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Amministrative: la Sicilia resta alla Cdl e nell’Unione comincia la resa dei conti

Leoluca Orlando, candidato sindaco del centrosinistra a Palermo
Alle 17,30 Romano Prodi ha dichiarato: “Le amministrative siciliane non sono un test nazionale. L’Unione, comunque, regge bene”. Un’ora più tardi Leoluca Orlando, candidato sindaco di Palermo per il centrosinistra, ha chiesto l’annullamento della consultazione,
telefonando personalmente al ministero dell’Interno.
Insomma, a pomeriggio inoltrato si è capito che exit pool e proiezioni (qui la diretta dalla Rete) hanno visto giusto: il centrodestra ha vinto al primo turno sia a Palermo, dove contro Orlando si ricandidava Diego Cammarata, di Forza Italia, sia nella provincia di Ragusa, dove il presidente uscente Franco Antoci (Udc) otterrebbe addirittura il 66%.
Inferiore, ma comunque di tutto rispetto data la popolarità di Orlando, il risultato parziale di Cammarata: il 54-56%, che consente di evitare con largo margine il ballottaggio. In attesa dei risultati delle comunali di Trapani (dove la Cdl è comunque in testa) e Agrigento (Cdl avanti ma si profilerebbe il ballottaggio), con giunte uscenti entrambe di centrodestra, si può dire che questo antipasto delle amministrative di fine maggio sia stato alquanto indigesto per l’Unione.
[i](Credits: [url=http://www.diegocammarata.it]www.diegocammarata.it[/url])[/i]
Il 27 e 28 si voterà in tutta Italia, (qui i principali duelli): 12 milioni di elettori saranno chiamati alle urne per eleggere certamente sindaci e amministratori, ma sarà difficile circoscrivere il tutto ad un fatto puramente locale. In realtà si tratta anche del primo vero sondaggio popolare sul governo Prodi; per questo Silvio Berlusconi ha deciso di impegnarvisi al massimo: “Per l’esecutivo e per Prodi saranno un’intimazione di fine mandato”. Certo è che se l’Unione ne uscirà sconfitta, i regolamenti di conti nella maggioranza e nel cantiere del Partito democratico appaiono inevitabili.
Già oggi, del resto, se n’è avuto un assaggio, con lo spoglio siciliano in corso: Manuela Palermi, capogruppo di Rifondazione comunista al Senato, ha scelto come primo bersaglio il ministro dell’Economia Tommaso-Padoa-Schioppa. “Sono fuori dalla grazia di Dio le sua
esternazioni sulle pensioni a pochi giorni dal voto in Sicilia. Sono incredula”.

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