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Berlusconi preme su Ue e Lega: “Approvare subito la Carta”

Silvio Berlusconi

Varata la Finanziaria in nove minuti e mezzo, il Cavaliere oggi va in Europa, al Consiglio Europeo per darle un “drizzone”.
Questa è la parola usata dal premier, Silvio Berlusconi, intervenendo all’assemblea annuale di Confcommercio. Per il premier l’Europa “dove torno oggi dopo due anni ha fatto un passo indietro. È arretrata”. Quindi ha spiegato le motivazioni che per lui sono di leadership: “C’era un gruppo di persone, Tony Blair, Aznar, Chirac, Schroeder”. Che oggi non ci sono più: insomma, l’Europa rischia di essere quella dei burocrati.

Ed è questa la motivazione ha aggiunto Berlusconi che ha portato l’Irlanda a respingere il Trattato di Lisbona a cui il premier ribadisce l’importanza: “Daremo indicazioni di approvare il Trattato di Lisbona” ha detto Berlusconi davanti all’Assemblea di Confcommercio “così avremo 26 approvazioni mentre l’Irlanda dovrà dare una sua diversa valutazione”.
Parole che potrebbero essere un problema con l’alleato Lega che nei giorni scorsi aveva festeggiato per il no irlandese al trattato di Lisbona? Il senatore Sergio Divina a proposito della Ue manda subito una nota: “La perdita di sovranità, che scaturisce dai trattati messi a punto dai tecnocrati di Bruxelles si potrebbe anche accettare, se come contraltare ci fosse una ‘federazione europea’ riconosciuta e in grado di rispondere efficacemente alle esigenze dei vari popoli. Ma - rileva il vicepresidente della commissione esteri - poiché così non è, non ci possiamo scagliare contro quei Paesi che col referendum hanno fatto sentire la loro vera opinione. Pertanto - aggiunge Divina - chi accusa la Lega di scarso senso europeista ha come risposta che la Lega sarà sempre dalla parte dei popoli”.
Un’Europa dei popoli che anche Berlusconi sostiene: “Con il referendum irlandese si è verificato quello che temevamo: l’Unione è sentita come l’Europa delle burocrazie. Per noi va approvato il Trattato di Lisbona da tutti e 26 i Paesi, ma poi bisogna andare verso un’Europa dei popoli e della gente, cosa che oggi non è assolutamente”.

Insomma il Cavaliere dopo lo slogan vincente della campagna elettorale di aprile, scende in campo per “Rialzati, Europa”. Una mission che Berlusconi dice di poter svolgere tranquillo, visto che in Italia “c’è un governo, una squadra composta di persone giovani e competenti, che rappresenta la classe dirigente del futuro”.

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