Leggi tutte le notizie su:


giornalisti

Vittorio Feltri: mi hanno condannato per ragioni politiche


Vittorio Feltri: mi hanno condannato per ragioni politiche

di Stefano Lorenzetto

Tre mesi di sospensione dalla professione, contro i sei che gli erano stati inflitti in primo grado dall’Ordine dei giornalisti della Lombardia per il caso riguardante Dino Boffo, il direttore di Avvenire che nel settembre 2009 si dimise dopo una campagna di stampa del Giornale scaturita da una condanna per molestie. Il verdetto contro Vittorio Feltri, pronunciato la scorsa settimana dal Consiglio nazionale della categoria, è mite solo all’apparenza. Continua

Se entri in Rai diventi intoccabile


'esterno del palazzo della Rai a Roma (CLAUDIO ONORATI /ARCHIVIO ANSA)

L'esterno del palazzo della Rai a Roma (CLAUDIO ONORATI /ARCHIVIO ANSA)

Di questi tempi, in Rai, più che un pool di legali ne servirebbe uno di cabalisti. C’è un numero, il 700, che da mesi sta ossessionando l’azienda. E che, dopo una serie di rinvii, il 5 agosto, quando era in programma l’ultimo consiglio di amministrazione prima della pausa estiva, ha costretto i suoi membri alla resa semidefinitiva: meglio soprassedere alle nomine di Rainews 24 e Raidue (ovvero alla sostituzione di Corradino Mineo e Massimo Liofredi) e varare operazioni relativamente più tranquille, come il contratto per la fiction del finiano Luca Barbareschi. Se ne riparlerà a settembre, insomma, quando anche la situazione politica dovrebbe essere più chiara.
Continua

Politici banditi anche dai talk show delle private: cosa vedremo in tv?

Michele Santoro, conduttore di Annozero, con Marco Travaglio

Michele Santoro, conduttore di Annozero, con Marco Travaglio

La decisione dell’AgCom di estendere alle tv private il polemico regolamento Rai imposto dalla Commissione di Vigilanza ai talk show di approfondimento politico è un favore alla tv di Stato. Né Porta a Porta né Matrix né Sky né Tetris.. I politici dovranno rinunciare alle telecamere o adattarsi ai minicomizi delle tribune politiche, sino alle regionali. Continua

Operazione trasparenza in Rai. Brunetta: “I compensi dei conduttori nei titoli di coda”

Il ministro Brunetta da Vespa, a Porta a Porta

Il ministro Brunetta da Vespa, a Porta a Porta

“Benvenuti a Porta a Porta. Per questa puntata ho guadagnato XXX euro.” Oppure “E ora Annozero può cominciare. Ma prima dovete sapere che il mio compenso è di 684mila euro l’anno“.
Sarebbe più divertente (e trasparente), la televisione pubblica, se la dirigesse il ministro Renato Brunetta. Continua

Attivissimo anti bufale: tante notizie “strane ma vere”. E i media non controllano

Suore in auto

Attivissimo di cognome e di fatto. Paolo Attivissimo, appunto, è il cacciatore di “bufale” più noto agli internauti italiani. Nato 46 anni fa a York, in Inghilterra, dopo aver vissuto in Italia per trent’anni, si è trasferito sulle sponde del lago di Lugano, nel Canton Ticino. E, come gli elvetici, apprezza la precisione; come gli inglesi, l’analiticità.

Giornalista e traduttore, ha scritto una decina di libri di informatica e collabora con la Radiotelevisione Svizzera. Ama i gatti e detesta, soprattutto, una cosa: le notizie non vere date in pasto alla gente. Come quella della fine del mondo nel 2012 secondo i Maya. Attivissimo ha scoperto che è una bufala messa in rete, per pura coincidenza, da siti che vogliono vendere amuleti e dvd. Falsa anche la foto dell’onda gigante dello Tsunami in Indonesia pochi istanti prima della tragedia. E il numero di Satana annidato in tutti i codici a barra di tutto il mondo? Falso, neanche a dirlo. Li ha elencati tutti nel suo blog, il Disinformatico, dove ogni giorno risponde con pazienza ai lettori, indagando sulle catene di sant’Antonio e su notizie ”strane” che compaiono sui media. Poi le cataloga e dà il responso: bufala, mezza bufala o autentica.

