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Garlasco

Alberto Stasi assolto anche in appello

Alberto Stasi (Credits: kika press)

Alberto Stasi (Credits: kika press)

Assolto. In meno di tre minuti la Corte d’Assise d’Appello di Milano ha confermato la sentenza di primo grado per il delitto di Garlasco. Alberto Stasi l’unico imputato, quindi, non ha ucciso la fidanzata Chiara Poggi. Stasi, in aula alla lettura del verdetto, ha abbracciato i suoi avvocati e poi ha lasciato il tribunale senza rilasciare alcuna dichiarazione. Dopo più di quattro anni, dunque, l’omicidio di Chiara resta senza un colpevole.

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Alberto Stasi e quel Palazzo chiuso…

Alberto Stasi esce da Palazzo di Giustizia di Milano (Credits: Ansa/Giuseppe Aresu)

Alberto Stasi esce da Palazzo di Giustizia di Milano (Credits: Ansa/Giuseppe Aresu)

“Frequento Palazzo di Giustizia di Milano da anni. Qui ho visto entrare politici, industriali, sportivi, uomini delle spettacolo. Quanto accaduto oggi è una stranezza, se non uno scandalo”. A parlare è uno dei più bravi ed esperti cronisti di Palazzo di Giustizia di Milano, uno di quelli che negli anni ha incrociato nei corridoi come imputati l’ex Governatore della Banca d’Italia, Fazio, o il patron della Parmalat Calisto Tanzi, o ancora i vertici della Prima Repubblica all’epoca di Tangentopoli. Tutti passati sotto lo sguardo dei cronisti, di telecamere e fotografi. Continua

Delitto di Garlasco: Alberto Stasi torna in aula dopo due anni e l’accusa chiede nuove perizie

Alberto Stasi lascia il tribunale (ANSA/GIUSEPPE ARESU)

Alberto Stasi lascia il tribunale (ANSA/GIUSEPPE ARESU)

di Raffaella Fanelli
“Spero che questo processo condanni chi ha ucciso mia figlia”, ha dichiarato Rita Poggi, la mamma di Chiara, la ragazza uccisa nella villetta di Garlasco il 13 agosto del 2007. È stata la prima ad arrivare al tribunale di Milano dove, nell’aula magna si è celebrata la prima udienza del processo d’appello ad Alberto Stasi, il fidanzato della figlia, assolto con formula dubitativa in primo grado. Continua

Giallo di Garlasco: a Stasi non basta l’assoluzione del giudice




Se è vero che i processi mediatici possono anche lontanamente influire su quelli in tribunale, a un imputato conviene andare in tv prima della sentenza. Alberto Stasi ha concesso una lunga intervista a Matrix solo ora che è stato assolto in primo grado. Segno che, contrariamente a quanto ha ribadito dal banco televisivo, per lui i conti non sono ancora chiusi. Quello che cerca è l’assoluzione della gente, la riabilitazione della propria immagine di bravo ragazzo. E persino l’abbraccio della famiglia Poggi. È come se all’ex fidanzato di Chiara non bastasse l’assoluzione del giudice, come se avesse bisogno, per sentirsi in pace, della benedizione di tutti. Continua

Il giallo di Garlasco: 10 enigmi irrisolti per un delitto

Chiara Poggi, trovata uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007, a 26 anni, in una foto inedita, ritratta dal suo fidanzato Alberto Stasi

Chiara Poggi, trovata uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007, a 26 anni, in una foto inedita, ritratta dal suo fidanzato Alberto Stasi

Una porta a soffietto. Poi l’arma del delitto, che non è mai stata trovata. E perfino il movente. Sono questi i primi tre di dieci enigmi irrisolti, i dieci misteri del giallo di Garlasco: l’omicidio di Chiara Poggi, uccisa nel piccolo centro del Pavese il 13 agosto 2007, ad appena 26 anni.
Giovedì 17 dicembre sarà il giorno di San Lazzaro. Quel giorno il tribunale di Vigevano pronuncerà la sentenza: Alberto Stasi, il fidanzato di Chiara che è anche l’unico imputato, sarà dichiarato innocente o colpevole. Continua

Delitto di Garlasco, rinviata la sentenza: ordinate nuove perizie

Stasi in tribunale

Il gup di Vigevano, Stefano Vitelli, dopo oltre quattro ore di camera di consiglio ha deciso di rinviare la sentenza su Alberto Stasi per l’omicidio di Chiara Poggi del 13 agosto 2007. Ha infatti disposto nuove perizie.

La perizie richieste prevedono accertamenti sul computer di Stasi, sul percorso da lui compiuto quando ritrovò il cadavere della fidanzata, sull’orario della morte della vittima e sulle scarpe di Alberto Stasi (due i nuovi accertamenti ordinati), una sulle tracce trovate sui pedali della bici e una sul dispenser del sapone sul quale erano state trovate tracce ritenute appartenenti al fidanzato di Chiara. Inoltre, il giudice - secondo quanto trapelato dall’aula - ha disposto anche un sopralluogo nella villetta di Garlasco dove è avvenuto il delitto. Slitta, pertanto, la sentenza nei confronti di Stasi, per il quale il pm ha chiesto la condanna a 30 anni di reclusione. Il gup di Vigevano non ha deciso neppure sull’accusa di detenzione di materiale pedopornografico contestata in un procedimento parallelo ad Alberto Stasi. Anche in questo caso il giudice ha disposto una nuova perizia rinviando quindi ogni decisione su un eventuale rinvio a giudizio o un proscioglimento.

“Non ho mai chiesto una giustizia veloce, ci vorrà ancora qualche mese di attesa”. È quanto afferma il legale di parte civile della famiglia Poggi, Gianluigi Tizzoni, dopo la lettura della decisione del gup Vitelli. “Il giudice”, ha spiegato l’avvocato, “ha disposto cinque nuove perizie”.

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Garlasco, per i pm il colpevole è Alberto: chiesta condanna a 30 anni

Alberto Stasi

Trent’anni di carcere: è la richiesta dei pm Rosa Muscio e Claudio Michelucci per Alberto Stasi, il giovane processato col rito abbreviato per l’omicidio della sua fidanzata, Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007. I magistrati hanno formalizzato le loro conclusioni nell’udienza di oggi.

La procura nel formalizzare la richiesta di condanna ha chiesto al gup Stefano Vitelli di non riconoscere a Stasi le attenuanti generiche a causa dell’aggravante della crudeltà. Secondo quanto è trapelato dall’aula i pm, per arrivare alla richiesta di trent’anni, devono essere partiti dalla pena base dell’ergastolo, per diminuirla di un terzo per la scelta del rito abbreviato.

L’avvocato Gian Luigi Tizzoni, legale della famiglia Poggi, ha chiesto dieci milioni di euro di risarcimento, come era già stato preannunciato, durante l’udienza di Vigevano. In aula sia i genitori e il fratello di Chiara sia l’imputato Stasi. Il 18 aprile potrebbe già esserci la sentenza, a meno che il gup non richieda una nuova perizia sul pc dell’ex fidanzato della vittima.

Gurda la GALLERY della scena del delitto di Garlasco

Garlasco, Stasi chiede il rito abbreviato

Alberto Stasi

È stato lo stesso Alberto Stasi, il giovane imputato a Vigevano per l’omicidio della sua fidanzata Chiara Poggi, a chiedere al gup Stefano Vitelli di essere giudicato con rito abbreviato. Da quanto si è appreso, all’inizio dell’udienza preliminare Stasi si è alzato in piedi e a sorpresa ha preso la parola. Rivolgendosi al giudice ha pronunciato una frase secca: “Chiedo di essere ammesso al giudizio abbreviato”. La richiesta, non subordinata a nessuna condizione, tecnicamente non poteva essere rigettata dal giudice e ha quindi imposto una sospensione dell’udienza.

Quindi il giudice, i pm e i legali si sono fermati in aula per decidere il calendario. Poco dopo le 11.30 Stasi e i suoi difensori, oltre alla famiglia Poggi con l’avvocato, hanno lasciato il tribunale. Il giudizio abbreviato è un rito speciale caratterizzato dal fatto che con esso si evita il dibattimento e la decisione viene presa nell’udienza preliminare. Alla pena viene applicata la riduzione di un terzo. Vi sono dei limiti alla possibilità di proporre appello. La richiesta di rito abbreviato non è stata invece avanzata per il procedimento parallelo,che riguarda la detenzione del materiale pedopornografico.

Il gup Stefano Vitelli a questo punto dovrà giudicare con rito abbreviato Alberto Stasi, accusato del delitto avvenuto il 13 agosto del 2007 a Garlasco. Alla prossima udienza, fissata per il 9 aprile, dovrebbero di nuovo parlare i pm Rosa Muscio e Claudio Michelucci, i quali dovranno riformulare una richiesta di condanna. Probabilmente lo stesso giorno discuteranno anche l’avvocato di parte civile e le difese. Sabato 18 aprile invece è fissata l’udienza per eventuali repliche e, salvo un cambio di programma, la camera di consiglio e la decisione. Non è escluso tuttavia che il giudice possa disporre qualche supplemento di indagine o qualche nuova perizia, il che farebbe slittare la sentenza.

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