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Gomorra

I baby attori di Gomorra tornano sui banchi della Carlo Levi di Scampia

Una scena da 'Gomorra', il film di Matteo Garrone tratto dal best seller di Roberto Saviano

Una scena da 'Gomorra', il film di Matteo Garrone tratto dal best seller di Roberto Saviano

Maria Pirro Di Maria Pirro

Quattro attori di Gomorra, una storia da libro Cuore. Protagonisti, Totò, sul grande schermo simbolo dell’iniziazione criminale, la bella Rosa, il gigante con la testa di bambino Memed. E Giuseppe che, davanti a un pubblico speciale, quel giorno non recitava: «Quanto tempo ho sprecato», l’aspra verità, la sua verità rivelata un attimo prima dei «titoli di coda d’istituto». Continua

Intervista esclusiva all’altro Saviano: “La lotta alla mafia non ha colore”

Lo scrittore antimafia Roberto Saviano

Lo scrittore antimafia Roberto Saviano

Perfino la bomba. Una stupida bomba anarchica, fortunatamente non esplosa, all’Università Bocconi. E un clima che volge al peggio. Con un premier sporcato dal sangue, un matto in mezzo e l’Italia che ancora una volta si divide: i “cattivi ” al potere e i “buoni” nella malinconia narcisistaPanorama incontra un Roberto Saviano sinceramente scosso di averle tutte le ragioni per raddrizzare le gambe ai cani, ma di non poterlo fare. per tutto quello che accade in questo finale d’anno intinto nell’odio. Leggi l’intervista

Maroni: Gomorra? È una foto invecchiata

maroni190308

Da strozzare. Così dice Silvio Berlusconi degli autori della Piovra, un cult televisivo di un’epoca fa, quello del commissario Cattani e del boss Tano Cariddi. Da strozzare “per il danno d’immagine che ha arrecato all’Italia”. E Gomorra, allora? Una domanda che Panorama rivolge a Roberto Maroni, ministro dell’Interno. Leggi l’intervista

Video shock ma utile: arrestato il presunto killer ripreso al rione Sanità

Il killer in azione

Il killer in azione

Scelta forte e sofferta. Che però, pare abbia dato i suoi frutti: il presunto omicida di Mariano Bacioterracino, 53 anni, ucciso con 5 colpi di pistola l’11 maggio scorso in piazza Vergini, nel rione Sanità, è stato fermato dalle forze dell’ordine. Continua

Così uccide la Camorra a Napoli: il video shock di un’esecuzione

Un fermo immagine del filmato dell'agguato camorristico a Napoli

Un fermo immagine del filmato dell'agguato camorristico a Napoli

“Le modalità sono quelle di un omicidio di Camorra ma al momento non possiamo affermarlo con certezza. Il video non è certo uno spot a favore di Napoli ma speriamo che qualcuno si faccia avanti per fornire informazioni utili al riconoscimento e all’identificazione del killer e del suo correo”. Continua

Non toccate Saviano

Lo scrittore Roberto Saviano, durante una conferenza a Capri

Lo scrittore Roberto Saviano, durante una conferenza a Capri

Cosa è mai passato nella testa di Vittorio Pisani, 42 anni, capo della squadra mobile di Napoli, quando in un’intervista al Magazine del Corriere della sera ha deciso di dire che, fosse stato per lui, la scorta a Roberto Saviano mai e poi mai l’avrebbe concessa?
In questi tempi in cui o si è guelfi o automaticamente ghibellini, Pisani ha detto una cosa che pensava ma che, nella sua posizione, non doveva dire. Continua

L’orgoglio napoletano di Cannavaro: Sono ricco perché me lo merito

Fabio Cannavaro

Ora che l’amico del cuore Ciro Ferrara è diventato il suo allenatore, il “Muro di Berlino” passerà anche per raccomandato.
Strano il mondo del calcio: Paolo Maldini viene fischiato dai suoi tifosi nella partita d’addio e anche per Fabio Cannavaro si preannuncia una stagione non facile tra gli ultrà della Juventus dove torna a giocare dopo l’esperienza di Madrid.
Sì, perché non basta avere vinto il titolo mondiale (qui il VIDEO), non basta essere capitano della Nazionale, non basta essere stato consacrato miglior giocatore d’Europa con il Pallone d’oro (qui il VIDEO). I tifosi più rumorosi lo accusano di essere scappato dalla Juve dopo Calciopoli, lasciando la squadra in serie B, preferendo la ribalta internazionale del Real: non vedono di buon occhio il suo rientro a Torino. Ma Cannavaro, da buon napoletano, dice che “tutto si sistemerà”.
In questi giorni è uscito per la Mondadori La mia storia, dai vicoli di Napoli al tetto del mondo dove il bel Fabio ripercorre tutte le tappe, dalle battaglie tre contro tre per strada quando aveva 5 anni alla notte di Berlino 2006, passando per famiglia, amore, compagni, allenatori, errori, soldi e gloria.

Ferrara allenatore, lei casca sempre in piedi…
È successo tutto dopo la mia decisione di tornare: giuro che non c’entro niente. Lui ora è il mio mister prima di essere un amico e non sarò un privilegiato.
Ma questo gioco non l’annoia?

Per fortuna no, giocherò finché mi fanno contratti.
Al Real non è andata benissimo quest’anno.

È stata dura: cambio di presidente, di allenatore, infortuni. E secondi dietro un Barcellona stratosferico.
La verità sul mancato ritorno al Napoli?
Purtroppo non c’è stato niente, nessun contatto, ma solo un presidente che diceva che ero troppo vecchio.
L’ha ferita questa cosa?

Se uno è capitano della Nazionale, pallone d’oro e titolare nel Real Madrid, ma è troppo vecchio per il Napoli, che posso dirle? Peccato, però.
E la verità sul ritorno alla Juve?
La Juve andò in serie B, e non fu per colpa dei giocatori. Il mio passaggio al Real fu deciso insieme alla società e se ne andarono in molti. Ora torno a parametro zero, guadagno meno di prima e la Juve ha incassato i soldi della mia cessione. Direi che per loro è stata una operazione conveniente.
Sì, ma i tifosi?
Capisco l’amarezza dei tifosi quando uno se ne va.
Ma quelli che fischiano Maldini (qui il VIDEO) e fanno i cori contro di lei non le sembrano un po’ imbecilli?
Se noi cambiamo squadra, siamo considerati mercenari, ma se la società ti manda via, allora va tutto bene.
In Spagna i tifosi mai si sognerebbero queste cose.
Ci sono pure lì. Quando Luis Figo passò dal Barcellona al Real gli fecero trovare una testa di maiale in campo.
Molti sportivi accusano voi calciatori di allenarvi poco, faticare niente e guadagnare troppo.
L’invidia è una brutta bestia. Io sono un atleta e non vado certo a guardare quelli che guadagnano più di me.
Beh, non sono in molti a guadagnare più di lei.
È il mercato: la formula uno, l’Nba, il tennis sono sport che hanno un grande business e si guadagna molto. Il calcio piace e i calciatori guadagnano quello che il fenomeno permette. Di certo non andiamo con la pistola puntata dai presidenti. Loro hanno un budget e in base a quello fanno la squadra e stabiliscono i compensi.
Va bene, guadagnate quanto possibile, ma a volte non avete atteggiamenti un po’ esagerati in campo?
Sì, a volte dovremmo comportarci diversamente, a cominciare dalla ressa ogni volta che l’arbitro fischia un fallo. Pensi a quello che è successo tra Torino e Genoa all’ultima giornata. Uno spettacolo penoso.
I campioni fuggono dalla serie A, lei torna per chiudere la carriera?
Torno perché sono italiano, a 35 anni non avevo voglia di fare altre esperienze: avrei potuto andare in Russia, negli Stati Uniti, in Inghilterra…
Il suo libro è un po’ ruffiano, parla bene di tutti tranne che di Zinédine Zidane, possibile?
Ho detto che in campo Zidane non mi piaceva come avversario perché era scorretto e quanto successo alla finale lo dimostra. Per il resto non sono ruffiano, ma davvero sono portato ad avere buoni rapporti con tutti.
Chi è il più forte che ha visto giocare?
Maradona extra concorso. Poi Ronaldo, Thuram, Buffon, Ferrara. Maldini e Del Piero.
L’italiano più forte di sempre?

Roberto Baggio era uno spettacolo.
Il giovane più promettente?

Mi piace Davide Santon, non solo come calciatore: ha proprio una bella testa, un bell’atteggiamento. Uno che è così a 18 anni sarà un campione.
Il miglior amico?

Direi Benny Carbone, Fabio Pecchia, Ciro Ferrara, Lilian Thuram e Gianluigi Buffon.
La maggior delusione?

Forse Antonio Cassano al Real Madrid. Lui ha qualità pazzesche e non le ha sfruttate in quella società.
Uno incompreso?

Vincenzo Montella.
Il più scorretto?

Un francese che ha vinto il mondiale nel ’98: Stéphane Guivarc’h, attaccante.
Cosa le fa saltare i nervi in campo?

Ne ho date e prese tante, mi sono scusato e ho accettato le scuse, ma una cosa che proprio non tollero è lo sputo.
Frasi sui familiari?

Se me le dicono, ricambio.
Frasi razziste?

Ci ho fatto il callo. “Napoletano di m…” è talmente frequente che non mi fa quasi più effetto. Sono fiero di essere napoletano e lo sarò sempre.
Chi è il presidente che ogni giocatore vorrebbe avere?

Direi Massimo Moratti.
Perché spende e dà un sacco di soldi a tutti?

Non solo per i soldi. È un presidente che vive molto la squadra e lo spogliatoio. A volte anche troppo.
Ha sempre difeso in qualche modo Luciano Moggi.

Era il mio dirigente e ho solo detto: aspettiamo di vedere se è colpevole, il tempo e i giudici lo stabiliranno.
Dal campo lei non si è mai accorto di niente?

Una squadra con Buffon, Cannavaro, Vieira, Trezeguet, Ibrahimovic, Nedved, Camoranesi, Del Piero ha bisogno dell’aiuto degli arbitri? Io ho giocato nel Real e anche lì c’era la sudditanza, come alla Juve. Ma la cupola che controllava tutto mi sembra una gran fesseria.
Con Ferrara ha creato una fondazione a Napoli.

Siamo due napoletani che sono usciti dalla strada e hanno avuto successo. Finanziamo e realizziamo progetti per aiutare i giovani più sfortunati. Perché Napoli non è solo rifiuti, corruzione, disoccupazione, camorra.
Lei disse che Gomorra non dava una bella immagine dell’Italia.
Io ho detto che il libro era bellissimo, che Roberto Saviano è un grande, che mi sarebbe piaciuto che il film avesse vinto l’Oscar, però mi auguravo che la Campania non diventasse come Corleone con la mafia. Questo ho detto, tutto il resto non è vero e il giornalista che scrisse una cosa inesatta mi ha chiesto scusa.
Pensa mai che lei, scugnizzo tra i vicoli, l’ha scampata bella?
Io ho vissuto nei Quartieri spagnoli. Ho respirato la realtà di Napoli: sì, sono stato fortunato e ho avuto una famiglia che mi ha seguito e insegnato valori importanti. Ma non mi sono dimenticato da dove vengo.
Lei è un sex symbol (qui il VIDEO). Come si affrontano le fan?
Con un sorriso, ma sono sposato e si tengono a distanza.
Mai un tradimento?
Eh no, non si fa.
Mai una tentazione?

Sono tutto casa e campo.
È un santo, Cannavaro? Non picchia, non insulta, mai una tentazione…

I santi stanno in Paradiso.
E i suoi colleghi tutti discoteche e veline?

A 25 anni è giusto divertirsi. Non mi piacciono ipocrisia e moralismo. Certo, dopo una sconfitta non puoi fare le 5 all’Hollywood.
Adriano ha esagerato?

Ci vuole cervello. Io non mi sognerei mai, prima di una partita, di andare con mia moglie in discoteca, bere dieci birre e poi fare l’amore tutta la notte. Dopo, forse…
Per chi tifa?

Napoli, anche se non mi vogliono.
In campo, meglio furbi od onesti?

Meglio furbi. Ma senza barare. Furbo nel senso di capire prima quello che sta succedendo. In questo i vicoli di Napoli mi hanno insegnato molto.
Le simulazioni?

Mi danno fastidio.
Il simulatore piu grande?

Detto che e un maestro di tante altre cose, un calciatore bravissimo e una persona stupenda, penso che Pippo Inzaghi sia il piu bravo.
E nella vita? Meglio furbi od onesti?

Meglio onesti. Se no che cosa insegni ai tuoi figli?
La Nazionale di tutti i tempi.

Buffon in porta, Facchetti e Zambrotta sulle fasce. Io e Scirea centrali. A centrocampo Pirlo, Gattuso, Bruno Conti a sinistra e Angelo Domenghini a destra. Roberto Baggio e Gigi Riva in attacco.
La politica le interessa?

Mi interessa e la seguo. Mi da fastidio che l’opposizione di turno non segua il governo nelle cose che si fanno per la crescita e il bene dell’Italia.
Centrodestra o centrosinistra?

Centro.
Passioni: cibo?

Pizza, mozzarella. E in Spagna ho imparato a fare la carne alla brace.
Alcol?
Zero, nemmeno la birra.
Mai fatta una canna?

Da ragazzo si, ma non mi diceva granche.
Sesso?
Il sesso e una cosa importante.
Prima di una partita?
Io no.
L’astinenza pesa?
Quando sei in ritiro, pesa tanto.
Mai scappato da un ritiro per andare a fare l’amore?
No.
Ha mai fatto male a qualcuno deliberatamente?
No, pero ho fatto molto male involontariamente a Valon Berhami e Gaby Mudingay della Lazio. Mi e dispiaciuto molto, perche io, dentro, so’ bbuono.

I VIDEO di YouTube su Fabio Cannavaro:

Germania 2006, Cannavaro alza la Coppa del Mondo

Il Pallone d’oro consegnato da Monica Bellucci a Fabio Cannavaro.

Fabio Cannavaro il più Sexy Del Mondo

Camorra, ti prenderei a pugni. La sfida quotidiana di Clemente Russo

russo

di Fabrizio Paladini
Certo, un peso massimo che si chiama Clemente fa già sorridere. Cosa ci sarà di clemente nel cazzotto che sta per arrivare in faccia al malcapitato? Eppure Clemente Russo, 28 anni, sa essere tale anche sul ring. Occhi belli e sorriso che non ti aspetti, mani a badile e cuore d’oro per lo scugnizzo da Marcianise medaglia d’argento a Pechino 2008 e campione mondiale in carica della categoria 91 chili. Corni, gentilezza, schiettezza, allegrezza. E ambizione.

