
Operazioni a scuola contro il virus A
“Allora bambini, la prima cosa che dobbiamo fare contro l’influenza è…?”. “Lavarsi le mani” risponde in coro alla maestra la platea di pulcini di una delle prime della elementare Rasori, nell’elegante quartiere Pagano di Milano. “Oppure?”. “Lavarsi i piedi” risponde uno che da grande lavorerà nel cabaret.
Tutti ridono, maestra compresa, poi parte la recita delle regole di Topo Gigio, testimonial del ministero del Lavoro e della salute: da “lavarsi le mani con il sapone” a “resta a casa se hai la febbre”. In realtà sono le prescrizioni dell’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità , contro il virus dell’influenza H1N1, messe in fila dal simpatico topo d’annata. Continua

Il vaccino contro l'influenza H1N1
L’arrivo di una pandemia era atteso da tempo. Da quando il 24 aprile 2009 è stata segnalata in Messico un’epidemia di influenza causata da un nuovo virus, la prima preoccupazione di tutto il mondo scientifico, e mia come medico oltre che come sottosegretario alla Salute, è stata di pensare al modo migliore per proteggere la salute della popolazione, sapendo che nuovi virus influenzali colpiscono sempre i soggetti più fragili e i più giovani, perché più sensibili alle nuove infezioni. Leggi l’intervento di Ferruccio Fazio

Contro la paura del virus A, in Brianza c'è l'acquasantiera a dispenser
Fino a pochi mesi fa era un semplice barista della Brianza. Gli affari andavano bene, tanto che il bar è diventato una pizzeria, per far lavorare anche i suoi due figli.
Ora, Luciano Marabese, che dal bancone è passato alla pensione, la sua fortuna vera la deve ad altro: a una sera passata assieme ai suoi clienti. Due risate, qualche bicchierino di amaro e una partita di calcio in tv, danno il via a una gara di invenzioni. Così, tanto per ammazzare il tempo e anche la noia. Che cos’è che ancora non esiste sul mercato, si chiedono. E giù con le proposte: un vero e proprio “brainstorming” (la stessa tecnica creativa usata dai dirigenti di azienda, quando devono studiare un nuovo prodotto). Tante idee, spesso strampalate. Poi, il colpo di genio del barista: inventare l’acquasantiera elettronica. Continua
È l’ottavo caso in Italia, ma è diverso dagli altri: per la prima volta il virus A/H1N1 è stato contratto sul territorio nazionale: si tratta del nonno del bambino di 11 anni che nei giorni scorsi era stato ricoverato nell’ospedale Bambino Gesù di Roma al ritorno da un viaggio in Messico. Ora è attualmente all’ospedale Spallanzani. “Va sottolineato però” rileva il ministero del Welfare, Maurizio Sacconi “che si tratta di un contatto familiare stretto e che diversi casi analoghi si sono gia’ verificati in Spagna, Gran Bretagna e Germania”. E in Canada è morta la prima persone per influenza suina: è una donna d’età avanzata, che risiedeva nella provincia di Alberta.
Nel giorno in cui vengono confermati altri due nuovi casi di influenza da virus A/H1N1 in Italia, il Centro per il controllo delle malattie (Cdc) di Atlanta annuncia che i casi di Nuova Influenza negli USA hanno raggiunto quota 1,639 (in 43 stati, 2 morti) con un aumento di 743 casi rispetto all’ultimo bilancio. Un dato che pone gli Stati Uniti al primo posto nella diffusione del virus dopo che l’autorita’ messicane hanno confermato 1.364 casi e 42 morti accertate sul loro territorio. Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, invita alla calma. ”Il virus non è così violento come ce lo aspettavamo” ha detto “ma comunque non ne siamo ancora fuori”.

Febbre alta, mal di gola, dolori muscolari e testa che scoppia. I sintomi dell’influenza mettono ko gli italiani, eppure uno su tre non può permettersi “il lusso” di mettersi a letto. Secondo la rete di sorveglianza Influnet, coordinata dal Ministero della Salute, il virus ha finora colpito circa 300mila persone: niente, rispetto al picco atteso tra 2 settimane, quando si prevede che l’influenza avrà messo a letto circa 1 milione e mezzo di connazionali.
Nonostante queste previsioni, non tutti i colpiti dal virus o si possono permettere di stare a casa il tempo giusto per guarire. Si tratta per lo più di artigiani o liberi professionisti, precari con il contratto in scadenza, Co.co.co., decisi a non arrendersi all’influenza per non perdere preziose giornate di lavoro.
E questo nonostante i connazionali sembrino sottovalutare il peso economico dell’influenza. Dall’indagine, condotta su ben 800 italiani, emerge infatti che il valore economico che gli abitanti della Penisola attribuiscono all’influenza è in media di 79 euro pro-capite, con il 52% convinto che, tra costi e perdita di reddito, valga per loro meno di 50 euro.
Secondo studi di farmacoeconomia, il costo pro-capite dell’influenza in Italia risulta invece di circa 330 euro. Rilevanti le giornate di assenza dal lavoro delle mamme italiane in caso di influenza dei figli: 4 giorni in media.
A segnalare un fenomeno sempre più in crescita negli ultimi anni è Giacomo Milillo, segretario nazionale della federazione dei medici di famiglia, la Fimmg. “Sempre più spesso” dice Milillo “i pazienti vengono da noi con chiari i sintomi dell’influenza. Noi diciamo che faremo un certificato medico da almeno tre, quattro giorni, e loro si oppongono. Chiedono di mettere meno giorni di malattia, o addirittura di non fare proprio il certificato”. E al medico non resta che chiudere un occhio: “Non posso certo far perdere il lavoro a un giovane per curargli l’influenza”.
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Dopo un inverno incredibilmente caldo, mercoledì 21 marzo sarà ufficialmente primavera ma gli esperti annunciano un esordio quasi polare: vento, neve (anche a bassa quota) e temperature a picco. Colpa di un forte flusso di aria fredda che dalla Scandinavia oltrepasserà le Alpi e investirà la nostra Penisola da Nord a Sud. Il maltempo in Italia durerà tutta la settimana. I circa dieci gradi in meno poterebbero causare danni incalcolabili alle coltivazioni se ci saranno le gelate previste dai meteorologi, ma anche provocare problemi alla salute soprattutto di bambini e anziani con possibilità di un colpo di coda dell’influenza e spiacevoli malattie da raffreddamento.
Questa è la previsione fatta dalla Coldiretti, sulla base delle indicazioni del Centro di ricerche in Bioclimatologia medica dell’Università di Milano che, insieme alla Protezione Civile, ha lanciato un’allerta fino al 21 marzo.
Quindi se negli spostamenti automobilistici nelle Alpi o sull’Appennino occorre dotarsi di catene, a casa è meglio consumare molta frutta come gli agrumi, ma anche frutta secca, ricca di vitamine B.
In modo da poter contrastare il colpo di coda dell’influenza. Per saperne di più, la SIMG (Società Italiana Medicina Generale), la SIMIT (Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali) e AGR-RCS Broadcast hanno messo in piedi una campagna informativa: “Passa l’influenza”.