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Delitto Ambrosio, fermati i tre presunti assassini

Uno dei tre immigrati romeni fermati in relazione all'omicidio dei coniugi Ambrosio

La polizia ha eseguito alcuni fermi per l’omicidio dei coniugi Ambrosio avvenuto ieri nella loro villa di Posillipo. I fermati sarebbero di nazionalità romena. Il procuratore della Repubblica di Napoli Giovandomenico Lepore ha prima firmato un decreto di fermo nei confronti di un immigrato romeno individuato per l’uso di uno dei cellulari rubati nella villa dell’imprenditore. Poi gli inquirenti hanno vagliato le responsabilità di altre persone.

Dopo qualche ora i fermi sono diventati in tutto tre, a carico di altrettanti immigrati romeni. Hanno tutti circa vent’anni. Addosso al primo fermato, che ha 22 anni, nell’ambito delle indagini coordinate dal pm Antonio D’Alessio, la polizia ha trovato oltre uno dei cellulari sottratti, intercettato dagli inquirenti, anche alcuni oggetti pure appartenenti ai coniugi uccisi. Diversi indizi graverebbero sugli altri due uomini.

Uno dei romeni sarebbe stato trovato in possesso di quasi tutta la refurtiva portata via nella rapina. Secondo indiscrezioni i due romeni avrebbero fatto agli investigatori le prime ammissioni sulla partecipazione al delitto. Il romeni di 22 anni ha consentito l’individuazione dei due presunti complici. Insulti e urla, davanti alla Questura di Napoli, all’uscita dei tre fermati.

L’autopsia sui cadaveri dell’imprenditore e della moglie Giovanna Sacco sarà eseguita domani. Dai risultati dell’esame autoptico gli investigatori si attendono risposte ad alcuni interrogativi: la morte di Ambrosio - secondo una valutazione basata sulla temperatura dei corpi - risalirebbe ad almeno 30 minuti prima della morte della moglie.

Da accertare anche se l’ex ”re del grano” abbia tentato di reagire quando ha visto i ladri. Il corpo contundente con cui i due sono stati colpiti alla testa non è stato individuato e, dal numero dei colpi inferti, si potrà anche comprendere se la banda che ha aggredito i coniugi abbia infierito con l’intenzione di uccidere vibrando numerosi colpi.

Il lavoro della sezione Scientifica della Questura di Napoli è concentrato sul gran numero di impronte lasciate dagli assassini. I banditi hanno aggredito e ucciso le vittime massacrandole a colpi di bastone dopo essere stati sorpresi a rubare in casa. La grande quantità di impronte lasciate sia nei momenti precedenti all’efferato duplice delitto - quando i rapinatori assassini hanno bivaccato e bevuto in un bosco vicino alla residenza - sono state esaminate. Circa 50 mila euro in valori il bottino portato via mentre i banditi non sono riusciti a scassinare una cassaforte ed hanno lasciato pellicce di ingente valore. Anche l’argento è rimasto al suo posto: secondo una leggenda, in alcune popolazioni dell’Est sarebbe radicata la convinzione che porti male.

Pare infine che uno dei fermati avesse lavorato come giardiniere alle dipendenze degli stessi coniugi Ambrosio.

Il VIDEO servizio:

Tirata d’orecchie Ue sugli sprechi d’acqua in Italia


Quanta acqua serve per una tazzina di caffè? In Italia, la bellezza di 80 litri. Ce ne vogliono invece 10 mila per produrre un paio di jeans, 2 mila per una maglietta di cotone, 2.400 per un kg di grano (contro i 600 dell’Olanda).

Le cifre - a cura della Commissione dei cambiamenti climatici della Ue - oltre a mettere i brividi, dicono anche che l’Italia è a rischio serio di siccità: “Gli sprechi sono un lusso che non ci possiamo più permettere” afferma Bruxelles, rilevando che negli ultimi 30 anni la penuria d’acqua è aumentata e che gli effetti del cambiamento climatico peggioreranno la situazione, aumentando le aree e le popolazioni che soffriranno in un futuro molto prossimo di siccità. E l’Italia è tra i paesi più colpiti, ma anche quello che può risparmiare di più, considerando che con 250 litri a testa, siamo uno dei paesi più spreconi al mondo ed il primo nella Ue.
Ogni italiano ha infatti a disposizione, quotidianamente, 378 litri di acqua: 178 dei quali però sono persi a causa delle perdite nella rete idrica. Ne restano solo 200 effettivamente a disposizione. Per cosa? Il 35% va nello sciacquone, il 10 per cento per la lavatrice, il 9% per la lavastoviglie, il 6% per uso alimentare.
A questo vero e propri salasso, l’Ue intende mettere un freno. E non solo da noi, ma in tutta Europa, dove gli sprechi idrici, ogni anno, ammontano a circa il 20% del totale delle risorse con punte fino al 50% nel bacino del Mediterraneo. In questi giorni, il commissario Ue all’ambiente, il greco Stavros Dimas presenterà una strategia contro la siccità e la scarsità idrica che prevede misure drastiche nell’agricoltura e nell’industria, i settori dai consumi più elevati e anche i più spreconi, ma anche interventi per razionalizzare l’uso civile.
La strategia di Bruxelles considera anche un aumento delle tariffe dell’acqua: una risorsa che bisogna cominciare a considerare “preziosa”.

Il VIDEO servizio:

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
 
 
 
 
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