
L'ex deputata PdL, Gabriella Carlucci (Credits: Piergiorgio Pirrone - LaPresse)

A ogni peone il suo giorno di gloria. Quando le coalizioni, tra gli scanni di Montecitorio, si contrappongono come da trincee e basta un passaggio da una parte o dall’altra a provocare la sfiducia e far cadere un governo, ogni singolo eletto ha la sua chance di passare alla storia. Stavolta, a quanto pare, è il turno di Gabriella Carlucci, donna di spettacolo elogiata dal vecchio volpone democristiano Paolo Cirino Pomicino come deputata modello e come coerente cattolica liberale che asseconda finalmente il proprio cuore che batte ora per l’Udc. Continua
Non c’è pace per Gratian Gruia, il bambino romeno di tre anni riportato a Bucarest il 27 ottobre scorso e attorno al quale è nata una mobilitazione in Italia. In seguito alla sentenza emessa dal Tribunale romeno di Caras Severin il 3 dicembre, il piccolo sarà affidato nuovamente alla famiglia d’origine responsabile di averlo abbandonato dopo ripetuti maltrattamenti e sevizie. Sul caso, che riguarda la tutela dei minori stranieri non accompagnati e chiama in causa direttamente il governo italiano, i deputati radicali nel gruppo del Partito democratico hanno presentato una nuova interrogazione parlamentare ai ministri degli Esteri, Frattini, della Giustizia, Alfano, e degli Interni, Maroni.
Rispondendo ad una prima interrogazione, con la quale i Radicali avevano già sollevato il caso, il sottosegretario agli Esteri, Enzo Scotti, aveva fatto sapere che il ministro Frattini aveva già chiesto chiarimenti sulla vicenda e dato istruzioni all’ambasciatore italiano a Bucarest di compiere passi formali presso le autorità romene per avere assicurazioni sulla sorte del bambino. “Da quanto abbiamo saputo, il piccolo Gratian sta bene e si trova a Caras Severin, sua contea di nascita, situata nella parte sud occidentale della Transilvania. Come ambasciata italiana non possiamo esercitare forti pressioni, ma le autorità romene ci hanno assicurato che le cose procedono bene. Da parte nostra continueremo a chiedere informazioni e a offrire il nostro aiuto”. Sono le parole di Mario Cospito, ambasciatore italiano in Romania, incontrato da Panorama.it a Bucarest a margine della presentazione dei risultati del progetto di telemedicina “Near to needs” che vede impegnata l’Ulss 9 di Treviso e l’ospedale di Timisoara.
Gratian, trovato nel 2007 dalla squadra mobile di Roma, era stato abbandonato dalla madre e aveva subito gravi abusi dal padre e dalla nonna. Lo scorso maggio il pubblico ministero Simonetta Matone ottenne la revoca della potestà genitoriale del padre; ma l’8 luglio il Tribunale dei minori dell’Urbe ha disposto la riconsegna del bambino alle autorità della Romania. Prelevato dalla casa famiglia dove alloggiava in Italia, è stato accompagnato a Bucarest da un’assistente sociale e preso in consegna da funzionari rumeni che lo hanno portato via. Da subito l’ambasciatore Cospito, su indicazione del ministro Frattini, aveva sottolineato la preoccupazione per l’assenza di notizie sullo stato di salute e sul processo di adattamento in Romania del piccolo Gratian. “Le autorità romene hanno fornito la massima disponibilità affinché il bambino non subisse ulteriori traumi, ma dobbiamo vigilare e continuare a sensibilizzare l’opinione pubblica su casi del genere”, aggiunge Cospito, “In Italia ci sono oltre un milione di romeni e ci sono tantissimi minori abbandonati o maltrattati: dobbiamo rafforzare gli accordi tra i due paesi, soprattutto nella parte che prevede che il rimpatrio avvenga solo se non contrario all’interesse del minore”.
Alla luce della decisione del Tribunale romeno, la Farnesina ha formalmente chiesto al governo di Bucarest che Gratian venga trasferito in una struttura sociale italiana operante in Romania. Mino Damato, il giornalista che da anni lavora a tutela dei bimbi abbandonati in Romania, ha messo a disposizione del piccolo le strutture e il personale di “Bambini in emergenza“, il villaggio da lui creato a Sigureni, alle porte di Bucarest. Gabriella Carlucci, Pdl, vicepresidente della commissione bicamerale per l’Infanzia, ha annunciato di aver sollecitato al ministero di Grazia e Giustizia “un’indagine sul perché la causa si sia chiusa così frettolosamente al Tribunale di Roma”, bloccando l’iter guidiziario che avrebbe dato Gratian in affidamento. E ha confermato che una missione di parlamentari italiani si recherà in Romania, “purtroppo ormai dopo Natale, per accertare le condizioni attuali del bimbo e la situazione in cui vive”.
