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Francesco Belsito, da autista a sottosegretario, il ricordo dell’ex ministro Alfredo Biondi

Francesco Belsito (Credits: Ansa)

Francesco Belsito (Credits: Ansa)


MAURIZIO TORTORELLA
“Se mi ricordo Francesco Belsito? Certo che mi ricordo quel bravo ragazzo cordiale, che bazzicava sempre la sede genovese di Forza Italia: era gentile, sempre disponibile a dare una mano…”.

Alfredo Biondi, ex ministro dela Giustizia e parlamentare prima del Partito liberale e poi del centrodestra per otto legislature alla Camera e per una al Senato, è stato involontariamente alla base del “lancio politico” del tesoriere della Lega Nord, oggi indagato per truffa ai danni dello Stato e malversazioni nella gestione dei fondi del Carroccio.

“Dicono fosse il mio portaborse” dice Biondi “ma in realtà fu solo il mio autista, e nemmeno per molto tempo. Continua

Due esempi per il paradosso della giustizia italiana

Il Tribunale di Roma (Credits: La Presse)

Il Tribunale di Roma (Credits: La Presse)

MAURIZIO TORTORELLA
Due processi, due assoluzioni. Due storie parallele, che accendono nuove luci sinistre sullo stato della giustizia in questo paese. Da una parte 39 “disobbedienti”, tra i quali il leader dei centri sociali veneti Luca Casarini, che erano imputati a Roma per una serie di espropri proletari compiuti nel novembre 2004. Dall’altra un ventenne di Taranto, che nell’agosto 2004 aveva preso un ovetto Kinder in un chiosco ed era stato rinviato a giudizio. In entrambi i casi, l’accusa era furto aggravato. Continua

Il caso del gip Giancarlo Giusti, arrestato per corruzione ma promosso dal Csm

(Credits: La Presse)

(Credits: La Presse)

MAURIZIO TORTORELLA

Certo, fa decisamente scandalo la vicenda di Giancarlo Giusti, l’ex giudice delle procedure immobiliari e oggi giudice per le indagini preliminari per le indagini preliminari di Palmi, arrestato ieri per corruzione aggravata dalla finalità mafiosa. Ma fa ancora più scandalo la vicenda (quasi) parallela (era il novembre 2011) della sua “assoluzione con premio” decisa dal Consilio superiore della magistratura.

Chiamato a valutare le accuse mosse a Giusti dal consiglio giudiziario locale, l’organismo formato da magistrati e avvocati che valuta il comportamento dei magistrati, il Csm si trova di fronte un quadro assai preoccupante. Continua

L’avvocato di Tanzi: oggi era in aula, sia pure con il sondino, perché il tribunale aveva censurato le sue assenze

Calisto Tanzi (Credits: LaPresse)

Calisto Tanzi (Credits: LaPresse)

MAURIZIO TORTORELLA
“Abbiamo deciso di presentarci oggi in aula, sia pure con un sondino naso-gastrico e trasportati in ambulanza, perché abbiamo voluto evitare ripercussioni negative sulla difesa dell’imputato”. Risponde così Gianpietro Biancolella, avvocato di Calisto Tanzi, alle polemiche innescate dall’arrivo in aula del suo cliente all’udienza del processo di appello in svolgimento a Bologna.

Imputato per il crac della Parmalat, Tanzi oggi ha chiesto di poter fare alcune dichiarazioni: “Fin dai primi interrogatori mi sono sempre assunto la responsabilità di quanto è stato fatto nel gruppo” ha detto, leggendo un testo in modo assai incerto “e sono perfettamente consapevole della gravità dei danni che i creditori e soprattutto coloro che hanno acquistato obbligazioni riferibili al gruppo, hanno subito”. Continua

Ecco la verità sulle dimissioni del capo dipartimento della giustizia minorile

Il ministro della giustizia Paola Severino

MAURIZIO TORTORELLA Il ministro della Giustizia, Paola Severino, l’aveva nominata il 2 febbraio. Ma resterà soltanto fino al primo aprile, poi se ne andrà. Manuela Romei Pasetti, magistrato, ex presidente della Corte d’appello di Venezia (nella storia d’Italia è stata la prima donna in quel ruolo) ed ex membro del Csm, lascia dopo appena due mesi la poltrona di capo Dipartimento della giustizia minorile. Continua

Intercettazioni, responsabilità civile e DdL anti-corruzione: che cosa farà il governo Monti

La foto postata su Twitter dal leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini che lo ritrae insieme al segretario del Pdl Angelino Alfano e al segretario del Pd Pierluigi Bersani al vertice a Palazzo Chigi con il premier Mario Monti stasera, 15 marzo 2012.

La foto postata su Twitter dal leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini che lo ritrae insieme al segretario del Pdl Angelino Alfano e al segretario del Pd Pierluigi Bersani al vertice a Palazzo Chigi con il premier Mario Monti stasera, 15 marzo 2012.

Una soluzione equilibrata per i tre punti all’ordine del giorno. L’accordo preliminare sulla giustizia, «siglato» nella notte tra giovedì 15 e venerdì 16 marzo a palazzo Chigi dai tre leader del Pdl, del Pd e dell’Udc, per ora è positivo. Fanno ben sperare soprattutto le parole di Angelino Alfano, segretario del Pdl ed ex ministro della Giustizia: «È stato fatto un buon lavoro, del quale sono soddisfatto» ha dichiarato. Anche se poi ha aggiunto: «Adesso però c’è da entrare le merito dei singoli provvedimenti». Continua

Prigioni-vergogna: crescono i detenuti, calano le spese dello Stato

(Credits: ANSA/CESARE ABBATE/DRN)

(Credits: ANSA/CESARE ABBATE/DRN)

Gli altri articoli sulle carceri italiane

MAURIZIO TORTORELLA Su un totale di 66.973 detenuti rinchiusi nei 206 istituti di pena italiani (il dato è ufficiale e risale al 31 gennaio 2012), sono quasi 40 mila quelli in attesa di giudizio. È una quota altissima, il 59,7%. Di questi, poi, circa il 60% è in attesa del primo giudizio e in molti sono quanti entrano ed escono nel volgere di pochi giorni. È questa la situazione secondo il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, da quasi un mese diretto dall’ex pm antimafia Roberto Piscitello. «I 50 mila detenuti che transitano dalle nostre carceri» dice Piscitello « spesso entrano ed escono prima di una condanna». Continua

Morire di carcere: non si ferma la lunga lista dei suicidi

carcere

MAURIZIO TORTORELLA
Un detenuto di 21 anni si è impiccato il 18 febbraio nel carcere di San Vittore: aveva più volte denunciato di aver subito violenze. Alessandro Gallelli, residente a San Vittore Olona, era accusato di violenza sessuale: da quattro mesi era in carcere in attesa di giudizio. Quattordici erano i capi di imputazione a suo carico, tra cui violenza sessuale e molestie ai danni di ragazze minorenni. Dalla sua cella del carcere milanese di San Vittore gridava, disperato, la sua innocenza e raccontava ai genitori di presunte percosse subite da altri detenuti poco inclini ad accettare con loro carcerati accusati di reati che ritengono infamanti: il pestaggio è infatti un triste classico del codice che vige in prigione nei confronti di chi è imputato di reati sessuali, ma dal carcere garantiscono comunque che il giovane era in isolamento e che quindi non poteva essere vittima di pestaggi o percosse. Continua

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Io la penso così, di Giovanni Fasanella
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
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