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Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti (ANSA/ GUIDO MONTANI)
Di fronte all’ennesimo annuncio di tagli agli enti locali, come quello contenuto nella manovra finanziaria da 45,5 miliardi, ancora in discussione, la domanda è sempre una: quanto ci farebbero risparmiare? Continua
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Sono 15.624 i minorenni collocati in case-famiglia. Sono 16.767 quelli dati in affido familiare
Barbara e Patrizia si sono ritrovate il 2 ottobre del 2009, in una mattinata di pioggia. Barbara, 54 anni, vive in Toscana: ha mento affilato e parole decise. Patrizia, 35 anni, ha la stessa forma del viso e uguale risolutezza. Madre e figlia non immaginavano di assomigliare tanto l’una all’altra. Non si vedevano dal 1976: dal giorno in cui Patrizia venne tolta a Barbara per essere chiusa in un istituto e poi data in adozione. Si sono riabbracciate dopo 33 anni. Per scoprire di essere unite da quel mento affilato e da un’unica sorte. Perché anche a Patrizia hanno portato via un figlio: Davide, di sette anni. “Gliel’hanno sottratto ingiustamente, come successe a me” dice Barbara. Continua

La “superstar” è Silvio Berlusconi. Il Cavaliere domina la scena anche dal punto di vista linguistico, tanto da battere, su questo terreno, sia i suoi più diretti concorrenti degli ultimi anni, sia i suoi alleati più fidati. A fronte di ben 30 neologismi derivati o ispirati al leader Pdl (berluschese, berluschista, beluscofobo, berlusconardo, berlusconata, berlusconeide, berlusconiano, Berlusconi boy, berlusconifobico, Berlusconi-pensiero, berlusconismo, berlusconista, berlusconite, berlusconizzante, berlusconizzare, berlusconizzarsi, berlusconizzato, berlusconizzazione, Berlusconomics, Berlustroni, ma anche antiberlusconiano, antiberlusconismo, anti-Cavaliere, Cavaliere, controberlusconizzare, deberlusconizzato, Esse Bi, imberlusconirsi, postberlusconiano e Silvio-pensiero), quelli prodotti da Walter Veltroni sono 18 (Veltrolandia, veltrusconismo, veltronata, veltroneggiare, veltroneria, veltrones, veltronese, veltroniano, Veltroni boy, veltronico, Veltroni day, veltronismo, veltronizzare, veltronizzarsi, veltronizzato, veltronomics, veltrusconi e veltrusconiano). Aconro più indietro nella classifica ci sono le parole riconducibili a Romano Prodi (7). Altri leader politici che hanno generato parole nuove sono Antonio Di Pietro (con 6 neologismi), Giulio Tremonti (5), Massimo D’Alema (4), Clemente Mastella (4), Fausto Bertinotti (3), Umberto Bossi (3) e Marco Pannella (3).
A registrare le novità linguistiche create dalla politica è il volume Neologismi. Parole nuove dai giornali, pubblicato dall’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani. Il volume, diretto dai linguisti Giovanni Adamo e da Valeria Della Valle, è nato dalla lettura e dallo spoglio di 57 testate a diffusione nazionale e locale tra il 2000 e il 2008.
E come facilmente prevedibile, la parte del leone la fanno le parole nuove generate dall’analisi e dalla descrizione della situazione politica. E il dominatore assoluto appare appunto l’attuale premier Silvio Berlusconi.
