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Disoccupazione a livelli record per l'Istat (Credits: LaPresse)

Ma una mano sulla coscienza noi padri di famiglia, noi genitori, alla fine ce la vogliamo mettere o no? Vogliamo continuare a difendere il posto fisso e i diritti acquisiti, anche a scapito dei nostri figli, o vogliamo aprirci a una cultura diversa, più calvinista che cattolica, rispettosa del ciclo della vita, basata sul merito, dinamica e flessibile?
I dati dell’Istat sulla disoccupazione dicono che in Italia la mancanza di lavoro cresce più che in altri paesi, anche se resta sotto la media europea perché grazie al cielo partivamo da un dato accettabile. Ora, però, siamo già all’8.9%, con un aumento del 10.9 a dicembre 2011 rispetto allo stesso mese dell’anno prima. Un ritmo più veloce di quello medio della UE. Cresce di 3 punti la disoccupazione giovanile (al 31 per cento, quasi un terzo dei giovani). E soltanto per carità di patria non vogliamo calcolare i cosiddetti “scoraggiati”, quelli disponibili a lavorare ma delusi e inerti al punto da non cercarlo più, il lavoro. Continua

Manifestazione di stranieri in Italia
Risiederanno soprattutto in provincia, saranno più istruiti e svolgeranno lavori sempre più qualificati. Questa la previsione sugli stranieri in Italia nei prossimi 50 anni di Maurizio Ambrosini, docente di Sociologia all’università Statale di Milano e direttore della rivista Mondi migranti, interpellato da Panorama.it nel giorno in cui l’Istat fa sapere, attraverso il suo report sul futuro demografico del Paese (scarica qui), che entro il 2065 gli stranieri presenti sul nostro territorio passeranno dai 4,6 milioni di oggi a ben 14 milioni. Continua

La home page del sito del censimento 2011
Il quindicesimo Censimento della popolazione e delle abitazioni sta ”incassando ottimi risultati”. È quanto rileva l’Istat spiegando che sono quasi 16 milioni le famiglie che, ad oggi, hanno riconsegnato il questionario, scegliendo nel 37,3% dei casi la risposta via web, nel 32,3% la consegna presso i centri comunali e nel 30,4 la restituzione presso gli uffici postali. Continua

È scattata ieri, domenica 9 ottobre, l’ora X della compilazione del questionario per il censimento generale della popolazione, e gli italiani hanno risposto prontamente alla chiamata mettendosi di buon mattino dinanzi ai pc di casa per compilare online le risposte. Più di mezzo milione di accessi solo nelle prime ore, un boom che fa gridare al successo l’Istat ma che fa andare in tilt il sistema informatico, che evidentemente non era preparato a questo affollamento. Continua
- biker
- Lunedì 10 Ottobre 2011
- Tags: Caritas, cifre, cittadinanza, clandestini, immigrazione, Istat, permessi di soggiorno, regolari, sanatoria, sbarchi, stagionali
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Quanti sono, dove e con chi vivono. E ancora: quanti hanno il permeso di soggiono, quanti sono clandestini? Quanti hanno la cittadinanza italiana, quanti hanno chiesto asilo politico e quanti sono trattenuti nei Cie? Chi tra loro lavora (come agricoltore, operaio, badante, imprenditore), quanto conta nella contabilità del Pil italiano? E dal punto di vista fiscale?
E chi delinque, in che percentuale pesa sulla popolazione carceraria?
Qui tutte le risposte. A partire dai numeri. Essenziali per comprendere il complesso fenomeno dell’immigrazione straniera in Italia. Continua

Una performance artistica contro la violenza di genere - Roberto Monaldo/Lapresse
Dallo stalker della porta accanto allo sconosciuto molestatore per strada. Ma il pericolo più grande rimane quello che è già in casa (o ne è stato cacciato). Oggi è la giornata mondiale contro la violenza sulle donne (qui il blog di Donna Moderna). Continua

Vivono nel Mezzogiorno, sono famiglie di quattro persone con due figli, nuclei familiari con a capo un lavoratore autonomo e persone al di sotto dei 45 anni. Ecco le principali vittime della povertà secondo la fotografia scattata dall’Istat (qui il testo integrale in .pdf) e relativa al 2008: 1.126.000 famiglie, otto milioni e 78 mila gli individui poveri, di cui due milioni e 893mila (pari al 4,9 per cento dell’intera popolazione) in condizioni di povertà assoluta. Cioè ci sono quasi 5 italiani su 100 che possono essere considerati “i poveri tra i poveri” dal momento che non possono conseguire uno standard di vita minimamente accettabile).
A peggiorare sensibilmente la situazione nel Sud, dove la “povertà assoluta” ha raggiunto il 7,9%, in aumento di 2 punti percentuali rispetto allo scorso anno. Migliora, invece, la situazione delle famiglie con occupati e ritirati dal lavoro, con i dati in calo dal 3,1% del 2007 al 2% del 2008, dice il rapporto Istat, presentato questa mattina a Roma.
La percentuale di famiglie relativamente povere riferisce l’Istat, è comunque sostanzialmente stabile negli ultimi quattro anni e immutati sono i profili della famiglie povere. Il fenomeno è stabile rispetto al 2007 a causa del peggioramento osservato tra le tipologie familiari che tradizionalmente presentano un’elevata diffusione della povertà e del miglioramento della condizione delle famiglie di anziani.
Per quanto riguarda la povertà assoluta, oltre al Mezzogiorno peggiora anche la condizione delle famiglie composte da quattro membri, che hanno raggiunto una percentuale sopra la media, il 5,2%, i nuclei familiari con un componente in cerca di occupazione (14,5%), quelli con a capo un lavoratore autonomo (passano dall’1,8% al 4,5%), quelli con la persona di riferimento con meno di 45 anni (4,6%) e quelli con a capo una persona con licenza media inferiore, che superano la media attestandosi al 5,2%.
Anche il fenomeno della povertà relativa, la cui soglia, per una famiglia di due componenti, è pari alla spesa media procapite nel paese - 999,67 euro al mese nel 2008 - è rimasto sostanzialmente stabile, pur facendo registrare un aumento nelle famiglie numerose (dal 14,2% al 16,7% per quelle con quattro membri), in quelle con monogenitore (arrivate al 13,9%), in quelle con la persona di riferimento in cerca di occupazione (dal 27,5% al 33,9%) e in quelle con a capo un lavoratore autonomo (dal 7,9% all’11,2%).

Commentando i dati diffusi dall’Istat, il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi ha rilevato come sia “opportuno sviluppare la strada aperta con la Carta Acquisti in favore di famiglie con anziani o minori indigenti. L’esperimento, che ora dovrà essere completato, impiegando le risorse residue, ha avviato un canale di comunicazione tra le istituzioni, i donatori privati e i beneficiari, così come, per la prima volta, ha consentito una prima identificazione dei soggetti bisognosi”.
Visualizza Istat povertà 2008: 8 milioni di italiani, soffre il Sud in una mappa di dimensioni maggiori
- Tags: Asaps, auto, biclcletta, Centauro, incidenti, Istat, mezzo, morto, moto, ospedale, strada, vittima
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La bicicletta è il più mite dei mezzi di locomozione. Non fa rumore, non inquina, può tenere una velocità adeguata, superiore alla velocità media dei mezzi pubblici nell’area urbana (da 12 a 15 km/h). Insomma, è il mezzo più salubre che esista. Inoltre per ogni ciclista in più normalmente circola una macchina in meno.
Ottime le due ruote a pedali, si sa. Soprattutto in città. A tesserne le (giuste) lodi è Il Centauro di maggio, organo ufficiale dell’Asaps, l’associazione amici sostenitori della Polizia Stradale. Ma dalla stessa inchiesta risulta che siano molto pericolose.
Molto più che le auto o le moto. Ogni giorno infatti sulle strade italiane perde la vita un ciclista, 40 finiscono al pronto soccorso, molti vengono ospedalizzati. È come se ogni anno sparissero due gruppi del Giro d’Italia a causa degli incidenti stradali.
I numeri parlano di una vera emergenza perché secondo le statistiche nel 2007 (ultimo anno in cui sono disponibili i dati Istat) in 15.713 incidenti sono morti 352 ciclisti (249 conducenti e 3 trasportati), +11% rispetto al 2005, 14.535 sono rimasti feriti +16,5%. Insomma parliamo di quasi 1000 morti negli ultimi 3 anni. Fra le vittime 289 sono maschi (82%) e 63 le femmine (18%).
Ma ciò che è più importante è l’incremento dell’11% della mortalità rispetto al 2005 e un aumento del 16,5% dei feriti. Il rischio di mortalità, calcolando come valore medio 1, per le biciclette è di 2,18, il più alto in assoluto. Per le autovetture il tasso di mortalità è pari a 0,78, per i camion 0,67, per i pullman 0,48, per i ciclomotori 1,06, per le motociclette 1,96.
La percentuale dei ciclisti fra le vittime della strada è passata poi dal 5,3% del 2004 al 6,9% nel 2007. Quella dei feriti è passata dal 3,7 al 4,5%. Infine i bambini da 0-14 anni che hanno perso la vita con la bici nel 2007 sono stati 12 (11 maschi e 1 femmina): 2 nella fascia fino a 5 anni (di cui uno trasportato), 1 in quella da 6 a 9. 9 da 10 a 14 anni.
Le regioni che contano più vittime sono infine Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, dove circolano più bici per antica tradizione.