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Giuseppe-Fioroni

Puntuale come sempre di questi tempi è arrivata dal ministero della Pubblica istruzione la rosa delle materie proposte per la seconda prova scritta della maturità.
Se il greco del Classico, la matemica dello Scientifico, la lingua straniera del Linguistico, la pedagogia del Pedagogico e gli elementi di architettura dell’Artistico stupiscono poco, il 2008 porta una sostanziale novità: la decisione di individuare come materie affidate ai membri esterni per tutti gli indirizzi di studio l’italiano e la matematica (ad eccezione del liceo scientifico dove all’italiano sono state affiancate le scienze). I risultati dell’ultima indagine Pisa-Ocse (qui la copertina di Panorama, in .pdf) hanno, infatti, dato un duro colpo all’orgoglio nazionale: gli studenti italiani sono tra i più ignoranti non solo nelle materie scientifiche, ma anche in comprensione e lettura. Così a viale Trastevere si è corsi ai ripari, sfruttando anche l’occasione dell’esame di Stato per spingere gli adolescenti ad applicarsi un po’ di più. Il tempo per studiare non manca: le prove scritte si svolgeranno il 18 giugno (la prova di italiano uguale per tutti gli indirizzi) e il 19 giugno (seconda prova). La data della terza e ultima prova scritta (quella messa a punto dalle singole commissioni) sarà fissata con un’ordinanza successiva, ma è probabile che, come ogni anno, si farà a ridosso della seconda.
Per gli istituti tecnici e professionali sono state scelte materie che, oltre a caratterizzare i diversi indirizzi di studio, hanno una dimensione tecnico-pratico-laboratoriale. Per questa ragione la seconda prova potrà essere svolta, come per il passato, utilizzando anche i laboratori dell’istituto. Per il settore artistico (licei e istituti d’arte) la materia di seconda prova conserva il suo carattere progettuale e laboratoriale (architettura, ceramica, mosaico, marmo, oreficeria ecc.) e si svolge in tre giorni.
“La scelta delle materie affidate ai membri esterni”, spiegano dal ministero, “è ispirata all’esigenza di restituire serietà e dignità all’esame di Stato anche attraverso una presenza incisiva della componente esterna della Commissione”. Quest’anno è stato seguito il criterio della rotazione delle discipline “per mettere tutti i docenti in condizione di poter esercitare la funzione di commissario esterno e di consentire a tutti di acquisire utili esperienze di atura didattico-metodologica attraverso il confronto con altre e diverse impostazioni”.
Riguardo ai corsi sperimentali - 812 tra progetti assistiti e autonomi - il ministro Giuseppe Fioroni ha annunciato un deciso giro di vite: “Trovo indecente”, ha detto, “questa eccessiva proliferazione che non aiuta certo la nostra scuola. Bisogna sfoltire, il prima possibile”.
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- Tags: 114, abusi-sessuali, bambini, bullismo, denunce, Ernesto-Caffo, Giuseppe-Fioroni, minori, scuola, telefono-Azzurro, violenza
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Quando i numeri bassi, in merito alle violenze, non fanno ben sperare. Nel 2005, stando ai dati di Telefono Azzurro, le segnalazioni di abusi sessuali sui minori in Italia sono state 699, nel Regno Unito sono state 2.400 e in Francia 4.700.
Appunto: le cifre preoccupano l’associazione: “È evidente” commentano gli operatori “che in Italia manca ancora un sistema di monitoraggio che consenta di quantificare il fenomeno in modo adeguato”. La cifra oscura degli abusi sui minori in Italia resta quindi una grave incognita.
Dal gennaio 2006 all’ottobre 2007, infatti, il Servizio 114 gestito da Telefono Azzurro ha ricevuto 2824 richieste di aiuto relative a situazioni di violenza e maltrattamenti. Secondo la Criminalpol nel 2005 bambini e adolescenti vittime di abuso sessuale sono state 699, 605 le segnalazioni di reato, 692 le persone denunciate all’autorità giudiziaria.
Per questo Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro, ha chiesto alla politica e alle istituzioni impegni concreti: “Ogni legislatura, ogni commissione parlamentare porta all’apertura di tavoli che propongono studi e ricerche. Le riflessioni non bastano più, occorre pianificare le azioni da intraprendere a tutela dei minori, senza correre dietro alle emergenze e ai crimini raccontati dalle cronache”.
Ma Caffo ne ha anche per piano anti-bullismo del ministro dell’Istruzione Beppe Fioroni: “L’esplosione del bullismo, riportata dai media, è solo una parte di un problema molto più vasto. Si tratta di una questione ancora poco affrontata da parte della scuola, occorre fare molto di più e con gli strumenti giusti”. E continua: “Fare commissioni di lavoro è utile per scambiare idee, ma il problema bullismo è molto più serio e va affrontato in termini concreti. È un fenomeno sempre più presente nelle scuole medie e superiori, ed è rimasto per troppo tempo nascosto”.
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Una mutazione genetica è passata per i banchi della scuola superiore. Non sono più studenti ad affollare le classi, ma utenti, vezzeggiati e lusingati da dirigenti scolastici che cercano di attrarli nei loro istituti con luccicanti Pof.
Pof? Sì, l’inquietante sigla sta per Piano di Offerta Formativa, ovvero un documento che spiega tutto ciò che un istituto offre di più e di diverso, sotto forma di progetto, a chi vi si iscrive. Dove solitamente sono esaltate le attività extracurricolari (feste, premi, gare sportive, intitolazioni…), relegando a pochi accenni l’organizzazione e la qualità dell’insegnamento disciplinare.
Il corso di questa preoccupante mutazione, con tutti i suoi effetti - negativi -, è tracciato dal professor Paolo Mazzocchini nel libro Studenti nel paese dei balocchi - Lettera di un insegnante a un genitore, edito da Aracne Editrice. Con cura dei dettagli e nello stesso tempo con chiarezza permette di tastare il polso della scuola italiana anche a chi ha abbandonato libri e zaino da un po’.
![[i]Lettera di un insegnante a un genitore[/i]<br> (copertina del libro)<br> di Paolo Mazzocchini<br> Aracne editriche](http://gallery.panorama.it/albums/userpics/10054/normal_balocchi.jpg)
“Utente è una parola magica, un termine che semplifica rozzamente la delicata complessità del processo educativo scaricando sull’insegnante tutte le responsabilità dell’insucceso di un giovane” scrive Mazzocchini, che è insegnante di latino e greco nei licei. Rivolgendosi a un ipotetico genitore intelligente che sta per iscrivere il figlio alle superiori, traccia il quadro drammatico dell’istruzione oggi, dove bocciare un alunno sembra un’eresia (in base al “principio, falsamente evangelico, del recupero della pecora smarrita” come scrive il prof), dove i ragazzi più seri e meritevoli sono “abbandonati a se stessi e ad una formazione sostanzialmente autodidattica”, dove domina il lassismo valutativo, con 8, 9 e 10 che fioccano. Perché? Ovvio, perché voti belli gonfi attraggono utenti, nella scuola-azienda del dirigente-manager, che passa gran parte del suo tempo a cercare finanziatori.
In una scuola dove, soprattutto, i professori per gran parte o sono precari, e quindi insegnano senza essere reclutati in via definitiva (non per colpa loro), o reclutati dalle Ssis, corsi biennali post-laurea, dal costo di tremila euro, che proprio per questo hanno interesse a far poca scrematura tra chi si vuole iscrivere. “Di insegnanti reclutati in base al merito, tuo figlio ne avrà (se sarà fortunato) non più del 20-25%”. E i professori meritevoli e validi sono demotivati, da continue interruzioni all’attività didattica per attività extracurricolari, dalla dirigenza che vorrà assoldarli per organizzare quelle attività, da corsi di aggiornamento che, per mancanza di fondi, non aggiornano sulle proprie materie di insegnamento…
E quanti sono i giorni a disposizione dei docenti per insegnare? Per legge l’anno scolastico deve comprendere almeno 200 giorni di lezione ma tra giorni di accoglienza per i neo-iscritti, giorni di orientamento pre-universitario, gite, stage per quelli del quinto, un’assemblea di istituto al mese, settimana culturale, i consueti scioperi degli studenti, si riducono a 160 effettivi.
Qui sotto, da Youtube, due video recenti che dimostrano quant’è dura la vita dei ragazzi in classe, tra lezioni e balli!
Ma ora, con il ministro Fioroni, non dovrebbe esser bando alla mollezza e via con la severità? Lo chiediamo al professor Mazzocchini. “Le tre S di Fioroni (severità, storia, sintassi, ndr) - dice - sono più serie delle tre I della Moratti (internet, inglese, impresa). Ma la scelta fra le due impostazioni dipende molto dagli insegnanti: anche nel periodo morattiano molti continuavano a insegnare bene grammatica e storia così come anche nell’era di Fioroni ci saranno insegnanti all’acqua di rose più inclini a facili scorciatoie ‘modernistiche’. La scuola seria non la fanno i ministri, ma gli insegnanti seri”.
E sul ripristino esami di riparazione? “Il ripristino dell’esame di riparazione (se rimarrà nella forma voluta dal ministro - ma già c’è stato uno stop in Senato), benché non sia un toccasana, è un atto dovuto. Con l’attuale sistema dei debiti molti alunni arrivano in quinta trascinandosi lacune gravi in più materie. Resterà da vedere come si potranno attuare i corsi di recupero che il ministro vorrebbe a carico della scuola: chi li terrà? Come si potrà far fronte alla spesa?” Si chiede infine il prof: “È giusto che la scuola spenda soldi pubblici per recuperare deboli e scansafatiche anziché investirli su qualità ed eccellenza?”.
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Che quest’anno tirasse una brutta aria per gli scolari italiani lo si era intuito già: reintroduzione dell’ammissione all’esame di terza media, elevazione dell’obbligo scolastico a 16 anni, provvedimenti contro il bullismo… Tutto per opera del ministro Giuseppe Fioroni. E ora il giustiziere dell’Istruzione Pubblica fa un nuovo colpo di “Restaurazione”: tornano gli esami di riparazione, già dall’anno scolastico in corso.
Il ministro ha firmato oggi il decreto che introduce le nuove modalità di recupero dei debiti formativi nelle scuole secondarie superiori. Il provvedimento è stato già inviato per la registrazione alla Corte dei Conti e Fioroni ha auspicato che l’iter sia rapidissimo. Gli studenti dovranno dimostrare di aver recuperato i debiti il 31 agosto, o comunque entro l’inizio dell’anno scolastico successivo, rischio la bocciatura. Alle iniziative di recupero seguiranno le verifiche finali sulla cui base si concluderà lo scrutinio con il giudizio definitivo.
“Quarantadue studenti su cento vengono ammessi con debito alla classe successiva, - ha detto Fioroni - solo uno su quattro lo recupera, ma gli altri vanno avanti comunque. Sarebbe imperdonabile prendere atto di questa situazione e non fare nulla”.
SPECIALE SCUOLA - NUOVO ANNO: COSA CAMBIA
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- Tags: bullismo, Carlo-Arrigo-Pedretti, esami, Giuseppe-Fioroni, libri, liceo-Cassini, liceo-classico-Mamiani, Liceo-Parini, scuola, severità, studenti
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Quest’anno non si scherza. Il ministro dal volto pacioso ma con il pugno di ferro ha predicato una scuola più severa: obbligo scolastico fino a sedici anni, esami di terza media più duri, provvedimenti più rapidi per insegnanti e personale scolastico inadempiente, osservatori sul bullismo… (qui il decreto sulla scuola approvato a settembre, in pdf).
E la scuola come risponde a Fioroni?
Roma, liceo classico Mamiani. Un nuovo provvedimento del preside prevede la chiusura dei cancelli scolastici alle 8,10 in punto, non più indugiando fino alle 8,20, costringendo i ritardatari a entrare alla seconda ora. Reazione degli studenti? Cancello sigillato nella notte con il cellophane. E un cartello con su scritto: “Mamiani Coop studenti sott’olio, 1.000 porzioni circa”.
