
Renato Schifani, Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi
Il dado è davvero tratto? Presto si tornerà di nuovo alle urne?
Stando alle fibrillazioni delle ultime ore, l’ipotesi non appare peregrina.
Nel pomeriggio di martedì 17, l’aut aut di Silvio Berlusconi a Gianfranco Fini è diventato se non ufficiale, molto istituzionale.
A consegnarlo al presidente di Montecitorio è la seconda carica dello Stato in persona: Renato Schifani. Tuffatosi nel dibattito, tutto interno alla maggioranza, (che ormai dura da settimane), mette nero su bianco quello che in molti, nel Pdl, sussurrano da tempo: “Se la maggioranza non dimostra compattezza, si torna alle urne“. Continua

Il presidente della Camera Gianfranco Fini a Prato
Formalmente l’accordo c’e. Gianfranco Fini, dopo un faccia a faccia con Silvio Berlusconi, ha riconosciuto martedi 10 novembre la necessità di salvaguardare il premier dall’aggressione giudiziaria e ha detto sì all’ipotesi di introdurre il principio del processo breve, al massimo 6 anni. Un principio di civiltà giuridica che, dopo la caduta del lodo Alfano, dovrebbe restituire al capo del governo la serenità necessaria per portare al termine il mandato ricevuto dagli elettori.
Ma reggera l’accordo con Fini? Continua

Il premier Silvio Berlusconi e il leader della Lega Umberto Bossi a Milano
In poche settimane, è diventato uno dei casi editoriali dell’anno. Ha generato discussioni infinite, ipotesi azzardate, scomodando persino politici e ministri, che si sono affrettati a commentarne il contenuto.
Ad accendere la miccia un pamphlet da poco stampato a Trieste, che il quotidiano on line Affari Italiani sta pubblicando in rete, a puntate. Il titolo del libro - Fratelli d’Italia? esperimento di libro on demand, ordinabile sul sito diretto da Angelo Maria Perrino – è noto, chi lo ha scritto invece no. Leggi l’intervista all’anonimo autore
- Tags: banche, economia, Gianni-Letta, giulio-tremonti, governo, irap, Lega, panorama in edicola, pdl, politica, posto fisso, poteri forti, Silvio-Berlusconi
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Il ministro dell'Economia, Giulio tremonti
“La verità è che non succederà niente. Ma quale autunno caldo…”.
Nelle 48 ore seguite alla sua dichiarazione sul valore sociale del posto fisso, Giulio Tremonti ha continuato a ripeterlo, smentendo chiunque dipingesse scenari di chissà quali novità politiche armate dal ministro. Oppure contro il ministro. Continua

Lavori lungo la Salerno-Reggio Calabria
“Abbiamo deciso di non lavorare più in Calabria, di non partecipare più ad alcuna gara. Termineremo le tratte assegnate sulla Salerno-Reggio Calabria, faremo la nostra parte nel consorzio per il ponte sullo Stretto (con il 15 per cento, ndr), poi basta. Per un’impresa come la nostra quella terra purtroppo non dà alcuna garanzia. No, non è solo la mafia, sono le istituzioni che non ci tutelano. E se vuole la mia opinione, per completare la Salerno-Reggio Calabria ci vuole il Genio militare”. Duccio Astaldi non la manda a dire. Continua

Il Ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta in conferenza stampa
Il Consiglio dei ministri di venerdì 9 ottobre ha dato il via libera definitivo alla riforma Brunetta della pubblica amministrazione. La riforma vede al primo posto uno dei must del ministro con il gradimento più alto tra gli italiani: la lotta ai fannulloni. Continua

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi
L’ultima illusione di una legislatura normale è caduta alle 18.04 di mercoledì 7 ottobre, quando l’Ansa ha anticipato il verdetto che stava tenendo tutta l’Italia con il fiato sospeso. La Corte costituzionale ha bocciato il lodo Alfano, approvato nel 2008 per assicurare l’immunità temporanea al presidente del Consiglio, al capo dello Stato e ai presidenti delle Camere. Motivazione: serviva una legge costituzionale e non una semplice legge ordinaria. Continua

Il premier Silvio Berlusconi e il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano
Peserà di più, per Silvio Berlusconi e il suo governo, la bocciatura del lodo Alfano, o le dure parole riservate al Quirinale? Quelle due frasi: “Il predidente della Repubblica, sapete voi da che parte sta”, e “Non mi interessa quello che ha detto il capo dello Stato, mi sento preso in giro e non mi interessa. Chiuso”? Continua

Il premier Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi
Se si potesse banalizzare in termini calcistici, ed il giudizio della Corte Costituzionale sul lodo Alfano venisse sintetizzato in un 1 per la bocciatura del lodo stesso, in un 2 per il suo accoglimento integrale, ed in un X per un accoglimento parziale, cioè con la richiesta al Parlamento di modifiche legislative, ebbene le puntate di palazzo Chigi si concentrano sul 2, ma soprattutto sull’X. Continua

Giulio Tremonti, ministro dell’Economia
“Il presidente del Consiglio, illustrando il piano casa a una delegazione qualificata di piccoli e medi imprenditori invitata a Palazzo Chigi, prese in prestito, come spesso fa, un modo di dire diffuso in Francia: ‘Quand le bâtiment va, tout va‘. Quando si costruisce, tutto va bene. Uno dei nostri interlocutori, un dirigente, gli rispose: ‘Presidente, io non parlo il lombardo come lei, però mi sembra in effetti un’idea fantastica’”.Oggi Giulio Tremonti ci scherza su, eppure riconosce che portare a casa questo risultato, per il governo, non è stata una passeggiata: Leggi l’intervista
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