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Gianni Alemanno

Il Colosseo imbiancato (Credits: LaPresse)
Nove morti, blackout nel centro-sud, 120 mila persone senza luce, mille persone ferme su un treno Roma-Cassino senza riscaldamenti e con scarsa assistenza, l’esercito ad Urbino per soccorrere la città completamente isolata. Stato di emergenza in Emilia Romagna, panico a Roma e incubo ghiaccio. L’ondata di freddo e neve siberiano che sta sconvolgendo l’Italia non si placa. E ancora meno le polemiche. Continua

Spazzaneve puliscono l'ingresso del Quirinale (Credits: Ansa/Vincenzo Sinapi)

Poesia e inefficienza. Bellezza surreale e day after. Roma sotto la doccia scozzese di un disagio allucinante.
Il sindaco Alemanno, evidentemente (im)memore delle proprie radici ideologiche, lancia uno stravagante appello alla “liberazione di Roma dalla neve”. A colpi di pala. Tra lui e il capo della Protezione (in)civile, Franco Gabrielli, è partita una battaglia a palle di neve, pesanti come macigni. Alemanno giura che Gabrielli ha sbagliato le previsioni annunciando solo 35 millimetri. Gabrielli ribatte che è tutto da ri(ve)dere il servizio anti-neve del Comune. Continua

Piazza Cavour a Roma, coperta di neve (Credits: ANSA/ANTONUCCI ANNALISA)
Adesso è colpa delle previsioni meteo. Le code in strada di 280 km, la gente intrappolata fino a 8 ore nelle auto, i passeggeri dei tram costretti a scendere in mezzo alla strada, le cadute sul ghiaccio, gli incidenti dei tir, i treni bloccati.
Già di prima mattina il sindaco di Roma Gianni Alemanno era nella sede della Protezione Civile capitolina in via di Porta Metronia per un vertice sull’emergenza.
E mentre sui social network esplode la protesta con migliaia di richieste di dimissioni postate su Facebook, lui, il sindaco “che non immaginava”, chiede una commissione d’inchiesta contro i servizi meteorologici rei di non aver saputo prevedere la gravità della situazione meteo. Continua
- Tags: banda-della-Magliana, camorra, Carmine Alfieri, Gianni Alemanno, giuseppe pecoraro, Libera, Luigi De Ficchy, Mafia, Michele Senese, ndrangheta, Otello Lupacchini, Raffaele Cutolo
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Il boss Michele Senese con alcuni uomini del clan
Può un boss mafioso girare libero in una clinica dove è stato trasferito dal carcere grazie a una perizia che ne riconosce la seminfermità mentale? Sì se si chiama Michele Senese, detto “o pazzo”, accusato dalla Dda romana di essere il capo, promotore e organizzatore di un’associazione mafiosa attiva nella Capitale dalla fine degli anni ‘80. Un caso esemplare di come, a Roma, il fenomeno mafioso, a detta di alcuni magistrati come il sostituto procuratore in Corte d’Appello Otello Lupacchini, il procuratore di Tivoli Luigi De Ficchy e il responsabile laziale dell’associazione Libera Antonio Turri, sia sottovalutato, nella peggiore delle ipotesi, negato. Al punto che gli oltre 30 ammazzati per strada negli ultimi mesi sono state spesso, e da più parti, derubricati a semplice, per quanto inquietante, effetto collaterale di scontri tra gruppetti di basso profilo criminale e dal grilletto facile. Continua

(Foto Ap)
“Ce l’abbiamo fatta, nonostante la Lega”. Esulta Gianni Alemanno, sindaco di Roma, alla notizia che il primo provvedimento del neonato Governo Monti riguarda la conferma in prima lettura del decreto legge che conferisce nuove funzioni e poteri alla città. Il decreto, dodici articoli, una decina di paginette, disciplina il conferimento delle funzioni a Roma Capitale sulla base dell’art. 24 della legge 42/2009 sul federalismo fiscale. Ma i romani hanno realmente capito cosa cambierà in concreto? Continua

Da sinistra: Flavio Tosi, Luigi De Magistris, Gianni Alemanno, Matteo Renzi
Per capire cosa sta succedendo a Varese o a Firenze, la cosa migliore forse è passare da Capri. E lì sentire che cosa hanno da dire Alessandro Cattaneo e Massimo Zedda al convegno dei giovani della Confindustria. I due insieme non arrivano a 70 anni: Cattaneo, 32 anni, fa il sindaco pdl a Pavia; Zedda, 35, è il primo cittadino di Cagliari, ex pds-ds, oggi vicino a Sel. Salgono sul palco insieme, applauditissimi. E sono in evidente sintonia: «Fare il sindaco oggi vuol dire stare in trincea» dice uno. «È da te che i cittadini vengono a chiedere conto quando i servizi vengono tagliati» dice l’altro. «Io dove taglio? Trasporti o scuole?» si angoscia Zedda. E Cattaneo: «Quando ci troviamo fra sindaci, oggi non chiediamo più: di che partito sei? Ma: dove hai tagliato?». Continua

Partecipanti al corteo della Fiom del 16 ottobre 2010 a Roma (ANSA / ETTORE FERRARI)
Non un corteo ma un sit i in Piazza del Popolo nel giorno dello sciopero nazionale di 8 ore dei lavoratori Fiat e Fincantieri indetto per oggi dalla Fiom contro la chiusura degli stabilimenti e i licenziamenti degli operai. Continua

Gianni Alemanno, a una manifestazione del Movimento Sociale Italiano
“Vorremmo sapere dal sindaco di Roma dov’era quel pomeriggio del 30 settembre 1977 e perché non racconta tutta la verità su quei camerati missini, a lui legati, nel Fronte della Gioventù, che uscirono dalla sede del Msi della Balduina con le armi in pugno per uccidere”. Continua