Quando diventa professionista?
Il professionismo è un pensiero che mi assilla. Alle Olimpiadi ero favorito perché avevo vinto il campionato del mondo. Pensavo di prendere la medaglia d’oro ma ho perso. Ora aspetto i Mondiali (a Milano dal 24 agosto, ndr) e poi deciderò. Penso che andrò negli Stati Uniti dove il grande agente Don King mi ha già fatto un’offerta. Lì il bianco va più del nero, possono anche darti 1 milione e mezzo di euro.
Professionista per denaro?
Gloria e soldi vanno insieme. Quando c’è la prima arrivano i secondi. Anzitutto c’è l’orgoglio di stare sul ring e non tirarsi mai indietro. Poi arriva la gloria e in seguito il denaro.
Cos’è la fatica per lei?
Senza nulla togliere agli altri sport, il pugilato e il ciclismo sono i più duri. Forza fisica e psichica insieme.
Da che famiglia proviene?
Operaio mio padre, casalinga mia madre. Una famiglia modesta ma dignitosa, casa di proprietà costruita da papà, sappiamo come si campa e come si divide la singola moneta.
Quanto guadagna un pugile come lei?
Un buon dilettante in Italia prende più di un professionista. Comunque nel 2009 guadagnerò col pugilato sui 35 mila euro. E se vinco il Mondiale ci sarà il premio.
Con i 75 mila euro dell’argento di Pechino cosa ha fatto?
In netto erano 57 mila. Mi sono sposato: il matrimonio costa, abbiamo fatto una bella festa. A mia moglie Laura Maddaloni, ex judoka, ho regalato un’Audi Tt e quel che è avanzato è andato nel mutuo per la casa.
Quanto conta la potenza e quanto la testa?
Trenta la potenza 70 la testa. Il pugilato è intelligenza e astuzia. Come diciamo a Napoli, ci vuole tanta “cazzimma” per battere l’avversario. Il gigante non lo puoi mettere ko, ma se ti muovi, lo colpisci, lo colpisci, porti punti. Gli saltelli intorno, lo stanchi e lo freghi. Lui si infuria perché ti vuole spaccare in due ma non ci riesce e così alla fine Davide batte Golia.
Il colpo del ko la fa godere?
Non ho il colpo del ko, ho più fibre bianche che fibre rosse. Però, se ti becco bene con un gancio sinistro, ti ci mando ko.
Che cosa sono le fibre bianche?
Fibra bianca è la velocità e l’elasticità, fibra rossa è la potenza e la resistenza. Io ho colpi veloci e continuati e pochi colpi da ko. Comunque è una bella soddisfazione vedere l’avversario al tappeto, meglio ancora quando lo prendi sotto, al fegato, perché così sei sicuro che non gli fai male.
Ha mai fatto veramente male a qualcuno?
No, mai. Il mio gesto tecnico è scherma, è intelligenza. Non voglio ammazzarlo, voglio batterlo.
E quando è toccato a lei andare ko?
Scusi se mi tocco per scaramanzia, ma ko non mi ci ha messo ancora nessuno.
Lei ha tenuto 190 incontri di cui 33 persi e 2 pareggiati. Rimpianti?
Beh, la sconfitta alle Olimpiadi mi rode. Quello lo avevo già battuto ma… è andata così. Mi sono messo a piangere come un vitello e poi è arrivato mio cognato Pino Maddaloni, medaglia d’oro a Sydney di judo, e mi ha urlato: “La smetti di piangere, cretino? Non ti rendi conto che la gente farebbe carte false solo per essere alle Olimpiadi e tu hai preso l’argento?”.
Qual è la scorrettezza che le dà più fastidio sul ring?
Ci sono pugili che noi chiamiamo “cani vecchi” che usano metterti le mani in faccia per allontanarti, ma con quel gesto ti spaccano i sopraccigli.
Cosa ha provato quando ha visto Mike Tyson staccare l’orecchio a Evander Holyfield?
Ero un bambino, ero in ritiro a Riccione con la nazionale under 17, Tyson era l’idolo di tutti ma io tifavo Holyfield. Mi sono infuriato: ma quando lo arrestano ’sto disgraziato? Poi lo hanno arrestato davvero, ma per altre ragioni.
I film sul pugilato?
Li guardavo e li guardo, ma per uno che fa questo sport ogni film ti sembra sempre un po’ ridicolo. Però Rocky 4 mi ha esaltato. Poi Toro scatenato, Cinderella Man, pure belli. Million dollar baby mi ha lasciato perplesso perché non mi piace il pugilato femminile.
Perché non va bene il pugilato femminile?
È roba da uomini. Il pugilato delle donne fa ridere.
Com’era Clemente pugile ragazzino?
Ho fatto tutto: ciclismo, pallavolo e calcio. A calcio ero stopper e già picchiavo. Ero veloce anche se cicciottello. Certo, i piedi sono storti… Poi, siccome era gratis, mi sono deciso a entrare in palestra. Mia madre credeva che andassi lì per dimagrire e invece io tiravo pugni. Il pugilato divenne tutto.
Era scapestrato?
Sì, ma mai mariuolo. Se trovavo 100 lire le lasciavo lì.
Le piaceva picchiare?
La strada era una bella scuola. Se serviva, ero quello che difendeva gli altri; e se volava uno schiaffo non stavo ad aspettare di prenderlo.
Mai dato per strada un pugno a qualcuno?
No, mai. L’ultima volta che ho litigato in strada avevo 14 anni. Non ho mai dovuto dire: sono Clemente Russo, non mi fate girare le scatole. Però se qualcuno dicesse qualcosa di sconveniente a mia moglie, allora potrei imbufalirmi e dire: siete capitati con la persona sbagliata al momento sbagliato, e lo farei trovare in un matrimonio di cazzotti senza nemmeno sapere chi l’ha invitato.
Un voto all’Italia e a Marcianise.
L’Italia è la nazione più bella del mondo e Marcianise è il paese più bello del mondo.
Patriota esagerato.
Dici: c’è la monnezza e la camorra. Vero, però ci sei nato e quindi il paese è del paesano. Dove metti le radici le annaffi e cresci.
La camorra l’ha sentita crescere?
Ora va meglio, ne hanno arrestati tanti. Quando ero piccolo era pazzesco, abbiamo avuto anche il coprifuoco. C’erano due famiglie, i Piccolo e i Belforte. Una volta ci fu una sparatoria davanti al bar. Io ero dentro e tutti scappavano, chi si nascondeva sotto i tavolini, chi andava dietro i videogiochi. Io uscii per strada e svoltai a destra, ma girato l’angolo mi trovai il cadavere bucherellato del padre di un mio amico. Fu tosta come esperienza.
C’è chi nega l’esistenza della camorra…
La camorra è il problema dei nostri giorni e della nostra terra.
“Gomorra”?
Ho letto il libro e visto il film, ho conosciuto Roberto Saviano, uno con le palle. Tutti pensano che la camorra sia la faida tra una famiglia e l’altra per il controllo del territorio, ma poi c’è il livello alto, i cinesi, i rifiuti, gli appalti. Non sapevo dell’esistenza di tutte queste cose e grazie a Saviano ho scoperto un mondo.
Fabio Cannavaro ha detto che certe cose non bisogna sbandierarle troppo perché non fanno onore all’Italia.
Caro Fabio, se la cruda realtà di Napoli e del Napoletano è questa, ed è questa, perché nasconderlo? Se oggi stiamo un po’ meglio è anche grazie a uomini come Saviano che ha fatto aprire gli occhi. Anziché dire: non gettiamo fango su Napoli, dico: speriamo che ci siano tanti Saviano che possano contribuire a far tornare il sole sulla nostra amata terra.
Piaceri: cibo?
Pizza alta così col cornicione ripieno di ricotta. Poi le cose che fanno le mamme: casatielli, pizza alla scarola.
Alcol?
A Natale e Capodanno un po’ di spumante, e qualche birra.
Sesso?
Nella coppia è una delle prime cose. Mi piace farlo. Lo famo anche strano, con fantasia.
Fedele?
Sono fiero di dirlo: sono molto fedele, non ho mai tradito.
Ma capita di essere rimorchiato?
Tantissime volte, ma se ami una donna impari a tenere lontane le fan. Ti fa piacere essere corteggiato ma finisce lì.
Sua moglie Laura è gelosa?
Gelosa ma intelligente. C’è fiducia reciproca e ognuno sa che nessuno imbroglia l’altro. Abbiamo un rapporto di marito e moglie, poi di amanti, poi di amici, poi di confidenti.
Tv: molti hanno criticato la sua presenza alla “Talpa”.
Quelli che proclamano che non ci andranno mai dicono stupidaggini. Sono moralisti d’accatto: è pura invidia e basta. Tutti vorrebbero entrare in quella scatola per la popolarità.
Quanto ha preso per la “Talpa”?
Meno di 100 mila euro.
E l’indotto?
Arriva il produttore che vuole fare il film, arriva Buona domenica, arriva Scherzi a parte, arrivano le ospitate e lì ogni volta sono soldi. Alle serate in discoteca dico no. Mi offrono anche 3 mila euro, ma poi chi ci va ad allenarsi alle 8 di mattina?
Ai ragazzi appassionati di boxe cosa dice?
Che mi devono imitare.
Religioso?
Credente, cattolico praticante. A messa tutte le domeniche, prego tutti i giorni, ho amici preti. Penso a qualcuno lassù che mi aiuta e mi protegge. Ho fatto il chierichetto, sono stato nell’Azione cattolica, nella schola cantorum. Ho sempre avuto un buon rapporto con la Chiesa. Però sulla storia di Eluana non mi è piaciuta la posizione del Vaticano. Penso che il padre sapesse quello che faceva.
Se dovesse succedere a lei?
Ah, ma allora devo fare gli scongiuri. Comunque, se tocca a me, staccate tutto e mandatemi lassù il prima possibile. Perché lassù qualcuno mi ama.

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