Attivissimo, le notizie corrono. Veloci. Sfrecciano dalle agenzie di stampa, ai giornali, alla Rete, in tv. E a una velocità, spesso, “oltre i limiti”. E a volte senza che nessuno le controlli. Non come è successo alle tre suore di Aosta che, preoccupate dopo la caduta del Papa, salgono in macchina per correre dal Santo Padre e vengono fermate a 180 all’ora in autostrada. O come quel prete, incappato in una pattuglia e risultato positivo all’etilometro per colpa del vino da messa. O ancora: la novizia di un convento denuncia l’ex fidanzato che ha messo su Facebook alcune sue foto in topless, fatte anni prima. Notizie diramate dalle agenzie stampa e riportate da tutti i giornali e i siti web negli ultimi giorni. Poi si è scoperto, grazie a due bravi giornalisti di Avvenire, che si trattava, per dirla con il servizio del Tg5, di “strani casi in odor di patacca”. Ma com’è che i maggiori quotidiani italiani non se ne sono accorti?
Principalmente si è persa nelle redazioni la cultura della verifica delle notizie e spesso di fronte a una notizia pruriginosa i redattori preferiscono pubblicarla senza verificare l’attendibilità, perché magari si crede che farà vendere qualche copia in più al giornale. Inoltre, devo ammettere che per le bufale non si viene puniti e l’ordine dei giornalisti spesso non interviene.

Capita che i giornalisti non verifichino le notizie e pubblichino quello che passano le agenzie stampa. Le quali, a volte, fanno il copia e incolla dai comunicati che arrivano in redazione. Mediocrità imperante o i tempi di lavoro stretti che non permettono la verifica delle notizie?
Spesso ci troviamo di fronte non a professionisti dell’informazione, ma a veri e propri manovali della notizia il cui scopo è riempire i vuoti in pagina a tutti i costi. Poi c’è la concorrenza e la corsa a dare la notizia per primi. Personalmente, preferisco una notizia data 24 ore in ritardo, ma corretta, rispetto a una notizia a grandi titoli, che viene regolarmente smentita il giorno dopo in una breve di cronaca nelle ultime pagine.

I cronisti di Avvenire, nell’inchiesta sulle suore sprint, hanno ammesso che è bastato un solo minuto e mezzo per verificare con la Polstrada la fondatezza della notizia. Eppure quasi tutti i giornali italiani l’hanno pubblicata lo stesso (e solo alcuni - qui e qui - hanno fatto marcia indietro). Pigrizia dei redattori…
Senza dubbio c’è anche di mezzo la pigrizia, la scarsa abitudine a verificare i fatti, e anche poca conoscenza dei mezzi informatici, per esempio su come estrarre dati corretti e veritieri da Internet e dagli archivi online.

Quelli di Avvenire hanno anche scoperto che dietro a queste notizie c’erano dei comunicati di uno studio legale mandati ai mass media “per scopi pratici”, come ha ammesso uno dei due avvocati a Il Giornale. Quanto è alto il rischio che lo “strano ma vero” sia un modo per farsi pubblicità gratuita sui media italiani?
Il rischio c’è ed è elevato. Si chiama marketing virale, il cui scopo è far parlare del proprio prodotto a basso costo, attraverso una notizia, a volte anche falsa. Come è capitato con la notizia dei cellulari che cuociono i pop-corn. Si è scoperto che poi era una bufala congegnata da un’azienda che vendeva accessori per cellulari e che aveva caricato un video su Youtube. La stessa azienda, intervistata dai telegiornali preoccupati (se cuociono i popcorn, cosa potrà capitare al cervello?), ha poi smentito pubblicamente dicendo che i cellulari non facevano male e che comunque i loro accessori erano utili.

Mass media a prova di bufale: chi ne spara di più? La tv, la radio, internet o la carta stampata?
Numericamente internet. Purtroppo il pregio e il difetto della Rete è che dà voce a tutti, dagli esperti ai ciarlatani. Comunque anche la Tv è pericolosa e sto pensando a trasmissioni che propongono al pubblico tesi assurde, senza il minimo di fondamento scientifico.