Ma ache il mondo dello spettacolo contribuisce in maniera particolare alla formazione di nuovi lemmi. Vicino a quelli, pur nella loro novità , un po’ più istituzionali (come per es. baudismo, benignesco, biscardaggine, Vallettopoli, anti-velina, arboriano), alcuni colpiscono maggiormente e sono indicativi di un tipo di realtà : è il caso di termini come tafazzismo (il masochismo tipico di Tafazzi, personaggio televisivo interpretato da Giacomo Poretti, componente del trio Aldo, Giovanni e Giacomo, comparso per prima volta nella trasmissione Mai dire gol nel 1995) coniato dal giornalista Curzio Maltese; lelemorismo (capacità deteriore di insinuarsi e condizionare con le proprie scelte l’ambiente dell’intrattenimento e dello spettacolo, attribuita all’agente Lele Mora, noto alle cronache per le vicende collegate allo scandalo di Vallettopoli) creato da Antonio Dipollina; grillonauta di Monica Guerzoni (chi si collega e naviga nel sito telematico di Beppe Grillo).
L’elenco delle nuove parole registrate nel volume della Treccani presenta poi alcune vere chicche. Di seguito, tra le tante, alcune tra le meno prevedibili: legologo (esperto delle strategie politiche del partito della Lega Nord), nutellone (chi appartiene alla generazione cresciuta mangiando Nutella), noismo (abitudine a dire sempre no), cocacolista (chi o che si uniforma alle scelte americane), McMondo (il mondo globalizzato, rappresentato simbolicamente dalla nota catena di ristorazione veloce), giallologo (esperto di trame e strutture dei romanzi gialli), lampadarsi (abbronzarsi con l’aiuto di una lampada a raggi UVA), pornivendola (donna che vende il proprio corpo), giocatore del cielo (giovane appassionato del gioco del calcetto, che partecipa a partite spontanee e improvvisate, talmente notturne e clandrestine, sulle terrazze dei palazzi), cinecocomero (il film popolare dell’estate, chiaramente contrapposto al più noto cinepanettone), ingellato (con i capelli intrisi di gel) e, ultima anche dal punto di vista alfabetico tra quelle presenti nel volume, zupperia (locale di ristorazione nel quale sono servite e consumate zuppe di vario tipo).
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Mariastella Gelmini in conferenza stampa
Mariastella Gelmini, ministro dell’Istruzione, durante una conferenza stampa a palazzo Chigi a Roma
“Cambia la scuola”. Ne è convinta il ministro Mariastella Gelmini che a margine del Consiglio dei ministri di questa mattina ha presentato i quattro decreti che lanciano la riforma scolastica. Tantissime le novità previste per l’anno prossimo rispetto all’assetto attuale.
Le scuole elementari e medie, come già annunciato nei giorni scorsi dal ministro Gelmini, cambieranno dal 1° settembre 2009, le superiori dal 1° settembre 2010. “Per la prima volta in Italia dopo la riforma Gentile del 1923, si mette mano alla scuola con una riforma organica di tutti i cicli (elementari, medie, superiori)”, sottolinea un comunicato del ministero dell’Istruzione.
Alle elementari si conferma in sostanza la linea scelta dal governo fin dall’inizio: l’abolizione del modulo, ovvero del modello che privilegiava la compresenza dei docenti in una sola classe e la frammentazione dei saperi, a favore invece del cosiddetto maestro unico o prevalente ovvero un solo punto di riferimento didattico ed educativo. Dunque come ha ribadito più volte la Gelmini, nessuna marcia indietro su questo fronte.
La scuola primaria offrirà alle famiglie una diversa articolazione oraria. Quella di 24 ore con il maestro unico e poi 27, 30 e 40 ore. Gli istituti dovranno andare incontro alle richieste delle famiglie e nel tempo pieno verrà comunque garantita la presenza di due docenti per classe ma non ci sarà in nessun caso la compresenza.
I provvedimenti sono quattro e prevedono la riorganizzazione della rete scolastica e dell’utilizzo delle risorse umane, la riorganizzazione della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione, quella dei licei e degli istituti tecnici. Quindi razionalizzazione degli indirizzi alle superiori, maestro prevalente alle elementari, inglese potenziato per tutti e cinque gli anni del secondo ciclo, anticipi alla materna.
Nel dettaglio:
Due nuovi licei: in scienze umane (ex-magistrali) e il musicale e coreutica (danza e musica). In più 3 nuovi indirizzi per il liceo artistico (indirizzi: figurativo, design, new media).
Maestro unico di riferimento: Alle elementari viene abolito il modulo a più maestri e viene introdotto l’unico maestro di riferimento.
Stop alla frammentazione degli indirizzi: Taglio drastico degli indirizzi per i licei e per gli istituti tecnici italiani che passano da 714 a 20. In particolare, ha spiegato il ministro, per quanto riguarda i licei si passa dai 510 indirizzi attuali a nove. Rimangono il liceo scientifico (dove continuerà ad essere presente lo studio della lingua latina), il classico, il linguistico e l’artistico che avrà tre nuovi indirizzi: arti figurative, architettura con design e ambiente, audiovisivo con multimedia e scenografia. A questi si aggiungeranno due nuovi licei, il musicale e quello delle scienze umane. Per quanto riguarda invece gli istituti tecnici, ci sarà una riduzione dagli attuali 204 indirizzi a 11, suddivisi in due macrosettori. Il settore economico che prevede: amministrazione, finanza e marketing e turismo. Il settore tecnologico che prevede: meccanica, meccatronica ed energia; trasporti e logistica; elettronica ed elettrotecnica; informatica e telecomunicazioni; grafica e comunicazione; chimica, materiali e biotecnologie; tessile, abbigliamento e moda; agraria e agroindustria e infine costruzioni, ambiente e territorio.
Stage in azienda: Al quinto anno opportunità di svolgere stage in azienda.
Più inglese: Più inglese in tutte le scuole di ogni ordine e grado. Nelle superiori viene reso obbligatorio per tutti e 5 gli anni. Ad esempio, al classico era presente solo al ginnasio. Nei tecnici al quinto anno delle superiori non linguistica verrà insegnata in inglese.
Ora di lezione di 60 minuti: Le ore di lezione passano da 50 minuti effettivi a 60. Il numero totale delle ore lavorate aumenta di fatto il numero di ore insegnate.
Tecnici 2+2+1: Gli istituti tecnici saranno organizzati in 2+2+1 anni. Il primo biennio con un contenuto formativo di base: italiano, matematica, ecc. Il secondo biennio specialistico a seconda degli indirizzi. L’ultimo anno sarà di perfezionamento mirato all’indirizzo scelto.
Centralità dei laboratori: Saranno dei veri e propri centri di innovazione attraverso la costituzione di dipartimenti di ricerca.
Governance: I tecnici si aprono al mondo del lavoro con esperti e professionisti che possono entrare nel comitato scientifico della scuola.
Bambini a scuola a 2 anni e mezzo: Si introduce nella scuola dell’infanzia la possibilità di anticipare l’iscrizione a 2 anni e mezzo.
Più soldi ai docenti: Dal 2011 i docenti migliori potranno ricevere un premio produttività che potrà arrivare fino a 7.000 euro l’anno.
Corsi italiano per stranieri: Alle medie le due ore della seconda lingua potranno essere utilizzate per corsi di italiano per stranieri.
Due lingue obbligatorie per i nuovi licei: In tutti i nuovi licei (musicale coreutico, artistico e scienze umane), due lingue obbligatorie.
Più matematica e scienze: Più matematica e scienze in tutte le scuole. Ad esempio nei licei scientifico e classico potenziate le materie scientifiche.
Il consiglio dei ministri ha dato via libera al decreto legge per la stabilità delle banche e del risparmio: l’esecutivo ha messo a disposizione del sistema creditizio un fondo di 20 miliardi di euro per fronteggiare la crisi finanziaria. Il premier Silvio Berlusconi ha rassicurato i risparmiatori: “Nessuna banca italiana fallirà ”. E ha precisato: “Non si devono neppure porre le domande ‘ma devo andare in banca a ritirare il mio libretto di deposito’?” ha proseguito il capo del governo “perché non credo che il materasso possa essere una cassaforte migliore di quella del sistema bancario italiano. Lo diciamo con totale serenità e assoluta convinzione”.
Il Governo italiano, dunque, si prepara a fronteggiare le eventuali ricadute della crisi finanziaria sul sistema bancario italiano. Come spiega il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, durante la conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri, si mettono in deposito “armi” che non sono necessariamente da usare. Come tutti i governi europei ci si attrezza per fronteggiare eventuali peggioramenti della crisi. Questo anche se il sistema bancario italiano, dice il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, è “solido” e “liquido”.
Seduto tra Giulio Tremonti e Mario Draghi - chiamati a dare dettagli tecnici del decreto varato dal governo per fronteggiare la crisi finanziaria - il premier preferisce ricorrere a metafore più immediatamente comprensibili e più rassicuranti. “Non credo che il materasso possa essere una cassaforte migliore di quella del sistema bancario italiano”, assicura il Cavaliere. C’è una banca che ha problemi di liquidità ? Caso per caso il Tesoro e Bankitalia valuteranno come intervenire e la garanzia dello Stato si aggiungerà a quelle del fondo interbancario che già garantisce gli istituti di credito. “Ma il sistema bancario italiano è patrimonializzato a sufficienza, liquido a sufficienza, non ha problemi di ricapitalizzazione, ha anzi sufficiente liquidita”‘, spiega Berlusconi con ampi gesti rassicuranti, con il tono pacato di chi sente la responsabilità di far cessare ogni allarme e riportare la calma tra le mura domestiche. Berlusconi annuisce infatti con profondi cenni del capo quando il ministro Tremonti chiarisce che il provvedimento del governo “è solo preventivo e probabilmente non servirà neppure”. In questo caso, poi, l’erba del vicino non è neppure più verde. “Noi non siamo nella situazione degli altri Paesi” garantisce Berlusconi dopo i contatti di questi ultimi giorni con i leader europei e con George Bush. “La crisi si è sviluppata negli Stati Uniti e soprattutto nei paesi Nord europei. L’intervento di nazionalizzazione seguito dalla Gran Bretagna, ma anche dalla Francia e dal Belgio, è molto diverso dal nostro”.
Durante il suo intervento il ministro dell’Economia spiega il senso del provvedimento con una formula: “stabilità , liquidità e fiducia” e aggiunge “molti paesi sono intervenuti, noi l’abbiamo fatto perché dovevamo, ma non lo applichiamo, non lo vogliamo applicare e pensiamo di non doverlo applicare. Abbiamo un solo obiettivo vero che non è tanto salvare le banche che si salvano da sole, ma che le banche siano cosi’ forti e liquide da continuare a servire liquidità all’economia”. Il sistema italiano è sufficientemente “patrimonializzato”, aggiunge il ministro dell’Economia “ed ha una “sufficiente liquidità ”.
Il decreto varato non riguarderà la difesa diretta dei depositi bancari e questo perché “il sistema italiano garantisce sui depositi i risparmiatori nel modo più efficiente in Europa”. E per dimostrare questo Tremonti ricorda che molti paesi hanno alzato in questi giorni le soglie di garanzia sui depositi portandole comunque a livelli “al di sotto della soglia italiana”. Il ministro dell’Economia rassicura: “Noi impediremo che qualsiasi banca fallisca. Il nostro obiettivo è intervenire se necessario e guadagnarci all’uscita”. Il meccanismo messo a punto prevede che “si guardino le carte e se si ritiene necessario più capitale, e quel capitale non lo mettono gli azionisti o il mercato, lo metta il governo. Non in una logica di nazionalizzazione ma di supporto. Un capitale ’sterile’ ai fini del potere perche’ non vota, non determina. Si garantisce solo, non si dà il denaro dei contribuenti a chi ha sbagliato ma si affida questo capitale ad una gestione che comunque sara’ privata”.
Insomma Tremonti spiega che “nessun Governo, certamente non il nostro, ha alcun interesse ad entrare nelle banche. Entreremo se necessario e lo faremo temporaneamente e neutralmente”. Tremonti, parlando poi dei vari interventi spiega che a livello europeo “ieri salvare le banche era vietato, oggi è un intervento auspicato”. Poi il ministro chiosa rispondendo ad una domanda sulle poste e sul fatto che possano essere coinvolte dalla crisi: “Le poste non falliranno mai. I governi passano, le poste restano”.
Anche il governatore di Bankitalia, Draghi, spiega che il decreto serve a “metter da parte le armi che speriamo di non dover usare. È per prudenza che si fa questo decreto non per usarlo. Fa parte delle serie risposte che i governi stanno dando”. Anche Draghi rassicura: “Il sistema bancario italiano è solido ma gli effetti della crisi stanno arrivando anche da noi”. Per questo “è ora mettere da parte le armi”.
Il VIDEO servizio: la conferenza stampa di Silvio Berlusconi:
Il VIDEO commento del direttore Belpietro:
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Era diventata una tortura: “Ti piacciono i ragazzi, sei gay. Sei come Jonathan del Grande Fratello”. E dopo un anno e mezzo di ossessione non ce l’ha più fatta: Matteo, 16 anni, studente modello dell’istituto tecnico Sommelier di Torino (non una scuola di frontiera, ma uno dei centri di formazione più prestigiosi della città , nell’elegante quartiere della Crocetta), martedì ha deciso di farla finita. All’ospedale, per qualche ora, i medici hanno tentato di rianimarlo, ma è stato inutile. Di fronte alla quotidiana sofferenza di sentirsi diverso dagli altri, escluso dal gruppo e bersagliato da scherzi e sfottò, ha scelto il suicidio. A provarlo c’è anche una lettera che racconta ogni dettaglio nel linguaggio ironico e agrodolce degli adolescenti. Era bravo a scuola, Matteo, i suoi voti erano alti: era il rapporto con i compagni ad aver toccato il fondo. E non per colpa sua.
E ora, comprensibilmente, la madre - arrivata in Italia dalle Filippine, circa 20 anni fa - non si dà pace e chiede giustizia: “La scuola sapeva… Perchè me lo hanno trattato così? Non aveva fatto niente di male, era dolce, sensibile, non alzava mai la voce, non partecipava a certi giochi e non litigava con nessuno. Era una persona, un essere umano come tutti loro”. Ne avevamo anche parlato con la preside del Sommelier. All’inizio non voleva più andare in quella classe. “All’inizio non voleva più andare - prosegue la donna, - ha continuato a seguire le lezioni e i compagni lo hanno isolato dal gruppo, come se non fosse uno di loro, come se fosse diverso. Io ero preoccupata. Gli chiesi se voleva andare da uno psicologo, mi rispose di no”.
La preside dell’istituto, Caterina Cogno, non esita a definire Matteo: “il migliore della classe”. “Sì, aveva manifestato del disagio - spiega - all’inizio del precedente anno scolastico, nel 2005. Vedendolo in lacrime, un insegnante lo avvicinò. E dopo qualche titubanza disse che gli altri lo prendevano in giro perché studiava troppo e aveva dei bei voti. Intervenimmo subito, sgridammo i suoi compagni, e da allora non è più stato notato nulla di insolito. Era bravo, garbato, sensibile. Per noi è stato un fulmine a ciel sereno”.
Oggi i suoi compagni lo ricordano così. “Ci era simpatico”, dice Maria una delle due ragazze del primo anno con cui aveva legato un po’: “era tanto gentile, era carino”. Ma ai maschi non piaceva: “Era un perfettino”. E, come aggiunge un altro ragazzo, “aveva finito per starsene sempre in disparte, da isolato”. Il pm Paolo Borgna ha aperto un’inchiesta come “atto dovuto” e taglia corto: “Parlatene il meno possibile”.
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Si comincia con le vicende personali dei familiari delle vittime e si continua con il difficile iter giudiziario.
Per la realizzazione del film I ragazzi del Salvemini sono state raccolte molte testimonianze. Significative quelle del senatore Walter Vitali, dell’avvocato dell’aeronautica militare Mario Zito e dell’avvocato di parte civile Andrea Fornasari, dell’assessore provinciale alla cultura Simona Lembi (a quel tempo studentessa proprio del Salvemini), ma soprattutto quelle di un vigile del fuoco arrivato subito dopo il momento del disastro. Emozionante lo spezzone in cui si sovrappongono le immagini degli studenti di oggi che escono da scuola tranquilli e il volo impazzito dell’aereo che si schianta sulla Salvemini.
Particolare che impressiona visto che quelle immagini sono vere e furono girate quel giorno da un operatore di Rete7.
Libro e dvd sono acquistabili a 12 euro. I proventi andranno all’Associazione Vittime del Salvemini. Qui sotto il trailer:
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Deborah, Laura, Sara, Laura, Tiziana, Antonella, Alessandra, Dario, Elisabetta, Elena, Carmen e Alessandra erano, come sempre, a scuola quella mattina del 6 dicembre 1990. All’Istituto tecnico Salvemini di Casalecchio di Reno era una giornata come le altre, normale. All’improvviso un rumore fortissimo e subito dopo un tonfo sordo. Un aereo, un Aermacchi MB 326 dell’Aeronautica Militare italiana, si schianta proprio su quella scuola spezzando, con la sua velocità , vite e sogni.
Dodici ragazzi di 15 anni, tutti della II A, persero la vita, mentre 88 persone vennero ricoverate e ad altre 72 fu, ma solo in seguito, riconosciuta l’invalidità permanente. Il velivolo stava effettuando delle esercitazioni militari proprio sopra il centro abitato.
L’iter giudiziario che seguì quei terribili momenti, ha portato all’assoluzione degli imputati perché “il fatto non sussiste”. Sentenza confermata anche dalla Corte di Cassazione il 26 gennaio del 1998. Tanti ancora i dubbi da sciogliere. Come, per esempio, il perché non si decise di far atterrare l’aereo, in realtà troppo vecchio e risalente agli anni ‘50, in mare. Una storia lunga e complicata che, però, ha lasciato un’eredità il dolore. Dolore che si rinnova sempre in occasione dell’anniversario.
Nella cittadina del bolognese si ricorda la morte dei quindici ragazzi con concerti, manifestazioni, ma soprattutto con una sorta di giornata del silenzio. Ma per esorcizzare quello che è quasi un male collettivo è stato realizzato un film. Si chiama I ragazzi del Salvemini. Titolo breve, efficace e diretto che fa correre veloce la memoria di tutti a quel giorno. Non è un caso, poi, che a dirigere questa pellicola sia stato Emilio Guizzetti, un coetaneo delle vittime. Che ha voluto raccontare, con l’esiguità dei mezzi a disposizione, e attraverso l’obiettivo, questa storia che in tanti, troppi, hanno messo nel cassetto della memoria. La realizzazione del film è stata possibile grazie alla collaborazione di Rossella Caterina Lippi, del giornalista Giuliano Bugani e anche grazie al supporto dell’Associazione Culturale Ondanomala. La casa editrice Bacchilega ha in seguito deciso di pubblicare insieme a un libro questo dvd che contiene anche il backstage fotografico curato da Massimiliano. Le musiche, infine, sono state realizzate dal Gruppo Altera (Gianfranco Degli Esposti, Federico Bologna Valentini).
Libro e dvd sono acquistabili a 12 euro. I proventi andranno all’Associazione Vittime del Salvemini. Qui sotto il trailer: