Polonia, Romania, Repubblica Ceca, Slovenia e Bulgaria, in ambito comunitario, così come di Estonia, Lettonia, Lituania, Russia, Bielorussia, Ucraina in ambito extracomunitario”.
Frattini ha inoltre annunciato di aver chiesto alla Commissaria europea alla Salute, Androulla Vassiliou “regole di controllo più strette” mentre in ambito nazionale ha “avviato le procedure per ratificare la Convenzione del Consiglio d’Europa per la protezione degli animali da compagnia, firmata dal nostro Paese nel 1987, ma, dopo 21 anni, non ancora recepita”. E con il Natale alle porte, Farnesina e Welfare lanciano un messaggio agli italiani: “Solo cuccioli di sicura provenienza”.
Intanto i numeri dei traffici e delle illegalità mostrano la drammaticità del fenomeno:
Su 1.189 ispezioni fatte su esercizi di vendita, allevamenti, strutture di addestramento, attività di dog-sitter, servizi di toelettatura, ambulatori privati e canili sanitari, ha riferito Martini, sono state accertate 639 violazioni di cui 102 a carattere penale e 532 a carattere amministrativo;
Secondo la Lega Antivisezione (Lav), che ha avviato una campagna di adozione, i cuccioli dell’Est acquistati a circa 60 euro sono venduti a prezzi fino a venti volte superiori una volta trasformata la loro origine da Est Europa a italiana. I traffici di cani riguardano in particolare le razze Schitzu, West Highland, Carlini e Beagle. I cuccioli nascono nelle cosiddette “puppy mills”, strutture che ospitano decine o centinaia di fattrici per la riproduzione, stipate in box piccolissimi. I cuccioli vengono strappati alle cure materne verso i 30-40 giorni di vita, viaggiano soprattutto di notte sui mezzi di trasporto a volte locali e a volte italiani, spesso accompagnati da passaporti falsi o falsificati. Altri arrivano nascosti nei bagagliai delle auto e il viaggio può durare anche 10-11 ore. Vengono venduti anche su internet o ai caselli delle autostrade, ma il 50% muore e dopo l’arrivo in Italia. I cuccioli che sopravvivono si ammalano di endoparassitosi, micosi, parvovirosi e rogna. Nei gatti sono diagnosticate endoparassitosi, infezione delle vie respiratorie superiori, micosi e rogna.

Ricercato il randagio che ha sbranato Mattia. In Italia 600mila cani “di strada”

Un cane tra i rifiuti

Il piccolo Mattia di 9 anni, sbranato domenica 5 ottobre da un grosso cane randagio e trovato morto in una pozza di sangue vicino casa a Circello, in provincia di Benevento, non è che l’ultimo caso di quest’anno. Il cane che lo ha aggredito, come ha accertato il medico legale, lo ha morso al collo provocando un taglio profondo. Non c’è stato più niente da fare. Alcuni cani randagi della zona di Circello da ieri sera sono stati sequestrati e sottoposti a controlli.
Ogni anno sono 70mila le persone aggredite da cani, secondo il Codacons, pari a 191 aggressioni ogni giorno e 600mila nella Penisola sono di “strada”, di cui solo un terzo ospitati nei canili rifugio (mentre sarebbero 1.650 i comuni italiani fuorilegge, cioè quelli che non hanno un canile comunale o una convenzione con un canile consortile o gestito dall’Asl o con un canile rifugio, dove ricoverare i cani abbandonati e randagi). Le razze a rischio “aggressività” sono 17, per le quali secondo l’ordinanza ministeriale del 2006 ancora in vigore c’è l’obbligo da parte del padrone di applicare il guinzaglio e la museruola nei luoghi aperti al pubblico.
Tra i più temuti i pitbull e i rottweiler. Secondo un rapporto dell’Aidaa (Associazione italiana difesa animali ed ambiente), sono oltre 1.200 i comuni che non dispongono di un servizio di cattura dei cani randagi. E le maggiori irregolarità riguardano la Campania, la Sicilia e l’Abruzzo. Solo nei mesi luglio e agosto sono stati abbandonati qualcosa come 11.500 cani e di questi solo un terzo sono entrati nei canili italiani.
Problema di leggi, quindi? Per niente: le associazioni animaliste insistono sul fatto che le norme contro il randagismo in Italia ci sono, “solo che devono solo essere applicate”. Un giudizio che va di pari passo a quello espresso dal sottosegretario con delega alla Salute Francesca Martini. Ma l’accusa di Aidda va oltre: “Il randagismo in Italia è arrivato a livelli d’emergenza. Le soluzioni ci sono basta volerle prendere in considerazione. E continuare ad ignorarle sarebbe una grave responsabilità per tutte le amministrazioni che devono farsi carico di questa emergenza”.
Una soluzione la propone Carlo Scotti, presidente dell’Associazione nazionale medici veterinari italiani (ANMVI), che propone un piano di sterilizzazione a tappeto degli animali senza proprietario, senza sperperare denaro pubblico: “Il controllo delle nascite rappresenta infatti il metodo più efficace e rapido per riportare il fenomeno entro standard di governabilità. Oggi non è così e le nascite fuori controllo rendono del tutto inadeguate e insufficienti le strutture di ricovero di questi animali”.

