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Giuliano-Amato

Letta - Amato, il tandem non passa - RASSEGNA STAMPA

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Non passa il tandem Letta – Amato. Secondo un retroscena di Repubblica, non sarebbe servito l’intervento deciso del Quirinale per convincere PdL e Pd a dare l’ok all’inserimento nella squadra di governo, guidato dal premier incaricato Mario Monti, di politici legati ai due principali partiti. Continua

Fini come Amato: viva la patrimoniale - TREND SUL WEB

Il presidente della Camera Gianfranco Fini (Ansa/Samantha Zucchi)

Il presidente della Camera Gianfranco Fini (Ansa/Samantha Zucchi)

Dove navigano gli internauti? Panorama.it ha fatto una selezione delle notizie principali (e più curiose) comparse oggi pomeriggio sui siti online dei quotidiani italiani. Continua

Anche a destra qualcuno tifa per la patrimoniale

Il deputato del Pdl, Massimo Corsaro, nell'aula di Montecitorio (ANSA/ETTORE FERRARI)

Il deputato del Pdl, Massimo Corsaro, nell'aula di Montecitorio (ANSA/ETTORE FERRARI)

Udite, udite: la patrimoniale non è più un tabù. Anche a destra. Il vice capo gruppo vicario del PdL alla Camera, l’ex An Massimo Corsaro, infatti ha pronunciato pubblicamente quella parola che tutti i suoi colleghi si erano limitati a pensare, magari più volte nelle ultime settimane. Continua

Si scrive Tosi, si legge Amato

Il sindaco di Verona, Flavio Tosi (ANSA/DAVIDE BOLZONI)

Il sindaco di Verona, Flavio Tosi (ANSA/DAVIDE BOLZONI)

Che la patrimoniale fosse nell’aria, gli italiani se ne erano accorti dall’inverno appena trascorso. Ossia da quando l’ex premier Giuliano Amato è tornato a riparlarne in un’intervista al Corsera. Continua

Torna lo spettro della patrimoniale

L'ex premier Giuliano Amato accanto al segretario generale della Cgil Susanna Camusso (Ansa/Laudani)

L'ex premier Giuliano Amato accanto al segretario generale della Cgil Susanna Camusso (Ansa/Laudani)

Inutile illudersi. L’unica medicina in grado di salvare l’Italia dagli speculatori internazionali è la patrimoniale. E a riproporre la stangata sui conti correnti degli italiani è, ancora una volta, l’ex premier Giuliano Amato sulle colonne del Corriere della Sera. Continua

Terremoto in Campidoglio, Alemanno vince a Roma: “Sarò il sindaco di tutti”

Gianni Alemanno, eletto sindaco di Roma dopo aver battuto al ballottaggio Francesco Rutelli | Ansa
Urne chiuse, stop al voto per i ballottaggi. L’esito? Per il centrosinistra una débâcle: Francesco Rutelli (dato per favorito) ha perso la corsa alla poltrona che fu di Walter Veltroni. 100mila e passa voti in meno (pari a 7 punti percentuali: 46,3 contro 53,6) rispetto a Gianni Alemanno, candidato del Pdl, da lunedì 28 nuovo sindaco capitolino. Il centrosinistra manterrà invece la guida della Provincia: a Enrico Gasbarra succederà il ds Nicola Zingaretti (oggi Pd) che con il 51,4% dei consensi ha battuto il forzista Alfredo Antoniozzi, fermo al 48,5%.
È stato lo stesso Rutelli ad ammettere la sconfitta, chiamando al telefono Alemanno: “Gli ho fatto gli auguri”. Poi il candidato del Pd ha commentato la sua sconfitta riconoscendo di provare una “grande amarezza” ma anche di essere convinto “di aver fatto il mio dovere”. “Il risultato” ha aggiunto “è stato condizionato dalla strumentalizzazione che il Centrodestra ha fatto sul tema della sicurezza”. Rutelli ha poi precisato di “essersi messo a disposizione della coalizione e di Roma”.

L’astensionismo sembra insomma aver colpito soprattutto a sinistra. Infatti Alemanno ha superato di 100mila voti i consensi ottenuti al primo turno. Rutelli, invece, ne ha persi circa 80mila rispetto a due settimane fa. A “tradire” il candidato democratico, aun primo esame del voto nei singoli municipi, pare non siano stati i municipi più moderati, quanto quelli più a sinistra della capitale, dove Rutelli doveva e prevedeva di vincere con ampio margine e invece il risultato è stato molto negativo, un vero e proprio tracollo, segnando addirittura in alcuni casi, incredibilmente, di preferire Alemanno a Rutelli.

