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Lanterna

Genova, il ritorno della moschea. “In darsena, come nel ‘500″

Genova, il Porto Antico

Nel 1500 le navi dei genovesi, sotto il controllo dell’Ammiraglio Andrea Doria, dominavano il Mediterraneo. Il porto della Superba era un crocevia di merci e culture. Schiavi (e mercanti), turchi e arabi si trovavano spesso nelle zone del porto e avevano la loro moschea.

Mezzo millennio dopo, le navi sono poche, i musulmani sono tanti ma la moschea potrebbe tornare. Il sindaco di Genova, Marta Vincenzi (Pd) e l’imam portavoce della comunità islamica, Salah Hussein, hanno firmato un patto d’intesa che dà ufficialmente il via libera alla realizzazione di un luogo di culto islamico. “Non un luogo di preghiera generico. Ma una moschea che per noi è fondamentale. Vorrei che fosse visibile, quindi con un minareto, conosciuta, rispettata, vorrei che nessuno si sentisse cittadino di serie B. La vogliamo in posizione centrale, con dimensioni adeguate” ha detto il rappresentante degli islamici.

E la vecchia Darsena del porto, scrive il Secolo XIX, potrebbe essere il luogo scelto. Adesso l’area è occupata solo dalla facoltà di Economia dell’Università degli studi di Genova, ma lo spazio non manca. Il soprintendente ai beni architettonici e paesaggistici della Liguria Giorgio Rossini ha dato un primo via libera: “La moschea c’è stata fino al ‘700 nell’antico arsenale”. Ma il tutto è ancora in stato embrionale.

C’è da fare i conti, infatti, con la contrarietà dell’opposizione comunale e anche di molti cittadini: il 75 per cento dei votanti al sondaggio del giornale della città ha risposto che “non c’è spazio a Genova” per la moschea. Nelle discussioni online però l’opposizione non è netta, c’è chi dice “sì, ma senza minareto nè preghiera mattutina” o “meglio nell’entroterra”. Intanto, la Lega annuncia battaglia, mentre il segretario locale di An Gianfranco Gadolla chiede che “L’Ucoii sia tenuta fuori dalla gestione e le donne non portino il velo”.

Genoa-Napoli, l’ultimo biglietto per la A spacca le due curve gemellate


A Napoli e a Genova è la partita più attesa dell’anno. Nel capoluogo campano la curia ha anticipato di un giorno la processione per il Corpus Domini e anche il cardinale Crescenzio Sepe assisterà alla sfida, a Marassi, tra Genoa e Napoli. Alla fine del match (salvo clamorosi ribaltoni) solo una delle due squadre timbrerà il biglietto per la serie A, l’altra dovrà passare dalle forche caudine dei play off.
Un dentro o fuori che scalda i cuori dei supporter e preoccupa un po’ le forze dell’ordine. Ovviamente la questura genovese spera che regga il gemellaggio tra le due tifoserie, lungo 25 anni e mai messo alla prova in modo tanto crudele.
I tifosi del Napoli, ieri, hanno polverizzato in tre ore e mezza i duemila biglietti arrivati da Genova per assistere alla partita. Almeno altre quattromila persone sono rimaste senza tagliando e non sono mancati i momenti di tensione e le scazzottate. A Genova per vendere gli ultimi biglietti sono stati utilizzati come in posta i “numerini”. Non è bastato a risolvere i problemi. Risse anche all’ombra della Lanterna. I ben informati dicono che ai tifosi di origine campana non sarebbero stati venduti i tagliandi.
Nonostante la vigilia piena di tensione, il gemellaggio tra le tifoserie sembra reggere. Molti napoletani si presenteranno allo stadio Luigi Ferraris con una sciarpa mezza rossa e mezza azzurra (per fondere i colori delle due squadre) che augura alle due società di “volare insieme in A”.
Nei caruggi, i vicoli di Genova, davanti al negozio dedicato a Fabrizio De André (cantautore genoano che ha cantato in genovese e in napoletano) sono apparse due bandiere una rossoblù e una azzurra.
Al campo di allenamento del Genoa gli ultrà delle due squadre hanno firmato un graffito d’amicizia. Il presidente dei liguri, Enrico Preziosi, ha dichirato: “Se, malauguratamente, il Genoa non dovesse superare il Napoli, i tifosi rossoblù appaludiranno gli avversari”. Chissà: sarebbe davvero una bella prova di fair play per il rissoso calcio italiano.

Qui il video di YouTube sulle imprese del Napoli:

Questo il video di YouTube sul cuore rossoblu di Marassi:

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
 
 
 
 
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