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Fiaccolate e proteste, il G8 raccontato per immagini

I protagonisti

I protagonistiIl presidente del Consiglio Silvio Berlusconi accoglierà a l’Aquila i capi di stato degli altri 7 maggiori stati mondiali.

Angela Merkel, Nicolas Sarkozy, Stephen Harper, Gordon Brown, Dmitry Medvedev, Barack Obama, Taro Aso: in questa speciale gallery ecco tutti i protagonisti del summit abruzzese, del Presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso e di Fredrik Reinfeldt, che partecipa in veste di Presidente di turno del Consiglio dell’UE.

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Una fiaccolata per chieder giustizia

Fiaccolata di protesta degli abruzzesi contro il G8 a L'Aquila“Yes, we camp”. È stato questo lo slogan delle oltre duemila persone che nella notte di domenica si sono raccolte in una fiaccolata nel centro de L’Aquila, a tre mesi dal violento terremoto dello scorso 6 aprile, per commemorare le 307 vittime della tragedia ma anche - e soprattutto - per chiedere “verità e giustizia” sui possibili errori umani compiuti da chi poteva evitare queste morti.

Con un invito ai partecipanti al summit internazionale: “Cari Governanti del G8 provvidenziale, aiutateci a ricostruire per salvare nostra storia e identita’. Investire su di noi le vostre energie e risorse, perche’ la nostra rinascita sara’ la vostra. Ogni paese faccia coraggiosamente la sua parte e tutti i paesi ne coglieranno i vantaggi”.

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Gli 8 “imperatori” che governano il mondo

G8, la protesta al Circo MassimoUsare l’arma dell’ironia per protestare contro gli 8 grandi potenti della terra. Un’idea diversa quella portata avanti da un gruppo di attivisti a Roma, nella spettacolare sede del Circo Massimo.

Il cancelliere tedesco Angela Merkel e il presidente francese Nicolas Sarkozy, il primo ministro canadese Stephen Harper, quello britannico Gordon Brown, il premier italiano Silvio Berlusconi, il presidente russo Dmitry Medvedev, il presidente USA Barack Obama e il primo ministro giapponese Taro Aso. Tutti rappresentati come degli antichi romani, dei gaudenti Neroni con - alle loro spalle - le fiamme sulla città a rappresentare la distruzione del mondo globale.

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Scontro sull’Iva delle pay tv. E Sky lancia lo spot contro il governo

Silvio Berlusconi

Continua lo scontro sull’Iva per le televisioni a pagamento. Sky, l’emittente di Murdoch, non si ferma e torna all’attacco contro Palazzo Chigi: “Il provvedimento colpirà 4.7 milioni di famiglie che hanno liberamente scelto di abbonarsi ai nostri prodotti”. Ma il presidente del Consiglio spiega: “Il raddoppio dell’Iva penalizza tutte le televisioni a pagamento, anche Mediaset“.
In un comunicato, Sky ribadisce che “Si tratta di un aumento delle imposte per gli abbonati e dunque, come qualsiasi aumento dell’Iva, è integralmente a carico del consumatore. Ciò significa che qualora questo provvedimento fosse confermato dal Parlamento, a partire dal primo gennaio ogni cliente di Sky avrà un aumento delle imposte sul suo abbonamento pari al 10%”.
La protesta della televisione satellitare non si limità però ai comunicati. L’offensiva passa anche da un video-spot anti Iva. La campagna televisiva è il punto di partenza della protesta di Sky contro le misure anti-crisi decise dal governo che vanno a ricadere sul canone degli abbonamenti alle pay tv. Il filmato è composto da immagini di una conferenza stampa della Presidenza del Consiglio con Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti a cui ne susseguono altre, tratte da programmi Sky, con il testo che recita: “In una fase di crisi economica i governi lavorano per trovare una soluzione che aumenti la capacità di spesa dei cittadini e sostenga la crescita delle imprese. Il governo italiano ha annunciato invece una misura che va nella direzione opposta: il raddoppio delle tasse sul vosto abbonamento a Sky che va dal 10 al 20%”.
Non è finita. Il testo dello spot prosegue: “Un aumento delle tasse per 4 milioni e 600 mila famiglie. Questo, anche se durante la scorsa campagna elettorale il governo aveva promesso di non aumentare le tasse alle famiglie italiane. Dal 2003 Sky ha costantemente investito in Italia trainando la crescita dell’intero settore televisivo, senza utilizzare sussidi da parte del governo creando migliaia di nuovi posti di lavoro ma soprattutto offrendo a tutti gli italiani la possibilità di scegliere i programmi televisivi che preferiscono in piena libertà”.
“Se il Parlamento non lo bloccherà” conclude lo spot “questo aumento delle tasse sul vostro abbonamento Sky entrerà in vigore il prossimo 1 gennaio. Se credete che questa decisione sia sbagliata scrivete una mail a:  segreteria.presidente at governo.it. Per dire al governo la vostra opinione”.

