Archivio per il tag “insegnante”
Qualche mese fa aveva fatto scalpore. Perché si scoprì che dietro Madameweb c’era una professoressa di lettere. Subito ribattezzata, appunto, la pornoprof di Pordenone. Anna Ciriani era stata sospesa per sei mesi ma, per la retroattività del provvedimento, torna a insegnare.
La commissione disciplinare del Centro Servizi Amministrativi (ex Provveditorato agli studi) di Pordenone ha infatti comminato alla professoressa la sospensione per sei mesi dal servizio. L’insegnante era stata già sospesa in via cautelare dalla fine di novembre 2007, per cui da ieri è tornata in servizio nel Centro territoriale permanente di San Vito al Tagliamento (Pordenone). Dal primo settembre prossimo, Anna Ciriani verrà comunque trasferita a un altro Ctp, a Prata di Pordenone, sempre per insegnare agli adulti.
[/i]](http://gallery.panorama.it/albums/userpics/10054/normal_studenti.JPG)
Pre-adolescenti, tra i 12 e i 13 anni, che gareggiano, in aula, per premiare il più dotato, da veri e
consumati esibizionisti. E la supplente, una donna di 40 anni che sostituiva la collega di ruolo, dice: “Non me ne sono accorta”. Si tratta di cinque alunni della seconda media dell’istituto “Giovanni XXIII”, in via Piave a Sant’Antimo (paese in provincia a nord di Napoli), che si sarebbero sfidati a “chi ha il pisello più lungo”.
I cinque, secondo quanto accertato dalla polizia sulla scorta di una segnalazione anonima confermata dal preside dell’istituto che aveva raccolto le denunce di alcuni genitori, si sarebbero denudati in aula esibendo gli organi genitali per poi sfidarsi sulle rispettive misure. Sembra che siano stati, in più occasioni, due dei ragazzini ad istigare gli altri. Altre volte le “gare di genitali” sarebbero state ingaggiate nei bagni dell’istituto per misurare la “propria virilità”.
Ci penserà la procura a capire se è vero che l’insegnante non si è accorta di quello che stavano combinato i suoi alunni che, stando alla versione dell’insegnante, si sarebbero appartati in un’aula accanto con la scusa di discutere su un’imminente gita scolastica e qui avrebbero dato il via all’esibizione. Una versione alla quale gli investigatori sono poco propensi a credere.
“È stato un gioco stupido di cinque ragazzi, una sbruffonata” dice ora il sindaco Francesco Piemonte del Pdl, che nel pomeriggio, quando ha appreso la notizia, ha incontrato il presidente della scuola, Andrea Quozzo “ma non c’è stata nessuna violenza. Da noi non c’è bullismo e non ci sono baby gang”.
Anche per il responsabile della scuola è stata poco più che una ragazzata. “Forse lo è stata - dice la madre di uno scolaro - ma che l’abbiano fatto mentre in classe c’era la professoressa è incredibile”. Lei in quella seconda media neppure insegna. E’ insegnante di Lettere in un’altra sezione; quella mattina sostituiva per un’ora una collega assente. “Proprio in questa scuola doveva capitare”, si dispera il preside. “In un comune difficile come Sant’Antimo, la nostra scuola è impegnata da anni per aiutare i bambini. Facciamo mille attività collaterali, teniamo aperto il cancello quasi tutto il giorno e poi ci capita ’sta cosa che rovina il buon nome dell’istituto e ci mette in cattiva luce davanti a tutti”.
La polizia ha ricostruito l’accaduto, che risale al 14 aprile scorso. I cinque ragazzi tutti dai 12 ai 13 anni, stavano facendo “cooperative learning”, una modalità didattica abituale a scuola, che prevede che gli alunni si dividano in gruppi per affrontare un argomento, facendo circolo con i banchi. I ragazzi erano seduti, e l’esibizione dei genitali, una “gara” che sarebbe stata suggerita dai due piùgrandi, non è stata notata dagli altri compagni, 25 in totale, comprese le ragazze. Del fatto si è saputo solo perché uno dei cinque, che è figlio di una insegnante della stessa scuola si è andato vantando dell’accaduto. Alla polizia è giunta una segnalazione anonima che ha fatto scattare le indagini.
