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La-Quiete

Il ddl su Eluana alla stretta finale. Opposizione in ordine sparso

Eluana Englaro

E adesso che prende il via l’iter parlamentare il disegno di legge che vieta la sospensione dell’alimentazione, elaborato per fermare il protocollo in corso alla clinica “La Quiete” di Udine su Eluana Englaro (votazione finale, probabilmente segreta, prevista per martedì tra le 8.30 e le 9.30 a Palazzo Madama e alla Camera, a scrutinio segreto già mercoledì nel primo pomeriggio) è Walter Veltroni a sbandierare le sue certezze: “Io voterò no con assoluta convinzione e dopo una lunga meditazione perché su una materia del genere né lo Stato né la politica possono intervenire. È un disegno di legge su un caso e non su una legge che è in discussione alle Camere, un caso in cui lo Stato interferisce senza riconoscere che i genitori sanno veramente cosa è giusto fare”. Il segretario del Pd spiega così la sua pozione rispetto al ddl Englaro aggiungendo che “nei gruppi del Pd si discuterà e individuerà “l’orientamento prevalente fermo restando naturalmente la libertà di coscienza”.
Il disegno di legge sarà tra l’altro corretto nel passaggio in cui si vieta la sospensione della nutrizione. Ad annunciarlo è stato il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, prima della riunione della commissione Sanità del Senato dedicata al ddl. Dal momento che il testo è stato scritto quando Eluana era ancora alimentata con un sondino, “lo correggeremo in modo da applicarlo a questo caso e agli altri casi come il suo”, ha detto Sacconi.

Ma le convinzioni del leader non coinvolgono il resto della truppa democratica. Perché mentre sottolinea: “La cosa peggiore è la insopportabile strumentalizzazione politica verso un dramma che riguarda una ragazza e la sua famiglia” - ricordando come alcune parole pronunciate da Berlusconi dimostrino “la sua grande distanza” da ciò che provano i genitori di Eluana: “quando ha detto che la famiglia sembra volersi togliere una scomodità” - il segretario del Pd si appella alla “libertà di coscienza” dei suoi, anche se “i gruppi esprimeranno il loro orientamento prevalente, mentre non si riconosce il fatto che e’ la famiglia l’unica a sapere qual è la scelta giusta da fare”.
Scelta fatta per non andare alla conta rendendo ancor più evidenti le fratture interne ai democratici? Si vedrà. Di certo c’è che l’ “orientamento prevalente” del coordinamento del Pd è per il no al ddl Englaro. Ma, al termine di una discussione che ha visto posizioni diverse, il vertice del partito ha deciso, a quanto si apprende, che è meglio lasciare comunque libertà di coscienza.
Esclusa la proposta, fatta dal costituzionalista Stefano Ceccanti prima e sostenuta poi da Rosy Bindi e Giorgio Tonini di non partecipare al voto, la discussione si è concentrata sull’opportunità o meno di prendere una posizione netta a favore del no, pur lasciando libertà di coscienza, dando mandato ai capigruppo di rappresentarla nelle assemblee dei parlamentari del Pd.
Su questa linea erano il capogruppo al Senato Anna Finocchiaro e Pier Luigi Bersani. Per il ministro ombra dell’Economia (e prossimo avversario di Walter al congresso), lo scontro istituzionale che ha preceduto il voto sul ddl fa sì che “si vota per lo stravolgimento della Costituzione e della giurisdizione con un’invadenza dello stato, mai accaduta, in dimensioni familiari con uno stravolgimento di secoli di civiltà giuridica”. Ancora più duro Ignazio Marino, medico e capogruppo del Pd in commissione Sanità: “Questa è una legge ridicola e spero che il suo contenuto non venga tradotto in inglese perchè è risibile dal punto di vista scientifico. Potevano almeno cercare un consulente scientifico per scriverla e poi è anticostituzionale”. Per quanto tutti i big del partito - fatta eccezione per Beppe Fioroni (Coordinatore dell’Area Organizzazione) e Enrico Letta (ministro ombra del Welfare, già in corsa contro Veltroni alle primarie del 2007) che voteranno sì, insieme alla folta pattuglia di cattolici (Paola Binetti, di ritorno da Lourdes, Pierluigi Castagnetti) - motivano il no prima di tutto per ragioni politiche, il rischio di un no esplicito, ha evidenziato il vicesegretario Dario Franceschini, è che “i cattolici democratici si sentano ospiti nel partito”. ormare la democrazia nei poteri conferiti nelle mani di uno solo”.
Nel merito del provvedimento, la maggioranza (Pdl+Lega) appare sostanzialmente compatta a Palazzo Madama, fatta eccezione per i “dissidenti” Ferruccio Saro e Antonio Paravia. “Non è escluso che alcuni senatori del Pdl intervengano in aula per esprimere il loro dissenso su una questione che è di coscienza” è stato inoltre l’avvertimento di Lamberto Dini. Sul ddl il governo potrebbe comunque decidere di porre la fiducia. L’Udc intanto si unisce al sì al disegno di legge, mentre l’Italia dei Valori fa sapere che lascerà a senatori e deputati libertà di coscienza, mentre il leader Antonio Di Pietro ha deciso per il no.

