
Il rancore originato dal suo attivismo politico. Qualche sgarro alla malavita locale. Più banali ragioni di soldi. O ancora un movente sentimentale. Gli inquirenti non escludono “nessuna ipotesi”: è un omicidio ancora da decifrare, quello di Giuseppe Basile, il consigliere provinciale dell’Italia dei Valori ucciso a Ugento, in provincia di Lecce, all’una e mezza di notte tra sabato e domenica. Per ora si sa solo che Basile è stato accoltellato sotto casa. Sei colpi al torace, inferti probabilmente con un coltello da cucina da due o più persone. Forse qualcuno conosciuto, che lui stesso aveva fatto entrare nel giardino di casa.
Oggi l’autopsia potrebbe dare nuovi elementi agli investigatori. Le indagini sono dirette dal procuratore aggiunto di Lecce Cataldo Motta e dal Pm della stessa procura Giovanni De Palma. I carabinieri del comando provinciale di Lecce continuano a sentire amici e parenti della vittima per cercare di individuare un possibile movente del delitto.
Basile aveva sessantuno anni e da quasi trenta era impegnato in politica, prima nel Msi, poi nell’Italia dei Valori. Il suo carattere irruento ne faceva uno dei protagonisti della scena politica locale. Consigliere comunale a Ugento e da un paio d’anni anche consigliere provinciale a Lecce, Basile (sesto nella lista alla Camera per l’Idv) era impegnato in battaglie per la legalità e contro il clientelismo: nell’ultimo consiglio comunale aveva fatto ritirare l’ordine del giorno che assegnava le consulenze per il Comune. Si era anche opposto, da solo, al progetto di un maxi villaggio turistico sulla costa, secondo lui all’interno di un parco naturale.
“Era uno che dava fastidio, per molti un rompiscatole. Non aveva paura di dire le cose in faccia” lo ricordano i suoi colleghi. La sua attività politica potrebbe avergli procurato più di uno screzio. Ma il suo omicidio potrebbe avere anche un altro movente: Basile era un ex imprenditore edile. La sua azienda era fallita da anni e lui aveva molti creditori nella zona. Recentemente, secondo Carlo Madaro, esponente salentino del suo partito, aveva ricevuto dei proiettili a casa e aveva trovato una testa di cane nel giardino della sua villetta. Episodi che però non aveva denunciato. La sera della sua morte Basile l’aveva passata a Ugento in un ristorante balera della zona, Le Volier. Aveva cenato e ballato con una donna che frequentava (era separato e senza figli) sino all’una. “Sembrava inquieto, agitato” racconta uno degli amici con lui quella sera. Poi aveva pagato il conto, per tutto il tavolo. Era andato a casa sulla sua Panda nera. Lì lo aspettavano i suoi assassini.
Una pista sola sembra meno plausibile, quella della criminalità organizzata, per le modalità del delitto. Il leader dell’Italia dei valori, Antonio Di Pietro, da ex magistrato concorda: “La Sacra Corona Unita spara, non accoltella. Mi sembra improbabile anche la rapina improvvisata. Evidente che c’è stata una colluttazione”.
“La notizia dell’uccisione di Giuseppe Basile ci lascia scioccati”, scrive il partito sul sito internet, sotto una foto del consigliere comunale “Energico e determinato. Così vogliamo ricordare Peppino che per anni ha portato la bandiera dell’Italia dei Valori nel Salento”.
- Lunedì 16 Giugno 2008

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