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latino

Il premier Silvio Berlusconi
Comincia così: Silvius apud iudices vocabitur, cioè “Silvio Berlusconi sarà chiamato davanti ai giudici”.
Oltre a essere il sogno di qualche avversario del premier, questo è anche l’incipit di una versione di latino che gli studenti del liceo scientifico “Valdemaro Vecchi” di Trani si sono trovati da tradurre. Continua
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Con una iniziativa a sorpresa il ministro dell’istruzione Mariastella Gelmini ha scelto il suo canale su Youtube per annunciare la seconda materia dell’esame di maturità dell’anno scolastico 2008-2009.
Sono, per i licei: latino per il classico; matematica per lo scientifico; ligua straniera per il linguistico; pedagogia per il pedagogico; elementi di architettura per l’artistico.
Per gli istituti tecnici e professionali, invece, sono: economia aziendale per l’indirizzo ragionieri; tecnologia delle costruzioni per l’indirizzo geometri; informatica generale e applicazioni gestionali per tecnici commerciali per programmatori; lingua straniera per periti aziendali e corrispondenti in lingue estere.
Per gli istituti tecnici e professionali tecnici industriali: sistemi elettronici automatici per l’indirizzo elettronica e telecomunicazioni; disegno, progettazione e organizzazione industriale per l’indirizzo meccanica; tecnologie chimiche industriali, principi di automazione e di organizzazione industriale per l’indirizzo chimico.
Per gli istituti tecnici e professionali: progettazione grafica per tecnico della grafica pubblicitaria; disegno professionale per tecnico dell’abbigliamento e della moda.
E insomma, pare ci abbia preso confidenza, il ministro, con il sito che ospita filmati da tutto il mondo. Ci ha aperto un canale il 3 dicembre scorso, dicendo ai ragazzi: “Voglio comunicare con voi, facciamolo qui”. Ha manenuto aspettative e promesse: in media un video a settimana. Parlando poco di politica ma cercando di spiegare la riforma che porta il suo nome, chiarendo le novità del testo (maestro prevalente, voto in condotta, tempo pieno). Ci ha preso confidenza la titolare del ministero di viale Trastevere. Tanto che il ministero della pubblica istruzione riporta l’elenco completo e gli approfondimenti per l’esame di Stato solo dalle 10,30: Gelmini ha preferito annnciare le materie con il video su Youtube (è stato postato prima delle 10).

Ma non finisce lì: attraverso il messaggio online il ministro, oltre a comunicare le materie della seconda prova, apre un confronto con gli studenti per introdurre una prova (in sostituzione dell’attuale terza prova) che sia impostata sui modelli internazionali più avanzati. “Mi piacerebbe che in un futuro molto vicino la terza prova della maturità fosse una prova valutata con criteri particolarmente oggettivi, sulla falsariga dei test internazionali” dice il ministro nei due minuti e poco più del videomessaggio. “Credo che uno dei problemi, forse delle debolezze, della nostra maturità” aggiunge il ministro “è che un compito può essere valutato in maniera molto diversa a seconda delle commissioni. Noi abbiamo la necessità di uniformare gli standard qualitativi dentro il nostro sistema scolastico. Ed allora si potrebbe pensare ad un sistema simile alla terza prova fatta quest’anno nella scuola secondaria di primo grado, la scuola media, con il test Invalsi” (Istituto nazionale per la valutazione del sistema dell’istruzione). “Credo che una terza prova valutata in maniera molto oggettiva e molto simile ai test internazionali” dice ancora Gelmini “potrebbe essere una buona iniziativa. Ma su questo mi piacerebbe conoscere la vostra opinione”, conclude il ministro, rivolgendosi direttamente agli studenti.
Il VIDEO servizio:
Il VIDEO su Youtube del minsitro Gelmini
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Il governo (quello uscente) ha dichiarato la giornata di oggi “grande evento”. E in effetti… Quando c’è di mezzo l’ormai santo Padre Pio, i numeri sono sempre da capogiro. Nella quotidianità e nella realtà virtuale. Basti pensare che a San Giovanni Rotondo, per l’esposizone del corpo riesumato del frate di Pietrelcina, sin dall’alba i pellegrini hanno riempito tutte le 5 mila sedie sul sagrato, tutti i 9 mila posti letto degli alberghi del paese, la notte scorsa, sono stati occupati da fedeli e oggi sono attese non meno di 15 mla persone.
Le spoglie del santo sono già state collocate nella cripta del santuario dedicato alla Madonna delle Grazie, dove sono sempre state dal momento della sepoltura, avvenuta 40 anni fa, fino al 2 marzo scorso, giorno della riesumazione. In quasi due mesi il corpo è stato sottoposto a particolari trattamenti per consentirne l’esposizione (il volto di Padre Pio è coperto da una maschera di cera ordinata dai frati cappuccini agli esperti del museo Madame Tussauds di Londra, allo scopo anche di salvaguardare la sensibilità degli stessi fedeli) all’afflusso imponente di fedeli da tutto il mondo, visto che, secondo i dati resi noti da Teleradiopadrepio, le persone che si sono prenotate per venerare la salma del santo sono già 748.000.
E mentre nel piccolo paesino del Foggiano, alla cerimonia dell’esposizione del suo corpo, ci sono il Presidente “rosso” della Regione Puglia Nichi Vendola oltre che Consiglia De Martino da Salerno e il giovane Matteo Pio (le due persone che, per intercessione di Padre Pio avrebbero ricevuto la guarigione, sulla quale si è poi realizzato il processo di beatificazione e poi di canonizzazione del Santo), il santo di Pietrelcina è già una star (e sia detto con tutto il rispetto) del web. Su YouTube, i due filmati che riproducono l’ultima messa celebrata in latino dal frate di Pietrelcina il 22 settembre 1968, riscuote anche un certo successo. Il video ha ottenuto infatti 4 stelle nell’indice di gradimento ed è stato già visionato, fino a ora, da più di 45mila persone. L’utente (che si fa chiamare Bellarmino1) che ha inserito il video spiega che “Padre Pio rifiutò fino alla morte di celebrare col nuovo rito in volgare. Egli fu un acerrimo oppositore del Concilio Vaticano II e di tutte le riforme protestanti che uscirono da esso”. Numerosi poi i commenti, generalmente di ringraziamento per il sostegno e l’aiuto ricevuto dal santo nella difficoltà e nella malattia. Ma un post esorta a “non idolatrare San Pio” perché il “fondamentalismo di idolatria è una cosa negativa dal punto di vista biblico”.

Commenti che non intaccano il sentimento dei fedeli. Esortati dal cardinale José Saraiva Martins durante la messa e farsi imitatori di “Padre Pio come lui lo è stato del Crocifisso”. “Come sappiamo, nessun santo” ha aggiunto il prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi parlando ai fedeli “inventa qualcosa di nuovo, tutti ripropongono il Vangelo. Tuttavia, qualche atleta dello spirito ha vissuto con particolare intensità uno o più aspetti dell’infinita ricchezza di Cristo, divenendo tramite per un percorso ‘nuovo’ nella Chiesa”.
Un percorso che nel 2008 passa, ovviamente e con successo, anche dal web.
Il VIDEO della Messa da Youtube (parte 1):
Il VIDEO della Messa da Youtube (parte 2):
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di Ignazio Ingrao
Il ritiro della scomunica a carico dei lefebvriani: è quanto si attendono i tradizionalisti da Benedetto XVI dopo il ritorno alla messa in latino secondo il rito tridentino del XVI secolo. La scomunica a carico di Marcel Lefebvre e di quattro vescovi venne comminata da Giovanni Paolo II il 2 luglio 1988. Il ritiro metterebbe la parola fine a uno scontro durato oltre vent’anni e ristabilirebbe la piena comunione nella Chiesa cattolica dei tradizionalisti legati al “vescovo ribelle”.
Se ne discute in seno alla commissione Ecclesia Dei, presieduta dal cardinale Darío Castrillón Hoyos. Secondo i tradizionalisti, la scomunica di Karol Wojtyla fu illegittima poiché Lefebvre non aveva compiuto alcuno scisma, non avendo mai messo in dubbio l’autorità del Papa. Alcuni membri della commissione Ecclesia Dei chiedono però di subordinare il rientro dei lefebvriani nella Chiesa cattolica all’esplicito riconoscimento del Concilio Vaticano II.
In attesa di una decisione in materia, verrà reso noto nei prossimi giorni il regolamento di attuazione del motu proprio Summorum Pontificum di Benedetto XVI che dal 14 settembre ha liberalizzato l’uso della liturgia preconciliare.
Il regolamento, predisposto dalla commissione Ecclesia Dei, si propone di chiarire alcuni aspetti della normativa che in queste prime settimane di applicazione sono stati fonte di attriti e incomprensioni, in particolare nella diocesi di Milano, nella Chiesa tedesca e in quella francese. Il motu proprio del Papa impone che “nelle parrocchie in cui esiste stabilmente un gruppo di fedeli aderenti alla precedente tradizione liturgica” il parroco consenta la celebrazione della messa in latino con il vecchio rito.
Ma cosa si deve intendere per gruppo stabile di fedeli? C’è un numero minimo richiesto? Il regolamento darà risposta a questi interrogativi: senza fissare criteri troppo rigidi dal punto di vista numerico, offrirà alcuni parametri per giudicare la stabilità di un gruppo di tradizionalisti. E ribadirà che la nuova normativa voluta dal Papa si applica a tutti i riti, compreso quello ambrosiano.
Si attendono anche indicazioni in merito al calendario liturgico, poiché l’antico rito celebra festività soppresse o rese facoltative nel nuovo. Inoltre il rito tridentino presenta differenze di data nella celebrazione di alcune festività, come quella di Cristo Re, e nella durata della Quaresima. Non mancheranno chiarimenti in merito alla celebrazione del triduo pasquale e tra le preghiere del Venerdì santo potrebbe essere eliminata l’invocazione alla conversione degli ebrei duramente criticata dalle comunità ebraiche.
Nel frattempo a Venezia è stato sottoscritto un accordo tra la diocesi e i tradizionalisti. Il cardinale Angelo Scola ha affidato la comunità di tradizionalisti veneziani alla cura di un sacerdote tedesco della Fraternità San Pietro, Konrad zu Löwenstein (48 anni), al quale la Santa Sede ha riconosciuto la facoltà di celebrare esclusivamente con il vecchio rito. Ogni giorno don Konrad celebra la messa preconciliare nella chiesa di San Simeon Piccolo. “Si tratta del primo accordo in Italia e forse nel mondo per l’applicazione delle nuove norme del Papa. E riscontriamo un ottimo successo: oltre 100 persone ogni domenica partecipano alla nostra messa” riferisce Alessandro Zangrando, esponente dei fedeli veneziani che ha condotto le trattative con la curia.
I tradizionalisti attendono con trepidazione anche un altro importante evento per domenica 2 oppure 9 dicembre: Benedetto XVI potrebbe celebrare una messa in latino secondo l’antico rito di San Pio V. Un evento storico al quale parteciperebbero decine di migliaia di cattolici tradizionalisti da tutto il mondo.
Joseph Ratzinger da cardinale ha già celebrato in pubblico con il vecchio rito almeno due volte (a Wigratzbad nel 1990 e a Weimar nel 1999). La decisione non è stata ancora presa ma è stato chiesto ad alcuni autorevoli liturgisti di preparare una relazione in merito allo svolgimento di una messa papale con il vecchio rito.
È da escludere che la celebrazione possa svolgersi in San Pietro, poiché il vecchio rito prevede la presenza della corte pontificia che Paolo VI ha abolito. È stato proposto di celebrare la messa lontano da San Pietro, per esempio nella Basilica di San Paolo fuori le mura. In tal caso il vecchio rito prevede una messa papale semplificata, senza bisogno della corte. I tradizionalisti auspicano che in tale occasione il Papa annunci il ritiro della scomunica.
Questa ipotesi ha rallentato l’esodo di lefebvriani, che dopo l’annunciata liberalizzazione del vecchio rito, il 7 luglio, stanno ritornando alla Chiesa cattolica romana. Tra questi ci sono anche alcuni sacerdoti che hanno lasciato la Fraternità San Pio X fondata da Lefebvre per confluire nell’Istituto del Buon Pastore, fondato l’8 settembre 2006 su iniziativa dell’arcivescovo di Bordeaux, Jean-Pierre Ricard, e della commissione Ecclesia Dei. Per molti sacerdoti infatti, la liberalizzazione del vecchio rito ha fatto venire meno le ragioni per restare fuori della Chiesa di Roma.
Il 10 e 11 novembre a due passi dal Vaticano si terrà l’assemblea mondiale dell’associazione tradizionalista Una voce. Nel corso dell’assemblea il cardinale Georges Cottier celebrerà una messa con l’antico rito presso la Chiesa di Gesù e Maria al Corso.
La celebrazione secondo il rito tridentino sta diventando anche un business. Pietro Siffi, presidente e fondatore della Catholic anti-defamation league, ha creato un sito internet dove si possono acquistare on-line paramenti, suppellettili e arredi sacri per celebrare la messa di San Pio V.
Inoltre, per i sacerdoti che desiderano imparare il vecchio rito, la Tridentinum organizza brevi corsi a domicilio con attività di tutoraggio. “I corsi, della durata di due o tre giorni, sono completamente gratuiti e sono tenuti da esperti liturgisti. A poche settimane dal lancio di questa iniziativa abbiamo già ricevuto decine di richieste” spiega Siffi. Forse ora sarebbe utile pensare anche alle ripetizioni di latino.
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Il Concilio Vaticano II ora è più lontano. E non solo perché un altro giorno è passato da quel 1965, in cui si chiusero i lavori di “ammodernamento” della Chiesa cattolica e che durarono ben tre anni. Ma è più lontano anche perché da oggi, 14 settembre, entra in vigore il motu proprio lanciato il 7 luglio scorso da Papa Benedetto XVI che sdogana la messa in latino: “Ciò che per le generazioni anteriori era sacro” aveva scritto il Santo Padre “anche per noi resta sacro e grande, e non può essere improvvisamente del tutto proibito o, addirittura, giudicato dannoso”.
Adesso, insomma, sarà più facile per i parrocci di tutte le diocesi cattoliche italiane e del mondo celebrare il rito nell’antica forma liturgica andata in pensione ufficialmente nel 1969 dopo oltre 1500 anni di onorato servizio. Secondo il documento pontificio i sacerdoti che vorranno, sia su propria iniziativa sia su richiesta esplicita dei fedeli, utilizzare il vecchio messale per la celebrare la messa, potranno farlo senza chiedere l’autorizzazione al Vescovo della propria Diocesi.
La messa cosiddetta tridentina, che potrà essere celebrata non soltanto nei giorni festivi ma anche il sabato e la domenica, non ha come unica caratteristica quella dell’essere in latino (con alcune parti in greco antico): il sacerdote, infatti, a differenza di quanto avveniva fino a ieri, darà le spalle ai fedeli e reciterà preghiere e salmi che tra le navate e i banchi delle parrocchie non si sentivano da quasi quarant’anni.
Profondamente intimista (prevede numerosi momenti di silenzio) e legata alla spiritualità dei credenti, la messa secondo il rito di San Pio V elimina le preghiere corali dei fedeli e prevede una sola lettura oltre quella del Vangelo: entrambe, comunque, saranno lette appunto in latino, mentre resterà la lingua nazionale per l’omelia.
Una curiosità: il rito tridentino non sarà tollerato dalla diocesi milanese. Secondo quanto comunicato dall’arcivescovo Dionigi Tettamanzi all’indomani della promulgazione del Sommorum Pontificum da parte di Ratzinger, in nessuna parrocchia cittadina è “presente uno stabile gruppo di fedeli che voglia la celebrazione in latino”.
Nell’intera diocesi, insomma, resterà in vigore il rito ambrosiano.
Il VIDEO servizio:
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Dopo la mossa Papa Ratzinger nel tentativo di disinnescare lo scisma lefebvriano liberalizzando la messa in latino, il Vaticano ne fa un’ altra, in opposta direzione.
Cinque quesiti, con altrettante risposte, precedute da una breve introduzione e seguite da commento - sedici pagine in tutto - per affermare il primato del Papa e della chiesa cattolica sulle altre. Perché Cristo ha costituito “sulla terra un’unica Chiesa”, che si identifica “pienamente” solo nella Chiesa cattolica e non nelle altre comunità cristiane.
È questo il centro del documento della Congregazione della dottrina della fede intit
olato Risposte ai quesiti riguardanti alcuni aspetti circa la dottrina sulla Chiesa, firmato il 29 giugno, festa dei Santi Pietro e Paolo e pubblicato oggi dal Vaticano.
