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Il divieto contro il burqa a Varallo Sesia | (ANSA/Tonino Di Marco)
Il leader di Forza nuova si guarda intorno, compiaciuto. Luca Castellini, 34 anni, è il responsabile per il Nord del movimento politico di ultradestra. Alle sue fiaccolate di solito partecipano gruppuscoli di simpatizzanti. Mercoledì 25 novembre, invece, nella piazza ovale di Rovato, ricco centro del Bresciano, i giovanotti vestiti di scuro erano baldanzosi e più di 300. “Stop immigrazione, fermiamo l’invasione” hanno scritto su un gigantesco striscione, issato come vessillo tra i fumogeni tricolori. Anche Forza nuova cavalca l’istante: il 20 novembre, sempre a Rovato, una ragazza di 28 anni era stata selvaggiamente stuprata da un marocchino. È stata quella la scintilla che ha acceso lo sdegno: nei giorni seguenti in migliaia hanno sfilato per le vie del centro storico del paese, esasperati dall’”invasione”. Continua

Quella lunga estate calda del 2009 verrà ricordata (oltre che per le temperature sopra la media) anche come la stagione del “non si può”.
I Comuni ne hanno inventati di tutti i tipi con ordinanze e sanzioni ad hoc. Sono ormai più di 150 i divieti emanati dai primi cittadini in base alla normativa prevista dal “pacchetto Maroni”, un elenco in alcuni casi alquanto bizzarro.
L’ultimo divieto in ordine di tempo riguarda il “burkini”, il bikini islamico (che ha fatto la sua comparsa a Verona, suscitando polemiche e timori), vietato nelle piscine e lungo i fiumi e i torrenti di Varallo Sesia (Vercelli). Lo stabilisce un’ordinanza del sindaco Gianluca Buonanno, parlamentare della Lega Nord. Chi contravverrà al divieto di indossare il costume intero unito a un copricapo pagherà una multa di 500 euro.
Dopo Lucca, in Toscana, niente kebab nel centro storico di Capriate, paesino del bergamasco. Lo esclude una delibera della giunta leghista che vieta l’apertura di locali pubblici gestiti da immigrati. Il divieto non vale per gli italiani che vorranno aprire pub o ristoranti.
Ecco una MAPPA aggiornata con le altre ordinanze più strane:
No smoking under 16
A Capoliveri, nell’isola d’Elba, dal 25 agosto è in vigore un’ordinanza che punisce i minori di 16 anni sorpresi in luogo pubblico a fumare o anche solo in possesso di tabacco con multe dai 250 ai 500 euro. Già in vigore nello stesso comune il divieto di bere alcolici. A Verona, nel luglio dello scorso anno, un uomo è stato multato per 50 euro, “colto in flagrante” mentre fumava una sigaretta in un parco cittadino. L’esempio del sindaco scaligero è stato seguito dalle amministrazioni di Bolzano e Napoli. Quest’ultima, con un provvedimento che risale al 18 novembre 2007, ha ampliato il divieto di fumo ai luoghi all’aperto, quindi anche parchi comunali, in presenza di lattanti e bambini fino a 12 anni, nonche’ di donne in stato di gravidanza.
Panchine e aiuole
In provincia di Savona è vietato mangiare nelle aree comunali di Alassio e sdraiarsi nelle aiuole ad Albisola Marina. A Sorrento gli artisti di strada non possono sostare nello stesso punto più di 15 minuti e i ristoratori non possono avvicinare i turisti per invitarli a sedersi con “forma petulante e molesta”. A Voghera non ci si può sedere sulle panchine dopo le 23 in più di 3 persone mentre, sempre in tema di panchine, a Viareggio non ci si possono poggiare i piedi sopra.
Pordenone - Siete per le strade del centro di Pordenone, e vi ritrovate (purtroppo) a litigare con il/la vostro/a partner o un amico? State attenti: rischiate una multa da 25 a 500 euro. Perché? Perché sono vietati gli assembramenti di persone nelle vie principali del paese “che assumono atteggiamenti o fanno cose che non consentono la fruizione degli spazi pubblici da parte di altri cittadini”. Anche se solo in due.
San Remo - “Carta d’identità , prego”. Chi si siederà sui bordi delle aiuole o dei vasi di fiori che decorano la città , potrebbe sentirsi dire questa frase.
Perché il Sindaco di Sanremo ha stabilito il divieto di seduta in città per “mantenere il decoro”, salvo poi offrire dispense ai minori di 12 anni e ai maggiori di 60. I vigili, a controllare le età , avranno un bel da fare.
Ravenna - Musica sulla spiaggia? Sia mai. A Ravenna dite pure addio ai pianobar e ai cantanti che animavano le serate dei lidi del lungomare: il sindaco ha detto no. A loro e agli spettacoli di ballo (accompagnati da musica). Un’ordinanza che si affianca a quella anti-alcool, che impedisce di consumare bevande alcoliche in bicchieri o bottiglie di vetro sulla spiaggia. Tanto da spingere i giovani a un singolare metodo di consumo: bere direttamente dai secchielli di plastica, quelli dei giochi da bambinoDite pure addio ai gelati mangiati in compagnia per le strade della città , chiaccherando con gli amici. Ma anche agli spuntini veloci, alle bevande, al buon latte di mandorla siciliano. Un’ordinanza del sindaco risalente allo scorso settembre ha infatti vietato “sostare per consumare cibo e/o bevande, banchettando e/o abbandonando ogni minimo rifiuto”. E se per ovviare alla fame dovesse venirvi voglia di cantare, fermatevi: rischiate multe fino ai 500 euro.
Termoli - I fiori non devono piacere, in Molise. Almeno al sindaco di Termoli, che ha stabilito con un’ordinanza che tutti i vasi e le fioriere che occupano indebitamente il suolo pubblico vanno rimossi.
A meno che, ovviamente, non si voglia pagare per abbellire la città con un po’ di verde.
Cortina d’Ampezzo - Hanno fatto scuola, a Cortina d’Ampezzo: niente camper in centro. Meglio: niente camper in città . Un modo per incentivare l’affitto turistico di case e appartamenti in loco, aumentando in questo modo la circolazione del denaro in città ? Il divieto è partito lo scorso anno. E quest’anno, anche Sanremo ne ha seguito l’esempio.
Eraclea (Venezia) - La delibera risale al 2004: vietati i giochi che possono arrecare disturbo agli altri bagnanti e che impediscano l’uso comune della spiaggia. E quindi, per estensione, no alle buche nella sabbia e ai castelli che hanno accompagnato l’infanzia di molti di noi: “anche fare buche che modificano in modo pericoloso la percorribilità a piedi della spiaggia diventa un gioco molesto”.
Capri - È un’ordinanza del 1960, ma a quanto pare a nessuno interessa toglierla: gli estivi zoccoli fanno troppo rumore, e sull’isola campana non si possono usare. I turisti dovranno dirottare la loro attenzione su scelte più… ovattate.
Genova - Dall’8 agosto scorso, non si può passeggiare con una bottiglia di bevanda alcolica in mano, tra i carrugi del centro storico. Se è ormai scattato il divieto di vendere alcolici ai minori di 16 anni a Milano, a Roma non si può mangiare davanti alla Fontana di Trevi, così come a Venezia non lo si puo’ fare seduti sui gradini dei monumenti.
Lucca - Dar da mangiare ai piccioni può costare fino a 500 euro di multa, stessa sanzione un bacio in auto a Eboli: 500 euro.
Vicenza - In controtendenza, i divieti decide di toglierli. Il 13 agosto 2008, un uomo che leggeva un libro sdraiato sul prato è stato multato di 50 euro, in base a un’ordinanza del 2002. Il Comune l’ha perdonato e ha deciso di permettere ai cittadini di “stendersi sull’erba: cosa che tranquillamente avviene in tutti i più bei parchi del mondo”.

La popolazione residente in Italia ha superato la soglia dei 60 milioni. Lo riferisce l’Istat che oggi ha reso noto il bilancio demografico relativo a gennaio-novembre 2008. Nello scorso novembre, la popolazione italiana ammontava a 60.017.677. Dopo cinquant’anni dal raggiungimento dei 50 milioni di residenti (avvenuto nel 1959), il nostro paese supera così quella dei 60 milioni.
Dopo cinquant’anni dal raggiungimento dei 50 milioni di residenti (avvenuto nel 1959), il nostro paese supera così quella dei 60 milioni.
A far salire la popolazione residente in Italia sono gli immigrati. A novembre 2008, infatti, a fronte di un saldo negativo tra nati e morti di 103 persone - saldo negativo che nel corso del 2008 ha toccato il picco a febbraio quando i morti sono stati 8.848 in più dei vivi - sono cresciuti coloro che hanno ottenuto la cittadinanza italiana pari a 168.682, mentre i cancellati risultano 135.303 con un saldo positivo di 33.379. Sempre più numerose inoltre le donne rispetto agli uomini, avendo aspettative di vita più lunghe. A novembre erano 30.877.928 contro i 29.139.749 uomini.
Con riferimento al solo 2008, rispetto all’inizio dell’anno, si è registrato un incremento dello 0,7% (pari a +398.387 unità ) che si è concentrato nelle regioni delle ripartizioni del Nord-est (+1,1%), del Centro (+1%) e del Nord-ovest (+0,8%).
Secondo l’Istat a questo risultato hanno contribuito, dal 1959 agli anni Ottanta, soprattutto la componente naturaledella crescita, e successivamente, con intensità crescente e in misura pressochè esclusiva, la componente migratoria.
In controtendenza rispetto al passato il numero delle nascite è aumentato soprattutto al Nord e al Centro, facendo registrare, invece, un calo nel Mezzogiorno.
L’aumento di nascite si concentra nelle ripartizioni del Centro (+6,0%), del Nord-ovest (+1,9%) e del Nord-est (+1,8%), mentre nelle Isole l’incremento è ridotto (+0,4%) e nelle regioni del Meridione si registra un decremento (-0,8%). Nello stesso periodo del 2008 il numero delle cancellazioni per morte risulta pari a 533.203, con un aumento di 11.522 unità (+2,2%) rispetto all’analogo periodo del 2007. Nel periodo gennaio-novembre 2008 i dati relativi al movimento migratorio con l’estero fanno registrare un saldopositivo (+420.236), di poco inferiore a quello degli stessi mesi dell’anno precedente (+455.998). Il tasso migratorio estero è risultato più elevato nell’Italia Nord-orientale e Centrale (9,8 per mille), e in quella Nord-occidentale (7,8 per mille), rispetto ad un tasso medio nazionale pari a 7,0 per mille, e contro un valore registrato nelle ripartizioni Meridionale e Insulare rispettivamente pari a 3,4 e 3,3 per mille.
Quanto al futuro, le previsioni dell’Istat su scenari considerati medi, confermano che il peso della presenza straniera nel nostro paese è destinato senza la quale la popolazione residente sarebbe destinata a ridursi. Fra poco più di 40 anni, per il 2051, la popolazione residente in Italia raggiungerà i 61 milioni 600 mila unità . Di questi, 10 milioni e 700 mila saranno stranieri.
“È il saldo naturale, negativo dall’inizio degli anni ‘90, tranne qualche eccezione” spiega la ricercatrice dell’Istat Angela Silvestrini “a pesare sulla popolazione italiana: poche nascite e aumento, per via dell’invecchiamento della popolazione, del numero dei decessi. A giocare un ruolo fondamentale a livello demografico sono gli stranieri. Senza quest’ultimi saremmo piano piano tornati indietro, saremmo tornati verso i 50 milioni”.
Per la ricercatrice, “la popolazione italiana continuerà a crescere ma solo per via degli stranieri che, fra l’altro, contribuiscono principalmente anche per le nascite. Nonostante questo contributo, il nostro saldo naturale è da anni vicino allo zero”.
Significativo, a proposito della crescita demogafica legata agli extracomunitari, è il boom in Italia dei locali di kebab: una pietanza di origine turca, ma ormai ben diffusa e radicata anche nella nostra gastronomia. È sempre più facile infatti vedere pizzerie al taglio che hanno sostituito l’ormai vecchio spiedo per i polli, con il classico girarrosto verticale del kebab. Nella sola Roma, la Confederazione nazionale dell’artigianato (Cna) ha rilevato, tra il 2004 e il 2008, l’avvio o l’acquisizione di 705 pizzerie al taglio, delle quali 204 (pari al 30%) hanno un titolare straniero. E delle 204 aziende con titolare straniero oltre il 60% appartengono alle tradizioni alimentari riconducibili al kebab.
Il VIDEO servizio:
La linea dura della Regione Lombardia contro i kebab travolge anche piadine, pizze d’asporto e gelati: sarà vietato mangiarli in strada e non potranno essere venduti dopo l’una del mattino. Un vero e proprio coprifuoco che sarebbe stato voluto soprattutto dalla Lega Nord.
Che rincara la dose: “Dalla prossima settimana vigili e Asl eseguiranno una serie di controlli mirati nei 350 kebab di Milano” rincara la dose il vicesindaco del capoluogo lombardo Riccardo de Corato. Una scelta in linea con l’ondata di protezionismo gastronomico iniziata a Lucca con il divieto di apertura ai locali etnici nel centro della città . E proseguita con le esortazioni del ministro per le poplitiche agricole Luca Zaia di mangiare bagna cauda.
Il giro di vite ha fatto infuriare il popolo di Facebook: è già partita l’iniziativa “Non capiscono un cono” che riunirà domani a Milano i disobbedienti gastronomici in una mangiata all’aperto. Commenta un utente: “Credo che sarà il caso di disobbedienza civile popolare più ghiotta della storia. Per la prima volta leggendo le mie analisi del sangue e salendo sulla bilancia …potrò sorridere e dire l’ho fatto per una giusta causa”. Scrive una ragazza: “Allora vietiamo anche di fumare poichè la cenere va nell’aria e danneggia chi è più vicino… il profumo di una pizza non è un danno alla collettività … bando agli scherzi, quale sarà la prosisma tappa nella diffusione dell’insicurezza sociale?”. E pensare che il kebab ha una storia millenaria: è stato descritto anche dal leggendario viaggiatore musulmano Ibn Battuta (il Marco Polo arabo) come un cibo mangiato nella corte reale indiana. Ma ora rischia la sopravvivenza proprio nell’epoca della globalizzazione.
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Kebab avariato, pollo con salmonella, ravioli cinesi contaminati e panini con feci di ratto. Mangi cucina etnica e rischi di essere truffato, se non avvelenato: un reato su quattro in Italia per frode alimentare e sofisticazione alimentare è stato commesso infatti da titolari di esercizi, bar e ristoranti stranieri. Tutti condannati, ma le multe che dovranno pagare non saranno certo salatissime, da 500 a 3000 euro. In testa alle segnalazioni all’autorità giudiziaria ci sono i ristoratori cinesi, soprattutto per la presenza di prodotti alimentari irregolari e contaminati. L’allarme è lanciato dalla Coldiretti, che ha analizzato l’elenco delle 81 sentenze penali passate in giudicato durante il 2008 per il reato di frode alimentare e sofisticazione alimentare, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 17 febbraio. E dal 2000 allo scorso anno sono state 360 le sentenze penali passate in giudicato relative a frodi e sofisticazioni alimentari commesse in Italia. “Tra i tipi di reato segnalati si possono evidenziare la vendita di kebab in cattivo stato di conservazione, di spiedini di pollo nocivi per la presenza di salmonella, di ravioli cinesi farciti con imballaggi inidonei per gli alimenti, di panini insudiciati perché contenenti feci di ratto, di mitili e cozze con una presenza di coliformi fecali superiore ai limiti consentiti”, segnala la Coldiretti.
Nel 2008 sono stati condannati per frode e sofisticazione alimentare 61 imprenditori italiani, 13 cinesi, due pakistani, un egiziano, un peruviano, uno dello Sri Lanka, uno di Singapore e un marocchino. E i gestori stranieri di ristoranti e bar, oltre a violare le leggi per la tutela della salute, spesso non rispettano anche le norme di tutela del lavoro, assumendo in nero lavoratori privi del permesso di soggiorno. “In Italia assistiamo a una crescita e a un incontrollato utilizzo di ingredienti da importazione che non garantiscono gli stessi standard di quelli nazionali”, spiega la Coldiretti. Caso esemplare è quello della Cina. “È il paese che ha ricevuto dall’Unione europea il maggior numero di notifiche per prodotti alimentari irregolari, perché contaminati da tossine, additivi e coloranti al di fuori dalle norme di legge” conclude la Coldiretti che chiede controlli più stringenti e l’estensione dell’obbligo di indicare in etichetta la provenienza di tutti gli alimenti. Per quanto riguarda le varie tipologie di frodi alimentari l’associazione Adoc ha stilato un piccolo glossario utile a tutti i consumatori.