Le sue prime parole da neosindaco di Roma, Alemanno le ha pronunciate acclamato dai suoi sostenitori: “Abbiamo vinto una lunga battaglia. Quando si vince bisogna essere generosi, ci lasciamo alle spalle tutte le polemiche e i veleni di questa campagna elettorale. sarò il sindaco di tutti, senza distinzioni. Oggi non ha una vinto una parte, ha vinto tutta Roma”.
Dentro e fuori la sede del comitato elettorale dell’esponente di An, in via Salandra, si iniziano a registrare assembramenti e caroselli di persone esultanti. Fra le auto che transitano suonando il clacson sono stati notati anche diversi taxi, i cui titolari evidentemente festeggiano la probabile sconfitta della coalizione che nell’ultima consiliatura aveva provato a varare un provvedimento sulle liberalizzazioni delle licenze che era stato vigorosamente contestato dalla categoria. Sul successo di Alemanno è intervenuto anche il leader di An, Gianfranco Fini, raggiante: la vittoria di Gianni Alemanno a Roma “è una gioia enorme” ha commentato mimando con le mani un enorme sorriso sul volto. “È una delle pagine più belle in assoluto per il centro destra e per Alleanza Nazionale”. Accompagnato da Ignazio La Russa e Andrea Ronchi, il presidente della Camera in pectore ha poi osservato che: “per An questa è una vittoria storica”.

Di “grave sconfitta” parla invece il segretario del Pd Walter Veltroni: aver perso la roccaforte capitale della sinistra (il Campidoglio fin dal ‘93 è stato appannaggio della staffetta Rutelli-Veltroni, ndr) “richiederà fin dalle prossime ore una analisi seria e approfondita a cui tutti parteciperemo ragionando anche sulla differenza tra i dati politici e quelli amministrativi della Capitale”. Veltroni ha poi aggiunto di ritenere “che nell’insuccesso al Comune ha pesato anche il vento politico che spira nel Paese in particolare sul tema della sicurezza”. “Quella di Roma”, ha proseguito il segretario del Pd “è una sconfitta molto pesante, che io non posso non sentire con particolare acutezza e amarezza personale e politica. Voglio ringraziare Francesco Rutelli per il suo lavoro generoso e per il suo impegno e amore per la città”.

Il responso elettorale nella Capitale non potrà infatti non avere una valenza nazionale. In caso di sconfitta, infatti, per Alemanno era già previsto un recupero nella squadra del nuovo governo Berlusconi. Resta ora da vedere cosa farà Rutelli: si è parlato per lui anche di un possibile ruolo da presidente dei senatori del Pd (anche se Veltroni ha già chiesto di confermare in questo ruolo Anna Finocchiaro) ma resta da verificare se, dopo il risultato di Roma, vi saranno contraccolpi interni al Partito democratico. Anche perché la poltrona che andrà ora ad occupare Alemanno è quella lasciata libera da Walter Veltroni che ha rinunciato al Campidoglio per occuparsi a tempo pieno del Pd e, soprattutto, della campagna elettorale.

Intanto sono arrivati al Viminale i dati definitivi relativi all’affluenza: a livello nazionale è stata del 54,99% per le Provinciali e del 62,5% per le Comunali. Si è registrato mediamente un crollo di circa venti punti percentuali rispetto al primo turno, quando i votanti oscillarono tra il 74 e il 76%. In quell’occasione, però, si votava anche per il rinnovo del Parlamento nazionale e questo ha sicuramente favorito l’afflusso.

Il VIDEO servizio:

Seggi chiusi, a Roma Alemanno allunga su Rutelli. Affluenza in calo

Il candidato del Popolo della Libertà alla carica di sindaco del Comune di Roma, Gianni Alemanno, durante le operazioni di voto | Ansa
Urne chiuse, stop al voto per i ballottaggi. L’esito? Il centrosinistra potrebbe riuscire a conservare la guida della provincia di Roma, ma ci sono serie possibilità che ceda al Pdl la poltrona che fu di Veltroni in Campidoglio.

È quanto emerge dai primi dati parziali (non ci sono exit poll: qui lo spoglio in diretta dal Viminale) dello spoglio delle schede che evidenziano un netto vantaggio del candidato di centrosinistra Nicola Zingaretti nella corsa per la guida della giunta provinciale (l’esponente Pd, con 876 sezioni scrutinate su 3.735, ha il 53,9% dei consensi contro il 46,1 del suo avversario Alfredo Antoniozzi) ma anche una partita tutta all’inseguimento per Francesco Rutelli, che alla vigilia del voto era considerato favorito: a tre quarti di spoglio su 2.600 sezioni romane, Gianni Alemanno risulta in vantaggio con più del 53%, contro il 46% del candidato di centrosinistra.