L’interattività della Rete, la possibilità di commentare le notizie nei siti e quindi anche di smentirle immediatamente, dovrebbe smascherare possibili falsi. Invece lei dice che proprio in Rete si concentra il maggior numero di bufale. Come mai?
Da una parte c’è il fatto che molti commenti dei lettori dei siti sono a livello di chiacchiere da bar ed è anche un bene che sia così: mai prendersi troppo sul serio. Dall’altra ho notato che in molti forum o nei commenti ci sono sia coloro che cercano di agomentare con prove e documenti, spesso con link, e altri che hanno un atteggiamento più isterico e che vogliono solo confermare la loro visione del mondo. C’è poi anche un problema deontologico per i giornalisti: quando si accorgono di un errore, possono fare i furbi e cambiare l’articolo, cancellando frasi o dati sbagliati, senza avvertire il lettore.

È esagerato dire che al crescere delle bufale dei giornali potrebbe corrispondere anche il decrescere delle copie vendute, in questi ultimi tempi di crisi?
Non credo che dipenda dalle notizie false, la crisi dei giornali. È legata piuttosto al sistema di distribuzione, che è costoso, complesso e poco ecologico. Tuttavia, c’è il rischio di perdere credibilità di fronte ai pochi lettori, come è capitato a La Stampa quando pubblicò in prima pagina la copertina di Vogue con Sarah Palin, che non era mai uscita e mai esistita. Repubblica pubblicò ai tempi del blackout generale la foto satellitare dell’Italia senza luci, quando poi si scoprì che era un fotomontaggio di un grafico, anche perché nella foto non c’erano nuvole e quella notte a Roma pioveva. E il Corriere della sera pubblicò la foto di un avvistamento degli Ufo che invece erano giocattoli Kinder tratti dal film Chicken Little: è stato smentito dagli ufologi stessi.

“2043 l’ultima copia del New York Times”, scriveva l’anno scorso Vittorio Sabadin. Ma pubblicando queste notizie non è pensabile che la fine arrivi prima?
Il rischio più grande è il calo di qualità e della figura professionale del giornalista. Come cittadino non ho il tempo di seguire e di capire quali sono i fatti importanti per la mia vita. Per questo delego al giornalista questo compito di indagine, ma se si rompe il meccanismo di fiducia, la sua funzione viene meno. Comunque, anche quando non ci saranno più i giornali, avremmo sempre bisogno di cronisti in grado di trasferire il loro talento investigativo sul web.

A proposito di bufale internettiane, qual è la più incredibile (e divertente) che è riuscito a smascherare?
Quella delle scie bianche lasciate dagli aerei che non sono tutte innocue e che sarebbero lasciate da aerei militari americani, camuffati da aerei di linea, e contengono sostanze chimiche fatte per uccidere 4 miliardi di persone o per imporre le coltivazioni geneticamente modificate o per altri scopi altrettanto nefasti. Ho consultato alcuni piloti ed esperti. Il responso? Una panzana.

Ce l’ha una dritta per i navigatori del web?
Mi viene sempre in mente una frase di Piero Angela, che diceva: “Leggere sempre tutto e sforzarsi di avere la mente aperta, ma non così troppo da far cadere il cervello.

Giornalisti: siglato l’accordo per il rinnovo del contratto

giornali

Mezzogiorno di fuoco a Montecitorio: Fini, con i giornalisti, spara sui pianisti

Prova di voto digitale alla Camera

Montecitorio, ore 12.03 di mercoledì 4 marzo: “La seduta è aperta. Prego gli onorevoli giornalisti di prendere posto…”.

