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Bollette meno care, ma 1 italiano su 5 non conosce la spesa per luce e gas

Un utente controlla una fattura davanti ad un contatore di gas

Un utente controlla una fattura davanti ad un contatore di gas

Bollette meno care dal primo ottobre per le famiglie, anche se solo un italiano su cinque sa realmente quanto spende ogni anno per gas ed elettricità. Continua

Decine di treni a rischio in Italia. Ecco la mappa interattiva


Visualizza Dopo Viareggio: i treni a rischio in una mappa di dimensioni maggiori

La strage ferroviaria di Viareggio occupa tutte le prime pagine. E dopo la cronaca arrivano le inevitabili polemiche. Il Corriere della Sera punta il dito sui nuovi pericoli. Ogni giorno ci sono 35 treni ad alto rischio. Trasportano gas, acido solforico, zolfo. Viaggiano sulla rete ordinaria, spesso di notte.

Anche Il Giornale punta l’attenzione sulla sicurezza. Sicurezza, il libro nero: tre anni di incidenti: si dà conto di motrici deragliate, vagoni di traverso, disastri sfiorati. Salta fuori un dossier elaborato dai macchinisti preposti al trasporto merci su rotaia: un elenco degli incidenti sconosciuti alla cronache e delle tratte più a rischio.
Nella sua edizione in edicola, Il Giornale pubblica anche un’infografica con le zone critiche della rete ferroviaria italiana. Ve la riproponiamo qui in una versione multimediale.

Repubblica mette l’accento sulle polemiche, i controlli mancati, le omissioni da individuare, il j’accuse del procuratore: “Un disastro non per caso”. Le ipotesi di reato sono omicidio colposo plurimo e incendio colposo. Ora dovrà fare luce l’inchiesta aperta dalla procura di Lucca.

Il video un minuto dopo l’esplosione


Le tragedie sfiorate a giugno

Il disastro di Viareggio è stato preceduto, nel mese di giugno, da altri due incidenti avvenuti sempre in Toscana, che hanno bloccato a lungo la linea ferroviaria, sfiorando, in alcuni casi, la tragedia.
6 giugno: un cavo della linea elettrica aerea si stacca e colpisce il locomotore di un treno Intercity partito da Milano, rompendo uno dei finestrini anteriori. Le schegge feriscono al volto, lievemente, uno dei macchinisti. L’incidente succede nella galleria Val di Sambro, tra Bologna e Firenze, in una zona tristemente famosa per le stragi dell’Italicus (1974) e della vigilia di Natale (1984). L’Intercity riesce a uscire dal tunnel e ad arrivare alla stazione di Vernio (Prato), ma un altro treno rimane bloccato in galleria per due ore circa. Pesanti ripercussioni su tutto il traffico ferroviario.
22 giugno: due vagoni di un treno merci deragliano a Vaiano (Prato) urtando un Intercity regionale, ma senza conseguenze per i passeggeri. Uno dei vagoni era una cisterna piena di acido fluoridrico. Il traffico ferroviario rimane bloccato per più di 4 ore e riprende poi su un solo binario, con ritardi enormi.

Le informazioni per chi viaggia

Sono stati attivati tue numeri verdi per rispondere agli inevitabili disagi dei treni dopo l’esplosione a Viareggio. Il numero 800.892.021 attivato dalle Ferrovie dello Stato: informazioni sul servizio dei bus sostitutivi. Il numero verde regionale 800.570.530: informazioni sui ritardi e sui blocchi del traffico ferroviario. Il numero verde 800.732.911 è stato invece attivato dal Comune di Viareggio: qui è possibile avere informazioni “relative all’incidente ferroviario, danni, vittime, interventi”.

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LA GALLERY

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Esplode una palazzina nel Bergamasco, un morto

Un uomo di 42 anni è morto questa mattina a Treviglio, in provincia di Bergamo, nell’esplosione della palazzina dove abitava, in via Vittorio Veneto 60, a causa di una probabile fuga di gas. L’uomo, Enrico Munzio Compagnoni, è stato sbalzato dall’edificio: abitava da solo in una vecchia casa con un unico appartamento abitato, che è crollata per l’esplosione. Secondo quanto ricostruito usava delle bombole di gas portatili. A quanto riferiscono i carabinieri non ci sarebbero altri feriti.
L’esplosione è avvenuta questa mattina intorno alle 7. Sul posto sono intervenuti il 118 di Bergamo, con l’automedica di Treviglio, la polizia, i carabinieri e i vigili del fuoco di Treviglio e il mezzo di base della Croce Rossa di Treviglio.
Degli accertamenti si sta occupando la polizia, che oggi era competente del controllo del territorio nella zona della città.

Il terremoto era prevedibile? Il popolo del web si divide sul caso Giuliani

La scossa che ha devastato l’Aquila e raso al suolo Onna era un disastro annunciato? L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia sostiene che “non è possibile realizzare una previsione deterministica dei terremoti (previsione della localizzazione, dell’istante e della forza dell’evento). Ciò è vero anche in presenza di fenomeni quali sequenze o sciami sismici che nella maggior parte dei casi si verificano senza portare al verificarsi di un forte evento. Una scossa quale quella che si è manifestata oggi viene normalmente seguita da numerose repliche, alcune delle quali probabilmente assai sensibili”. Anche uno dei massimi esperti sismologi italiani, Massimo Cocco, interpellato da Panoama.it, è stato categorico: “Impossibile prevedere un sisma di tale entità”.

Ma da settimane un ricercatore del Laboratorio del Gran Sasso, Giampaolo Giuliani, afferma che sarebbe possibile “riuscire a prevedere eventi in un raggio d’azione di 120-150 chilometri”. In un momento di incertezza e sull’onda emotiva del terremoto, il popolo della rete si divide sul caso Giuliani. Ogni aspetto delle sue affermazioni è valutato, soppesato in lunghe discussioni tra forum, social network, blog. Con preoccupazione, rabbia, sconforto. Ovviamente, nessun utente ha le competenze scientifiche per valutare le dichiarazioni di Giuliani, ma l’esigenza comune è quella di comprendere quali potrebbero essere state le conseguenze delle affermazioni di Giuliani, se prese sul serio.

“Questo signore era andato in una trasmissione…(ora nn ricordo il nome)…e aveva avvertito della tragedia…subito dopo denunciato per procurato allarme…tant’evvero che le persone “più timorose” a l’Aquila o dormivano per strada o se ne erano andate per un po’ di tempo” scrive sixty009. Aggiunge chinasky85: “Non si poteva sapere dove di preciso e quando potesse accadere, non c’è dubbio, però questo signore aveva preannunciato che qualcosa sarebbe successa…ed è stato denunciato…e questa è l’Italia…l’Italia dell’edilizia abusiva, e delle case fatte di sabbia…opionione comune in queste ore: in Giappone e California centinaia di sismi magnitudo 6 e oltre…zero vittime….per prevenzione e edilizia razionale nelle “zone a rischio”. Alcuni sostengono la necessità di continuare sulla strada della ricerca scientifica, ma ragionano anche sulla difficoltà di allestire un intervento: “Il metodo di Giampaolo Giuliani è, in prospettiva, sicuramente da approfondire. Ma cosa bisognava fare : evacuare la zona di Sulmona ? (quella citata da Giuliani). E fino a dove ? Pescara,Vasto,L’Aquila,Frosino ne,tutto il parco nazionale d’Abruzzo ? E per quanti giorni ? Non spariamo contro la Protezione Civile e non facciamo polemiche strumentali” dice fakos24.

Le voci critiche verso Giuliani sono altrettanto appassionate. “E meno male che lo sciame sismico doveva diminuire per la fine di marzo. Io non so se il sistema di questo signore sia valido o meno ma cerchiamo di essere razionali. E’ un sistema in via di sperimentazione che solo per caso si è trovato su un terremoto cosi forte. Secondo le sue previsioni doveva capitare la settimana scorsa in un’altra zona. In ogni caso è procurato allarme e non si chieda scuse ma si studi se questo sistema sia valido oppure no” scrive hewlyred. Rincara la dose dejudicibus: “È evidente che non si possono evacuare milioni di persone per settimane senza alcuna idea se e quando verrà la scossa. Il secondo, che la scossa potrebbe non arrivare. Il che vuol dire, che ci piaccia o meno, che non si possono prevedere i terremoti. Le polemiche, in cui noi italiani siamo bravissimi, servono solo aggiungere alla sofferenza un’inutile rabbia per qualcosa che non è possibile. farlo credere vero è sbagliato”.

Sisma in Abruzzo e uno sciame di polemiche. Si poteva prevenire?

Giampaolo Giuliani spiega le sue ricerche sulla previsione di terremoti attraverso la rilevazione della concentrazione di gas radon (23 marzo 2008)


L’assessore abruzzese alla Protezione civile, Daniela Stati, critica le dichiarazioni di Giampaolo Giuliani sulla prevedibilità del terremoto(31 marzo 2009)

Giampaolo Giuliani intervistato poco dopo il terremoto del 6 aprile


Giampaolo Giuliani al Tg3 Leonardo

Bari, crolla una palazzina per un’esplosione

Sono tre le vittime finora estratte dalle macerie della palazzina crollata a Bari: si scava ancora perché si presume che sotto i detriti si trovino altre persone. Una delle persone morte è un’anziana di 80 anni. Quattro i feriti soccorsi.

La gente del quartiere si è riversata per strada, intimorita dal forte boato che ha preceduto il crollo. La palazzina, al civico 6 di strada San Girolamo è uno stabile di tre piani: l’esplosione ha sventrato l’immobile ed ha fatto crollare la parte posteriore dell’edificio. Al piano strada si trova un salone da barba che è stato completamente distrutto. Lo scoppio potrebbe essere stato provocato - confermano i vigili del fuoco che si trovano sul posto - da una fuga di gas.

Guarda la MAPPA

Esplosione in una palazzina a San Gimignano: muore una ventenne

Vigili del fuoco al lavoro
Un’esplosione si è verificata questa mattina in una palazzina a Ulignano, nel comune di San Gimignano. In base alle prime informazioni dei vigili del fuoco, al momento dello scoppio nella palazzina ci sarebbero state tre persone. Sempre in base a una prima ipotesi, l’esplosione potrebbe essere stata causata da una fuga di gas. L’edificio in cui è avvenuta l’esplosione, dovuta secondo i primi accertamenti a una fuga di gas, è una villetta di Ulignano abitata da un unico nucleo familiare. Sul posto, oltre ai vigili del fuoco, i carabinieri e le ambulanze del 118. L’esplosione, secondo quando riferito dai militari, è avvenuta poco dopo le nove.
Due delle tre persone rimaste sotto le macerie dell’abitazione crollata per un’esplosione di gas a San Gimignano starebbero comunicando con i soccorritori. In base a quanto si apprende, nell’abitazione vivono una 54enne e le sue figlie di 20 e 17 anni. La minore delle figlie, Sofia Bencini, 17 anni, è stata estratta dalle macerie. E’ viva, non è in gravi condizioni ed è stata portata in elicottero all’ospedale Le Scotte di Siena. Poco dopo i pompieri sono riusciti a mettere in salvo anche la madre Serenella Innocenti, medico di 54 anni, che era stata localizzata in precedenza. Anche la donna non sarebbe in pericolo di vita. “Sia lei che la madre, Serenella Innocenti, hanno riportato traumi, ma non sembrano in pericolo di vita” conferma il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Siena Pietro Foderà. Si scava ancora, invece, anche con le mani alla ricerca della figlia minore, Sara, 20 anni, rimasta sotto le macerie.

È stata trovata morta la terza donna coinvolta nell’esplosione della villetta. Si tratta di Sara Bencini, 20 anni, figlia maggiore della dottoressa che viveva nella casa con le due figlie. L’urlo del padre Walter Bencini ha anticipato la conferma, data poi dal medico, che Sara era morta sotto le macerie della villetta. Il corpo è stato trovato nella zona dove, intorno a 12.30, era stata trovata, viva, la madre Serenella Innocenti.
Secondo quanto appreso dagli inquirenti, erano terminati da poco più di una settimana i lavori di ristrutturazione all’impianto di riscaldamento della villetta esplosa questa mattina. Sembra, infatti, che anche la caldaia fosse nuova.
“Ho sentito un grande botto, la mia casa ha tremato, i vetri delle finestre e le porte hanno vibrato per un po’”. È la testimonianza di Giovanni, che abita nelle vicinanze della casa crollata per l’esplosione. “Saranno state le 9, forse le 9,30″ ha aggiunto “Mi sono affacciato, in lontananza ho visto una nuvola di fumo e polvere. Intorno c’era una gran confusione: erano scattati gli allarmi delle auto e delle case. In quell’abitazione ci abita una dottoressa, è un medico di famiglia. Ho provato ad avvicinarmi, ma c’erano carabinieri e vigili del fuoco già al lavoro e ho preferito tornare a casa, per non intralciare i soccorsi”.

Fuga di gas: crolla un edificio nel napoletano

Un uomo di novantacinque anni, Bartolomeno Lorenzo, è morto in seguito al crollo dell’edificio nel quale abitava a Castellammare di Stabia, nel napoletano. La moglie dell’anziano è rimasta ferita, ed è ricoverata nell’ospedale San Leonardo dove è stata trasferita anche un’altra donna che abita in un edificio contiguo. A causare il crollo - secondo i Vigili del Fuoco del comando provinciale di Napoli - potrebbe essere stata una bombola a gas oppure il metano. L’esplosione con un forte boato ha svegliato poco dopo le 7 gli abitanti del rione San Marco, un rione di case popolari nei pressi del campo sportivo di Castellammare di Stabia: ha mandato in frantumi i vetri delle finestre ed ha fatto sollevare le mattonelle del pavimento di alcune abitazioni.

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
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