Il caso Eluana: è una corsa contro il tempo, a Udine e in Senato

Manifestazione per Eluana
È una corsa contro il tempo. Per Eluana. Per la politica.
Al Senato per l’approvazione del disegno di legge (qui il testo) del Governo sulla ripresa della nutrizione e dell’idratazione di Eluana Englaro. Dopo le anomalie amministrative denunciate dai Nas, secondo il ministro del Welfare Maurizio Sacconi la struttura sanitaria La Quiete a Udine, dove si trova la donna, non sarebbe idonea.

I legali della famiglia Englaro replicano: “Non ci sono i presupposti per il blocco della procedura”. Berlusconi chiede qualche giorno per consentire al Parlamento di varare la legge e si appella al “buon senso della classe politica”.
Pesante la replica di Veltroni: “Il premier vuole tutto il potere, per questo martedì scendiamo in piazza a difesa della Costituzione”.
Sul voto sul disegno di legge del governo sul caso Eluana “decideranno i gruppi” parlamentari del Pd, spiega all’Unità il segretario del Partito democratico, lasciando di fatto libertà di coscienza alla truppa dei “democrats” (così evitando di affondare il coltello nelle fratture interne e palesi del partito). Veltroni sottolinea che comunque c’è già ora un “giudizio politico comune” sugli aspetti negativi della vicenda: “Dall’attacco sferrato alla Costituzione, alla denuncia della strumentalizzazione odiosa di Berlusconi, alla possibilità di affrontare in maniera seria, con una legge sul testamento biologico, un tema di grande rilevanza etica”. Per il segretario democratico, il premier “in realtà sfrutta” la vicenda di Eluana “come diversivo, perché rimanga sullo sfondo la crisi del Paese”.

È stazionaria e sedata, intanto, Eluana: da tre giorni le sono state sospese idratazione e alimentazione. Nella casa di riposo (che nel frattempo ha fatto sapere di essere in regola: ono state allestite sulla base del decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 20 gennaio 2000 e hanno le caratteristiche strutturali, impiantistiche, organizzative per applicare il protocollo stabilito in base al decreto della corte d’Appello di Milano”, ha affermato il vicedirettore generale della clinica, Luciano Cattivelli), oggi cominceranno gli accertamenti che la Regione Friuli Venezia Giulia ha disposto a funzionari dell’Azienda per i servizi sanitari 4 Medio Friuli per “scongiurare ogni eventuale presenza di illeciti chiaramente identificabili”. Altri accertamenti saranno eseguiti anche da un consulente della Procura della Repubblica di Udine che, su delega del pm Antonio Biancardi, approfondirà le “anomalie amministrative” rilevate dai Carabinieri dei Nas che, sabato, hanno a loro volta fatto ispezioni e controlli.
Sono state poi smentite da ambienti di polizia giudiziaria di Udine le notizie riportate da alcuni giornali sulla richiesta della Squadra mobile e dei carabinieri che avrebbero chiesto con un rapporto al procuratore Biancardi di firmare un provvedimento di urgenza di sequestro della stanza della clinica dove è ospitata Eluana, con l’ipotesi di reato di tentato omicidio. Da quanto si apprende, sono state soltanto rappresentate al procuratore - come richiesto dalla stessa Procura - una serie di situazioni dopo che erano stati sentiti alcuni testimoni interrogati a Padova, Lecco e Milano. Nessuna richiesta e nessun atto specifico sono stati fatti da polizia e carabinieri, mentre si attende per la giornata di oggi una decisione da parte della Procura della Repubblica.

“Ci sono vicende per le quali la politica deve fermarsi sulla soglia di casa delle persone e quella di Eluana Englaro è una di quelle”. Così il senatore a vita Giulio Andreotti. Siete d’accordo?

Caso Englaro, i Nas: “Irregolarità”. Polemica sulla Costituzione

Clinica la Quiete di Udine
Dopo gli avvenimenti degli ultimi due giorni, la polemica intorno al caso di Eluana Englaro continua ad accendere gli animi e si estende in politica a uno scontro istituzionale totale, con il premier Silvio Berlusconi che torna sulle sue frasi di ieri (”la Costituzione scritta sotto l’influenza sovietica”) e puntualizza: ‘Ho giurato sulla Costituzione, la rispetto. E’ la prima legge alla base dello Stato. Non ho mai pensato di attaccarla. Ma non è un moloch e può evolvere con i tempi”. Poi, durante l’inaugurazione del passante di Mestre, attacca la sinistra: “mistificate le mie parole: io quando ho detto che la Costituzione poteva essere cambiata mi riferivo ad un passaggio dell’articolo 77″. Sullo stop all’alimentazione della donna, il premier ha affermato: “In assenza di una legge, si tratta di una condanna a morte”.

Parallelamente a Udine prosegue l’applicazione del protocollo sanitario, con l’alimentazione alla donna sospesa già da tre giorni, come ha dichiarato il medico Carlo Defanti. I carabinieri dei Nas, che ieri pomeriggio hanno ispezionato sino a tardi la clinica “La Quiete”, hanno rilevato alcune irregolarità amministrative nel ricovero della Englaro e domani il loro rapporto sarà consegnato al procuratore di Udine Antonio Branciardi e alla Asl. Nella relazione si legge che “la stanza andava certificata per essere idonea a ospitare una persona per la quale c’era da applicare un protocollo che prevedeva il distacco dell’alimentazione”. La direzione della clinica però smentisce le presunte irregolarità con un comunicato. ”Certo che noi andremo a visitarla, almeno io lo ritengo giusto nel momento in cui fosse ripristinata l’alimentazione e l’idratazione. Il tutto in una condizione di regolarità che comunque deve essere sanata” così ha risposto il ministro del Welfare Sacconi ai giornalisti che gli chiedevano un commento all’invito di ieri di Beppino Englaro, rivolto però esclusivamente a Berlusconi e Napolitano.
Del caso si occupano anche i giornali stranieri: in un’intervista pubblicata oggi sullo spagnolo “El Paìs“, Beppino Englaro dice che “Non è stato accelerato il protocollo per la morte di Eluana, il nostro unico interesse è fare tutto nella legalità”, e che “questa storia è sempre stata netta, chiara, limpida. E’ questo che gli dà fastidio”. E sull’intervento diretto di Berlusconi commenta: “E’ curioso che si muova proprio adesso, nel 2004 gli scrissi una lettera e non ottenni risposta, per questo mi sono rivolto ai giudici”.
L’ufficio stampa di Palazzo Chigi ha rilasciato una nota in cui dice di “non avere notizia” di una richiesta di intervento da parte del signor Englaro.

La polemica politica Le parole di Berlusconi sulla Costituzione hanno suscitato la reazione dei democratici, con Walter Veltroni che ha invitato il premier a “inchinarsi” davanti alla Carta su cui ha giurato. Contro il governo si schiera anche Giulio Andreotti, che in due interviste a Corriere e La Stampa sostiene “sbagliata” la decisione di procedere per decreto legge, sostiene Napolitano e dichiara che la Costituzione “è buona ancora per cinquant’anni”. Alla domanda su come si comporterà da cattolico praticante, Andreotti risponde che “davanti a certi drammi la politica deve rimanere sulla porta, il governo non doveva impicciarsi”. Anche Pierferdinando Casini, pur favorevole al decreto nel caso di Eluana, attacca il capo dell’esecutivo: “La Costituzione certamente è frutto di un’intesa fra diverse ideologie, ma personalità come De Gasperi e Moro hanno fatto un buon lavoro e non direi che hanno fatto una Costituzione filo-sovietica”. Il Pd ha intanto annunciato una manifestazione per il 10 febbraio alle 18 in piazza Santissimi Apostoli a Roma, in cui prenderà la parola solo Oscar Luigi Scalfaro, a difesa della Costituzione. Nel centrodestra le uniche voci critiche restano quelle di Benedetto Della Vedova e Gianfranco Fini. Il presidente della Camera non ha più parlato dello scontro istituzionale da venerdì, ma sul web-magazine della sua fondazione “Fare Futuro” è apparso oggi un articolo eloquente che si conclude così: “Gianfranco Fini è l’unico, a destra, che in questo momento sta rappresentando quei milioni di italiani, cittadini, che votano a destra, che si sentono di destra, ma che non ce la fanno a fare di questa tragica vicenda una battaglia ideologica”.
In parlamento invece potrebbe arrivare un sostegno imprevisto al Ddl presentato venerdì dal governo e la cui discussione è stata programmata con urgenza dai presidenti delle camere: Antonio Di Pietro, che solo tre giorni fa mandava una lettera al Quirinale accusando l’esecutivo di “nazifascismo”, avrebbe dato indicazione ai propri parlamentari di votare “sì” al Ddl, “per salvare la vita della ragazza”.

LEGGI ANCHE: Eluana, lo scontro va avanti. Berlusconi: “Cambiare la Costituzione”

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