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“Mi arrestate? Io ho solo truffato l’Inps”. La sopresa di una dipendente Asl che ha rubato 1 mln di euro

Istituto Nazionale di Previdenza Sociale

Istituto Nazionale di Previdenza Sociale

FRANCALACCI “Perché mi state arrestando? Non sono mica una delinquente.” Si è sopresa ma soprattutto indispettita la dipendente della Asl di Pavia  quando questa mattina i carabinieri del Comando Provinciale della città lombarda  sono andati a bussare alla sua porta. Lei che ha solo truffato all’Inps 1 milione 300 mila euro non pensava certamente di meritarsi il carcere. Che cosa aveva fatto di male? Aveva forse ucciso? O rapinato? Certo che no, aveva solo truffato. E per lei quello non era certamente un reato da manette.   Continua

Falsi invalidi: tutte le truffe portano a Roma


Falsi invalidi: tutte le truffe portano a Roma

Pane, pensioni e fantasia: quasi una commedia all’italiana. Con la fantasia usata per stratagemmi utili a incassare assegni non dovuti. «Cardiopatici che interrompono la medicina per il cuore prima della visita medica» racconta Filippo Cruciani, docente di oftalmologia all’Università La Sapienza di Roma, «o malati di tumore che, davanti a un’inequivocabile guarigione, supplicano il dottore di chiudere un occhio per non perdere il diritto all’assegno dell’Inps». Un esercito di falsi invalidi pronto a tutto per mantenere l’indennità di accompagnamento od ottenere il sussidio di invalidità civile. Facendo esplodere i conti dell’Inps. Continua

Gli scrocconi d’Italia. La guerra ai falsi invalidi


Gli scrocconi d’Italia. La guerra ai falsi invalidi

È una battaglia senza esclusione di colpi quella da poco cominciata in Italia: la battaglia contro favoritismi politici, medici compiacenti, criminalità organizzata. Contro la Grande truffa ai danni dell’Inps e quindi dello Stato. Pensioni regalate e soprattutto indennità di accompagnamento (la somma destinata a chi deve assistere un invalido) non dovute vanno di pari passo con le Asl che cercano di evitare i controlli e continuano a fare clientelismo. Panorama ha analizzato i dati resi noti dall’Inps e scoperto scenari tanto inediti quanto inquietanti. Continua

Come saranno i pensionati tra trent’anni?


Foto d'archivio di un giovane in attesa davanti ad ufficio di collocamento (FARINACCI / ARCHIVIO / ANSA)

Foto d'archivio di un giovane in attesa davanti ad ufficio di collocamento (FARINACCI / ARCHIVIO / ANSA)

Il 2011, che inizierà fra circa due mesi, sarà l’anno delle pensioni. Non solo perché entreranno in vigore le novità introdotte dal legislatore (le finestre scorrevoli e il nuovo limite d’età per le dipendenti pubbliche), ma anche perché l’anno prossimo si parlerà molto di previdenza, come ha ricordato in un recente intervento il ministro del Welfare Maurizio Sacconi.

Continua

Via alla sanatoria per le badanti. Ecco le nuove regole per l’assunzione

badante

Dal primo settembre sarà possibile presentare le domande per la regolarizzazione di colf, badanti e più in generale delle persone addette al lavoro domestico. Se dal 21 agosto si può versare il contributo forfait di 500 euro, necessario per iniziare la procedura, fino a fine mese tocca alle domande di emersione vere e proprie. All’una del pomeriggio di oggi erano già 7.846 i moduli richiesti, mentre le domande effettivamente trasmesse erano già 3.135.

Nessun assalto al sito del Viminale
Al Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del ministero dell’Interno ricordano che la procedura on line rimarrà attiva fino al 30 settembre. E infatti non c’è stato assalto, nessuna valanga di domande, stavolta: le domande non sono collegate né a graduatorie a tempo, né a quote di ingresso. Le domande inviate finora riguardano soprattutto cittadini ucraini, le richieste più numerose provengono dalla provincia di Milano.

La “sanatoria” riguarda una platea di circa un milione di lavoratori italiani, comunitari ed extra-Ue. Di questi, il 46% è rappresentato da extracomunitari, il 31% da lavoratori comunitari e il 23% da italiani, secondo i dati della Fondazione Studi dei consulenti del lavoro, categoria impegnata al fianco delle istituzioni nell’operazione per l’emersione dei rapporti di lavoro irregolari e pronta a chiarire i dubbi interpretativi in merito alla procedura.
Dubbi che già lunedì 31 agosto, lo stesso ministro dell’Interno, Roberto Maroni, in occasione della firma con l’Anci per la regolarizzazione del lavoro domestico, aveva fugato: oltre a colf e badanti, il Governo non ha intenzione di estendere la regolarizzazione ad altre categorie di lavoratori irregolari.

Le cose da sapere
Sono tre le tappe da seguire: 21 agosto, primo settembre, primo ottobre. Dal 21 agosto si è cominciato a pagare l’una tantum di 500 euro (da versare in contanti, con assegni bancari o postali, con assegni circolari, con vaglia cambiari, con bancomat o postamat e postpay, con addebito sul conto corrente bancario o postale). Per pagare deve essere utilizzato il modello “F24-versamenti con elementi identificativi” reperibile sui siti internet www.agenziaentrate.gov.it, del ministero dell’Interno, del Welfare, dell’Insp. La somma copre i contributi per il periodo 1 aprile-30 giugno 2009.
L’unico vincolo per presentare la domanda è che le persone da regolarizzare, lavoratori italiani, comunitari o extracomunitari irregolari che lavorano come colf o badanti, siano alle dipendenze del datore che presenta la domanda da almeno tre mesi a partire dal 30 marzo 2009. Con questa sanatoria sarà possibile non solo regolarizzare il rapporto di lavoro “in nero”, ma anche legalizzare la presenza irregolare dei lavoratori clandestini. In sostanza, chi concluderà l’iter avrà da subito il permesso di soggiorno.
Chi presenta la domanda
La presentazione della domanda spetta ai datori di lavoro (italiani, comunitari o extracomunitari in possesso di titolo di soggiorno), purché il rapporto di lavoro esista da almeno 3 mesi prima del 30 giugno.
La domanda rappresenta un’autocertificazione in tal senso. Il numero massimo di regolarizzabili per ciascun nucleo familiare è pari a tre (di cui 1 colf e 2 badanti) se si tratta di cittadini extra UE, mentre non c’è alcun limite nel caso di cittadini italiani o della UE.

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Reddito minimo, orario minimo
Il reddito imponibile 2008 per richiedere l’assunzione del lavoratore non deve essere inferiore a 20 mila euro per le famiglie monoreddito, e non inferiore a 25 mila euro per i nuclei familiari con più percettori di reddito. Quanto al lavoratore, deve effettuare un orario di lavoro minimo di almeno 20 ore settimanali.
Le domande
Il secondo passo è la presentazione della domanda, dal primo settembre al 30 settembre. Lo si può fare solo via internet attraverso il sito del Ministero dell’Interno, registrandosi, scaricando un apposito software, compilando il relativo modulo e inviandolo per via telematica. Gli uffici dei Comuni offriranno assistenza ai cittadini in queste procedure.
La convocazione
Dal primo ottobre, le domande andranno allo Sportello Unico per l’Immigrazione che, dopo le verifiche delle Questure, convocherà datore di lavoro e lavoratore. A quest’appuntamento serviranno la ricevuta di pagamento dei 500 euro, dichiarazione dei redditi, certificazione rilasciata da una struttura sanitaria pubblica o da un medico convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale che attesti la non autosufficienza di persone assistite da badanti, un documento di riconoscimento e due marche da bollo da 14,62 euro. Le domande con documentazione priva dei requisiti di legge saranno rigettate e il contributo di 500 euro non verrà restituito.
Il contratto di soggiorno
Successivamente si procederà alla stipula del contratto di soggiorno, che si firmerà nelle prefetture. Si rischia la revoca del permesso se la dichiarazione di emersione contenesse dati falsi.
Le previsioni del governo
Il Viminale si attende oltre 500mila domande: questo significa che già con il pagamento del forfait di 500 euro, lo Stato dovrebbe incassare entro un mese tra i 300 e i 450 milioni. Ma bisogna tener conto anche degli 80 euro pagati dallo straniero per il rilascio del permesso di soggiorno. In base alle prime stime, la sanatoria di colf e badanti potrebbe far entrare nelle casse dello Stato da 1,2 a 1,6 miliardi di euro.

Come ti sano la badante. Le cose da sapere, le tappe da seguire

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Avevano rischiato grosso le 750 mila badanti (quelle che in termini sindacali si chiamano assistenti familiari) irregolari presenti in Italia. Secondo il decreto del pacchetto sicurezza, essendo per la quasi totalità extracomunitarie in Italia senza permesso di soggiorno, avrebbero rischiato l’espulsione.
E i loro datori di lavoro avrebbero rischiato di perdere questo esercito della salvezza di casa, anziani e disabili (che supplisce alle carenze della sanità pubblica, piace a destra come a sinistra e raccoglie gli elogi del governo, Lega compresa).
E invece, tutti tirano un sospiro di sollievo: da oggi parte la sanatoria. In base alla quale i datori di lavoro potranno avviare la procedura di emersione dal lavoro irregolare, versando (fino al 30 settembre)  in banca, alla posta oppure on line nel sito dell’Agenzia delle Entrate, il contributo di 500 euro previsto, per mettere una pietra tombale sul passato.

Le cose da sapere
Sono tre le tappe da seguire: 21 agosto, primo settembre, primo ottobre. Dal 21 agosto si può iniziare a pagare (in banca, alle poste o presso gli agenti di riscossione) l’una tantum di 500 euro (da versare in contanti, con assegni bancari o postali, con assegni circolari, con vaglia cambiari, con bancomat o postamat e postpay, con addebito sul conto corrente bancario o postale). Per pagare deve essere utilizzato il modello “F24-versamenti con elementi identificativi” reperibile sui siti internet www.agenziaentrate.gov.it, del ministero dell’Interno, del Welfare, dell’Insp.
Vanno indicati i codici fiscali del datore di lavoro, del lavoratore (in mancanza, va bene anche il numero del documento di identità), il numero di passaporto. E il codice “Rint” per colf e badanti italiane e comunitarie, “Rext” per le extracomunitarie.
Va inoltre ricordato che potrà essere regolarizzata solo una colf per nucleo familiare e solo se il reddito familiare è di almeno 20mila euro nel caso vi sia un solo apportatore di reddito, o di almeno 25mila euro se i percettori di reddito sono più di uno. Sono invece al massimo due le badanti che possono essere regolarizzate, purché vi sia una certificazione medica che comprovi la presenza nel nucleo familiare di una persona non autosufficiente.

Dal 1 al 30 settembre, la domanda vera e propria
Dopo aver sanato il sommerso con i 500 euro, si potrà presentare la vera e propria domanda di regolarizzazione (che dovrà indicare inoltre gli estremi del pagamento già effettuato), a partire dall’1 settembre e fino al 30 settembre, seguendo modalità diverse a seconda della nazionalità del lavoratore. Dal Viminale spiegano che non vi è un tetto di accoglimento delle domande: saranno accolte tutte quelle con i corretti requisiti. Non è quindi necessario “correre” e appostarsi (gorno e notte, come successo in passato) agli sportelli per assicurarsi i primi posti in ordine cronologico. La ricevuta sarà disponibile sul sito del Viminale entro 72 ore e si potrà scaricare inserendo apposita ID e password.
Per colf e badanti italiane, comunitarie ed extracomunitarie con permesso di soggiorno regolare bisogna rivolgersi agli sportelli dell’Inps, compilando uno specifico modulo (’Ld-Em2009.Ue’) in via telematica o inviandolo o ancora consegnandolo. Nel modulo si dovranno indicare nuovamente tutti gli estremi per l’identificazione sia del datore di lavoro sia del lavoratore. Di quest’ultimo deve essere indicata la qualifica, ovvero ‘colf’ o ‘badante’, la data di inizio del rapporto di lavoro, la paga oraria o mensile.
Nel caso di lavoratori extracomunitari senza permesso di soggiorno valido la domanda dovrà essere presentata solo per via informatica, seguendo le indicazioni riportate sul sito www.interno.it, allo Sportello Unico per l’immigrazione. A Roma e nelle altre grandi città saranno aperti presso le sedi Inps sportelli aggiuntivi.

Badante e datore allo Sportello
Il primo ottobre scatta infine l’ultimo passaggio della trafila: chi ha pagato e presentato domanda verrà chiamato dallo Sportello Unico per la verifica che la domanda sia regolare in ogni sua parte e per la firma del contratto di soggiorno. Con quest’ultimo documento il datore di lavoro si impegna, fra l’altro a remunerare il lavorato con una paga non inferiore ai minimi contattuali ed a garantirne l’impiego per almeno 20 ore la settimana. Da ricordare che bisognerà presentarsi allo sportello con la marca da bollo, del valore di 14,62 euro. Ultimissimi atti: entro 24 ore la comunicazione, a cura del datore di lavoro, della regolarizzazione avvenuta all’Inps che iscriverà il lavoratore e fornirà i bollettini trimestrali per pagare i contributi, e, a cura del lavoratore, il ritiro del permesso di soggiorno agli sportelli postali.

Quanto incassa lo Stato
Secondo il Censis, per il 10 per cento delle famiglie italiane colf e badanti sono indispensabili. Dal 2001 ad oggi il loro numero è aumentato del 37 per cento. In totale sono circa 1 milione e mezzo (di cui il 71,6 per cento è di origine immigrata) e sono ormai 2 milioni 451 mila le famiglie che ricorrono a un collaboratore domestico o all’assistenza per un anziano o un disabile, ovvero il 10,5% delle famiglie italiane. Un terzo delle badanti straniere sono cittadine di un Paese membro dell’Unione europea, hanno preso la cittadinanza italiana o hanno ottenuto la carta di soggiorno, ma il resto deve confrontarsi con il periodico rinnovo del permesso di soggiorno o si trova in condizione di irregolarità.
La sanatoria è risultata indispensabile visti, appunto, questi numeri. Tanto che secondo una stima del Viminale arriveranno tra le 500 e le 750mila domande.  Questo significa che con il pagamento del forfait di 500 euro che sana i tre mesi di lavoro clandestino da aprile a giugno, lo Stato incasserà entro un mese tra i 300 e i 450 milioni. Ma la regolamentazione per lo Stato avrà anche ripercussione positive dal punto di vista economico: può valere da 1,2 a 1,6 miliardi di euro. Ai 500 euro versati dal datore di lavoro,  vanno aggiunti gli 80 euro pagati dallo straniero per il rilascio del permesso di soggiorno.

Pensioni, due milioni con l’invalidità: una su due al Sud. Al Nord assegni più alti

La sede dell'Inps

2,1 milioni: tanti sono gli italiani che percepiscono una pensione di invalidità. E di questi quasi la metà si trova al Sud. Rispetto ad una media nazionale di 3,58 pensionati ogni 100 abitanti, al Nord le pensioni erogate sono 2,91, al Centro 3,73 e al Sud 4,39 ogni 100 abitanti. Sono i dati contenuti nella Relazione generale del ministero dell’Economia sulla situazione economica del Paese 2008.
Nel dedalo di dati, cifre e tabelle, si fa notare che la maggior concentrazione di invalidi in possesso di regolare assegno mensile è in Umbria (5,48 per 100 abitanti). Tutt’altro che trascurabile anche la somma complessiva che lo Stato ha destinato nel 2008 agli assegni di invalidità civile: 12,5 miliardi di euro. Considerando i trattamenti erogati al primo gennaio 2008, il ministero dell’Economia mette in evidenza un numero relativamente maggiore di prestazioni in tutte le regioni del Sud (in particolare Sardegna, Calabria, Campania e Abruzzo) rispetto alle regioni del Centro-Nord.
Le prestazioni di invalidità erogate al Nord sono 787.837 e percepiscono un importo complessivo di 4,7 miliardi di euro, mentre al Centro si scende a 435.657 per 2,6 miliardi. Al Sud si trova il resto degli invalidi civili, ovvero 913.584 persone a cui vanno 5,2 miliardi di euro.
Tuttavia, quando si parla di importi, è il Nord che vanta le pensioni più alte, in media di 5.930 euro (contro il dato nazionale di 5.840), mentre al Centro le pensioni medie sono pari a 5.890 euro e al Sud arrivano a 5.750. Nel 2008 per i trattamenti di invalidità civile sono stati erogati 12,5 miliardi di euro.

Le disomogeneità di presenza di invalidi, a seconda delle zone d’Italia, fa pensare e non a caso l’Inps da tempo ha intensificato i controlli nel settore. Solo quest’anno sono state già revocate, secondo dati di metà anno, circa 7.000 prestazioni erogate indebitamente.
Le pensioni regione per regione (regione, numero, pensioni ogni 100 abitanti).

Nord 787.837 -  2,91
Piemonte 129.158  - 2,93
Liguria 65.966  - 4,10
Lombardia 268.703  - 2,79
Friuli V. Giulia 43.925   - 3,59
Veneto 138.931   - 2,88
Emilia Romagna 141.154   - 3,30

Centro 435.657  - 3,73
Toscana 130.954  - 3,56
Lazio 194.792   - 3,50
Umbria 48.425   - 5,48
Marche 61.486   - 3,96

Sud e isole 913.584   - 4,39
Abruzzo 58.617   - 4,43
Molise 12.051   - 3,76
Campania 264.489   - 4,55
Basilicata 23.595   - 3,99
Puglia 163.120  - 4,00
Calabria 101.049  - 5,03
Sicilia 204.064   - 4,06
Sardegna 86.599   - 5,20

Totale Italia: 2.137.078   - 3,58

G8 sul Welfare, Berlusconi: “A rischio 20 milioni di posti. Pronti 40 mld”

Silvio Berlusconi

“Siamo alla fine di un incontro molto approfondito sul tema del lavoro, un lavoro che comincia a venir meno con numeri preoccupanti. Venti milioni di posti di lavoro in meno per il 2010 sono una grande preoccupazione per tutti i governi”. Così il premier Silvio Berlusconi, durante la conferenza di chiusura del G8 sul lavoro di Roma, allargato ai ministri del Welfare dei Paesi emergenti.
Ma, ha aggiunto il premier: “Il Governo non lascerà nessuno da solo. Lo stato sarà vicino ai lavoratori”. Il Cavaliere ha poi invitato “i governi a far sì che sia mantenuta la coesione sociale. È questo il fattore più importante”. Cioè, il presidente del Consiglio è pronto a proporre un “social pact” ai governi che parteciperanno al G20. Un “patto globale che possa sostituire al pessimismo l’ottimismo, alla sfiducia la fiducia e trasformare la paura in speranza”. “Garantiremo a tutti” spiega ancora una volta il premier “che usciremo dalla crisi senza lasciare nessuno indietro e” aggiunge “lavoreremo insieme per uscirne”.
Il Cavaliere ha tenuto anche a sottolineare come non vi sia alcuna contraddizione tra quello che egli stesso e il suo governo considerano un “imperativo categorico”, vale a dire l’economia sociale di mercato, e la dottrina sociale della Chiesa. È proprio in base a questo imperativo che, ha spiegato il capo del governo, “gli Stati devono impegnarsi a sostenere i lavoratori che perdono il posto di lavoro fintanto che durerà la crisi”.
Quanto al suo di impegno, Berlusconi assicura che in tempo di crisi “gli italiani si troveranno di fronte a uno Stato che li sosterrà”. “Non sono spaventato di aumentare il deficit” dice “se dovessimo affrontare una spesa di primaria importanza. Garantiremo che lo Stato sarà vicino ai lavoratori”. E comunque “i fondi previsti sono abbondanti rispetto ai costi che l’Italia sta sostenendo. Tremonti mi ha detto che quanto è previsto è sufficiente ma io voglio sottolineare che nel caso in cui sia necessario non possiamo privilegiare il bilancio pubblico lasciando le persone da sole nella fame”.
Poi Berlusconi entra nel dettaglio delle misure prese dal suo esecutivo: Palazzo Chigi ha già stanziato 12 miliardi di euro e nell’ultimo Cipe ne abbiamo stanziati altri 8. In tutto sono 36 miliardi, che però possono arrivare a 40 perché gli italiani hanno di fronte uno Stato che li sosterrà. “Nessuno” ha aggiunto il Cavaliere “può dire e dice di avere la ricetta giusta, ma il governo italiano ha agito con saggezza, tempestività e rigore usando il buon senso”. Oltre a una cassa integrazione allargata ai precari, Palazzo Chigi ha infatti previsto aiuti per chi vuole diventare imprenditore fondare un’impresa. “Come ho già detto se io stessi in cassa integrazione non starei in casa a guardare la televisione e girarmi i pollici” ha spiegato il premier “ci saranno, quindi, incentivi nei confronti di nuove forme di imprenditoria”.
Secco no, invece, alle ipotesi di politiche protezionistiche che fanno “male” all’economia. In particolare a paesi come il nostro che sono grandi esportatori. “Non dimentico quanto successo in Inghilterra ai nostri lavoratori che avevano partecipato ad una gara d’appalto” conclude il premier rifendosi alla rivolta dei lavoratori inglesi contro l’arrivo di nostri connazionali. Quello che serve, invece, è un patto tra tutti i paesi del G8: “Faremo di tutto per arrivare al G20 e a La Maddalena per firmare un patto globale per cercare di sconfiggere la crisi”. Un social pact che “possa sostituire al pessimismo l’ottimismo, alla sfiducia la fiducia e trasformare la paura in speranza”.
Infine un applauso alla Fiat. L’ncoraggiamento del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, alla sigla dell’accordo tra Fiat e Chrysler è stata salutata da Berlusconi come “una soddisfazione per tutti gli italiani”. È il riconoscimento dell’eccellenza di una nostra grande impresa”, ha detto il presidente del Consiglio augurandosi che “l’accordo si concluda con il finanziamento da parte dello Stato americano”.

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