Parla tramite il proprio avvocato l’insegnante, una supplente, e si dice “distrutta”. “Non li conosco, non è una classe mia”, ha detto. I cinque ragazzi” dice il sindaco di Sant’Antimo “sono di famiglie di diversa estrazione sociale. “Tra loro c’è qualche scapestrato e qualche alunno diligente”. Novecento alunni, la “Giovanni XXIII”è una scuola considerata efficiente, dove si svolgono diverse attività integrative. Un altro particolare che viene smentito con forza è quello dell’uso di cellulari. “Non c’era nessun telefonino” dicono tutti “e quanto a possibili episodi analoghi precedenti, che sarebbero avvenuti nei bagni come si fa a dirlo?”.
I cinque ragazzi, che hanno già scontato la sospensione (sei giorni ai due istigatori, due giorni agli altri tre) sono stati segnalati al Tribunale dei minori e sono tutti non imputabili.
Il direttore scolastico regionale della Campania Alberto Bottino esprime amarezza ma precisa che non ci sarà nessuna ispezione a scuola, né alcun provvedimento nei confronti della insegnate presente ai fatti sino a quando non ci sarà la pronuncia della magistratura.
Attak nei lucchetti delle porte, cancelli sprangati con grosse catene, copertoni divelti, vetri spaccati, ma anche una bomba-carta esplosa sotto l’auto di una dei docenti. Per una scuola del palermitano, non si può più parlare di semplici atti di bullismo.
Da qualche giorno, infatti, gli insegnanti della scuola media di via Generale Francesco Salemi sono oggetto di continue minacce.
L’episodio più grave è avvenuto la scorsa settimana: i docenti erano riuniti per deliberare provvedimenti disciplinari nei confronti di alcuni alunni, quando la parte anteriore dell’auto di uno di loro è esplosa.
L’indomani, è toccato a quella di un suo collega, un’insegnante di musica, “colpevole” di avere spento il giorno prima il rogo. La sua auto è stata presa a colpi di spranga, il parabrezza e le serrature sono state completamente divelte, la radio fracassata e abbandonata sui sedili.
“Quelle di queste settimane non sono semplice ragazzate”, assicurano dall’istituto. Nel frattempo, la Digos sta indagando, e in settimana ascolterà alcuni degli allievi della scuola. Per capire se gli attentati della scorsa settimana possano essere considerati solo degli atti vandalici progettati da ragazzini di tredici-quattordici anni.

Non è stata licenziata, ma la sua cattedra è rimasta vuota, dopo la sospensione in via precuazionale a opera di Ugo Panetta, direttore scolastico del Friuli Venezia Giulia. Eppure Madameweb, la pornoprof di Pordenone, al secolo Anna Ciriani, si sta prendendo una rivincita coi fiocchi: è diventata un caso mediatico internazionale. E già qualcuno sospetta che fosse quello il suo vero obiettivo: titoloni a nove colonne dei giornali del Friuli-Venezia Giulia (prevedibili); un presunto intresse da parte della Bbc per intervistarla (e sarebbe sorprendente); l’appello su Radio Deejay del Trio Medusa perché accetti di intervenire in una puntata de Le Iene.
E poi, loro: i fans, sfegatati, che la citano anche sui siti dalla Cina e dall’America. Gettata la maschera dell’anonimato, ora tutti cercano Madameweb. I reportage e video girati al festival a luci rosse berlinese Venus hanno sbancato la classifica mondiale dei siti web a forte contenuto erotico.
Il bilancio è ancora provvisorio ma significativo: in 30 giorni sono stati oltre 28mila i contatti sul forum dedicato alla pornoprof: 3mila 200 messaggi, 1.300 utenti, 32mila visite (di cui ha beneficiato anche il blog del professore “Fabioletterario”, un collega piuttosto critico con l’insegnante, che ha triplicato i contatti nelle ultime 24 ore).
In suo nome, insomma, il popolo del web è pronto alle barricate mediatiche. Ma i sindacati della scuola ci vanno cauti: “Era una situazione anomala”, ha detto al Messaggero Veneto di Udine il segretario provinciale della Flc-Cgil. “La signora ha dimostrato di svolgere un’altra attività, non compatibile con la docenza. Si creava un problema di relazione con l’utenza”.
Un falso problema per gli amici del forum di Madameweb. Che fanno muro, contro la sospensione, con migliaia di interventi postati on line. Dicono: “Massima solidarietà” e anche “Siamo in pieno medioevo”, oppure “i video a luci rosse di Berlino sono girati fuori da scuola. Se ogni datore di lavoro dovesse valutare i dipendenti per quello che fanno fuori, che valore avrebbero competenza a impegno professionale?”. “Anna dovrebbe appellarsi contro la decisione, con un formale ricorso”. All’orizzonte perfino una colletta: “Sono disposto - è stata la mail di un fedelissimo delle gangbang - a offrire un contributo economico per sostenere eventuali spese legali e invito tutti a fare altrettanto”.
Dalla Sicilia al Piemonte ora tutti chiedono di tutto a Madameweb: ripetizioni di latino, appuntamenti in ostelli e autogrill o discoteche, dialogo non-stop, incontri a due e di gruppo.
Tutte richieste che la pornoprof ha mostrato di saper soddisfare.

È tornata a far parlare di sé, la porno-professoressa di Pordenone. Si firma Anna Siriani e in arte si fa chiamare Madameweb. Arte per adulti, per la precisione. Perché la 39enne veneta, di giorno fa, dice lei in modo irreprensibile e professionale, l’insegnante di lettere. Ma fuori dall’aula si trasforma. In porno attrice: “Sono una bella donna, alta 173 cm, capelli lunghi lisci ramati, occhi verdi, denti perfetti. Ho le gambe molto lunghe e un bel culo alto e sodo. Di seno ho una 6a molto soda”. E via con altri particolari, decisamente spinti.
Madameweb è tornata alla ribalta in questi giorni, quando in rete è apparso un video che la ritrae, nuda, per le strade della capitale tedesca e nei padiglioni dell’ultima edizione di Venus, la fiera dell’eros di Berlino. Siccome il video non è certo soft come certi film anni ‘80, si è scatenata la polemica. E i clic.
Clamore a cui l’insegnante, in realtà, è abituata. Da quando, cinque anni fa, le sue foto hard sparse in siti per adulti, erano state trovate dai suoi alunni delle medie che ci avevano tappezzato i bagni della scuola in cui insegnava. Inevitabile il putiferio: telefonate, proteste, genitori indignati, colleghi sconvolti. Tanto che il preside decise di trasferire, “diplomaticamente”, l’insegnante ai corsi serali per adulti extracomunitari, in un istituto della provincia veneta.
Ora, dopo anni di silenzio, la prof. è tornata a mostrare le sue grazie. E tutt’intorno si sono levate le vecchie questioni. Alle quali lei, dal web, risponde così: “Sì, sono una professoressa, ma non è ciò che faccio nel privato che dovrebbe cambiare ciò che sono a scuola e viceversa”. E ancora: “Sono una donna normale, con una famiglia e il mio lavoro di insegnante. Cerco la trasgressione e il sesso”.
Posizioni che non convincono i colleghi, ma che sono in linea con le norme: dagli anni 90 è stato cancellato il requisito del dovere morale d’un comportamento irreprensibile, per il personale della scuola. Resta tuttavia la domanda: quanti genitori affiderebbero i propri figli a Siriani/Madameweb, riconoscendola come figura guida nell’apprendimento e nella crescita?