Lo scorso agosto è stata emanata una ordinanza che contiene una serie di misure proprio per prevenire abbandoni e randagismo.
- Applicazione di microchip: essendo un atto medico, deve essere effettuata dai veterinari pubblici competenti per territorio o da veterinari libero professionisti abilitati ad accedere all’anagrafe canina regionale. Contestualmente all’applicazione del microchip i veterinari devono effettuare la registrazione nell’anagrafe canina dei soggetti identificati. Il certificato di iscrizione deve accompagnare il cane in tutti i trasferimenti di proprietà. I microchip possono essere prodotti e commercializzati unicamente da soggetti registrati presso il ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, dove viene assegnata una serie numerica di codici identificativi elettronici. I produttori e i distributori devono garantire la rintracciabilità dei lotti dei microchip venduti.
- Divieti di vendita: riguarda i cuccioli di età inferiore ai due mesi o i cani non identificati o registrati. A due mesi scatta infatti l’obbligo di inserire il microchip elettronico
- Comuni: questi devono identificare e registrare in anagrafe i cani rinvenuti o catturati sul territorio e quelli ospitati nei rifugi e nelle strutture convenzionate e i sindaci sono responsabili dell’osservanza di tali procedure. Per effettuare controlli di prevenzione del randagismo devono dotare la propria Polizia locale di almeno un dispositivo di lettura di microchip ISO compatibile.

Paura da latte: controlli a tappeto sui prodotti made in China

Carabinieri dei Nas a Prato

Quanto è vicina la Cina? Tanto, troppo. Basta fare un giro nei supermercati italiani per accorgersene e acquistare i suoi prodotti alimentari.
Su quelli a base di latte, carne e vegetali, dopo lo scandalo e l’allarme del latte alla melanina (che ha già provocato la morte di 4 neonati ed oltre 50.000 bambini intossicati), è scattato il giro di vite: oltre 1.000 carabinieri dei Nas impegnati in tutta Italia in controlli a tappeto su negozi alimentari cinesi ed etnici e sui distributori; misure di controllo alle frontiere e una nuova certificazione ‘ad hoc’ su una vasta gamma di alimenti made in China per attestare che non contengono latte o suoi derivati.
E proprio durante le operazioni di controllo, dal Nord al Sud del Paese, sono stati molti i sequestri da parte dei Nuclei Antisofisticazione, che hanno anche denunciato 7 persone e chiesto la chiusura delle strutture commerciali.
In particolare, si precisa in una nota, “il Nas di Firenze, nel capoluogo e a Prato, ha operato il vincolo sanitario su oltre 2.500 confezioni di prodotti dolciari preparati o farciti con latte in polvere e burro di provenienza orientale, la cui importazione è vietata da una direttiva comunitaria”. I Nas di Ancona hanno invece individuato un esercizio commerciale etnico dove erano esposti biscotti, dolciumi e caramelle contenenti latte: è stato bloccato, rende noto il Comando carabinieri per la salute, “oltre un quintale di merce, destinato prevalentemente a giovani consumatori”.
Analoghe attività, proseguono i Nas, sono state condotte a Napoli e Catania, “con il sequestro complessivo di 400 confezioni di latte e yogurt e 600 di prodotti a base di carne avicola e vegetali di importazione cinese”. Gli alimenti sottoposti a sequestro “secondo i primi accertamenti” affermano i Carabinieri dei Nas “non sembrano contenere la sostanza ‘melamina’ o altri contaminanti pericolosi per la salute pubblica”.
Anche se i prodotti del latte distribuiti legalmente in Italia sono “assolutamente sicuri”, ha affermato il sottosegretario alla salute Francesca Martini (”Da anni” ha sottolineato “in Italia è vietata l’importazione di latte e derivati dalla Cina. I prodotti del canale legale della distribuzione sono sicuri”), resta il rischio delle importazioni illegali (per questo un rafforzamento dei controlli è previsto alle frontiere) o legate ad altri canali.
Una cosa però è certa: “Per il ‘made in China’ alimentare” ha detto il sottosegretario dopo un vertice con il comandante dei Carabinieri della sanità Nas, Saverio Cotticelli, per fare il punto sull’emergenza “in Italia saranno tempi duri”. Da oggi viene infatti introdotta una nuova certificazione, una sorta di ‘bollino’ di qualità, che gli importatori di merce alimentare dalla Cina saranno tenuti a presentare per assicurare l’assenza negli alimenti di latte e derivati del latte di origine cinese. I prodotti, ha spiegato Martini “saranno bloccati alla dogana fino al completamento dei controlli; il tempo massimo di permanenza sarà di 60 giorni, dopo di che la merce verrà distrutta. La stessa cosa accadrà se gli alimenti analizzati risulteranno contenere latte cinese”. La certificazione riguarderà una vasta gamma di merci: integratori alimentari, bevande ai cereali, salse piccanti di soia, biscotti e dolci, alimenti dietetici, caramelle, cioccolato, zuppe e lieviti.
L’obiettivo, ha precisato il direttore generale Sicurezza alimenti del ministero del Welfare, Silvio Borrello, è anche quello di prevenire le “possibili triangolazioni di prodotti provenienti dalla Cina e importati da paesi terzi”.

Guinzaglio obbligatorio per tutti i cani

Un caldo... bestiale!
Potrebbe arrivare presto il guinzaglio per tutti i cani a passeggio per strada, quindi non solo per i cani detti “pericolosi”. Questa una delle novità che saranno contenute nella nuova ordinanza sulla “Tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione di cani” in corso di stesura. Lo ha riferito il sottosegretario al Welfare, Francesca Martini ribadendo che, nel nuovo testo, la black-list delle razze pericolose “non ci sarà”.
E, dalla Cassazione, arriva una sentenza che punta sulla responsabilità del proprietario. Il padrone di un cane, specie se aggressivo come il pitbull, ha affermato la Cassazione, è sempre responsabile del comportamento dell’animale anche quando questo viene affidato ad un’altra persona anche se di famiglia che, non essendo “la persona dominante”, è inadeguata a gestirlo. Una sentenza, ha commentato Martini “che ci aiuta molto. Condivido il fatto che il proprietario è responsabile dell’animale”. In tal senso “punterò molto sulla formazione dei proprietari e in questo i veterinari saranno un nodo cruciale”.
Per quanto riguarda l’ordinanza, “sono contraria” ha detto Martini “al fatto che si lascino cani liberi in strada”. Nella nuova ordinanza, quindi, guinzaglio sempre e per tutti.
Confermato anche l’uso della museruola. In questo senso si sta pensando a collegare la museruola a determinate caratteristiche dell’animale (grossa stazza, reattività, vigorosità) e non alle razze.
L’ordinanza attualmente in vigore (la scadenza è per il gennaio 2009), prevede ora o il guinzaglio o la museruola per i cani appartenti a razze o incroci non compresi nell’elenco delle 17 razze di cani pericolosi elencate.
Il nuovo provvedimento cui sta lavorando il sottosegretario Martini, prende in causa la responsabilità del proprietario e ha lo scopo di “identificare gli strumenti per ridurre i fattori di rischio”. “Non proponiamo soluzioni semplicistiche che non guardano la radice del problema che è l’irresponsabilità”. “Non smantelliamo” ha sottolineato Martini “il principio di sicurezza dei cittadini ma prendiamo in causa la responsabilità del proprietario”. Inoltre, ha anticipato Martini, l’ordinanza sarà “leggera” sulla formazione, capitolo che invece entrerà in un disegno di legge ad hoc. Nella nuova ordinanza, quindi, confermato lo stop alla black-list, guinzaglio sempre per le vie cittadine per tutti i cani, museruola a seconda dei casi. Resta invariata la parte che riguarda l’assicurazione e quella che vieta la detenzione di cani impegnativi a soggetti che hanno precedenti penali.
FORUM

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 
FacebookTwitter
MobileFeed rss
FacebookTwitter

Il video del direttore, di Giorgio Mulè
L'arcitaliano, di Giuliano Ferrara
Cane sciolto, di Vittorio Feltri
L'editoriale, di Giorgio Mulè
L'europeo, di Sergio Romano
Fatti & credenze, di Luca Ricolfi
Fuori Porta, di Bruno Vespa

  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Meteo
  • le uscite al cinema
  • Viaggio nell'antico Egitto
  • Applicazioni Mondadori
  • Immobiliare.it
    Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

    Provincia
    Tipologia
  • R101
  • Promozione

  • Abbonati subito a Panorama!