

Un momento della protesta contro il governo a Dublino, il 21 novembre (AFP PHOTO / Peter Muhly)
Fino a non molti mesi fa l’Irlanda era per tutti gli europei la tigre celtica. Negli ultimi vent’anni era riuscita a salire dai bassi piani dei paesi più poveri dell’Unione agli alti piani di quelli più ricchi. Il suo Pil pro capite pre - crisi era superiore a quello della Svezia. Continua

Tolleranza zero contro i preti pedofili: Benedetto XVI non è più disposto a fare sconti nei confronti dei sacerdoti che si macchiano di crimini orrendi e dei vescovi che eventualmente li coprono. Così ha inviato quattro «visitatori apostolici» (vescovi e cardinali) in Irlanda, teatro di gravi abusi sessuali negli ultimi decenni. Continua

(ANSA/OSSERVATORE ROMANO)
(ANSA) - Sono cominciati questa mattina, a porte chiuse, i colloqui tra Benedetto XVI e i vescovi della Conferenza episcopale irlandese, voluti dallo stesso Papa dopo lo scandalo degli abusi su minori commessi lungo 30 anni nel Paese, ad opera di uomini di chiesa. Continua
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Dopo i polli, il maiale. L’inquietudine sul fronte della sicurezza alimentare continua, questa volta a fare paura è la diossina presente nella carne suina di provenienza irlandese.
Perché l’ennesimo scandalo? Ancora una volta il problema nasce dai mangimi, contaminati da un olio contenente diossina. In pratica, scarti di produzione industriale si sono mischiati con mangimi destinati alla catena alimentare. O almeno questa sembra essere l’unica spiegazione che ha portato a rilevare concentrazioni di diossina 100 volte superiori ai limiti di legge.
Una pericolosa falla nei controlli sui mangimi destinati agli allevamenti animali, che espone i consumatori a rischi per la salute (sul sito della nostra associazione è disponibile un dossier sulla diossina negli alimenti e informazioni sugli effetti sull’organismo, notizie utili e consigli pratici).
Altroconsumo aveva già denunciato in passato la fragilità del sistema di vigilanza, in occasione di altri scandali causati dalla scarsa sicurezza nel trattamento delle farine. Era successo nel 1999, in Belgio, con i polli alla diossina, e con lo scandalo della mucca pazza, che provocò il tracollo economico dei settori di produzione e commercializzazione della carne bovina. Gli scandali alimentari di circa dieci anni fa obbligarono a introdurre nuove regole: il cosiddetto “pacchetto igiene”, che ha imposto sia per gli alimenti sia per i mangimi controlli rigorosi di uguale misura. Il provvedimento è da ricordare soprattutto per l’adozione dell’etichettatura della carne bovina. Nessuno, invece, si è preoccupato finora di garantire la tracciabilità anche per la carne suina, che Altroconsumo invece aveva chiesto proponendo l’adozione di un’etichettatura ad hoc. Purtroppo c’è voluto un altro scandalo per capire l’importanza della nostra proposta. Solo adesso, dopo l’emergenza, il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, ha annunciato che chiederà l’etichettatura di origine anche sulla carne suina. Ancora una volta l’intervento legislativo arriverà solo dopo l’allarme. A danno avvenuto.
Al Trattato d’Europa ha detto sì anche l’Italia. O meglio: il suo Parlamento. L’ultimo pass doveva venire (ed è avvenuto) stamattina dalla Camera, dopo che il documento era già passato al Senato.
Anche la Lega ratifica, ma non partecipa all’applauso corale di Montecitorio. Ma dopo le minacce dei minsitri Bossi e Calderoli nei giorni scorsi, al momento del voto i brindisi con birra Guinness e gli scetticismi antieuropei dei leghisti sono rientrati nei ranghi. E deputati e senatori del Carroccio hanno seguito le indicazioni del premier Berlusconi. Nonostante avessero festeggiato per la bocciatura del testo nel referendum irlandese.
Il presidente della Camera Gianfranco Fini ha commentato: “Con il voto unanime della Camera, che si aggiunge a quello altrettanto unanime del Senato, oggi c’è l’espressione di una bella pagina dell’antica tradizione parlamentare del nostro Paese che è cofondatore dell’Unione europea”. Fini aveva manifestato il “piacere di unirsi all’applauso corale dell’aula” quando Emanuele Fiano del Pd ha urlato: “Ma quale corale: la Lega non ha applaudito”. Da qui la scelta di Fini di dirsi soddisfatto per “l’approvazione unanime”.
Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha espresso a nome del Governo grande soddisfazione per il voto all’unanimità della Camera. “Si tratta” ha detto Berlusconi “di un risultato particolarmente importante che ha visto tutto il Parlamento e il Governo uniti a sostegno di un progetto di grande rilevanza. È il contributo dell’Italia al rilancio dell’Europa che sta attraversando una fase di difficoltá. L’auspicio è che il voto di oggi possa servire anche agli altri Paesi che ancora devono completare l’iter parlamentare”.
Soddisfatto anche il presidente della Repubblica: “L’approvazione unanime della legge di ratifica del Trattato di Lisbona” ha detto in una nota Giorgio Napolitano “rappresenta un titolo d’onore per il parlamento italiano e un fattore di rinnovato prestigio per il ruolo europeo del nostro paese”. Il presidente ha poi lodato l’unità del parlamento in un momento “cruciale per l’avvenire del paese”.
Anche se è l’avvenire del trattato stesso a essere incerto: nelle clausole con cui era stato predisposto si prevedeva che dovesse essere approvato da tutti i 27 stati Ue. Con la bocciatura irlandese, però, si sono aperti nuovi scenari.”Mi auguro” ha concluso Napolitano “che il voto italiano stimoli il completamento del processo di ratifica prima dell’avvio della consultazione elettorale per il Parlamento europeo”.
Il VIDEO servizio: