
Hillary Clinton e Franco Frattini
L’esploratore d’occidente. Il ministro degli Esteri Franco Frattini andrà presto in Iran, forse “entro marzo”. Il suo compito è cercare di coinvolgere il governo di Teheran a collaborare con li paesi del G8 per la stabilizzazione del vicino Afghanistan. E’ un chiaro segnale della svolta diplomatica nei rapporti con il regime degli ayatollah imposta dal cambio della guardia a Washington. Frattini si è infatti riunito oggi con Hillary Clinton, che ha approvato l’idea italiana di colloquio con l’Iran su questo punto, ferma restando l’opposizione sul nucleare. La Clinton, ha detto il ministro al termine dell’incontro durato una ventina di minuti, “non ha mosso obiezioni di principio” alla missione.
“L’Iran è un vicino e può giocare un ruolo positivo se vuole partecipare ed è pronto a collaborare” ha detto il ministro, “su come stabilizzare l’Afghanistan, vigilare sui confini e intervenire nelle aree tribali. Holbrooke (l’inviato Usa in Medio Oriente, ndr) mi ha chiesto di andare avanti e di tenerlo aggiornato”. E anche di comunicare ai ministri degli esteri di Turchia, Egitto e altri paesi della regione, che incontrerà alla conferenza di Sharm el Sheikh del 2 marzo, che questi colloqui “non sono un via libera alla bomba atomica” iraniana.
Nonostante le aperture di credito, confermate ancora oggi da Obama stesso, a Siria e Iran, le sanzioni al regime degli ayatollah restano comunque in piedi per quanto riguarda il dossier nucleare, “La dual track (minaccia di sanzioni accompagnate da incentivi) rimane, ma è accompagnata da una nuova offerta di dialogo” ha detto Frattini, secondo il quale uno dei problemi da affrontare è la carenza di regole da adottare di fronte al sospetto di violazione delle norme imposte dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica. Per questo il capo della Farnesina proporrà l’istituzione presso l’Aiea di un registro del materiale combustibile nucleare, come quello già esistente per gli esplosivi, grazie al quale sarà possibile tracciarne la provenienza.
Quello di oggi a Washington è stato il primo incontro tra il nuovo segretario di Stato americano e il ministro degli Esteri, arrivato a un mese circa dall’insediamento di Barack Obama.
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Una forte stretta di mano e un “How are you?”. Così il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha accolto George W. Bush al Quirinale (qui il VIDEO) poco dopo mezzogiorno nella Sala del Bronzino. Bush, in completo scuro e cravatta verde, ha scambiato alcune battute in inglese con il capo dello Stato. Poi sono state presentate le rispettive delegazioni. I due presidenti si sono quindi ritirati nello Studio alla Vetrata per un colloquio: 40 minuti tra i due capi di Stato, serviti a Napolitano per esprimere a Bush la convinzione che nella nuova situazione creatasi con le elezioni di aprile si consoliderà la condivisione degli indirizzi fondamentali della politica estera, anche grazie ad un clima più costruttivo nella vita politica italiana. I due presidenti hanno parlato anche della situazione economica internazionale, in vista del G8 che si terrà il prossimo anno proprio in Italia, del processo di pace in Medio Oriente e del recente vertice Fao. Al termine i due presidenti, accompagnati dalle rispettive delegazioni, si sono recati nella sala degli Specchi per il pranzo offerto dalla presidenza della Repubblica (menù tutto italiano, ma non a base di pesce, secondo le indiscrezioni).
È la terza volta che il Capo di Stato italiano e il presidene Usa si incontrano da quando è iniziato il settennato di Napolitano: la prima volta fu il 9 giugno dell’anno scorso quando Bush venne a Roma; poi, a dicembre, per la visita di Napolitano a New York e Washington. Infine oggi per l’ultima visita in Italia di George W. Bush da presidente degli Stati Uniti d’America.
La giornata romana di George W. Bush è cominciata con una visita all’American Academy, a Villa Aurelia, dove ha incontrato una decina di borsisti italiani del Fulbright Best, un programma di studi che li porterà a fare un apprendistato di 5 mesi nelle aziende della Silicon Valley. Nell’occasione il presidente Usa ha fatto un breve discorso sull’ospitalità e lo spirito imprenditoriale americani: “C’è molta disinformazione e propaganda sul nostro Paese: in realtà siamo un Paese solidale, aperto e abbiamo a cuore i destini delle persone” ha detto. Nella platea era presente il sindaco di Milano Letizia Moratti, frequentatrice della moglie di Bush, Laura. Il presidente le ha fatto l’occhiolino.
C’è aria di vacanza nello staff presidenziale in questo suo “tour d’addio” in Europa. La sala stampa allestita in un salone del Palazzo Aldrovandi è praticamente deserta, con giornalisti e funzionari della Casa Bianca impegnati in una mattinata di turismo e di shopping romano. Una mattinata che invece è stata difficile per i romani, alle prese con il traffico creato dalla visita illustre e dalla pioggia.
