
di Linda Grilli
Hanno tutti il camice bianco e sono circondati di giocattoli di ogni tipo: peluche, pupazzi, bambole, trenini, automobiline… Fanno quello che molti bambini sognano di fare: distruggono, smembrano, incendiano, fanno a pezzi. Ma a fin di bene. I tecnici dell’l’Iisg, l’Istituto italiano per la sicurezza dei giocattoli di Cambiate (Como), ogni giorno sperimentano in diretta se quello che finisce in mano ai più piccoli contenga un pericolo nascosto. Se i giocattoli, per esempio, siano costruiti con materiali dannosi (magari perché contraffatti o non a norma) o abbiano parti ingoiabili o siano infiammabili. E così via.
Che i giocattoli spesso non siano oggetti sicuri lo dimostrano i dati dell’ultimo rapporto del Rapex, il sistema unificato di allerta rapida della Commissione europea che dà ai consumatori la possibilità di segnalare i prodotti rischiosi per la salute e la sicurezza. Le cifre (le più recenti si riferiscono al 2007) parlano chiaro: il numero di prodotti pericolosi ritirati dal mercato in Europa è cresciuto del 53 per cento rispetto al 2006, con 1.605 notifiche contro 1.051. In cima alle segnalazioni che ogni settimana arrivano al Rapex ci sono proprio i prodotti destinati ai bambini.
A guidare la classifica del rischio è la Cina, da dove arriva l’80 per cento dei giocattoli europei. Un mercato che le autorità di sorveglianza controllano da vicino, soprattutto dopo la scorsa estate, quando la Mattel ha dovuto ritirare gran parte dei prodotti fabbricati in Cina: nelle vernici era stata riscontrata una percentuale di piombo decisamente superiore alla media.
“Il sistema Rapex” conferma Anna Bartolini del Consiglio dei consumatori Ue “è uno strumento indispensabile. Sia per gli stati, perché le informazioni circolano velocemente e i prodotti incriminati vengono tolti dal mercato, sia per i consumatori, che possono consultarlo online prima di un acquisto”.
Il rischio chimico rappresenta solo uno degli aspetti del problema. “Gli incidenti più ricorrenti sono dovuti all’ingestione o all’inalazione di piccole parti dei giocattoli” avverte Maria Antonietta Barbieri dell’unità operativa di pediatria dell’emergenza al Bambino Gesù di Roma. “Per le caratteristiche dei materiali e la dimensione dei componenti rimovibili, un giocattolo sicuro per una fascia di età può risultare pericoloso per età inferiori. Purtroppo molti genitori non leggono etichette e istruzioni”.
Per evitare insidie nascoste e imprevisti l’ospedale Bambino Gesù ha redatto una guida con consigli pratici. In caso di giocattoli di stoffa o peluche, per esempio, è bene controllare che i materiali non siano infiammabili e abbiano un’alta qualità : peli che non si staccano, occhi e naso fissati in modo antistrappo, cuciture solide, nastri corti e imbottitura che non si sbriciola.
Evitare giocattoli con bordi o punte taglienti e, se ci fossero ingranaggi, verificare che questi siano ben protetti e non accessibili al bambino. Proibiti, inoltre, gli oggetti alimentati con presa elettrica: conviene preferire quelli che funzionano a batterie, che devono essere protette però in vani sigillati con le viti.
Da luglio, inoltre, i giocattoli che contengono magneti devono avere un’etichetta di avvertimento. Attenzione, infine, allo stato di conservazione e all’assenza di eventuali rotture nei giochi già in casa; l’uso potrebbe averli resi pericolosi. In tal caso meglio buttarli via.
I pericoli non si fermano qui. “Analizzando i dati del rapporto Rapex, vediamo come circa il 6 per cento delle segnalazioni relative a giocattoli sia legato a una eccessiva rumorosità ” riferisce Giacomo Toffol, che all’interno dell’Associazione culturale pediatri si occupa di valutazione dei rischi ambientali.
Uno studio di qualche anno fa, basato sull’analisi di 25 giocattoli comunemente acquisibili sul mercato americano (armi finte, riproduttori di dischi, strumenti musicali, fischietti e sirene da bicicletta, imitazioni di elettrodomestici da adulti), ha evidenziato livelli di energia sonora molto alti rispetto alla soglia di sicurezza: variabili tra 81 e 126 decibel a distanza di 2,5 centimetri dal gioco, e fra 80 e 110 a distanza di 25. “In questi casi” prosegue Toffol “i problemi di cui tener conto sono due. Il danno è progressivo e nelle prime fasi è difficilmente percepibile sia dal bambino sia con accertamenti clinici. Inoltre si deve ricordare che il livello di energia sonora è una misura logaritmica e non lineare: a ogni aumento di circa 3 decibel corrisponde un raddoppio dell’energia sonora”.
Spesso, i giocattoli più pericolosi sono importati in modo illegale, alimentando un mercato a basso prezzo. Ai primi di novembre, la polizia di Prato ha sequestrato in un negozio cinese 300 giocattoli: bambole senza marchio Ce e altri 500 articoli privi di documentazione sulla conformità elettromagnetica, senza istruzioni in italiano né indicazioni sull’uso delle batterie.
“Risparmiare su prodotti destinati ai bambini” avvertono all’Istituto italiano sicurezza giocattoli “può costare caro. Meglio acquistare articoli di aziende riconosciute. Accanto al logo Ce, una garanzia di sicurezza è offerta dai nostri marchi: Giocattoli sicuri e Sicurezza controllata per gli altri prodotti da noi certificati”. Sulla stessa lunghezza d’onda le associazioni dei consumatori. “Oltre al bollino Ce” suggerisce Lucia Moreschi, responsabile del dipartimento junior del Movimento difesa del cittadino, “è bene controllare che ci sia il marchio Imq, rilasciato ai prodotti ritenuti conformi dall’Istituto italiano per il marchio di qualità . E ci auguriamo che venga presto varata la proposta di revisione della vecchia direttiva sui giocattoli: non bastano i bollini di sicurezza e l’adeguamento delle normative europee a garantirci da sostanze chimiche pericolose, piccoli componenti e poche informazioni sulle caratteristiche del prodotto”.
Un rapporto adottato in questi giorni dalla commissione del Mercato interno e della protezione dei consumatori nel Parlamento Ue sarà sottoposto al voto in sessione plenaria prima di Natale. Tra l’elenco dei giocattoli, gli europarlamentari hanno inserito decorazioni e addobbi per le feste, oggetti da collezione destinati ai minori di 14 anni, puzzle con più di 500 pezzi, fuochi d’artificio e alcuni videogiochi. Inoltre, per i prodotti destinati ai minori di 3 anni saranno previste norme più severe e gli stati membri dovranno tenere conto del principio della precauzione”.
Parlando di sicurezza dei giocattoli c’è un’ultima importante regola da rispettare: valutare con estrema attenzione che il giocattolo sia effettivamente adatto al bambino che lo riceve: “Mai farsi condizionare dalla pubblicità ” precisa Pino Staffa, presidente dell’associazione Baby consumers, “e orientare le proprie scelte verso giocattoli che permettono un intervento attivo del bambino, scegliendo prodotti capaci di prestarsi a utilizzi diversi, suggeriti di volta in volta dalla sua fantasia. E in ogni caso condividere sempre con i più piccoli l’esperienza del gioco, in modo da rendere il più possibile nullo il rischio di incidenti”.
- Venerdì 28 Novembre 2008



Tutto sulla tragedia della Costa Concordia
La pirateria online è un furto?
Avetrana: video, articoli e foto esclusive
IL MEGLIO DEL 2011







LA CASTA - Privilegi (veri o presunti) di politici, lobby e categorie
Mostri della porta accanto
Il Governo Monti
Le grandi inchieste sul sesso di Panorama








Lettere dal fronte dei nostri soldati













