
Uno scorcio di Palazzo Chigi (Credits: La Presse)

Sarebbe meraviglioso. Nel migliore dei mondi possibili l’Italia avrebbe una legge elettorale e un’architettura costituzionale come quelle inglesi o americane. O almeno francesi. Tedesche no, perché con gli italiani non funzionerebbe.
Da noi ci vorrebbe una grande riforma per rifondare la Repubblica. Una legge elettorale che consentisse di indicare i nomi dei candidati senza essere costretti a mettere una croce sui nomi scelti dai big dei partiti. Perché siano elezioni e non ratifiche di nomine approvate nel chiuso delle sedi nazionali.
Sarebbe stupendo se vi fossero soltanto due-tre partiti (meglio due) e che noi potessimo scegliere tra due opzioni che escludano i fanatismi, gli estremisti, i qualunquismi… Un centro-destra e un centro-sinistra, che comprendano al loro interno le legittime differenze in un arco abbastanza omogeneo (come negli Stati Uniti). Continua

La Grecia ha resi pubblica la lista degli evasori; e l'Italia? (credits: LaPresse)

Lista di proscrizione. Gogna mediatica. Album della vergogna. Possiamo chiamare come vogliamo l’iniziativa del ministero dell’Economia greco di pubblicare on line i nomi di 4.152 evasori fiscali. Alcuni sono evasori ed evasioni talmente datati da appartenere più alla storia che alla cronaca.
È il caso di George Koskotas, il banchiere bancarottiere che mise nei guai alla fine degli anni ’80 il governo di Andreas Papandreu (padre dell’ex premier George), costretto a dimettersi come ricorda oggi il “Corriere della Sera”. O il caso del cantante Tollis Voskopoulos, marito di un viceministro del Turismo, Angela Gerekou, anche lei dimissionaria.
Le liste di proscrizione non sono mai belle, anche perché suscitano, scatenano livori e rivalse che affondano più nella psiche degli invidiosi che in quella degli indignati. Ma a volte fanno bene, queste liste e queste pubblicazioni. Mediaticamente, sono un segnale di severità, equità ed efficienza dello Stato nel contrasto a un reato che sempre di più rivela un pesante valenza sociale: l’evasione fiscale, appunto. Continua

II Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano durante il discorso di fine anno (Credits: ANSA)
La crisi come una grande opportunità di crescita. E’ un forte incoraggiamento ad un’Italia affannata quello dato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel suo discorso di fine anno, il sesto da inizio mandato, di sicuro il più complesso. Continua

Il primo ministro Berlusconi con George Papandreu - ANSA
“Il rischio che l’Italia faccia la fine della Grecia esiste. Anche se il vostro Paese ha un’economia molto più forte della nostra, sappia che non può perdere altro tempo”. Continua


di Marco Ventura
Ci sono tutte le condizioni: la crisi economica (irreversibile?), la sfiducia nella politica e nelle istituzioni, le pressioni internazionali, lo smarrimento dei punti cardinali etici, il timore di perdere tutto e che tutto possa accadere, il senso d’attesa che avvenga qualcosa. Qualsiasi cosa.
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- biker
- Mercoledì 2 Novembre 2011


Si chiama Regno.fm, è la nuova web radio della Puglia e si candida a diventare l’anti Radio Padania. Per ora si può ascoltare solo su internet, ma c’è già chi reclama una stazione vera e propria per poter sintonizzare la propria radiolina sulla prima emittente anti-risorgimentale del Sud nata, guarda caso, nell’anno delle celebrazioni della nostra epopea risorgimentale. Voce dell’orgoglio borbonico è Paolo Guaglione che alla domanda su cosa rappresenta per lui il 17 marzo risponde “un giorno luttuoso”. Continua


di Gianni Castellaneta
Il contagio delle rivolte nordafricane, sfociato nel dramma libico, si è innestato su due crisi: quella economica e quella della governance globale. La coda del dissesto economico-finanziario, che in quei paesi è giunto più tardi rispetto ai mercati maggiormente industrializzati, ha mostrato tutto il suo potenziale deflagrante, a partire dai prezzi dei beni alimentari. Del pari, gli eventi tumultuosi del Maghreb hanno evidenziato quelle carenze della governance globale che hanno spinto a coniare il neologismo del G-Zero e ad affiancarlo al timore di G-Caos. Continua
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L'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne (ANSA/DI MARCO)
Migliaia i volti passati davanti ai nostri occhi navigando su internet, leggendo i giornali o guardando la tv. Dietro ogni viso, storie di uomini e donne, raccontate anche in questo sito dai giornalisti di Panorama.it. Impossibile, quindi, ricordarli tutti assieme. Ecco perché ne abbiamo selezionati solo dieci. Quanti sono, appunto, i personaggi che, secondo noi, hanno segnato il 2010. Continua