Il presidente della Camera Gianfranco Fini, ha dato così il via alla particolare seduta nella quale si è svolto il collaudo del voto con il nuovo sistema antipianisti con tesserino e rilevamento delle minuzie (impronte) del dito, che Panorama.it ha seguito dal banco di Roberto Simonetti della Lega Nord.
Davanti ai giornalisti divertiti di trovarsi per una volta dietro i banchi dell’Aula della Camera e di giocare a fare quelli che raccontano ogni giorno, Fini ha spiegato che il collaudo si concluderà domenica 8 marzo e ha aggiunto: “Questa prova con i cronisti serve per rendere l’operazione ancor più trasparente”.
Martedì 10 marzo, quando la Camera riprenderà l’attività dopo la settimana di pausa, verranno inaugurate le votazioni con il nuovo sistema che metterà fine “al malcostume” lo ha chiamato Fini “dei pianisti”. Il titolare di Montecitorio ha esposto poi ai circa 100 giornalisti presenti alla prova come funziona il nuovo sistema di voto: “Il meccanismo è semplice, non creerà un caso politico”. Il segretario dell’Associazione Stampa Parlamentare, Claudio Sardo che, emozionato, ha parlato “di sfida verso chi non vuole la novità che va verso la trasparenza”.
Poi la seduta atipica è entrata nel vivo, davanti ad un gruppo di studenti che assistevano un po’ stupiti, come fosse vera. E i giornalisti deputati per un giorno hanno dato il via libera alla riduzione dei deputati dai 630 attuali a 300.
La votazione è stata indetta dal presidente Fini e ha avuto esito positivo, peccato si trattasse di una finta: il progetto di legge costituzionale (per ridurre a 400 deputati Montecitorio) è stato proposto da Francesco Bongarrà dell’Ansa che lo ha esposto davanti ai colleghi giornalisti, quindi è intervenuta Marta Tartarini della Dire mettendo ai voti l’emendamento del “gruppo Cronisti del Nord”, motivato con un intervento dai toni di stampo secessionista: “Che Roma ladrona venga ridotta ulteriormente. Siano 300 i deputati totali”. Il presidente Fini, un accenno di sorriso sulle labbra, ha interrotto la discussione: “Presiedere voi giornalisti è più impegnativo che gestire i deputati”. E con tono ‘minaccioso’: “E poi sappiate che per una volta saranno i deputati a scrivere di voi… Guardate l’onorevole Pisicchio che sta già prendendo appunti”.
È seguito il voto favorevole e Fini solenne: “Avete ridotto il numero dei deputati a 300, la Camera vi è grata”.

Tornando alla realtà, Fini ha voluto accelerare contro i pianisti: “500 deputati hanno già fatto rilevare le proprie minuzie, 19 hanno ritirato il tesserino ma non hanno acconsentito alla rilevazione delle minuzie, mentre due deputati hanno avuto le esenzioni per ragioni fisiche”. Quanto agli altri che mancano la terza carica dello Stato è ottimista: “Sono ragionevolmente ottimista che possano farlo entro la fine dell’iter che si concluderà martedì prossimo”. Ma nessun caso politico contro gli obiettori: “Non ritengo ci siano le motivazioni per pensare che ci troviamo in presenza di un fatto politicamente rilevante, anche perché i capigruppo mi hanno assicurato che nessun gruppo intende non aderire al nuovo sistema”. Nessun caso politico, ma pubblico ludibrio per chi resiste: “Renderemo pubblico il nome dei deputati che si rifiutano di dare le minuzie”.

In pratica gli obiettori, ha sottolineato il titolare di Montecitorio, “potranno continuare a votare con il vecchio sistema di voto”, ma è ovvio che su di loro ci sarà una particolare attenzione e “sarà impossibile, qualora lo vogliano, fare i pianisti perché sarebbero visti” e sbugiardati. Fini, assicurando che i tempi delle votazioni non subiranno allungamenti, ha quindi scampanellato, chiuso la seduta ed è andato a farsi rilevare le minuzie per dare il buon esempio a chi ancora deve farlo.

Partecipa al FORUM - Guarda la GALLERY

Costi della politica: Prodi taglia le ali ai giornalisti

Il premier Romano Prodi parla con i giornalisti sull'aereo che li porta a Bruxelles al rientro dal viaggio in Kazachistan (ottobre 2007)
di Angela Bianchi
Prodi in persona avrebbe firmato oggi una direttiva che riguarda i viaggi dei giornalisti al seguito del presidente del Consiglio, dei ministri e dei presidenti delle Camere. Secondo il tam tam che sta attraversando i Palazzi romani, d’ora in poi i giornalisti che usufruiranno dei voli di Stato, finora gratuiti, dovranno versare 300 euro se si tratta di un volo interno, 600 se in un paese europeo e 900 extra europeo. Giro di vite con l’obiettivo di ridurre i costi della politica. Resta da capire se la direttiva riguarderà anche i viaggi del Capo dello Stato.

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 
FacebookTwitter
MobileFeed rss
FacebookTwitter

Il video del direttore, di Giorgio Mulè
L'arcitaliano, di Giuliano Ferrara
Cane sciolto, di Vittorio Feltri
L'editoriale, di Giorgio Mulè
L'europeo, di Sergio Romano
Fatti & credenze, di Luca Ricolfi
Fuori Porta, di Bruno Vespa

  • Aspettando Sanremo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Meteo
  • Le uscite al cinema
    • Viaggio nell'antico Egitto
    • Applicazioni Mondadori
    • Immobiliare.it
      Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

      Provincia
      Tipologia
    • R101
  • Promozione

  • Abbonati subito a Panorama!