La situazione del bambino romeno non è l’unica in Italia: in ballo c’è la sorte di circa 2.500 minori romeni ufficialmente censiti (dati fine 2006) e probabilmente altrettanti non registrati all’anagrafe. Un accordo tra Italia e Romania, siglato lo scorso giugno, prevede, tra l’altro, la creazione di un sistema di collaborazione per la protezione, il recupero e la reintegrazione sociale dei minori. Secondo Ramona Badescu, famosa show girl da anni in Italia e da luglio nominata dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno, consigliere per i rapporti con la comunità rumena, “il bambino è rumeno e deve rimanere in Romania dove c’è molta attenzione per i bambini. Ci saranno meno cioccolatini, ma c’è tanto amore”. “E’ un’opinione personale che preferisco non commentare”, conclude Cospito a Panorama.it. “La cosa più importante è quella di preoccuparsi del futuro di Gratian e tutti quei bambini che si trovano in Italia nelle sue stesse condizioni. Le due comunità devono trovare punti di accordo per favorire i loro rapporti che restano buoni, nonostante gli ultimi fatti di cronaca nera avvenuti in Italia”.

Il libro era uscito già in estate. Ma la Finanziaria in discussione in Parlamento in questo periodo rende la fatica editoriale di Gabriella Carlucci e Willer Bordon, Il mercante e l’artista, un libro di piena attualità per comprendere il funzionamento dell’industria del cinema. La deputata Pdl, Gabriella Carlucci, racconta le novità per il mondo del cinema a Panorama.it.
Onorevole Carlucci, qual è la novità del libro che avete scritto e che sta pure nella Finanziaria?
Il credito d’imposta e il tax shelter.
Ci spieghi.
Il tax shelter e credito d’imposta sono agevolazioni fiscali che si sostanziano in risparmi che il contribuente ottiene dal fisco. Col credito d’imposta l’agevolazione si manifesta con maggiore facilità (il contribuente nonn paga Iva, Irpef, Irap o contributi e li reinveste nella produzione cinematografica) e quindi la sua utilizzabilità è più ampia. Con il tax shelter il contribuente è ammesso a ridurre il proprio reddito imponibile, purchè l’utile detassato sia reinvestito nella produzione. In entrambii casi di tratta di molto denaro che sarà a disposizione della produzione cinematografica.
E ci sono in questa Finanziaria?
Per la verità c’erano già nella precedente. Io mi ero battuta per anni per averle. Poi ho incontrato Willer Bordon. Lui mi disse che d’accordissimo con me.
E insieme, in maniera bipartisan, le avete presentate?
Esatto. Lui, che aveva i pochi voti disponibili con cui teneva in vita il governo Prodi, riesce a farle inserire nella Finanziaria 2007.
E quando siete andati voi al governo?
Bondi le ha mantenute. E nei prossimi giorni, dopo i pareri attuativi della Ue, saranno legge. Tra l’altro con valenza retroattiva.
Ovvero?
Cioè tutti gli sgravi fiscali potranno essere utilizzati nell’Iva fino da settembre 2008.
Ma cosa vi proponete?
Vogliamo aiutare il cinema a finanziarsi da solo. E a non essere dipendente dallo Stato.
Parla del FUS? Del Fondo unico per lo spettacolo?
Esattamente. Dal 1985 esiste il Fondo unico spettacolo. Che negli ultimi anni è andato via via diminuendo. E poi essendo fondi dati da una commissione non avete idea degli sprechi.
Amici degli amici…
Pensi che Veltroni nel 1996 da vicepremier e ministro della Cultura aveva dato un sacco di soldi a fondo perduto. Anche a film che erano brutti e non andavano in sala.
Con le misure defiscalizzanti Bordon e Carlucci invece?
Noi siamo per promuovere il merito. Ci saranno soldi solo che verranno assegnati solo tramite una graduatoria. E solo a film con cast di livello. E che, magari, ricevono pure dei premi e dei riconoscimenti a livello internazionale.
Significa che vedremo anche film con attori celebri?
Con il nostro sistema tornerà lo star system. Sapendo che pantalone non paga più i produttori si ingegneranno. E richiameranno grandi attori nei loro film, se vogliono avere un aiuto dallo Stato. Inoltre chi investirà in un film diventerà titolare dei diritti di sfruttamento di quel film e ci guadagnerà nella quota commisurata al suo investimento. E di conseguenza avrà tutto l’interesse che il film incontri i gusti del pubblico ed è ovvio che un attore molto amato può fare la fortuna di una pellicola.
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I senatori sono più moderni e più internauti rispetto ai loro colleghi onorevoli della Camera. A dispetto delle lunghe sedute che si devono sorbire per non mancare un voto (magari decisivo, visti i numeri ristrettissimi) e a dispetto dell’età media che li dovrebbe vedere più in ritardo sulla modernità rispetto agli onorevoli, un senatore su quattro (83 su 322) ha un proprio sito internet o blog, mentre solo un deputato su cinque (126 su 630) è presente in rete.
Alla Camera per quanto riguarda la classifica per gruppi, il Partito democratico stacca tutti con 50 deputati con il proprio sito, segue Forza Italia con 26, Alleanza Nazionale con 14, l’Udc con 7, Rifondazione con 5, i Verdi con 4 e via via gli altri. Stessa storia a palazzo Madama, dove il Pd conta 27 senatori internauti, Forza Italia 15; Alleanza nazionale 1, l’Udc 7, Sinistra democratica 4, Rifondazione Comunista, Lega e il gruppo Misto 3, Autonomie e la Dc 2, l’Udeur e La Destra 1.
Spicca, per notorietà, il blog del ministro della Giustizia, Clemente Mastella, da dove arrivano bordate a Beppe Grillo e Antonio Di Pietro. Si coccolano i loro cyber-elettori il senatore estero Luigi Pallaro con un sito latinoamericano e Oskar Peterlini della SVP che ha la versione in italiano e tedesco. Premio vanità a Sergio De Gregorio: nella biografia scrive di essere stato il più giovane giornalista italiano.
Entrando in alcuni dei siti o dei blog dei parlamentari è facile notare l’autoironia, come in quello di Ignazio La Russa, che chiama il proprio blog Diciamolo, riprendendo la celebre gag di Fiorello su di lui.
Le foto con i figli, la moglie, il leader politico di riferimento o il Papa non mancano, anzi abbondano, nei siti dei nostri politici. I più moderni addirittura hanno anche dei video come Gabriella Carlucci (Fi) e Dario Franceschini (Pd) e Massimo D’Alema (Pd).
Altri come Francesco Caruso, che della disobbedienza ha fatto la sua cifra e che non identifica il proprio nome con il sito, mette in piazza i suoi conti: indennità parlamentare 5.419, 46 euro; diaria 4.003,11 euro; rimborso spese eletto/elettori: 4.190 euro, per un totale in entrata pari a 13.613 euro. A questa cifra detrae 11.900 euro a vario titolo, dalla quota di 8.100 euro che tutti i parlamentari del Prc versano mensilmente al partito, fino all’affitto (800 euro al mese) per la casa a Roma. Alla fine del mese gli restano in tasca 1.713 euro.
Premio per la creatività al giovane deputato di Forza Italia, Simone Baldelli, che accanto alle solite foto, alla solita biografia, inserisce canzoni, poesie e satira. E dulcis in fundo cento sue vignette firmate ‘Baldo’. Baldelli, che quando era a capo dei giovani di Forza Italia è stato il primo a mandare un partito su internet, spiega a Panorama.it: “Stare in rete per chi fa politica è un modo per dimostrare trasparenza e dimostrare ai cittadini che li stiamo servendo. Io nel mio sito mostro la mia attività parlamentare, quella politica e anche un pezzo della mia vita di tutti i giorni”.
Infine Daniela Santanchè, il cui sito personale è on line da pochissimo, che è una vera e propria dottor Jekyll e mister Hyde. Nella rete si sdoppia: in metà sito è politica, nell’altra metà donna. Cliccando si può entrare nella sua casa e addirittura si possono copiare le ricette di Daniela, come la sua celebre torta alle mele, la tarte tatin.

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