Il raddoppio dell’Iva dal 10 al 20% sui canoni d’abbonamento radiotelevisivi frutterà 214 milioni di gettito aggiuntivo nel 2009 e 270 milioni all’anno a partire dal 2010. Le cifre sono contenute nella relazione tecnica che accompagna il dl anticrisi.
A fianco dell’emittente di Murdoch, scende in campo anche il segretario del Pd: “Questa misura è un modo per colpire un’impresa, Sky, che produce e da lavoro e per colpire i cittadini, deprimendo ulteriormente il paese”, spiega Veltroni criticando il provvedimento previsto nel decreto anticrisi. “È una misura” evidenzia Veltroni “che agisce per il 92% sul principale concorrente di Berlusconi. E poi siamo sempre da capo a dodici: il governo prende una misura che è un aumento delle tasse perchè non stiamo parlando di famiglie ricche ma dei tifosi di calcio che si sono abbonati a Sky, ora si trovano il prezzo raddoppiato”.

Questo il VIDEO tratto da YouTube con lo spot anti Iva di Sky:

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Discutine sul FORUM: Iva raddoppiata per la pay tv (Sky): cosa ne pensate?

Sangue e violenza in gioco. L’Italia stoppa il videogame Manhunt

Una scena da Manhunt, il videogioco vietato in Italia e Gb
Già vietato in Gran Bretagna e in Irlanda Manhunt 2 ora è bandito anche in Italia. Il ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, ha deciso infatti di intervenire per bloccare la diffusione del controverso videogioco, il cui lancio in Italia era previsto il 13 luglio.

Il gioco in questione più che violento è “definibile crudele e sadico, con un’ambientazione squallida ed un continuo, insistente incoraggiamento alla violenza e al’omicidio” ha scritto il ministro in una nota.

Gentiloni ha chiesto alla società di distribuzione Take Two di annullare la data prevista per il lancio in Italia e contestualmente ha chiesto all’Isfe - l’organismo associativo europeo che riunisce i produttori di videogiochi di affrontare il tema a livello europeo.

Qui il dibattito in Rete. Qui il VIDEO servizio:

Via il secondo video choc della professoressa di Lecce

La professoressa di Lecce ancora al centro di un video scottante
Registrato da un telefonino, postato su YouTube e poi rimosso - come segnalato un lettore - il video con protagonista la professoressa di Monteroni (Lecce) è già noto agli investigatori, cui era stato consegnato dai difensori della docente quarantenne.
Secondo i legali della professoressa questo secondo filmato avrebbe dovuto scagionare l’insegnante, mostrando che ciò che avveniva in classe era frutto dalla goliardia di studenti indisciplinati e non di veri e propri palpeggiamenti. Invece la “mano morta” con simulazione di atto sessuale che uno studente fa dietro alla professoressa, impegnata in una conversazione telefonica, potrebbe peggiorare la posizione giudiziaria della donna, già al centro di due indagini (una della magistratura e una interna al Ministero) per corruzione di minorenni e sospesa dall’incarico per due mesi. Il filmato, di pessima qualità perché girato con un videofonino, si conclude con la donna che interrompe la telefonata mentre il ragazzo torna a posto: tutto come se nulla fosse accaduto. Dimostrando così, secondo l’accusa, che la donna era pienamente consapevole di quanto stava accadendo. Ora il pm Maria Cristina Rizzo cercherà di sapere chi ha messo in rete il secondo filmato.
Mentre l’opinione pubblica si chiede: quanti altri video sono stati girati con la professoressa protagonista?

La prof di Lecce ci ricasca: nuovo video choc con il telefonino

La professoressa hard di Monteroni (Lecce) torna (ahilei) sotto i riflettori della rete: è lei la nuova protagonista su YouTube, in un nuovo video hot.

L’insegnante, già sospesa dall’incarico per due anni e al centro di due inchieste (una della Procura della Repubblica e una ministeriale), nel nuovo video è ritratta in piedi mentre parla al telefonino, nell’aula semi deserta. Uno studente si avvicina, la palpeggia e mima da dietro, per due volte, l’atto sessuale.

Solo pochi mesi fa il video-choc che la ritraeva seduta e, con il tanga bene in vista, mentre veniva palpeggiata da alcuni studenti; adesso il nuovo filmato. Sono circa 15 secondi di immagini, già cliccatissime e acquisite dalla Procura, di scarsa qualità e probabilmente registrate ancora una volta con un videofonino durante l’orario di lezione. Il video si conclude con la professoressa che chiude la conversazione al telefono e il ragazzo che si allontana. Tutto come se niente fosse accaduto.

Ecco il nuovo video:

Caccia agli ecomostri lombardi. Un concorso fotografico per denunciarli

Il Cosmopolitan di Valbrona, CO. Fotografato da Alberto Micheli
Dal creativo Oliviero Toscani al Professore di Estetica Stefano Zecchi, dal fotoreporter Uliano Lucas alle fotografe Maria Mulas e Silvia Tenenti, dal bluesman Fabio Treves all’enogastronomo Edoardo Raspelli, passando per gli ambientalisti Guido Pollice (Presidente di VAS, Verdi Ambiente e Società) e Fabio Fimiani (assessore all’ambiente di Sesto San Giovanni e giornalista) e arrivando ai consiglieri regionali Silvia Ferretto (An), Giuseppe Civati (Ds) e Carlo Monguzzi (Verdi) e al parlamentare e giornalista Roberto Poletti.
Lunga e di spessore la lista dei giurati di NONSOLOPUNTAPEROTTI il concorso fotografico che prende il nome dall’ecomostro sorto sul lungomare di Bari e demolito nell’aprile 2006. La seconda edizione, presentata giovedì 3 maggio, al Pirellone, invita i cittadini a scovare, fermare, in una foto scattata esclusivamente col telefono cellulare, e inviare, fino al 30 settembre 2007, le immagini dei peggiori ecomostri lombardi.
Toccherà poi agli illustri giurati scegliere, nel corso dei prossimi mesi, gli scatti che, per l’originalità e l’oscenità del soggetto, meglio rappresenteranno le brutture erette in Lombardia.
“Questo non è un concorso fotografico, è qualcosa di più e qualcosa di meno” dice Marcello Saponaro, il consigliere regionale dei Verdi che ha ideato e organizzato l’iniziativa. “Non si prefigge di scovare la fotografia da segnalare al World Press Photo, ma vuole coltivare la coscienza civile delle persone, soprattutto giovani, aiutarle a formarsi uno sguardo critico al paesaggio e denunciare gli scempi di cui i cittadini spesso sono testimoni impotenti”.
Il Cementificio nell'orizzonte di Calusco d'Adda, BG. Fotografato da Simona Perego
Per un’altra volta dunque, non saranno le bellezze naturalistiche o paesaggistiche lombarde ad essere “prese di mira” dagli obiettivi, ma tutto ciò che le deturpa, ciò che l’uomo ha voluto, progettato, concesso e costruito in spregio all’ambiente circostante.
Le immagini, per chi vuole partecipare al concorso, devono essere spedite a concorso@nonsolopuntaperotti.it e devono avere per soggetto un manufatto progettato e costruito dall’uomo particolarmente brutto o invasivo e non integrato con il paesaggio circostante, specialmente se di particolare pregio naturalistico, storico e culturale.
I premi per i vincitori saranno camere digitali, la pubblicazione delle immagini su riviste ambientali e la soddisfazione di aver partecipato alla caccia alle brutture architettoniche, o presunte tali, venute su in questi anni nei paesaggi montani, agricoli o lacustri della Lombardia.
Sul sito dell’associazione/concorso sono consultabili il regolamento, la giuria e le immagini in concorso dal momento della ricezione.

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
 
 
 
 
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Il video del direttore, di Giorgio Mulè
L'arcitaliano, di Giuliano Ferrara
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Fatti & credenze, di Luca Ricolfi
Fuori Porta, di Bruno Vespa

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