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Per le elezioni del 2006, partiti, movimenti, liste e gruppi di candidati hanno sborsato oltre 122 milioni di euro. Ma dal totale sono escluse le spese affrontate dai singoli candidati. Non solo. I contributi da parte dello Stato in base ai voti ottenuti ammontano a poco più di 91 milioni di euro e saranno erogati fino al 2010. Così la Corte dei Conti passa ai raggi x gli esborsi della passata tornata elettorale e pubblica oggi il documento trasmesso ai presidenti delle Camere sui consuntivi delle spese e dei relativi finanziamenti. Sotto le lente della magistratura contabile sono finite in tutto 71 formazioni politiche che si sono presentate alle elezioni del 2006.
Con i suoi 50 milioni di euro è stata sicuramente Forza Italia la formazione che ha speso di più. Praticamente oltre un terzo del totale. Lo schieramento guidato da Silvio Berlusconi, evidenzia la Corte, ha ricevuto come contributo statale 12.343.500,77 di euro per la Camera e 13.413.965,84 per il Senato. Al secondo posto si piazza l’Udc di Pier Ferdinando Casini. Nel 2006 il suo partito ha speso per le elezioni 12.389.160, 58 euro. In cambio ha ricevuto rimborsi pari a 7,3 milioni di euro. Seguono, quasi a pari merito, la Margherita del vicepremier Francesco Rutelli che per le elezioni del 2006 ha speso 10,6 milioni di euro e i Democratici di Sinistra con 10,4 milioni di euro. Quasi 8 milioni ha sborsato Alleanza Nazionale, poco più di 7 l’Ulivo. La Lega Nord di Umberto Bossi ha speso invece circa 5 milioni di euro mentre i Verdi di Alfonso Pecoraro Scanio 4,3 milioni, un po’ meno la Rosa nel Pugno. Si attestano sui due milioni di euro gli esborsi dell’Italia dei Valori, del Partito dei comunisti italiani, di Rifondazione Comunista e dell’Udeur di Clemente Mastella.
Tra le liste che dichiarano di non aver speso un euro ma che hanno beneficiato dei rimborsi elettorali ci sono Forza Italia-An che si sono presentate insieme in Valle d’Aosta (poco più di 33mila euro) e la Lista dei consumatori (113.676,43 euro). Tra i rendiconti delle formazioni in cui si sono riscontrate irregolarità il più noto dei simboli è quello di Rifondazione Comunista. In particolare, osserva la Corte, “non è stata data la dimostrazione documentale delle spese sostenute dalle circoscrizioni regionali per la Direzione nazionale, per un importo di euro 502.072,15″. Per il resto, concludono i magistrati contabili, “l’analisi non ha riscontrato rilevanti profili di difformità né irregolarità”. E fra dieci giorni si ricomincia.
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Antonio Boccuzzi, scampato alla strage della Thyssen e candidato per il Pd
Essere vittime di fatti di cronaca paga? In termini di voti pare di sì, visto che c’è la corsa a candidarsi e a candidare i protagonisti di storie finite in prima pagina. Sono arruolati come simboli di una battaglia civile o della difesa dei diritti di una categoria. Di certo l’opinione pubblica li ricorda più con i nomi delle tragedie che li hanno resi famosi (Thyssen, Rignano, mafia) che con i loro cognomi.
Gli esempi del recente passato, Heidi Giuliani, Rita Borsellino, Rosa Calipari, Olga D’Antona, solo per citarne alcuni, promettono bene in termini di successo alle urne.
La notizia più fresca riguarda la candidatura per il Senato nelle liste dell’Italia dei valori di Roberta Lerici, responsabile dei rapporti con le istituzioni dell’associazione dei genitori di Rignano Flaminio (l’Agerif). La stessa Lerici ha smentito che i suoi figli siano tra le vittime dei presunti abusi della Olga Rovere. “Proprio il fatto di non essere direttamente coinvolta in questa doloroso caso giudiziario tuttora in corso”, spiega la neocandidata del Lazio, attrice e autrice, “mi ha dato la possibilità di svolgere un ruolo di raccordo fra le famiglie e le istituzioni per risolvere i numerosi problemi riguardanti la scuola”.

Alla vicenda di Rignano Roberta Lerici ha dedicato un blog, “Bambini coraggiosi”, dove tra l’altro ha pubblicato alcuni dei racconti dei piccoli che avrebbero subito le violenze sessuali. Il cavallo di battaglia della senatrice Lerici, se verrà eletta, sarà la tutela dei minori. E, ovviamente, il raggiungimento della verità sulla scuola Olga Rovere. Di Pietro ha spiegato che il suo partito candida persone della società civile e che “Roberta rappresenta il diritto delle famiglie di mettere il proprio figlio in una scuola, senza temere che finisca in un giro di pedofili”.
Sempre l’Italia dei Valori ha candidato al Senato in Calabria un’altra donna, simbolo della lotta alla ‘ndrangheta. Si tratta di Teresa Cordopatri, il cui fratello Carlo Antonio è stato assassinato nel 1991 da un killer della mafia.
La causa della lotta alle morti bianche infine ha due rappresentanti nelle liste elettorali, entrambi operai della Thyssen Krupp di Torino. Antonio Boccuzzi, scampato alla strage della linea 5 il 6 dicembre scorso, corre per il Pd e Ciro Argentino, sindacalista delle acciaierie, per la Sinistra Arcobaleno.

La politica? Meglio quella virtuale, quando quella reale non piace.
Lo sa bene Antonio “Cyber” Di Pietro, ministro delle Infrastrutture: l’uomo meno politico e più internettiano del governo di Romano Prodi. Non pago di aver postato su YouTube le sue cronache personali del Consiglio dei ministri (qui il commento-video alla crisi di governo), ora Tonino si è comprato (tanto è gratis…) niente meno che un’isoletta nel limbo virtuale di Second Life, dove già 4 milioni di essere umani veri si sono creati una seconda esistenza, fatta solo di pixel.
“L’isola sarà presto attrezzata con uffici, sale conferenze e punti informativi sulle iniziative dell’Italia dei Valori” ha spiegato il Ministro. Quella Di Pietro è sicuramente un’iniziativa pionieristica nel panorama italiano, non però in prospettiva internazionale: Second Life è stato già colonizzato da importanti realtà internazionali ed industriali, come la conferenza del World Economic Forum di Davos e il Governo svedese, che ci ha addirittura un consolato. Per non parlare della prossima campagna presidenziale statunitense che correrà sul doppio binario, visto che molti politici americani, non contenti di farsi notare in rete, ora hanno puntato sul mondo creato da Linden Labs per trasformare la simpatia virtuale in consenso reale.
Tornando in Italia, per i videogiocatori italiani sarà uno spasso vedere un pupazzetto, col faccione del ministro abruzzese, realizzare finalmente il suo sogno: laTav. Nell’altro mondo, infatti, attraversare le Alpi con un tunnel sarà solo una mera questione di pixel.