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Gelmini:”Voto in condotta valga per la promozione”. Ma gli studenti bocciano l’idea

I risultati degli scrutini

Dopo il grembiule (promosso dalla maggioranza degli italiani), il voto in condotta. Il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini ha in mente una scuola-revival. E in un’intervista al Messaggero propone di tornare al vecchio valore del voto al comportamento degli studenti: se troppo basso, si ripete l’anno. La titolare del dicastero della scuola trova ”incomprensibile che non si valuti in alcun modo il comportamento dei ragazzi” poiché ”anche la condotta ha la sua valenza ed il rispetto delle regole deve avere la giusta considerazione. Stiamo ragionando” dice poi “sull’ipotesi di legare la promozione anche alla valutazione della condotta”.

Un’ipotesi che non va giù alle associazioni studentesche, che in mattinata rispondono via comunicati alle proposte della Gelmini: “Il voto di condotta ai fini della bocciatura”, sostiene l’Unione degli studenti ”è stato abolito con l’istituzione dello statuto dei diritti degli studenti, una grande conquista del movimento studentesco e della democrazia nelle scuole”.
”Tornare ai vecchi Decreti regi, istituiti sotto la disciplina fascista, ci sembra” afferma l’associazione studentesca “un ritorno al passato che già il ministro Moratti aveva provato a mettere in atto, senza successo. Per questo promettiamo battaglia non solo per difendere i diritti sanciti ma soprattutto per il rispetto degli stessi”. Si va verso un autunno caldo nelle scuole? Sembrerebbe di sì, anche a leggere le dichiarazioni bellicose della “Rete degli studenti“: ”Siamo sempre stati contrari a questa idea, mandata in soffitta ormai dieci anni fa con l’approvazione dello Statuto degli Studenti. La convivenza democratica” affermano gli studenti in una nota “ha bisogno di regole che coinvolgano anche gli aspetti del comportamento, ma questo non può in nessun modo ledere il diritto inalienabile di ogni studente di essere valutato per ciò che ha appreso, in modo separato rispetto alla valutazione sul comportamento e la disciplina. Ciò che ci sorprende di più è sapere dai giornali che su questa proposta ci sarebbe un confronto con i forum dei genitori e degli studenti, di cui facciamo parte. Smentiamo assolutamente di essere stati consultati. Anche in passato, quando ciò è avvenuto, ci siamo sempre confrontati nel merito di tali proposte, su cui ribadiamo la nostra più totale contrarietà”.

Insomma, un “no” tanto preventivo quanto netto. Adesso si vedrà la reazione del ministro Gelmini, che intanto pensa anche a come dare un voto (e incentivi) ai docenti: “La scuola può migliorare” dice nell’intervista citata “solo se torna a investire nei professori”. ”Dobbiamo rivedere il sistema di reclutamento, pretendere una formazione permanente e valorizzare il merito” dice il ministro, puntando per il giudizio sull’Invalsi, l’organo di valutazione delle scuole, ‘’spesso vista come un meccanismo per punire invece che per premiare”.

Il ministro della Pubblica Istruzione propone di tornare al voto in condotta: che sia decisivo per la promozione. Siete d’accordo?

Ritorno a scuola con grembiule? Dagli italiani ok alla Gelmini

Sondaggio sul grembiule

Il ritorno del grembiule a scuola, almeno alle elementari, piace alla maggioranza degli italiani.

Il sondaggio svolto dalla Fn & G ricerche (600 interpellati, dati completi su www.agcom.it), mostra che è d’accordo con la proposta lanciata qualche giorno fa dal ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini il 57 per cento degli interpellati, contro un 35,9 contrario e un 7,1 per cento che non si pronuncia.

L’approvazione risulta del 59 per cento fra gli elettori di centrodestra e del 56,3 per cento tra quelli di centrosinistra. Il sì è più alto tra le donne (64,6 per cento) che tra gli uomini (48,9).

Gelmini: “Tornare a scuola col grembiule? Perchè no”

Il primo giorno di scuola

Il grembiule a scuola. Un’uniforme, per eliminare le differenze delle “griffe” e non una divisa, di tipo militaresco.

Così lo intende la ministra dell’istruzione Mariastella Gelmini, che oggi non ha escluso un possibile ritorno dell’indumento per gli scolari delle elementari. “Il grembiule? Perchè no”, ha detto la Gelmini rispondendo alla domanda di una parlamentare del Pdl. La ministra è stata applaudita per il suo compleanno in commissione Istruzione alla Camera, dove è stata ascoltata dai parlamentari. La Gelmini è tornata sul tema degli stipendi degli insegnanti: ”Per la prima volta” ha detto rispondendo a una domanda dei cronisti sull’incongruenza tra i tagli previsti nella manovra economica e la volontà di adeguare le retribuzioni dei docenti agli standard europei “il 30% dei risparmi ottenuti con i tagli non verranno reinvestiti in altri settori ma nella scuola.
L’impegno è di utilizzare quel 30% sulla premialità. Non è che un segnale di partenza. Ma è chiaro che il percorso per adeguare gli stipendi non si ottiene con un anno e nemmeno due. Però è un percorso che viene avviato. Innescando il merito, qualche segnale positivo ne potrà derivare. Poi naturalmente serviranno altri provvedimenti sui quali stiamo ragionando”. Ma il piano del governo sulla scuola non piace alla Federconsumatori, che risponde alla ministra: “Invece di proporre il ritorno del grembiule e quindi di interessarsi all’abbigliamento degli alunni, all’ordine e all’uguaglianza, dovrebbe occuparsi, ma soprattutto preoccuparsi, della situazione in cui si troveranno le famiglie e la scuola pubblica con la nuova Manovra Economica sulla Scuola”.
Secondo l’associazione, la manovra (previsti 140mila tagli nel settore) porterà a conseguenze disastrose, aumento degli alunni per classe, cancellazione del tempo pieno, riduzione degli insegnanti di sostegno. “Se l’uguaglianza è la parola d’ordine del ministro” dice Federconsumatori, “le ricordiamo che l’istruzione è un diritto fondamentale e universale e il nostro ruolo sarà quello di denunciare in ogni sede le conseguenze negative che subiranno le famiglie italiane”.

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