Immigrati a Rosarno
di Maria Pirro
A Rosarno è di nuovo tempo di clementine e arance. Alle 5.55, in via Nazionale, sotto lo sguardo obliquo dei «caporali», il mercato dei braccianti riparte puntuale. Il ragazzo nero, magro come un chiodo, si trascina dietro una busta di plastica annodata sull’orlo. È l’unico tocco italiano, la marca del discount che dondola nel vuoto. All’improvviso scivola dentro un furgone bianco a nove posti, il motore fumante. Lo guida un altro ventenne, pure africano. A fianco a fianco, sagome. Sullo sfondo insegne abbaglianti, caffè, scheletri di cemento, capannelli, muri scrostati, panni stesi al gelo, manifesti elettorali strappati, persiane serrate. È Rosarno, provincia di Reggio Calabria. Continua


Il manifesto del Pd delle Marche contro il governo
Siamo al paradosso. Il Pd, dopo aver puntato l’indice per anni contro i leghisti che vogliono cacciare i clandestini dall’Italia, ora scopre che l’immigrazione può essere un problema. Anzi, gli immigrati sono troppi e sarebbero persino aumentati per colpa del governo. Continua


(Ansa/Ettore Ferrari/FRR)
È stato lo sfruttamento dei lavoratori extracomunitari, ridotti alla condizione di “schiavi” nella raccolta delle arance, a causare la rivolta scoppiata a Rosarno del 7 gennaio scorso. Lo hanno stabilito le indagini della procura di Palmi che hanno portato all’arresto di trenta persone e al sequestro di 10 milioni di euro in aziende agricole e terreni. Tra gli arrestati ci sono sia italiani sia stranieri, sono accusati di associazione per delinquere, violazione della legge sul lavoro e truffa. Alle operazioni, coordinate dal gip del tribunale di Palmi, hanno partecipato la Squadra mobile di Reggio Calabria, i carabinieri e la Guardia di finanza. Continua

Forze dell'ordine in via Padova nei giorni dopo gli scontri (Ansa)
Dopo gli scontri in via Padova a Milano tra immigrati nord africani e sud americani, si accende il dibattito sul controllo dell’immigrazione, clandestina e non, nelle città italiane. Continua
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Lavoratori immigrati in presidio per richiedere un permesso di soggiorno
Trenta punti per la salvezza. Non è calcio, ma la metafora ci sta: si tratta dell’ “accordo di integrazione” per immigrati messo a punto dai ministeri del Welfare e dell’Interno e annunciato ieri da Roberto Maroni. Continua
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Fabio Granata, avvocato di Siracusa, 50 anni, deputato finiano del Pdl
Per cominciare, c’è la parola poco elegante con cui nel Pdl lo chiamano in molti: “rompicoglioni”. A seguire, c’è la percentuale delle volte che “il rompi”, in aula, ha votato in dissenso dal gruppo: 4,7 per cento. Ahi ahi. Per finire, c’è il posto: lo scranno numero 490 di Montecitorio, in alto e bene a destra, perfetto per uno che a 13 anni era già nel Msi e a 30 era il numero due del Fronte della gioventù. Ma ora Fabio Granata, avvocato di Siracusa, di anni ne ha 50 e sta nel Pdl. È vicepresidente della commissione Antimafia e capogruppo Pdl in commissione Cultura. E rompe. Continua
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La manifestazione del 1 maggio 2006 a Los Angeles - Ansa Monica Davey
Cantavano “Sì, se puede” e “Yes we can” il primo maggio del 2006, quando Barack Obama era “solo” un senatore dell’Illinois e le sue ambizioni presidenziali erano ignote anche a lui stesso. Gli immigrati (in maggioranza ispanici) di Los Angeles quel giorno riuscirono nel loro intento: paralizzare interi quartieri della più grande megalopoli della costa Ovest.
È istruttivo andare a ripescare le cronache di quell’avvenimento, mentre in Italia prende corpo l’iniziativa, lanciata prima su Facebook e poi da un sito apposito, dello sciopero nazionale degli immigrati per il primo marzo 2010. Continua

La rivolta degli immigrati a Rosarno, Calabria
Erano quasi raddoppiati quest’anno gli africani che si erano trasferiti a Rosarno per la raccolta degli agrumi. Più di 2500 contro i 1400 circa dell’anno scorso. Ogni anno questi lavoratori migranti si danno appuntamento con una sorta di passaparola nella piana di Gioia Tauro, per raccogliere agrumi in cambio di 25 euro al giorno in nero. Continua