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La pupa D’Addario e i pupari. Complotto in 3 mosse

Patrizia d'Addario ospite del night club Le Globo di Parigi | (EPA/MAXPPP/THOMAS PADILLA)

Patrizia d'Addario ospite del night club Le Globo di Parigi | (EPA/MAXPPP/THOMAS PADILLA)

È sabato 30 gennaio ed è appena terminata la cerimonia d’inaugurazione dell’anno giudiziario. Al quarto piano della procura di Bari il capo dell’ufficio, Antonio Laudati, si ritrova a faccia a faccia con alcuni dei suoi sostituti. Sul tavolo l’ultima copertina di Panorama intitolata “Il complotto”. Ventiquattr’ore prima la stessa procura, dopo avere esaminato il testo con puntiglio da esegeti, si era limitata a escludere, in una nota ufficiale, che fosse iscritta una notizia di reato che riguarda “accordi fraudolenti miranti a una calunniosa rappresentazione processuale”.
Dietro il criptico linguaggio giuridico si celava ciò che i magistrati non potevano smentire: l’esistenza di un’inchiesta che, come vedremo tra poco, ruota intorno a Patrizia D’Addario, la escort di Palazzo Grazioli, e si muove su tre livelli, legati fra loro da diversi filoni, ipotizzando, al termine di questo percorso, un “complotto” contro il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Continua

Operazione D. Come si è tentato di incastrare Berlusconi attraverso la D’Addario

Patrizia D'Addario, 42 anni, escort barese | (Emmevi)

Patrizia D'Addario, 42 anni, escort barese | (Emmevi)

C’è un’altra storia da raccontare su Patrizia D’Addario e sull’affaire che ha coinvolto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Una storia che sta scrivendo, in gran segreto, la procura della Repubblica di Bari. Continua

La campagna contro il Cav. Il “nemico B.” come obiettivo da abbattere


Con il proverbio, si potrebbe anche dire: tanto tuonò che piovve. Il clima di avversione personale contro Silvio Berlusconi si è alimentato, nel tempo, di decine d’invettive, di gesti. Dal 2004 sono stati molti gli spettacoli teatrali, i libri, i film e i blog che hanno incitato all’aggressione fisica, sia pure presentata come “provocazione intellettuale”. Cinque anni fa l’Unione Europea finanziò il musical olandese “Killing Berlusconi”, come “programma culturale”. Negli ultimi sette mesi, però, anche molti politici, magistrati, organi di stampa hanno personalizzato lo scontro politico, concentrandone il fuoco sul premier in quanto personaggio “negativo” e guida del governo “nemico”. Ecco alcuni momenti (e pretesti) della campagna anti-B. Continua

Le memorie della D’Addario (contro il Cavaliere): un libro e un sito web

Patrizia D'Addario, durante uno spettacolo a Parigi | Lapresse

Patrizia D'Addario, durante uno spettacolo a Parigi | Lapresse

“Come attore amo Richard Gere, anche come uomo per la verità, credo che sia proprio il mio tipo ideale di maschio, è così chic, atletico senza essere un palestrato, raffinato senza essere effeminato”.

Così scrive Patrizia D’Addario, l’(ex) escort barese, alla ribalta da alcuni mesi per una notte passata a palazzo Grazioli (vestita dell’ormai famoso tubino nero, armata del “mio fedele amico, il registratore” e tutta presa dall’ossessione per il residence che vuole a tutti i costi costruire) e da lì finita in mezzo a una gigantesca bufera mediatica. Continua

Le rivelazioni di Vespa: Come nasce la trappola D’Addario

Patrizia D'Addario
Giulio Cesare e Silvio Berlusconi, Elena di Troia e Patrizia D’Addario, Cleopatra e Carla Bruni, Noemi e Marilyn Monroe, Vittorio Emanuele II e Gianfranco Fini… Sono centinaia i protagonisti del nuovo libro di Bruno Vespa in uscita il 6 novembre da Mondadori Rai Eri (Donne di cuori. Duemila anni di amore e potere da Cleopatra a Carla Bruni, da Giulio Cesare a Berlusconi, 564 pagine, 20 euro) per raccontare una sola vicenda ininterrotta: il ruolo delle donne, dell’eros, del sesso, ma anche della presenza femminile protettrice, accanto agli uomini che hanno fatto la storia. Continua

Il trionfo del “servizio pubico”: 7 milioni per il duo Santoro-D’Addario

Patrizia D'Addario durante la trasmissione di Annozero, del 1 ottobre 2009

Patrizia D'Addario durante la trasmissione di Annozero, del 1 ottobre 2009

“Servizio pubico”. La definizione è di Dagospia, ma rende bene l’idea di ciò che è successo giovedì sera sulle reti Rai.
Prima una trasmissione, su Rai Due, AnnoZero, che fa il botto di ascolti (7 milioni 338mila, 28,9% di share) grazie alla presenza in video di una escort e una puntata (la seconda su due) tutta dedicata al gossip sul premier e al sistema-Gianpy (ovvero il giro di “ragazze immagine” messo insieme dall‘imprenditore barese Tarantini per intrufolarsi negli ambienti della politica). Continua

Berlusconi, il gossip e le registrazioni: “Non sono un santo”

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi

La D’Addario dice il vero, sentenzia il quotidiano spagnolo El Paìs dopo la pubblicazione su L’Espresso dei colloqui tra il premier Berlusconi e la escort barese. Ma anche in Gran Bretagna la stampa torna ad occuparsi delle feste a Palazzo Grazioli. E punta il dito contro il Cav.
Per esempio, il Times questa mattina se n’è uscito con un commento feroce, a firma di Daniel Finkelstein, sul “comportamento deviato” di Berlusconi ed altri leader. Il postulato di Finkelstein è il seguente: “La vita privata dei leader svela il loro carattere. E il carattere può essere l’elemento più importante della loro leadership”. L’editorialista comincia con una lunga premessa sui peccati di Mao (che fino in tarda età amava portarsi a letto ragazzine e ragazzini, e che si impasticcava di sonniferi), per arrivare alle “feste, le ragazze, i regali di Berlusconi” che “sono affari di Stato“. Il peggio di tutto ciò è che lui sostiene che riguarda soltanto lui e perciò si rifiuta di rispondere a qualsiasi domanda sul caso”.
Ci va giù duro anche il Daily Telegraph, che con Max Davidson scrive che se in molti uomini le “conquiste” di Berlusconi provocano indignazione e sconcerto, in molti altri suscitano invece una invidia segreta: in fondo “il cinquanta per cento degli elettori italiani è di sesso maschile e per loro Berlusconi non è un furfante, ma un eroe“. Dice Davidson: “Dopo tutto è a Roma che nacquero le orge. Nella città eterna di Nerone e Caligola ci sono cose che non cambiano mai”.

E allora urge, più che mai, una risposta. Da parte del Cavaliere, naturalmente. E infatti…
Se di fronte agli audio pubblicati dal settimanale L’Espresso, il premier ha preferito far intervenire il suo avvocato Niccolò Ghedini, oggi è stato proprio il presidente del Consiglio a parlare.
Con una battuta. Scherzosa, ironica, istrionica.
Chissà se il premier si sia voluto rivolgere alla stampa estera; di fatto, pare abbia voluto accogliere l’invito che sul Foglio di martedì 21, l’elefantino Giuliano Ferrara gli aveva rivolto: “Berlusconi non razzola secondo quel che predica, d’accordo, ma in realtà ha predicato pochissimo i grandi valori e accennato con autenticità psicologica alla sua vocazione, lodata dai suoi critici e nemici, per l’anarchia etica. Inoltre, a parte la dimensione personale del peccato, da discutere eventualmente con il confessore, si è messo come persona pubblica in pasticci grotteschi, ma non irrimediabili. Quel che non va ancora è il timbro della sua difesa, che dovrebbe essere fatta di stile autorevole e di ironia. Invece si continua a vedere molta seriosa agitazione”.
Ironia e stile, invocava l’amico Giuliano. Ironia e stile sono arrivati. Eccoli.

Il premier, durante il suo intervento alla cerimonia dell’avvio dei lavori per la Brebemi (il collegamento autostradale che metterà in collegamento Brescia Bergamo e Milano), scherza con la platea e con il governatore della Lombardia Roberto Formigoni: “Nel suo discorso Formigoni ha usato per descrivere il territorio la parola antropizzato, non è un bel termine da usare mentre ci sono una sacco di belle figliole, di imprenditori solidi… Io non sono un santo, lo avete capito tutti, spero che lo capiscano anche quelli di Repubblica” (qui il VIDEO). Per concludere: “Il 31 dicembre del 2012, il giorno dell’inaugurazione della Brebemi, noi saremo ancora qui. Del resto come fanno gli italiani a fare a meno di noi?”.

Una domanda che rimbalza anche dalla Russia di Putin, grande amico del premier, tramite il tabloid Komsomolskaya Pravda, il più diffuso del Paese. Dopo un articolo di cronaca a pagina quattro sotto il titolo “Berlusconi ha passato la notte con la prostituta nel letto di Putin”, il commentatore Serghiei Ponomariov sostiene che è sbagliato prendersela con un “vero uomo”, una posizione che sembra riflettere quella prevalente della popolazione, almeno stando ai sondaggi. “Mi potete uccidere, ma non capisco questi italiani e queste italiane”, esordisce Ponomariov, sostenendo che “dovrebbero essere fieri di tale primo ministro che ha 72 anni ma è in forma brillante, ha un sorriso largo, un eloquio bello e colorito…” ed “è sempre circondato da donne avvenenti che non solo brillano di bellezza ma anche fanno carriera”. E ancora: “Se Berlusconi sta usando il suo testosterone alla grande forse fa male a qualcuno? Forse alle sue partner? Ma le ultime non si lamentano e con la moglie legittima ha avviato il divorzio”. “Ora scopriamo che Silvio compie imprese non solo in campo politico ma anche nelle alcove. È come un cavalier gentile…”, conclude Ponomariov, scagliandosi contro “moralisti e ipocriti”.
Gli stessi ai quali, nel pomeriggio, il premier lancia la sfida: “Chi mi attacca da cacciatore è diventato cacciato perchè ha perso credibilità e lettori. Questa faccenda si ritorcerà contro“. “Cercano di far fuori la persona perché non hanno da fare altre critiche”, ha continuato Berlusconi invitando, quindi, a “lasciare ad altri queste robe di bassissimo livello che non mi feriscono assolutamente” anche perché “sono assolutamente convinto che gli italiani non siano quegli sciocchi che la sinistra vorrebbe dipingere“.

Il VIDEO con Berlusconi alla cerimonia dell’avvio dei lavori per la Brebemi:

D’Addario: riparte l’offensiva de l’Espresso. In Senato è guerra sulla moralità

Silvio Berlusconi e Patrizia D'Addario durante una conferenza a Bari

Nessuna replica ufficiale del premier Silvio Berlusconi. Solo una nota di Niccolò Ghedini, consulente giuridico e avvocato del presidente del Consiglio, in cui le registrazioni dei colloqui tra Silvio Berlusconi e Patrizia D’Addario, pubblicate sul sito dell’Espresso sono bollate come “materiale senza alcun pregio, del tutto inverosimile e frutto di invenzione”.
Già, perché scaduta la temporanea tregua del G8, imposta dalle circostanze oltre che dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il gruppo Espresso ha ripreso la sua guerra contro il premier.

Ma il Cavaliere sceglie di non intervenire e lascia che a parlare sia il suo avvocato, pronto a querelare “chiunque ritenesse di utilizzare” l’audio delle telefonate pubblicato sul sito dell’Espresso. L’avvocato del presidente del Consiglio chiama in causa anche la magistratura “auspicando che verifichi come i giornalisti siano entrati in possesso” del materiale che, prosegue la nota, “è tuttora in possesso” della Procura di Bari e “sottoposto a regime del segreto di indagine e del divieto assoluto di pubblicazione”. Ma da Bari il procuratore Marzano fa sapere che si tratta di “materiale informatico” che Patrizia D’Addario ha consegnato, “a seguito delle dichiarazioni rese al pubblico ministero ed alla polizia giudiziaria”. Materiale “ritualmente acquisito e adeguatamente custodito in plichi sigillati collocati in una cassaforte blindata di questo ufficio”. “La pubblicazione” sostiene il procuratore “di conversazioni asseritamente registrate non è pertanto riferibile in modo alcuno agli uffici di Procura, che non hanno ancora proceduto all’apertura dei plichi sigillati, all’ascolto ed alla riproduzione del contenuto del suddetto materiale”.
Anche Gaetano Pecorella, deputato del Pdl, critica la pubblicazione delle conversazioni perchè si tratta o di “registrazioni false” e di conseguenza “frutto di una regia politica, o di registrazioni vere e perciò di una interferenza illecita nella vita privata”.

S’infiamma intanto lo scontro politico. Il Pd attacca Berlusconi sostenendo che “la versione dei fatti data dal premier è stata smentita di nuovo da questi nastri” e pertanto il premier “adesso avrebbe l’elementare dovere di chiarire davanti all’opinione pubblica senza esagerare con le polemiche verso i giornali che fanno solo il loro lavoro” spiega Paolo Gentiloni, già presidente della Commissione Bicamerale di Vigilanza sulla Rai. E la prima occasione per affrontare i comportamenti del presidente del Consiglio è stata stamattina durante la conferenza dei capigruppo al Senato, dove i democratici sono tornati alla carica con la richiesta di discutere in Aula una mozione sulla “credibilità di chi governa e sulla necessaria prudenza nelle frequentazioni” (primi firmatari Gianrico Carofiglio, Luigi Zanda e Anna Finocchiaro). Richiesta respinta: la conferenza dei capigruppo di palazzo Madama ha votato a maggioranza - contro Pd, Idv e Udc - un calendario dei lavori d’aula che non la prevede.
A Palazzo Madama la tensione resta comunque alta. Già nella scorsa settimana alla buvette i toni si sono alzti parecchio proprio tra i due “vicari” del PdL e del Pd, Gaetano Quagliariello e Luigi Zanda.
Questioni morali: il Pdl, naturalmente, non ritiene urgente la mozione del Pd. Il Pd è deciso ad affrontare la discussione in Aula, come prevede il calendario; il PdL, contrario, minaccia ritorsioni.
A rappresentare le posizioni del Pdl, è il presidente dei senatori Maurizio Gasparri: la maggioranza è sì pronta a discutere di etica e politica purché questo avvenga a 360 gradi “facendovi rientrare, ad esempio, anche quella questione morale di cui il senatore Marino aveva parlato a proposito del Pd” e “molte altre cose come i rapporti tra magistrati e politica”.

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