Dati più concreti quelli sull’affluenza: a livello nazionale è stata del 55% per le Provinciali e del 62,5% per le Comunali. Si è registrato mediamente un crollo di circa venti punti percentuali rispetto al primo turno, quando i votanti oscillarono tra il 74 e il 76%. In quell’occasione, però, si votava anche per il rinnovo del Parlamento nazionale e questo ha sicuramente favorito l’afflusso. A Roma, al ballottaggio per l’elezione del sindaco della Capitale, ha votato il 63,0 per cento degli elettori. Al primo turno la percentuale era stata del 73,5 per cento.
L’esito più atteso è proprio quello per la capitale - si votava anche per l’elezione del presidente e del consiglio provinciale e per il rinnovo di aluni municipi - considerato un test anche per i futuri equilibri del Pd, dopo la travolgente vittoria elettorale del centrodestra alle elezioni politiche del 13 e 14 aprile e alle regionali in Friuli Venezia Giulia, la cui guida è stata persa dal centrosinistra.
Roma è governata dal centrosinistra dal 1993, anno in cui proprio Rutelli - oggi nuovamente candidato al Campidoglio - sconfisse Gianfranco Fini, allora segretario del Msi. Al primo turno, a Rutelli (sostenuto dal “vecchio” centrosinistra: Pd, Idv, Sinistra Arcobaleno e liste minori) è andato il 45,77% dei voti, mentre Gianni Alemanno (candidato Pdl), ex ministro dell’Agricoltura e già candidato contro Veltroni nel 2006, ha raccolto il 40,74% e può contare al ballottaggio sull’appoggio della Destra ma anche della Rosa Bianca e di altre liste.

Le altre sfide
Il Pd s’impone a Udine e strappa Sondrio al centrodestra. Il Pdl mantiene la poltrona di sindaco a Viterbo. Sono questi i primi risultati dei ballottaggi per l’elezione dei presidenti di 5 Province (Asti, Catanzaro, Foggia, Massa Carrara e Roma) e dei sindaci di 44 comuni, di cui 7 capoluoghi di provincia: Roma, Massa Carrara, Pisa, Sondrio, Udine, Vicenza e Viterbo. A Udine il nuovo sindaco è Furio Honsell. Il candidato del centrosinistra ha battuto l’antagonista Enzo Cainero candidato per il centrodestra. La vittoria di Honsell (ex rettore dell’Università di Udine) si è delineata sin dalle prime sezioni scrutinate. Ora si è giunti a 99 su 100 sezioni scrutinate con Honsell al 52,73 e Cainero che è attestato al 47,27. A Sondrio il candidato sindaco di centrosinistra Alcide Molteni è stato eletto con il 54,2 percento dei voti. Al 45,8% il candidato di centrodestra Aldo Faggi al 44,9. A Viterbo si profila una vittoria schiacciante per il candidato a sindaco del Pdl Giulio Marini sul suo avversario del Pd Ugo Sposetti: quando restano da scrutinare solo 10 sezioni su 66, il candidato del centrodestra Giulio Marini ha il 62,3% dei voti. A Vicenza Pd in vantaggio nella corsa per la poltrona a sindaco. Achille Variati (Pd-liste civiche) si impone definitivamente nel ballottaggio di Vicenza e viene eletto sindaco con il 50,481%. Lia Sartori (Pdl-Lega-lista civica) ottiene il 49,518%. A Pisa (scrutini di 65 sezioni su 86) il candidato sindaco del del Pd Marco Filippeschi è al 52,8 contro il 47,2 di Patrizia Paoletti Tangheroni, candidata del Popolo delle Libertà.
Per le provinciali il centrodestra conferma la presidenza della provincia di Asti. Quando restano da scrutinare 9 sezioni su 266, Maria Teresa Armosino (candidata di Pdl e Lega) è al 58,1% dei voti. Battuto Roberto Peretti, candidato del Pd. Il centrosinistra conferma la presidenza della provincia di Massa Carrara. Quando restano da scrutinare 2 sezioni si 267, Osvaldo Angeli, candidato di Pd, Ps, Idv, ha ottenuto il 55,4% dei voti, battendo il candidato del Pdl Sandro Bondi. A Catanzaro, dove sono state scrutinate 192 sezioni su 422 Wanda Ferro, candidata del Pdl, è in netto vantaggio con il 59,2% contro il 40.8% di Pietro Amato, candidato di centrosinistra. testa a testa a Foggia: quando sono state scrutinate 274 sezioni su 693 Antonio Pepe il candidato presidente del Pdl è al 50,9% contro il 49,1% del candidato del Pd Francesco Paolo Campo.

Violenze sulle donne a Roma e Milano: tra Pd e Pdl è scontro sulla sicurezza

Una perquisizione prima di far entrare i nomadi sul pullman, dopo aver controllato il campo dietro la stazione ferroviaria Tor Di Quinto dove risiedeva il rumeno arrestato per l'omicidio di Giovanna Reggiani

Gli ultimi drammatici casi di cronaca, prima a Milano e poi a Roma, fanno virare il dibattito politico dall’analisi del dopo voto, alla discussione sulle tematiche legate alla sicurezza.
La prima a sollevare critiche era stata Letizia Moratti, sindaco di Milano, giudicando lo Stato latitante. E dopo la violenza di Milano aveva affermato: “Vogliamo quel pacchetto sicurezza che noi sindaci chiediamo da tempo, ho parlato con Berlusconi, che mi ha rassicurato, dicendo che sarà uno dei primi provvedimenti che prenderà il suo governo”. Parole che non sono piaciute al ministro dell’Interno, Giuliano Amato, che le ha considerate una caduta di stile del sindaco meneghino, aggiungendo “che la reazione delle forze dell’ordine è stata pronta. Io stesso”, ha aggiunto il responsabile del Viminale, “ho espulso numerosi cittadini comunitari per ripetuti reati commessi in passato”. Poi Amato ha snocciolato alcuni dati sulla criminalità: “Dopo l’adozione lo scorso anno dei patti per la sicurezza i delitti nelle città sono drasticamente diminuiti”. Infine le critiche alla Moratti: “Reputo un’inattesa caduta di stile le dichiarazioni del sindaco di Milano, che ha giudicato latitante lo Stato rispetto al Patto per la sicurezza di Milano. Il sindaco dovrebbe essere il primo a conoscere quei dati”.

I drammatici fatti di cronaca per il ministro per le Pari opportunità, Barbara Pollastrini, sono una “mattanza contro le donne che va fermata al più presto”. Molto dure anche le parole del capogruppo uscente della Lega Nord al Senato, Roberto Castelli: “I ministri della Giustizia, dell’Interno e la magistratura comincino una buona volta a interpretare il sentimento popolare e applichino con la massima severità le leggi, che già ci sono, per poter difendere la nostra società da questa orda di barbari che da troppo tempo scorrazza impunemente per il Paese”.

Nella Capitale - dove domenica prossima ci sarà il turno di ballottaggio tra Gianni Alemanno e Francesco Rutelli - il livello dello scontro politico si è subito alzato e il candidato del centrodestra ha attaccato: “L’aggressione alla ragazza alla stazione ferroviaria La Storta riporta in primo piano il problema della sicurezza a Roma, ignorato dal centrosinistra”. Poi Alemanno ha aggiunto: “Nel Pd farebbero bene a interrogarsi sulle loro responsabilità in merito al proliferare dei campi nomadi”. All’esponente di An hanno risposto prima Rutelli, che ha esortato il suo avversario ad “essere uniti contro il crimine” e soprattutto ad evitare “strumentalizzazioni e propagande che non aiutano la lotta al crimine”, e poi anche il leader del Pd, Walter Veltroni, che ieri era impegnato a Roma per sostenere proprio la corsa di Rutelli contro Alemanno: “A nessuno di noi”, ha detto il leader del centrosinistra, “viene in mente di dire che la responsabilità dello stupro a Brera è del sindaco di Milano, cosa che invece è stata fatta dall’altra parte politica quando ci sono stati casi analoghi nella nostra città”. Insomma, per Veltroni “c’è un problema di sicurezza a Roma come a Milano”, che investe tutto il Paese. Ma il decreto sicurezza, quello varato a novembre dopo il drammatico caso della signora Reggiani a Roma, non è mai stato approvato. E per questo il leghista Roberto Calderoli promette: “Entro due mesi dall’insediamento del nuovo governo dovremo dare risposte definitive in materia di sicurezza e di clandestinità attraverso la conversione di un decreto legge da emanarsi già nel mese di maggio. E chiunque si opporrà al confronto dovrà essere considerato, e additato da tutti, alla stregua di uno stupratore”.

Il VIDEO servizio:

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È sui temi della sicurezza che si infiamma il dibattito politico. Soprattuto a Roma, in vista del ballottaggio. Secondo voi servono di più:
Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
 
 
 
 
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Il video del direttore, di Giorgio Mulè
L'arcitaliano, di Giuliano Ferrara
Cane sciolto, di Vittorio Feltri
L'editoriale, di Giorgio Mulè
L'europeo, di Sergio Romano
Fatti & credenze, di Luca Ricolfi
Fuori Porta, di Bruno Vespa

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