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Un’inchiesta della Procura di Parma. Una, interna, aperta dall’assessore alla sicurezza del Comune, Costantino Monteverdi. Del caso, poi, si interesserà anche l’Ufficio antidiscriminazioni del ministero delle Pari opportunità . Tre indagini per accertare la veridicità della denuncia presentata ai Carabinieri da uno studente ghanese che, secondo il suo racconto, ha subito un vero e proprio pestaggio e patito comportamenti razzisti da parte della polizia municipale.
Secondo quanto ha riferito Parma.Repubblica.it, Emmanuel Bonsu Foster, 22 anni, è stato fermato all’uscita di una scuola di Parma (dove frequenta i corsi serali), braccato e infine pestato: un piede sopra la testa, le manette e poi le botte, anche all’interno della macchina di servizio. Responsabili delle violenze, sempre secondo quanto raccontato dal giovane, sette agenti della Polizia Municipale. Foster, che, come lui stesso ha riferito, sarebbe stato scambiato per un pusher, sarebbe stato anche più volte insultato con frasi razziste. E ha mostrato la busta consegnata ai familiari con il verbale del fermo su cui era stato semplicemente scritto: ‘Emmanuel negro’. “Mi dicevano: negro muoviti” ha raccontato lo studente. “Mi hanno messo un piede in testa ed hanno continuato a colpirmi finchè non ho smesso di dimenarmi”.
Il giovane, che ha riportato un trauma cranico, un trauma toracico e ha avuto una prognosi di due giorni, per tutto è rimasto fino alle 20 nella caserma dei Carabinieri dove ha sporto denuncia e dove è stato al centro di un lungo interrogatorio per fare chiarezza sulla vicenda.
Chiarezza pretesa anche dal Comune: “L’Amministrazione intende riaffermare che la difesa della legalità rimane primaria, ma non può essere in alcun modo disgiunta dal rispetto dei diritti inalienabili della persona” ha commentato Monteverdi. “È necessario fare chiarezza oltre ogni possibile dubbio”. “Allo stato dei fatti” ha poi spiegato “i riscontri oggettivi dimostrano che si è trattato di un fermo piuttosto movimentato che ha provocato il ferimento di due agenti e, verosimilmente, anche quello del giovane”. Secondo i referti medici, ha fatto sapere l’amministrazione comunale, il primo agente ha riportato una distorsione al ginocchio, prognosi 20 giorni, il secondo invece una distorsione al polso. Nel prossimo Consiglio comunale il sindaco riferirà sull’accaduto e sui risultati dell’indagine interna.
Il comandante della Polizia Municipale di Parma, Emma Monguidi, ha invece difeso totalmente l’operato degli agenti: “Non c’è stata nessuna violenza sul giovane. Niente insulti, tanto meno in caserma. Non è mai stato spogliato e l’abbiamo trattato con rispetto, come tutti, al di là del colore della pelle. Come da prassi lo abbiamo perquisito: ma solo per verificare che non avesse oggetti per autolesionismo. La scritta ‘negro’ sulla busta? Quella busta era bianca, forse l’ha fatta lui”.
Alle prime notizie sulla vicenda si è subito scatenata la polemica politica, da sinistra con domande di chiarimento a Maroni e con allarme sul razzismo, sull’altro fronte con richieste di cercare la verità fino in fondo.
- Martedì 30 Settembre 2008
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