
Il Presidente del Consiglio, Mario Monti (Credits: AP Photo/Pier Paolo Cito)
«Lisa, una bambina di due anni e mezzo, alla domanda “che cosa hai visto in TV?”,
risponde “Ho visto il nonno Mario, quello che dice le cose giuste per il futuro…».
Dal sito del governo italiano (www.governo.it)
Grande, grandissimo, immenso Monti. Straordinario, direi. Anzi stratosferico. Di più: formidabile. No, non bastavano baci, coccole e carezze di Barack Obama, Gordon Brown e Christine Lagarde, ché «Monti è veramente bravo». E di Tony Blair, Angela Merkel, Jean-Claude Juncker, Nicolas Sarkozy, ché «Monti è veramente europeo». E di banche, Bocconi e Confindustria, ché «Monti è uno di noi».
E di Corriere, Repubblica, la Stampa e il Sole24ore, ché «Monti è l’ultima speranza per l’Italia». E della Rai a reti unificate, di Mediaset a reti alternate, de La7 a rete unica, ché «Monti è un gigante». E Michele Santoro a rete alternativa, ché «Monti è Monti». E il Vaticano che benedice addirittura (e pure i valdesi di certo, solo che non glielo chiede mai nessuno), ché «Monti è cattolico e valdese». E di qua il Pd, di là tre quarti di Pdl, in mezzo tutto il Terzo polo, ché «Monti unisce ciò che la politica divide». E i mercati che ringraziano, e la Borsa pure, e lo spread che s’ammoscia anche quando non s’ammoscia, ché «Monti sì che dà garanzie». Continua

I nuovi Ministri dopo il giuramento (ANSA/CLAUDIO ONORATI)
Lo speciale di Panorama.it sul Governo Monti
Abito scuro, camicie bianche e cravatta a microdisegni per gli uomini, tailleur sobri per le donne: nel Salone delle Feste al Quirinale il nuovo governo Monti ha prestato giuramento con una cerimonia solenne davanti al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. I 17 ministri, cinque senza portafoglio, tre le donne hanno pronunciando la formula di rito (Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della Nazione) e firmando per accettazione il decreto di nomina che subito dopo viene controfirmato dal capo dello Stato. Continua

(ANSA / GIUSEPPE LAMI)
L’Aula della Camera ha approvato il disegno di legge di rendiconto generale dello Stato per il 2010. I voti a favore sono stati 308, nessun contrario, un astenuto. I non votanti sono stati 321. Dopo il risultato del voto Silvio Berlusconi ha incontrato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il Presidente del Consiglio ha manifestato a Napolitano la sua consapevolezza delle implicazioni del risultato del voto alla Camera. Una volta approvata la legge di stabilità il premier rimetterà il suo mandato. Continua
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- Martedì 8 Novembre 2011

Silvio Berlusconi, oggi alla Camera, festeggia il voto che ha concesso la fiducia al suo governo - AFP PHOTO/ ANDREAS SOLARO
Gli altri articoli di Paolo Guzzanti
Alla fine Berlusconi e il suo governo, e la sua maggioranza, sono usciti da questa prova rafforzati. Dico politicamente, non soltanto nei numeri già alterati dall’assenza di un deputato per la prima volta nella storia del Parlamento italiano trattenuto in galera da alcuni magistrati e di un altro deputato seriamente malato. Continua

Silvio Berlusconi alla Camera (ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI DC MAURIZIO BRAMBATTI)
Con 316 voti favorevoli e 301 contrari il governo di Slvio Berlusconi ha ottenuto la fiducia alla Camera. Anche nel precedente voto di fiducia, a metà settembre sul decreto con la manovra di Ferragosto, il Governo aveva ottenuto 316 sì (302 i contrari). I deputati di opposizione, nel tentativo di far mancare il numero legale, non hanno partecipato alla prima “chiama” (i deputati che non votano al primo appello vengono chiamati nuovamente). Ma, quando si stavano per concludere le operazioni, i deputati radicali e della Svp sono entrati in Aula e hanno votato. Questo ha assicurato con più larghezza il numero legale alla maggioranza, che aveva ottenuto comunque ottenuto 315 voti favorevoli. Continua
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- Venerdì 14 Ottobre 2011

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi durante il suo intervento in aula a Montecitorio, oggi 13 ottobre 2011 ANSA/ ETTORE FERRARI
“Sono qui per chiedere il rinnovo della fiducia al governo che ho l’onore di presiedere. Un incidente parlamentare di cui la maggioranza porta responsabilità e di cui mi scuso ha determinato martedì scorso. È una situazione anomala che dobbiamo sanare con la fiducia politica”. Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi durante il discorso stamattina a Montecitorio. Ecco le fasi salienti del suo discorso: Continua

Il premier Silvio Berlusconi alla Camera durante la fiducia
È durata oltre due ore e mezza la conferenza stampa del presidente del Consiglio a Villa Madama. Il suo intervento è infatti iniziato poco dopo le 12 e si è concluso alle 14, 40 circa, trasmesso in diretta su Rai Uno, e ha affrontato pressoché tutti i temi caldi dell’agenda politica, dalla riforma universitaria al caos rifiuti a Napoli, fino al caso - dichiarato chiuso - delle dimissioni dal PdL di Stefania Prestigiacomo. Ma c’è un altro passaggio chiave: quello che riguarda i suoi figli, che - ha detto il premier - non vorrebbe mai vedere in politica. Quanto all’ipotesi di un altro candidato premier nel 2013 Berlusconi è stato possibilista. «Penso a forze nuove». E sul prossimo candidato al Quirinale il premier ha auspicato che sia eletto all’interno di una rosa di candidati di centrodestra. «Non io». Molti hanno pensato a Gianni Letta.
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Il voto di fiducia alla Camera sullo scudo fiscale è previsto per mercoledì 30 settembre
Per la seconda volta in due settimane, il governo è stato battuto alla Camera grazie al voto di un’improvvisata maggioranza che va dal Partito democratico al gruppo di Futuro e Libertà passando per l’Udc e l’Italia dei Valori di Tonino Di Pietro. Questa volta, la bocciatura (292 sì, 250 no e un astenuto) ha riguardato un emendamento presentato dall’esecutivo che avrebbe assegnato al PdL, e non all’Udc, il seggio supplementare destinato all’Italia nel Parlamento europeo.
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