Diffuso in 8 lingue - latino, italiano, francese, inglese, tedesco, spagnolo, portoghese e polacco - il testo richiama i principi del Concilio Vaticano II, la Lumen gentium, i decreti sull’ecumenismo (Unitatis redintegratio) e sulle Chiese orientali (Orientalium Ecclesiarum).
Mettendosi contro Lutero e la Riforma, il Vaticano afferma che le comunità cristiane diverse dalla chiesa cattolica hanno delle “carenze” e non sono a pieno titolo chiese di Gesù Cristo, cioè descrive le chiese cristiane ortodosse come vere chiese che però presentano una “ferita” per il fatto di non riconoscere il “primato” del Papa.
Ma “la ferita è ancora molto più profonda” nelle denominazioni protestanti, si legge nel testo che cita un precedente documento della Congregazione, una visione che potrebbe complicare le relazioni con queste comunità.
Le comunità protestanti, nate dalla riforma luterana del XVI secolo, non possono essere considerate, dalla dottrina cattolica, “chiese in senso proprio”, in quanto non contemplano il sacerdozio e non conservano più in modo sostanziale il sacramento dell’Eucarestia.
Il testo, firmato dal Prefetto della Congregazione, il cardinale William Levada, e dal segretario, monsignor Angelo Amato e porta la data del 29 giugno, solennità dei santi Pietro e Paolo, scelta, evidentemente, non a caso. Come non a caso arriva una precisazione sul Concilio Vaticano II: “Nel periodo postconciliare” dice l’articolo “la dottrina del Vaticano II è stata oggetto, e continua ad esserlo, di interpretazioni fuorvianti e in discontinuità con la dottrina cattolica tradizionale sulla natura della Chiesa: se, da una parte, si vedeva in essa una ’svolta copernicana’, dall’altra, ci si è concentrati su taluni aspetti considerati quasi in contrapposizione con altri”.
Tradotto: i modernizzatori della Chiesa hanno interpretato il Concilio come una rottura con il passato mentre i conservatori, delle cui fila fa parte lo stesso Benedetto XVI, lo vedono in continuità con la bimillenaria tradizione cattolica.
Padre Augustine Di Noia, sottosegretario della Congregazione, ha detto che il documento non altera l’impegno verso il dialogo ecumenico, ma intende affermare l’identità cattolica.
Sì al dialogo anche con le chiese “particolari” ma, afferma l’ex Sant’Uffizio, “perché il dialogo possa veramente essere costruttivo, oltre all’apertura agli interlocutori, è necessaria la fedeltà alla identità della fede cattolica”.
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“Beh, così sui due piedi (sulla battigia, per altro, ndr)… Però mi sarebbe piaciuto svolgere il tema a carattere storico e riflettere «sulle ragioni degli imponenti flussi di immigrati nell’odierna Europa e sui nuovi scenari che si aprono nei rapporti tra i popoli, dopo la fine del colonialismo moderno e l’avvento del neocolonialismo»”.
Dalla Sardegna, dove si gode una vacanza tutta in famiglia, parla Serena Autieri, la bella professoressa di cui si innamora Paolo (Giorgio Panariello), il padre di Luca (Nicolas Vaporidis), nel film cult dei diciottenni maturandi: Notte prima degli Esami - Oggi.
Già, i ragazzi oggi hanno a disposizione sei ore per la prova di italiano, la prima dell’esame di maturità…
Appunto, in un tema come quello hanno la possibilità di spaziare, di scrivere molto, di approfondire, partendo da fatti storici fino ad arrivare ai nostri giorni.
Quindi, niente Foscolo, niente Leopardi, Galileo, il tormentone Dante… E niente saggio sulla “Costituzione repubblicana nel laborioso cammino da una dittatura alla partecipazione politica in Italia”.
Esatto. Nonostante mi piacciano molto i saggi. Sopratutto quelli a carattere storico e psicologico. Quando riesco a trovare il tempo di entrare in libreria faccio incetta di questi titoli. Ne compro a dozzine. Tornando al tema, avrei parlato del villaggio globale. Che credo sarà la traccia più seguita, oggi.
Perché?
Perché i giovani, più di noi (e più di me che la maturità l’ho fatta al Liceo artistico di Napoli, 12 anni fa) ci abitano dentro. I diciottenni hanno più argomenti di quanti ne avessimo noi. Per le mie ricerche, ricordo che ricorrevo al metodo classico della vecchia cara enciclopedia. Oggi loro hanno a disposizione il mondo della Rete, appunto: un villaggio globale tutto in digitale, tutto a portata di un qulasiasi motore di ricerca.
La rete… sa che già alle 09.36 sui siti specializati (Skuola.net e Studenti.it) c’erano materiali, appunti e spunti per fare il tema?
Immagino. Ma questa è la modernità. Anche se l’esame di Stato resta una tappa importante per i ragazzi. Nel bene e nel male segna un passaggio verso la crescita, verso la maturità, appunto.

Delle altre tracce che cosa dice? Sempre sul web si è scatenata la polemica sul ritorno, dopo soli due anni, di Dante. Che, a detta di alcuni, penalizzerebbe gli studenti degli Istituti tecnici.
Tutto sommato mi sembrano tracce buone. Coprono diversi argomenti. Direi che ce n’è per tutti.
A lei com’era andata la prima prova della maturità?
Ricordo solo che ho passato la prima ora a fare la cosiddetta scaletta: buttavo giù idee e le collegavo. Un metodo ottimo che ancora oggi uso, quando mi diverto a scivere canzoni, poesie e favole per bambini.
E che cosa sta scrivendo in questo periodo?
No, adesso mi sto rilassando con i miei nipotini, visto che per settembre ho da girare un nuovo film e a ottobre una fiction tv.
Buon relax, allora.
Grazie e in bocca al lupo ai ragazzi.
Qui il VIDEO servizio:
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I consigli degli esperti sono sempre gli stessi, soprattutto alla vigilia: mangiate leggero, non studiate all’ultimo minuto e dormite a lungo. Ma i fatti smentiscono sempre: i 500 mila studenti che da mercoledì 20 inizieranno ad affrontare la maturità 2007 nell’80 per cento dei casi resteranno svegli quasi tutta la notte. A cercare di immagazzinare gli ultimi concetti utili.
Un’indagine di Cofimp, qualche mese fa, dava un quadro tipo della “notte prima degli esami” (e i due film non c’entrano niente): su mille intervistati, il 38 per cento dei maschi e il 44 delle femmine dichiara di studiare tutta la notte. Solo il 16 per cento si concede una giornata di riposo e il 17 per cento va a letto presto per arrivare in forma alla mattina successiva. Un misero 4 per cento dichiara di pregare. E un abbondante 25 per cento si rilassa fumando cannabis.
Sì, perché se i siti proliferano di soliti buoni consigli per prendere sonno (bere un bicchiere di latte tiepido, fare una passeggiata o qualche esercizio fisico…) i ragazzi commentano così: “Fumatevi un cannone di fumo nel vostro letto, nel giro di una mezz’oretta dopo un paio di allucinazioni dovreste prendere sonno senza alcun problema”.
Cannabis a parte, la rete è piena di consigli seri su come affrontare l’ultimo giorno di tensione: da quelli salutistici (“Mangiare lattuga e sedano”) a quelli più originali (“Mangiare tanta cioccolata”), da quelli del pediatra (“I genitori non trasmettano l’ansia”) a quelli della prof (“Se prepari una tesina, non scopiazzarla”). I classici sempreverdi.
Ma gli insonni del 2007 hanno un altro consigliere fidato: il web. Chat e forum per sfoghi e consigli (oltre che per la ricerca di indiscrezioni sulle tracce dei compiti) sono garantiti in ogni sito. Internet offre persino la consulenza psicologica per chi è sotto stress da esami. Oppure l’intrattenimento a tema: Skuola.net, per esempio, sulla scorta dei 15 mila contatti della “notte prima degli esami 2006”, quest’anno propone una non stop 24 ore in chat e streaming audio-video da questo pomeriggio alle 19 a domattina, tramite Magic TV, emittente Sky.
Sarà una trasmissione di intrattenimento nella quale tra un video musicale e l’altro si parlerà anche di maturità, assieme a volti noti del mondo dello spettacolo e della musica. Così, chi non riuscirà a chiudere occhio potrà almeno distrarsi.