Partecipa al FORUM

Una mutazione genetica è passata per i banchi della scuola superiore. Non sono più studenti ad affollare le classi, ma utenti, vezzeggiati e lusingati da dirigenti scolastici che cercano di attrarli nei loro istituti con luccicanti Pof.
Pof? Sì, l’inquietante sigla sta per Piano di Offerta Formativa, ovvero un documento che spiega tutto ciò che un istituto offre di più e di diverso, sotto forma di progetto, a chi vi si iscrive. Dove solitamente sono esaltate le attività extracurricolari (feste, premi, gare sportive, intitolazioni…), relegando a pochi accenni l’organizzazione e la qualità dell’insegnamento disciplinare.
Il corso di questa preoccupante mutazione, con tutti i suoi effetti - negativi -, è tracciato dal professor Paolo Mazzocchini nel libro Studenti nel paese dei balocchi - Lettera di un insegnante a un genitore, edito da Aracne Editrice. Con cura dei dettagli e nello stesso tempo con chiarezza permette di tastare il polso della scuola italiana anche a chi ha abbandonato libri e zaino da un po’.
![[i]Lettera di un insegnante a un genitore[/i]<br> (copertina del libro)<br> di Paolo Mazzocchini<br> Aracne editriche](http://gallery.panorama.it/albums/userpics/10054/normal_balocchi.jpg)
“Utente è una parola magica, un termine che semplifica rozzamente la delicata complessità del processo educativo scaricando sull’insegnante tutte le responsabilità dell’insucceso di un giovane” scrive Mazzocchini, che è insegnante di latino e greco nei licei. Rivolgendosi a un ipotetico genitore intelligente che sta per iscrivere il figlio alle superiori, traccia il quadro drammatico dell’istruzione oggi, dove bocciare un alunno sembra un’eresia (in base al “principio, falsamente evangelico, del recupero della pecora smarrita” come scrive il prof), dove i ragazzi più seri e meritevoli sono “abbandonati a se stessi e ad una formazione sostanzialmente autodidattica”, dove domina il lassismo valutativo, con 8, 9 e 10 che fioccano. Perché? Ovvio, perché voti belli gonfi attraggono utenti, nella scuola-azienda del dirigente-manager, che passa gran parte del suo tempo a cercare finanziatori.
In una scuola dove, soprattutto, i professori per gran parte o sono precari, e quindi insegnano senza essere reclutati in via definitiva (non per colpa loro), o reclutati dalle Ssis, corsi biennali post-laurea, dal costo di tremila euro, che proprio per questo hanno interesse a far poca scrematura tra chi si vuole iscrivere. “Di insegnanti reclutati in base al merito, tuo figlio ne avrà (se sarà fortunato) non più del 20-25%”. E i professori meritevoli e validi sono demotivati, da continue interruzioni all’attività didattica per attività extracurricolari, dalla dirigenza che vorrà assoldarli per organizzare quelle attività, da corsi di aggiornamento che, per mancanza di fondi, non aggiornano sulle proprie materie di insegnamento…
E quanti sono i giorni a disposizione dei docenti per insegnare? Per legge l’anno scolastico deve comprendere almeno 200 giorni di lezione ma tra giorni di accoglienza per i neo-iscritti, giorni di orientamento pre-universitario, gite, stage per quelli del quinto, un’assemblea di istituto al mese, settimana culturale, i consueti scioperi degli studenti, si riducono a 160 effettivi.
Qui sotto, da Youtube, due video recenti che dimostrano quant’è dura la vita dei ragazzi in classe, tra lezioni e balli!
Ma ora, con il ministro Fioroni, non dovrebbe esser bando alla mollezza e via con la severità? Lo chiediamo al professor Mazzocchini. “Le tre S di Fioroni (severità, storia, sintassi, ndr) - dice - sono più serie delle tre I della Moratti (internet, inglese, impresa). Ma la scelta fra le due impostazioni dipende molto dagli insegnanti: anche nel periodo morattiano molti continuavano a insegnare bene grammatica e storia così come anche nell’era di Fioroni ci saranno insegnanti all’acqua di rose più inclini a facili scorciatoie ‘modernistiche’. La scuola seria non la fanno i ministri, ma gli insegnanti seri”.
E sul ripristino esami di riparazione? “Il ripristino dell’esame di riparazione (se rimarrà nella forma voluta dal ministro - ma già c’è stato uno stop in Senato), benché non sia un toccasana, è un atto dovuto. Con l’attuale sistema dei debiti molti alunni arrivano in quinta trascinandosi lacune gravi in più materie. Resterà da vedere come si potranno attuare i corsi di recupero che il ministro vorrebbe a carico della scuola: chi li terrà? Come si potrà far fronte alla spesa?” Si chiede infine il prof: “È giusto che la scuola spenda soldi pubblici per recuperare deboli e scansafatiche anziché investirli su qualità ed eccellenza?”.
LEGGI ANCHE: Speciale scuola - FORUM: Che scuola è mai questa?
- Tags: choc, hard, immagini, insegnante, lecce, Monteroni, professoressa, sesso, Telefonino, video, videofonino, Youtube
-

Registrato da un telefonino, postato su YouTube e poi rimosso - come segnalato un lettore - il video con protagonista la professoressa di Monteroni (Lecce) è già noto agli investigatori, cui era stato consegnato dai difensori della docente quarantenne.
Secondo i legali della professoressa questo secondo filmato avrebbe dovuto scagionare l’insegnante, mostrando che ciò che avveniva in classe era frutto dalla goliardia di studenti indisciplinati e non di veri e propri palpeggiamenti. Invece la “mano morta” con simulazione di atto sessuale che uno studente fa dietro alla professoressa, impegnata in una conversazione telefonica, potrebbe peggiorare la posizione giudiziaria della donna, già al centro di due indagini (una della magistratura e una interna al Ministero) per corruzione di minorenni e sospesa dall’incarico per due mesi. Il filmato, di pessima qualità perché girato con un videofonino, si conclude con la donna che interrompe la telefonata mentre il ragazzo torna a posto: tutto come se nulla fosse accaduto. Dimostrando così, secondo l’accusa, che la donna era pienamente consapevole di quanto stava accadendo. Ora il pm Maria Cristina Rizzo cercherà di sapere chi ha messo in rete il secondo filmato.
Mentre l’opinione pubblica si chiede: quanti altri video sono stati girati con la professoressa protagonista?
- Tags: alunno, bullismo, choc, hard, immagini, insegnante, lecce, Monteroni, professoressa, sesso, Telefonino, video, videofonino, Youtube
-
La professoressa hard di Monteroni (Lecce) torna (ahilei) sotto i riflettori della rete: è lei la nuova protagonista su YouTube, in un nuovo video hot.
L’insegnante, già sospesa dall’incarico per due anni e al centro di due inchieste (una della Procura della Repubblica e una ministeriale), nel nuovo video è ritratta in piedi mentre parla al telefonino, nell’aula semi deserta. Uno studente si avvicina, la palpeggia e mima da dietro, per due volte, l’atto sessuale.
Solo pochi mesi fa il video-choc che la ritraeva seduta e, con il tanga bene in vista, mentre veniva palpeggiata da alcuni studenti; adesso il nuovo filmato. Sono circa 15 secondi di immagini, già cliccatissime e acquisite dalla Procura, di scarsa qualità e probabilmente registrate ancora una volta con un videofonino durante l’orario di lezione. Il video si conclude con la professoressa che chiude la conversazione al telefono e il ragazzo che si allontana. Tutto come se niente fosse accaduto.
Ecco il nuovo video:
Gli ultimi commenti