Vicenza, istituti superiori. L’amministrazione comunale, d’accordo con le aziende di trasporto, per evitare traffico e sovraffollamenti ha suddiviso l’entrata a scuola in due fasce orarie differenziate, 7.30 e 8.10. E i ragazzi legati alla prima fascia e costretti - soprattutto se provenienti da fuori città - a terribili levatacce protestano presentandosi in classe in pigiama.
Sanremo, liceo classico e scientifico Cassini. Tra un mese il preside dovrebbe dotare gli scolari di un libretto elettronico con codice a barra, da estrarre al momento di entrare a scuola, che un apposito apparecchio leggerà a una distanza di 20-30 cm. Per i genitori basterà collegarsi a internet e fare login per sapere se loro figlio è andato a lezione.
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La strada della severità tra i banchi scolastici, sollecitata dal ministro Fioroni, paga? Ha risposto a questa domanda Carlo Arrigo Pedretti, preside del liceo classico Parini di Milano, l’istituto che nel 2004 fu allagato da un gruppo di scolari per saltare un compito in classe.
“Io non parlerei di strada della severità” dice Pedretti “semplicemente non è possibile che studenti e famiglie facciano ciò che vogliono, tra ritardi, entrate posticipate… Naturalmente, poi, quando cambia qualcosa c’è qualcuno che protesta, ma magari perché non ha letto bene una circolare. Fioroni ha ribadito cose di cui non si era tenuto adeguato conto, ha richiamato a un certo sopportabile rigore, fermo restando che la scuola non è una caserma. E mi sembra che un metodo più rigoroso stia dando i suoi frutti. Bisogna dare un messaggio ai giovani e alle famiglie, con cui oggi è più difficile trattare che con i ragazzi stessi. Il tutto logicamente deve essere fatto con reciproca buona volontà e buona fede, perché l’imposizione di un dato atteggiamento è solo per un miglioramento collettivo”.
Quali sono gli orari di ingresso al Parini?
Nel nostro piccolo anche noi abbiamo dato il via a regole più rigorose: non si può entrare più tardi delle 8.55. Visto che la prima ora di lezione è alle 8, non si può quindi avere più di un’ora di ritardo, altrimenti si entra all’ora successiva.
Cosa pensa delle misure prese dal ministro della Pubblica Istruzione contro il bullismo, con la creazione di un sito internet apposito e la realizzazione di un osservatorio per regione?
Nella mia scuola non ci sono mai stati episodi di bullismo continuati, solo piccole cretinate. E la vicenda dell’allagamento è un’altra cosa… Credo che il bullismo sia soprattutto un fenomeno del primo anno, quando i ragazzi sono ancora indietro “a cottura”. Ed è una storia antica, già nelle orazioni greche se ne narravano episodi, tra commilitoni ateniesi. Bisogna comunque stare attenti a non sbattere il mostro in prima pagina. Ugualmente sul sito realizzato apposta: non si deve creare una nomea attorno agli atti di bullismo, per evitare l’emulazione.
Nel 2004 la sospensione di 15 giorni inflitta ai ragazzi che avevano allegato l’istituto venne considerata da alcuni non troppo severa…
Ho semplicemente seguito la legge, che prevedeva come massimo della sanzione 15 giorni di sospensione. Legge creata da Berlinguer e mantenuta dalla Moratti. Chi si è meravigliato non ha capito nulla della storia della Repubblica italiana. E anche il giornalismo dovrebbe insegnare di più e citare certe norme, senza puntare al sensazionalismo.
Quindi nessuna misura rieducativa, all’epoca, come invece si sentì dire?
Le misure rieducative sono nella mente dei pedagoghi astratti. Nel film Il marchese del grillo, come anche nelle rime del Belli, i padri portavano i figli a vedere le esecuzioni capitali, dando loro dei ceffoni al cader delle teste, insegnando così che non comportandosi bene avrebbero potuto fare quella fine. Ebbene, in quel caso si trattava di terrorismo e oggi certamente non è più attuale. Ma se i ragazzi vedono che pur sbagliando non succede niente, poi irrimediabilmente lo rifaranno.
SPECIALE SCUOLA - NUOVO ANNO: COSA CAMBIA

Per la gioia degli studenti, nell’anno scolastico imminente la scuola sarà aperta anche nel pomeriggio. E non solo per chi fa il tempo pieno. Ma questo non suoni come una minaccia. È un’opportunità in più quella che vuole offrire il ministro della Pubblica Istruzione, non solo per gli scolari, ma anche per chi scolaro è non più.
Fioroni, infatti, ha firmato una circolare che, in applicazione della legge Finanziaria 2007, assegna 64 milioni di euro aggiuntivi per ampliare l’offerta formativa e per un pieno utilizzo degli ambienti e delle attrezzature scolastiche, anche in orario diverso da quello delle lezioni. Un intervento che, come spiega il ministero, vuole essere “a favore di studenti e genitori ma anche dei giovani ormai usciti dal circuito educativo e degli adulti interessati ad aggiornare la propria formazione e ad avvicinarsi ai nuovi saperi”. Scuola aperta per tutti, dunque!
L’intento è quello di offrire un luogo in più di incontro e aggregazione, e una risposta alla dispersione scolastica e al disagio giovanile. “La scuola - dice la nota ministeriale - può così tornare il centro di promozione culturale, relazionale e di cittadinanza attiva nella società civile in cui opera favorendo il recupero scolastico e creando occasioni di formazione in grado di elevare il livello culturale e di benessere generale del territorio”.
I fondi messi a disposizione sono dedicati soprattutto ad attività di recupero dei debiti formativi, corsi di sostegno e di aiuto allo studio, di approfondimento e sviluppo per gli studenti motivati. Ma spazio anche a laboratori scientifici, studio della cultura e della storia locale, apprendimento pratico della musica. E anche al Vate, con percorsi didattici mirati su Dante Alighieri.
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Enfants de la Patrie, applicatevi un po’ di più. Non sono solo gli studenti italiani a far la parte degli asini, soprattutto in matematica - come denunciato dal ministro Fioroni -, ma anche gli odiati-amati cugini francesi hanno i loro guai e non sanno molto far di conto. E per di più le loro lacune si evidenziano anche nel leggere e nello scrivere. È la scuola primaria (che ingloba la scuola materna - considerata fiore all’occhiello della Republique - e l’elementare) ad essere incriminata. Il rapporto annuale dell’Haut conseil de l’Education (HCE) (qui il documento in francese e in pdf), un organismo composto da nove consiglieri nominati dalla presidenza di Stato, segnala che ogni anno il 40% degli allievi, ovvero circa trecentomila giovani, esce dalla scuola primaria (a 11 anni) senza l’apprendimento minimo. Di questi, duecentomila hanno conoscenze “fragili e insufficienti” per le nozioni fondamentali, cioè leggere, scrivere e fare calcoli, e centomila “non padroneggiano le competenze di base”.
A nulla è servita, quindi, la recente introduzione voluta dal ministero dell’educazione, del quarto d’ora di tabelline obbligatorio per rafforzare il calcolo mentale. E le carenze ovviamente rotolano su se stesse, lungo tutto il corso della scolarizzazione, diventando da manciata una valanga, con ripercussioni.
Il presidente della Repubblica Nicolas Sarkozy ha sollecitato un’apertura del dibattito: che si avvicini una nuova riforma scolastica d’oltralpe?
Ma gli italiani non gongolino per i mali altrui, soprattutto lieti che ad allarmarsi questa volta siano i cari vicini un po’ snob - a cui recentemente siamo legati anche da noiose disputucule calcistiche -. Guardando alle statistiche OECD (l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici) e alla bestia nera che condividiamo con i francesi, la matematica, ci conviene ridere poco: per quanto riguarda le performance in matematica dei quindicenni, nel mondo, relative al 2006 (l’indicatore A4 dell’indagine Uno sguardo all’educazione 2006), suddivise su gradi di valore dall’uno al sei massimo, è stato rilevato che non raggiunge il livello minimo richiesto il 13,2% degli italiani (con percentuali maggiori solo la Grecia, il Messico e la Turchia), contro il 5,6% dei francesi. I meno scarsi sono i finlandesi, con solo l’1,5% degli studenti al di sotto della soglia minima. La maggior parte della popolazione di 15 anni d’oltralpe si attesta al terzo livello (25,9%), mentre i “nostri” nel gradino sotto, il secondo, con il 24,7%. Ad eccellere, toccando capacità matematiche da sesto livello, è il 3,5% dei francesi, contro l’1,5% degli italiani. La percentuale più alta di geni matematici è del Belgio (9%).
Non ci resta che studiare.
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“Beh, così sui due piedi (sulla battigia, per altro, ndr)… Però mi sarebbe piaciuto svolgere il tema a carattere storico e riflettere «sulle ragioni degli imponenti flussi di immigrati nell’odierna Europa e sui nuovi scenari che si aprono nei rapporti tra i popoli, dopo la fine del colonialismo moderno e l’avvento del neocolonialismo»”.
Dalla Sardegna, dove si gode una vacanza tutta in famiglia, parla Serena Autieri, la bella professoressa di cui si innamora Paolo (Giorgio Panariello), il padre di Luca (Nicolas Vaporidis), nel film cult dei diciottenni maturandi: Notte prima degli Esami - Oggi.
Già, i ragazzi oggi hanno a disposizione sei ore per la prova di italiano, la prima dell’esame di maturità…
Appunto, in un tema come quello hanno la possibilità di spaziare, di scrivere molto, di approfondire, partendo da fatti storici fino ad arrivare ai nostri giorni.
Quindi, niente Foscolo, niente Leopardi, Galileo, il tormentone Dante… E niente saggio sulla “Costituzione repubblicana nel laborioso cammino da una dittatura alla partecipazione politica in Italia”.
Esatto. Nonostante mi piacciano molto i saggi. Sopratutto quelli a carattere storico e psicologico. Quando riesco a trovare il tempo di entrare in libreria faccio incetta di questi titoli. Ne compro a dozzine. Tornando al tema, avrei parlato del villaggio globale. Che credo sarà la traccia più seguita, oggi.
Perché?
Perché i giovani, più di noi (e più di me che la maturità l’ho fatta al Liceo artistico di Napoli, 12 anni fa) ci abitano dentro. I diciottenni hanno più argomenti di quanti ne avessimo noi. Per le mie ricerche, ricordo che ricorrevo al metodo classico della vecchia cara enciclopedia. Oggi loro hanno a disposizione il mondo della Rete, appunto: un villaggio globale tutto in digitale, tutto a portata di un qulasiasi motore di ricerca.
La rete… sa che già alle 09.36 sui siti specializati (Skuola.net e Studenti.it) c’erano materiali, appunti e spunti per fare il tema?
Immagino. Ma questa è la modernità. Anche se l’esame di Stato resta una tappa importante per i ragazzi. Nel bene e nel male segna un passaggio verso la crescita, verso la maturità, appunto.

Delle altre tracce che cosa dice? Sempre sul web si è scatenata la polemica sul ritorno, dopo soli due anni, di Dante. Che, a detta di alcuni, penalizzerebbe gli studenti degli Istituti tecnici.
Tutto sommato mi sembrano tracce buone. Coprono diversi argomenti. Direi che ce n’è per tutti.
A lei com’era andata la prima prova della maturità?
Ricordo solo che ho passato la prima ora a fare la cosiddetta scaletta: buttavo giù idee e le collegavo. Un metodo ottimo che ancora oggi uso, quando mi diverto a scivere canzoni, poesie e favole per bambini.
E che cosa sta scrivendo in questo periodo?
No, adesso mi sto rilassando con i miei nipotini, visto che per settembre ho da girare un nuovo film e a ottobre una fiction tv.
Buon relax, allora.
Grazie e in bocca al lupo ai ragazzi.
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