Ma i momenti clou della giornata di oggi sono gli incontri con i vertici istituzionali italiani: oltre a quello con il presidente della Repubblica, attualmente in corso, è previsto nel pomeriggio, quello con il premier Silvio Berlusconi, a cui è legato anche da rapporti di amicizia e con cui verrà affrontata, tra l’altro, la questione del nucleare iraniano. Anche la cena di lavoro col presidente del consiglio, in programma a Villa Madama, dopo un primo colloquio e una conferenza stampa, avverrà ad un’ora insolitamente avanzata per l’inquilino della Casa Bianca, che sarà impegnato almeno fino alle 22 di questa sera. Per le abitudini di Bush, che spesso a quell’ora è già a letto, tanto da essersi meritato lo scherzoso soprannome di “mister excitement” dalla moglie, è sicuramente uno strappo alle regole.
Al di là di ciò che si diranno Berlusconi e Bush, le decisioni diplomatiche sembrano già segnate da ieri: nonostante la simpatia personale tra i due leader, l’opposizione della Germania all’entrata dell’Italia nel gruppo di Paesi negoziatori con l’Iran (il cosiddetto 5+1) avrà la meglio. Il presidente americano invece otterrà un maggiore impegno per le truppe italiane in Afghanistan, con la revisione dei caveat, ma non un aumento dei soldati.
Oggi il capo della Casa Bianca sarà raggiunto in Italia dalla moglie Laura. E con lei, domani, sarà ricevuto in udienza da papa Benedetto XVI.
Il VIDEO servizio:
Servono “maggiori contributi” per affrontare di petto la crisi afghana: con questa richiesta in tasca George W. Bush si siederà a villa Madama per il colloquio centrale della sua sesta visita in otto anni a Roma, quello con “l’amico” Silvio Berlusconi.
Una conversazione che si annuncia però più animata del previsto: la Casa Bianca infatti, probabilmente dopo il colloquio di oggi tra Bush ed il cancelliere tedesco Angela Merkel, ha gelato le aspettative italiane di una rapida entrata nel ‘5+1′ (i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza piu’ la Germania), il gruppo che sta negoziando sul problema del nucleare iraniano. Collegamenti al gruppo certamente sì, ma una vera e propria entrata non si sa quanto possa essere “realistica” in questa fase, ha spiegato il numero due del Consiglio della sicurezza nazionale, Judy Ansley. Forse Angela Merkel ha confermato a Bush il ‘nein’ della Germania all’entrata dell’Italia nell’esclusivo club che molti definiscono una prova generale della futura composizione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu.
Risposta italiana. Comunque, la risposta dell’Italia alle richieste Usa sull’Afghanistan è già pronta: maggiore flessibilita’ operativa grazie all’alleggerimento dei ‘caveat’, disponibilità a valutare l’invio dei Tornado per la copertura aerea ma nessun aumento di truppe. Anche perché, ricordano a palazzo Chigi, l’Italia ad agosto lascerà il comando di Kabul per sistemarsi nella zona di Herat, “un’area nella quale si stanno spostando gli insorgenti e dove già da tempo non si scherza”.
La partita afghana - seppur intrecciata a quella iraniana - entra così prepotentemente in scena nei colloqui romani del presidente George W. Bush, complice anche il parallelo avvenimento parigino dove - sempre domani - si svolgerà la Conferenza internazionale sull’Afghanistan.
Non a caso il ministro degli Esteri, Franco Frattini, parteciperà solo alla prima parte dei lavori: il suo compito è quello di rientrare velocemente a Roma per poter aggiornare sia Berlusconi che lo stesso Bush.
Ma alla vigilia dell’incontro è ormai chiaro che l’amministrazione Bush - sull’Afghanistan - si aspetta dal nuovo Governo italiano qualcosa di più di una semplice dichiarazione di disponibilità : “Sarà interessante ascoltare quali saranno le idee di Berlusconi sul contributo italiano”, ha fatto sapere la Casa Bianca.
L’Italia però sa di essere al limite del suo impegno internazionale e confermerà a Bush che ogni ipotesi di aumento truppe è escluso. Anche perché lo spostamento completo del contingente ad Herat conferma la piena operatività dell’Italia. “Ad Ovest non si scherza”, ricorda una fonte italiana. “L’unica zona tranquilla dell’Afghanistan è quella a nord”, aggiunge. Che, guarda caso, è quella dove sono schierate le truppe del Paese che proprio non vuole l’entrata dell’Italia nel ‘5+1′: ovvero la Germania.
Tutto ciò a conferma che, mai come in queste ore, per Silvio Berlusconi Afghanistan ed Iran sono due cime dello stesso nodo.
Il VIDEO servizio: