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Un momento della mobilitazione dei lavoratori della scuola organizzata del sindacato Flc-Cgil contro i tagli alla scuola pubblica, il 18 settembre 2010 in piazza Castello a Torino
di Romana Liuzzo e Donatella Marino
Al primo posto gli interessi degli studenti e non quelli corporativi. Perché, se il ministero dell’Istruzione anteponesse gli insegnanti agli alunni, sarebbe come se al dicastero della Salute si parlasse solo di medici e non di ammalati. Questo, in sintesi, è il pensiero di chi spera di cambiare le cose per oltre 700 mila docenti e quasi 8 milioni di alunni. Fra proteste vere e create ad arte, la campanella è suonata. Continua

Il governatore Roberto Cota
Non sono ancora trascorsi tre mesi dacché la Lega ha strappato il Piemonte al governatore del centro-sinistra Mercedes Bresso, che già si va profilando la futura scuola federalista così come la immaginano gli uomini di Umberto Bossi. Sul tavolo ci sono 10 milioni di euro destinati all’assunzione di insegnanti, che siano anche - e qui sta la novità - piemontesi. La proposta arriva dall’assessore all’Istruzione della Regione Alberto Cirio, contro il quale è scattata, scontata, l’accusa di antimeridionalismo e nuovo razzismo. Lo abbiamo intervistato. Continua

Una manifestazione di alcuni disoccupati napoletani a Roma (Ansa)
Il 2009 non è stato certo un anno roseo per il nostro Paese.
Ma quali sono le paure degli italiani per il 2010? Ne parla, tra gli altri, anche il terzo Rapporto sulla sicurezza in Italia, realizzato da Demos e Osservatorio Pavia, presentato a Milano, a cura del professor Ilvo Diamanti per la Fondazione Unipolis. Continua
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Il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini durante una conferenza stampa
A Il Giornale ha confessato che diventerà mamma in primavera (e che a inizio 2010 si sposerà con il compagno Giorgio Patelli). A Il Corriere della Sera ha invece fatto sapere che, in occasione della nascita del piccolo (o della piccola): “Non starò a casa neppure un giorno”. Mamma e ministro, a tempo pieno, contemporaneamente. Sembra un bell’impegno: “Non voglio fare la vittima: ci sono tante mamme, in giro per l’Italia, che quotidianamente si sdoppiano benissimo. Certo, a prezzo di qualche sacrificio, di qualche fatica… “. Decisa e sicura, insomma, la 36enne ministro. Come conferma in questa intervista rilasciata a Panorama. Leggi l’intervista

“Queste non sono le condizioni adatte per favorire l’integrazione”. Non lascia spazio a interpretazioni, quello che dice il ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini: “in alcune classi la presenza degli immigrati sfiora il 100 per 100″.
E allora la proposta-rivelazione: un provvedimento, ancora allo studio, per limitare al 30% il numero di alunni non italiani nelle classi. Un modo per facilitare l’integrazione degli studenti stranieri che, in caso di maggioranza numerica, non avrebbero lo stimolo a inserirsi e adattarsi alla cultura italiana.
In Rete, ovviamente, le opinioni sono contrastanti. C’è chi riporta alla mente le “classi ghetto”, e storce il naso. E chi, invece, è d’accordo con la Gelmini. Continua
- Tags: alunni, corso, insegnanti, istruzione, laurea, Maria-Stella-gelmini, sapere, scuola, Ssis, stranieri, tirocinio
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Un anno di tirocinio per legare teoria a pratica; assunzioni solo in base alla necessità per evitare il precariato; più inglese e competenze tecnologiche: queste alcune delle novità contenute nel nuovo regolamento presentato dal ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini (qui il suo canale su YouTube) per chi vuole accedere all’insegnamento.
Linee Guida
Son quindi quattro le grandi linee in cui si dipana nuovo regolamento voluto dal Miur : il tirocinio da svolgere direttamente a contatto con le scuole e col “mestiere” di insegnante, “perché insegnare non può essere solo teoria ma anche pratica” si legge in una nota. Il numero di nuovi docenti sarà poi deciso in base al fabbisogno. L’obiettivo è quello di porre così fine all’accesso illimitato alla professione che creava il precariato. In questo modo sarà consentito ai giovani l’inserimento immediato in ruolo.
Il nuovo regolamento, informa il Ministero dell’Istruzione, “è il frutto del lavoro della Commissione presieduta dal professor Giorgio Israel, a cui è seguita una azione di primo confronto col mondo della scuola e delle associazioni per l’integrazione scolastica”. L’obiettivo dei nuovi percorsi “è di garantire una più equilibrata preparazione disciplinare, didattica e pedagogica nel corso delle lauree magistrali e lo svolgimento di un anno di percorso, il Tirocinio Formativo Attivo, direttamente a contatto con le scuole”.
Cosa cambia
Con il nuovo sistema, dunque, per insegnare nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria sarà necessaria la laurea quinquennale, a numero programmato con prova di accesso che consentira’ di conseguire l’abilitazione per la scuola primaria e dell’infanzia. Sono rafforzate le competenze disciplinari e pedagogiche ed è previsto un apposito percorso laboratoriale per la lingua inglese e le nuove tecnologie. Per la prima volta, viene sottolineato, si è data “specifica attenzione al problema degli alunni con disabilità , prevedendo che in tutti i percorsi ci siano insegnamenti in grado di consentire al docente di avere una preparazione di base sui bisogni speciali”. Per gli alunni con disabilità , in tutti i percorsi è previsto che ci siano insegnamenti in grado di consentire al docente di avere una preparazione di base sui bisogni speciali.
Per insegnare nella scuola secondaria di primo e secondo grado sarà necessaria la laurea magistrale più un anno di Tirocinio formativo attivo. È prevista una prova di ingresso alla laurea magistrale a numero programmato basato sulle necessità del sistema nazionale di istruzione, composto da scuole pubbliche e paritarie. L’anno di tirocinio formativo attivo contempla 475 ore di presenza a scuola sotto la guida di un insegnante tutor.
Nodo Siss
Il Tirocinio formativo attivo della durata di un anno prenderà il posto delle Siss per le secondarie di primo e secondo grado. Il numero dei tirocini sarà deciso in base al fabbisogno di insegnanti. Nel regolamento è stato dato riconoscimento al sistema nazionale dell’istruzione (formato dalle istituzioni scolastiche statali e paritarie), tanto nel coinvolgimento nei tirocini quanto nel calcolo dei fabbisogni di personale docente, e si inizia a prevedere la possibilità di svolgere tirocini anche nelle strutture di istruzione e formazione professionale dove c’è la sperimentazione dell’obbligo formativo. Gli Uffici scolastici regionali organizzeranno e aggiorneranno gli albi delle istituzioni scolastiche accreditate e avranno funzione di controllo.
Gelmini: Da oggi si cambia
“Oggi iniziamo a progettare un nuovo tassello per il cambiamento del nostro sistema scolastico” scrive il ministro Gelmini “un tassello fondamentale, perché riguarda la formazione iniziale dei futuri insegnanti. Prevediamo una selezione severa, doverosa per chi avrà in mano il futuro dell’Italia e sostituiamo alle vecchie Ssis un percorso più snello, di un anno, coprogettato da scuole e università , concentrato nel passaggio dal semplice sapere al saper insegnare”.

Stangata alla maturità . Da un campione non definitivo ma “già significativo” il ministero rileva che sarebbero circa tremila in più rispetto all’anno scorso gli studenti che non hanno superato l’esame di Stato.
I maturandi che non dovrebbero ottenere il diploma sarebbero quest’anno il 3,1% del totale, in crescita rispetto al 2,5% del 2008: in tutto, quindi, 15mila. D’altronde il ministro Mariastella Gelmini è stato sempre chiaro sui suoi obiettivi: “Una scuola che promuove tutti è una scuola che non fa il bene del ragazzo”.
In lieve aumento anche i bocciati nelle classi inferiori alla quinta e i non ammessi all’esame.
Il maggior numero di respinti si registra negli istituti professionali, dove il 23% degli studenti non passa all’anno successivo.
Seguono gli istituti tecnici con il 16,3% e gli artistici con il 16%. I più bravi sono i ragazzi del liceo classico, seguiti da quelli del liceo scientifico e linguistico: a non essere ammessi rispettivamente il 4,8%, il 6,6% e il 5,1%.
Tra i bocciati, sono 6.500 quelli che dovranno ripetere l’anno a causa di un’insufficienza in condotta, metà dei quali studenti degli istituti professionali. Ai licei classico, scientifico e linguistico si registra invece il numero più basso di studenti con 5 in condotta (solo lo 0,1% degli studenti).
In forte crescita il numero degli studenti che alle superiori sono stati “sospesi” e che dovranno, quindi, recuperare a settembre le insufficienze riportate al termine di questo anno scolastico per essere ammessi al prossimo. Si tratta, secondo il ministero, di circa 30mila studenti in più dell’anno scorso.
E allora la domanda che circola in rete è spontanea: sono stati i professori più severi o gli studenti meno preparati? Forse entrambe le cose. Sta di fatto che le tre prove scritte e l’orale si sono svolti con le stesse regole dello scorso anno. Soltanto i punteggi del colloquio e del credito sono cambiati: il colloquio, anziché 35, vale 30 punti e il credito massimo passa da 20 a 25 punti. Così che all’orale erano disponibili 5 punti in meno per raggiungere il minimo utile per la promozione: 60 centesimi.
Intanto molti scolari hanno già tolto le dita dal computer, in attesa di sprofondare in vacanze, e il tamtam che affollava la Rete a ridosso delle prove della maturità si è attenuato. Il voto finale? “Io lo saprò domani! speriamo in bene!” si augura eleonoraXD sul forum di Skuola. frafri già sa di avere preso 100 e klok commenta: “100? Waw bravissima! Io manco con il binocolo lo vedrò l’anno prossimo”. mellons: “complimenti a tutti… anche io l’ho saputo oggi: 78″.
E tutti i maturandi rivelatisi non maturi dove sono? Probabilmente tanta voglia di confrontarsi con i colleghi festanti non c’è…
- Tags: carica, corteo, istruzione, La-Sapienza, Mariastella-Gelmini, onde, Pd, pdl, Polizia, proteste, scuola, studenti, universitÃ
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Adesso è tornata la calma all’università La Sapienza di Roma. Ma la mattina è stata attraversata da fortissime tensioni tra studenti e forze dell’ordine. Tutto è iniziato quando circa trecento universitari hanno tentato di uscire dalla città universitaria per andare a protestare in città . A impedire il corteo gli agenti della polizia in tenuta antisommossa, chiamati a far rispettare il recente protocollo sulle manifestazioni nella capitale. Sono partite alcune cariche da parte delle forze dell’ordine e un fitto lancio di oggetti da parte degli studenti. “Questa mattina” raccontano alcuni di loro “era partito un corteo interno all’università , tra le facoltà , poi ci siamo diretti verso l’uscita in piazza Aldo Moro. Dalla polizia c’è stato un divieto assoluto di uscire, secondo quando previsto dalle nuove regole sui cortei a Roma. Appena fuori l’ateneo alcuni sono stati caricati. Dopo i fatti di Torino, Bergamo e Pisa anche questo” proseguono i Collettivi “rientra nel clima autoritario che si sta delinenado: evidentemente non è più possibile criticare delle scelte che poi pesano sulla pelle di chi le deve vivere”.
Dalla Sapienza di Roma sarebbe dovuto partire un corteo nel giorno dello sciopero nazionale proclamato dalla Flc Cgil. L’Onda, il movimento che nello scorso autunno aveva infiammato la protesta contro il governo, è tornata così ad alzare la voce.
“Sciopero in Onda, libertà in movimento”: era la scritta che campeggiava su uno degli striscioni esposti dagli studenti. Circa 300 di loro hanno sfilato in corteo entrando negli edifici delle facoltà e interrompendo le lezioni. Portando alla ribalta più o meno sempre gli stessi gli slogan: “Fuori i fascisti dall’università ”, “Blocchiamo tutto”, “l’Onda è tornata ed è ancora più arrabbiata” e l’ormai immancabile “Noi la crisi non la paghiamo”.
Ma contro “i tagli del governo Berlusconi e le manovre che hanno impoverito e messo in crisi tutto il settore della conoscenza”, oggi l’intero settore della conoscenza (scuola, università , ricerca, formazione professionale e Afram) è in sciopero generale, proclamato dal sindacato di categoria Flc Cgil. In programma diverse manifestazioni in tutte le regioni italiane con cortei, comizi, presidi e assemblee.
A Palermo, al Teatro Politeama, si svolge la manifestazione nazionale “I giovani per il futuro del Mezzogiorno: istruzione e formazione per uscire dalla crisi”. Alla manifestazione è intervenuto il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani. “La scuola italiana è meno peggio di quello che si dice, ma non è all’altezza della sfida che i giovani hanno di fronte a loro” ha detto Epifani. “Nella scuola” ha spiegato il leader del sindacato “ci sono troppe cose che non vanno, partendo dalla riduzione degli spazi formativi, delle risorse e partendo anche dal grande problema dei precari. Sono numeri troppo importanti che con la crisi economica andrebbero affrontati diversamente. Quindi è uno sciopero per protestare contro queste scelte e per rivendicare una scuola di qualità ”.
Manifestazione anche a Milano dove Onorio Rosati, segretario della Camera del lavoro, ha lanciato un appello all’unità con Cisl e Uil. “Solo un sindacato confederale forte e unito” ha detto Rosati “può vincere la crisi”. La Cgil ha anche affermato che oggi sono scese in piazza nei vari momenti della manifestazione circa 20 mila persone.
Il VIDEO servizio:
Discutine sul FORUM dei lettori: “Cambiare la scuola sì, ma non in peggio“