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Giallo sui rimborsi dei biglietti Fs. In beneficenza?

Ferrovie dello Stato in tilt a Nordest a causa del maltempo di sabato

Ferrovie dello Stato in tilt a Nordest a causa del maltempo di sabato

Tra le tante ipotesi di “compensazione” con cui le Ferrovie dello Stato devono risarcire gli italiani vittime del caos ferroviario natalizio è emersa anche quella della beneficenza.
L’azienda guidata da Mauro Moretti ha appena tirato fuori 700 mila euro per rimborsare integralmente gli 8.200 biglietti dei passeggeri che erano rimasti a casa, rinunciando al viaggio. Continua

Decine di treni a rischio in Italia. Ecco la mappa interattiva


Visualizza Dopo Viareggio: i treni a rischio in una mappa di dimensioni maggiori

La strage ferroviaria di Viareggio occupa tutte le prime pagine. E dopo la cronaca arrivano le inevitabili polemiche. Il Corriere della Sera punta il dito sui nuovi pericoli. Ogni giorno ci sono 35 treni ad alto rischio. Trasportano gas, acido solforico, zolfo. Viaggiano sulla rete ordinaria, spesso di notte.

Anche Il Giornale punta l’attenzione sulla sicurezza. Sicurezza, il libro nero: tre anni di incidenti: si dà conto di motrici deragliate, vagoni di traverso, disastri sfiorati. Salta fuori un dossier elaborato dai macchinisti preposti al trasporto merci su rotaia: un elenco degli incidenti sconosciuti alla cronache e delle tratte più a rischio.
Nella sua edizione in edicola, Il Giornale pubblica anche un’infografica con le zone critiche della rete ferroviaria italiana. Ve la riproponiamo qui in una versione multimediale.

Repubblica mette l’accento sulle polemiche, i controlli mancati, le omissioni da individuare, il j’accuse del procuratore: “Un disastro non per caso”. Le ipotesi di reato sono omicidio colposo plurimo e incendio colposo. Ora dovrà fare luce l’inchiesta aperta dalla procura di Lucca.

Il video un minuto dopo l’esplosione


Le tragedie sfiorate a giugno

Il disastro di Viareggio è stato preceduto, nel mese di giugno, da altri due incidenti avvenuti sempre in Toscana, che hanno bloccato a lungo la linea ferroviaria, sfiorando, in alcuni casi, la tragedia.
6 giugno: un cavo della linea elettrica aerea si stacca e colpisce il locomotore di un treno Intercity partito da Milano, rompendo uno dei finestrini anteriori. Le schegge feriscono al volto, lievemente, uno dei macchinisti. L’incidente succede nella galleria Val di Sambro, tra Bologna e Firenze, in una zona tristemente famosa per le stragi dell’Italicus (1974) e della vigilia di Natale (1984). L’Intercity riesce a uscire dal tunnel e ad arrivare alla stazione di Vernio (Prato), ma un altro treno rimane bloccato in galleria per due ore circa. Pesanti ripercussioni su tutto il traffico ferroviario.
22 giugno: due vagoni di un treno merci deragliano a Vaiano (Prato) urtando un Intercity regionale, ma senza conseguenze per i passeggeri. Uno dei vagoni era una cisterna piena di acido fluoridrico. Il traffico ferroviario rimane bloccato per più di 4 ore e riprende poi su un solo binario, con ritardi enormi.

Le informazioni per chi viaggia

Sono stati attivati tue numeri verdi per rispondere agli inevitabili disagi dei treni dopo l’esplosione a Viareggio. Il numero 800.892.021 attivato dalle Ferrovie dello Stato: informazioni sul servizio dei bus sostitutivi. Il numero verde regionale 800.570.530: informazioni sui ritardi e sui blocchi del traffico ferroviario. Il numero verde 800.732.911 è stato invece attivato dal Comune di Viareggio: qui è possibile avere informazioni “relative all’incidente ferroviario, danni, vittime, interventi”.

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LA GALLERY

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Alta Velocità Milano-Roma: al via il 14 dicembre 2009

Frecciarossa

Il Freccia Rossa su cui ha viaggiato Silvio Berlusconi in occasione della corsa inaugurale della nuova tratta appenninica è partito e arrivato in perfetto orario: Milano ore 12.00, Roma ore 15.00. Ha così coperto in sole tre ore la distanza tra il capoluogo lombardo e la Capitale. A ragione quindi il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, sul treno di prova sulla linea Alta Velocità Milano-Roma, ha potuto commentare: “Questo è un grande passo avanti per il sistema dei trasporti italiani”.
Ma i clienti di Trenitalia dovranno aspettare fino al prossimo 14 dicembre prima di poter apprezzare i vantaggi del collegamento superveloce tra Milano e Roma. “Ci è stato illustrato” ha proseguito Formigoni “come dopo gli ulteriori ammodernamenti che sono previsti in altre tratte, ci saranno riduzioni di percorrenza nei prossimi anni fino ad arrivare al tempo netto di 2 ore e 35 minuti, nel 2013, tra Milano e Roma”. I treni dell’Alta Velocità, nel tratto tra l’Emilia Romagna e la Toscana, cioè tra Bologna e Firenze, continuano infatti, per ora, a percorrere i vecchi binari e non il nuovo tratto (79 Km, dei quali 73 in galleria) . Perciò l’intero tragitto tra Milano e Roma è coperto oggi in circa tre ore e mezza.
“Si tratta di notizie positive per il nostro Paese, tanto più che è stata utilizzata tecnologia italiana e che, in occasione delle prove, il treno ha battuto i precedenti record di velocità raggiungendo i 362 Km all’ora”. Positive, secondo il presidente Formigoni, anche le impressioni di viaggio: “Si viaggia a 300 km all’ora senza scossoni, potendo leggere, lavorare, discorrere con i vicini o i propri collaboratori, riposare”.
“Il viaggio” ha aggiunto il governatore lombardo “è stata anche per me un’occasione per riaffrontare con l’ingegner Moretti il tema del trasporto pendolari in Lombardia che fa registrare le note sofferenze. La Lombardia da tempo è impegnata per realizzare condizioni migliori su tutte le tratte pendolari”. I colloqui, cui ha partecipato anche l’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità, Raffaele Cattaneo, “hanno fatto registrare una svolta positiva” ha sottolineato Formigoni “che contiamo di trasformare in progetti precisi nei prossimi giorni di lavoro e nelle prossime settimane. Quello che è chiaro è che Regione Lombardia non sarà soddisfatta sino a quando il servizio pendolari non raggiungerà condizioni di puntualità e di comfort adeguate”.

Fs: riassunti i ferrovieri che timbravano il cartellino “a rotazione”

Un convoglio di Trenitalia

Torneranno al lavoro i 5 tecnici delle ferrovie licenziati l’8 agosto scorso, assieme a tre apprendisti, per cessato rapporto di fiducia: uno di loro aveva timbrato al posto degli altri il cartellino delle presenze nell’officina di manutenzione di Genova-Trasta. Una conciliazione condotta sul filo del diritto che consentirà ai ferrovieri di riprendere il loro posto e il loro stipendio (anche se con 66 giorni di retribuzione mancata e contribuzione interrotta, una delle sanzioni disciplinari più pesanti), e agli apprendisti di non perdere il posto di lavoro.
Si conclude così la vicenda dei ferrovieri genovesi licenziati da Trenitalia per un uso improprio del badge, cosa questa che aveva di fatto configurato per l’azienda la cessazione del rapporto di fiducia con i lavoratori: per la giurisprudenza del lavoro, giusta causa per il licenziamento.
I fatti risalgono alla prima settimana di agosto: uno dei lavoratori licenziati usò i badge che gli era stato lasciato dai sette colleghi, al termine dell’orario di lavoro ordinario, per consentire loro di cambiarsi e di prendere il treno e non perdere lo straordinario. L’uso improprio del badge venne scoperto e, considerato cessato il rapporto di fiducia, il provvedimento aziendale fu immediato.
Dopo l’ invio delle lettere di licenziamento, la Filt-Cgil ha immediatamente pensato ad una azione di tipo transattivo e in questo senso si è attivato l’ avvocato Agostino Califano che ha preso contatti con l’ azienda. La prima udienza, davanti al presidente della sezione lavoro del tribunale di Genova, Marco Gelonesi, aveva dato però esito negativo. è stato lo stesso giudice a invitare sindacato e Trenitalia ad avviare una transazione in previsione di una conciliazione che tenesse conto delle esigenze di entrambe le parti.

Conciliazione che è arrivata oggi con la decisione da parte di Trenitalia di riassumere gli otto dipendenti stante il riconoscimento da parte degli operai della “assoluta gravità della violazione commessa”, l’accettazione del licenziamento e il ritiro del ricorso, come ha sottolineato il direttore centrale delle risorse umane di Trenitalia, Domenico Braccialarghe.
La decisione è stata considerata “equa” da Trenitalia, mentre il sindacato non la ritiene “completamente soddisfacente” anche se ha considerato di dover accettare la proposta transattiva per dare tranquillità ai cinque operai a tempo indeterminato e consentire ai tre apprendisti di rientrare in servizio. “Un percorso giudiziale” ricorda il legale della Filt-Cgil Agostino Califano “pur con sentenza positiva avrebbe loro garantito un riconoscimento economico senza riacquistare il posto di lavoro”.

Milano, un Eurostar si “spezza” e perde vagoni. Era vuoto

 Un treno Eurostar

Un Eurostar senza passeggeri si è “spezzato” mentre il convoglio veniva trasferito dall’officina della Martesana alla stazione centrale di Milano. A riferirlo in una nota, sono i sindacati di categoria che definiscono l’accaduto “un episodio gravissimo, che sarebbe stato un disastro se lo spezzamento del convoglio fosse avvenuto pochi minuti dopo, in linea, ad alta velocità e carico di viaggiatori”.
L’incidente è avvenuto la mattina di lunedì 14 luglio, ma è emerso solo oggi, e si sarebbe verificato poco prima della partenza del treno Eurostar 9427, Milano-Roma delle 7,00. “L’Etr 500 si è spezzato in due tronconi tra le carrozze 11 e 12. Con tutta probabilità la causa sarebbe da attribuire ad usura o inadeguatezza manutentiva dei materiali del gancio”, spiegano i delegati sottolineando che “fortunatamente il fatto è avvenuto a bassa velocità, con il treno vuoto con la sola conseguenza di ritardi e soppressioni di corse per Roma”.
L’episodio, dicono i sindacati, non sarebbe isolato: il 5 aprile nei pressi di Roma “l’Eurostar 9437, Milano-Roma delle ore 12, a 250 Km/h, perse il tetto rischiando l’impatto con i treni provenienti in senso opposto” ed il 28 maggio, sempre vicino Roma, “si spalancò una porta in corsa al 9304, T-biz Roma-Milano delle 18 e 02, mentre viaggiava a 220 Km/h, senza che le apparecchiature lo segnalassero in cabina al macchinista”.
Fin qui la denuncia dei sindacati.
Pronta la risposta delle Fs: “La sicurezza dei viaggiatori non è mai stata a rischio”, commentano le Ferrovie dello Stato. “Quanto riportato in una nota dei delegati RSU/RSL dei ferrovieri” spiega Fs “è avvenuto durante le prescritte operazioni di controllo preliminari alla sua entrata in esercizio e, soprattutto, perché è il risultato di una errata manovra del personale di macchina, possibile solo in fase di partenza”. Di più: “L’errata manovra” aggiunge Ferrovie dello Stato “avvenuta durante la predisposizione del convoglio, ha determinato l’attivazione dei sistemi di sicurezza che hanno frenato una parte del treno impedendone il movimento e provocando la rottura di un gancio di collegamento, secondo i principi basilari della sicurezza ferroviaria”. Una situazione, assicurano le Ferrovie, che “non può in alcun modo verificarsi in corsa, con viaggiatori a bordo”.
Infine l’affondo: “Stupisce che i componenti della RSU/RSL non conoscano gli elementi fondamentali del sistema di sicurezza di FS, oggi fra le aziende in assoluto piu’ sicure, sviluppati sul principio del freno continuo adottato addirittura da un secolo nell’industria ferroviaria mondiale”.

La multa per Trenitalia in Veneto diventa sconto per i viaggiatori

Oltre 2,6 milioni di euro di multa nell’ultimo anno. Ma questa volta le vittime delle sanzioni non sono i viaggiatori ma Trenitalia. La maxi sanzione, infatti, è stata inflitta dalla Regione Veneto alla società che gestisce il trasporto su rotaia. La causa? I ritardi dei convogli e i treni soppressi senza preavviso, spiega l’assessore regionale veneto alle Politiche della Mobilità Renato Chisso.
La sanzione non viene riscossa dalla regione, ma da viaggiatore. In che modo? Semplice: il titolare di un abbonamento si presenta alla biglietteria della stazione di partenza e riceve, sull’acquisto del nuovo abbonamento, uno sconto pari all’importo della multa diviso per il numero dei titolari del biglietto mensile. Una misura, quella adottata dal Veneto, che è servita a limitare i disagi per i pendolari.
Intanto i disservizi restano: soprattutto sulla tratta Udine-Venezia-Treviso, a binario unico e utilizzata da numerosi convogli a lunga percorrenza. Lì è un calvario quotidiano, servirebbero nuove infrastrutture. Ma i soldi non ci sono.

Parte la stagione dei pendolari. Il treno per Milano, forse

[i](Credits: Francesco Z<p>edda)[/i]

Pochi giorni ancora e l’autunno dei pendolari lombardi entrerà nel vivo. Treni in ritardo e sovraffollati, carrozze sporche, interminabili attese alle stazioni. Perché nonostante le promesse di Regione Lombardia e Trenitalia, rispetto allo scorso anno la situazione non è cambiata di tanto: anzi. Le criticità sono sempre quelle e le soluzioni stentano ad arrivare. La linea Bergamo-Milano (55 chilometri in 55 minuti) si è meritata la medaglia di tratta più lenta d’Italia, e le cose non vanno meglio sulla Cremona-Milano né sulla Brescia-Milano.
Linee ferroviarie vecchie di oltre cent’anni che costringono i lavoratori, che ogni giorno devono raggiungere il capoluogo, a viaggi su convogli che non si sa se e come arriveranno a destinazione. E se sì, quando.
Dal gennaio al luglio di quest’anno, solo per fare un esempio, i treni partiti da Bergamo alle 7.25 che hanno accumulato ritardi variabili sono stati 124. E non è andata certo meglio nelle altre fasce orarie. La colpa, spiegano gli esperti, è della rete rotabile, che però negli ultimi mesi è stata potenziata. Il 2 luglio scorso il presidente della Regione Roberto Formigoni, il sindaco di Milano Letizia Moratti e il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro hanno inaugurato il raddoppio delle linee da Treviglio al capoluogo: da due a quattro. Peccato però che i nuovi binari saranno percorsi solo dai treni a lunga percorrenza (Eurostar e Interregionali su tutti) e non anche da quelli usati dai pendolari. Che, fino a quando non sarà costruito il cavalcavia di congiungimento tra i vecchi e i nuovi binari (il cosiddetto “Salto di Montone”), dovranno attendere in coda il passaggio dei convogli ad alta velocità. E continueranno, quindi, ad accumulare ritardi. Qualche anno fa si è costituito un Comitato Pendolari Bergamaschi: ha ottenuto incontri con i vertici di Trenitalia e della Regione per spiegare ragioni e richieste dei viaggiatori, ma si sono rivelati inutili. L’ex numero uno di Trenitalia Elio Catania, l’aveva promesso: “Nel 2006 i treni arriveranno da Bergamo a Milano in mezz’ora”. Oggi, alle porte del 2008, ci impiegano ancora 55 minuti.

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Le voci dei pendolari sul web: Il portale - Pendolari in piazza - Comitato pendolari - Bologna - Venezia - Pendolari Piacenza - Chivasso-Ivrea-Aosta - Acqui Terme - Bra e Alba - Cassino-Roma - Coordinamento pendolari umbri - Pendolari ferrovie Roma nord

No war, no ticket. Treni gratis ai disobbedienti

Disobbedienti sui binari alla stazione di Padova
No global, no war, no ticket.
I disobbedienti, di nome e di fatti, si impongono, pretendono e ottengono di viaggiare sui treni delle Ferrovie dello Stato, senza biglietto. Ci avevano provato già sabato mattina, scendendo dal Nord (est) verso Roma, per manifestare contro Bush e Prodi. Ma le Fs, dando prova di fermezza, hanno risposto ai soprusi (occupare i binari, impedire ai ferrovieri di fare il loro dovere, interrompere il traffico ferroviario e togliere agli altri passeggeri il diritto di viaggiare è un atto di violenza, dicono alle Ferrovie) pretendendo il pagamento del biglietto e concedendo solo lo sconto comitiva, previsto per gruppi superiori alle dieci persone. Ci hanno riprovato sabato notte, per il rientro, dalla stazione Tiburtina di Roma verso Venezia e Milano. E stavolta, dopo essersi scontrati con le forze dell’ordine, i no gloabl l’hanno spuntata, ottenendo un treno speciale, gratuito e tutto per loro.
Su chi abbia ceduto, è giallo. Con tanto di polemiche, da parte di cittadini, consumatori, politici e interrogazioni parlamentari. Coinvolto, il prefetto di Roma Achille Serra ha escluso “in modo categorico di aver firmato un’ordinanza relativa alla vicenda dei biglietti gratis dei treni che hanno riportato a casa i manifestanti no-war”. In tarda mattinata di domenica la replica delle Ferrovie: è stato “messo a disposizione un treno speciale per i manifestanti” che si trovavano nella stazione Tiburtina, “su formale richiesta del Dipartimento di pubblica sicurezza del ministero dell’Interno, per gravi ed improvvisi motivi di ordine pubblico”.
La versione del leader dei Disobbedienti veneti Luca Casarini non aiuta a chiarire la questione: “Non so chi li abbia messi a disposizione. Al mattino, quando eravamo partiti dal Veneto avevamo concordato un biglietto di 10 euro andata e ritorno. Alla sera ci hanno detto di no. Poi all’improvviso sono spuntati i due treni per tornare in Veneto e a Milano. Ma non so chi e come abbia dato l’ok”.
Tornati infine a casa, i no global dei centri sociali potrebbero ora essere raggiunti da denunce per interruzione di pubblico servizio dopo il blocco di sabato mattina alla stazione di Padova e Mestre. La Digos di Padova, sulla base dei filmati girati in stazione e della documentazione effettuata dagli agenti, sta individuando i molti Disobbedienti che avevano occupato i binari.

Guarda le GALLERY: La visita di Bush a Roma - Le manifestazioni e gli scontri

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Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
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