
La GALLERY sulla sentenza del caso Sandri
Sdegno, rabbia, vergogna. E, purtroppo, soprattutto “vendetta”. Vola su internet l’amarezza di amici, ultrà e semplici simpatizzanti di Gabriele “Gabbo” Sandri per la sentenza di ieri della Corte di Assise di Arezzo che ha condannato a sei anni l’agente di Polizia Luigi Spaccarotella, che l’11 novembre 2007 sparò da un’area di servizio all’altra dell’autostrada del Sole e uccise il tifoso della Lazio Gabriele Sandri, 26 anni.
Se l’è “cavata” - così almeno la pensano la famiglia, i parenti e gli amici della vittima - con una sentenza di condanna per omicidio colposo: sei anni di reclusione. È l’epilogo amaro per una sentenza che non piace a familiari e amici di Gabbo. Che scelgono la rete per sfogare rabbia, dolore e delusione. Al pari degli ultrà che postano tantissimi messaggi sui forum vicini ai tifosi laziali, sui blog e soprattutto sul sito dedicato al dj morto. Proprio navigando sul portale gabrielesandri.it che si concentra l’ira degli internauti per la sentenza, inondato già da ieri sera da decine di post (non firmati).
“Viva l’Italia: sei un altra vittima della giustizia italiana, come Carlo Giuliani”, si legge, “Spaccarotella: sei un uomo di m… piangi di gioia… in questo paese bisogna farsi giustizia da soli…”. E ancora: “Mettiamoci una divisa anche noi e iniziamo a sparare contro Spaccarotella…”. “Vergogna: dicano chiaramente che se uno porta una divisa da poliziotto può permettersi di sparare senza motivo e ammazzare una persona”, scrive qualcuno, mentre un altro attacca ancora l’agente: “Maledetto infame, spero che soffrirai come stai facendo soffrire la famiglia Sandri”.
Giorgio Sandri, il padre di Gabbo, anche lui visibilmente provato e indignato, annuncia di voler chiedere “spiegazioni ai ministri Maroni e Alfano e al capo della polizia Manganelli. Mio figlio è stato assassinato dallo Sato e ora lo Sato mi deve giustizia”. Poi prova a sedare gli animi: “È una vergogna, come per l’omicidio Aldovrandi a Ferrara, non c’è giustizia. Adesso però è il momento di stare calmi, non dobbiamo offrire il fianco passando dalla parte del torto”.
E come lui il fratello del ragazzo ucciso, che invita alla calma. Ma è difficile placare la furia degli ultrà per quella che considerano una sentenza contro tutti loro. Nella notte infatti si sono già verificati i primi attacchi alle forze dell’ordine, con alcune decine di tifosi che a Roma hanno assaltato la stazione dei Carabinieri di Ponte Milvio.
Ancora Giorgio Sandri: “Evidentemente la divisa paga”. Ed è quello che devono aver pensato anche gli amici (ultrà e non) di Gabbo, presenti in aula, alla lettura della sentenza da parte del presidente della corte d’assise di Arezzo, Mauro Bilancetti. Diversa invece la reazione della difesa, fra sorrisi e pacche sulle spalle. Mentre una ragazza, subito dietro gli avvocati, sembra stupirsi della reazione violenta degli amici di Sandri.
Le reazioni degli Ultrà
Sui siti degli Ultrà, intanto, si rincorrono rabbia e sconforto nei confronti della sentenza, di Spaccarotella e delle forze dell’ordine in generale.
Sul forum di LazioCity, luogo di ritrovo dei tifosi della squadra, ci provano a mantenere i toni bassi, ad invitare a seguire “lo stile che la famiglia di Gabriele ha sempre dimostrato”. Ma è difficile, e c’è anche chi spera che “la giustizia divina, quella vera, sia lenta e dolorosa per lui [Spaccarotella, NdR] e per i suoi cari”. Anche per i suoi cari, colpevoli solo di non essere andati contro il proprio figlio, padre, marito.
Vergogna e richieste di giustizia anche sul blog degli Irriducibili: “La giustizia terrena non esiste, preghiamo per quella divina! Spaccarotella pezzo di merda! (Manuel A.)”, “Che amarezza…non per spirito di vendetta ma per ingiustizia sociale, 2 pesi 2 misure, la legge non è uguale per tutti in italia. (dandoHC)”.
Su Forum Lazio ultras, Vince si vergogna “di essere un simile di coloro che ti hanno ucciso”, E.R.B. è “senza parole” e per Irridux67 “oggi t’hanno ucciso per la seconda volta”. “Cercano rifugio in improbabili sentenze” scrive invece Folketto “Gabriè, la tua famiglia non lascerà che passi sotto silenzio tutto questo e noi con loro”. “Vedrai che prima o poi verrà fatta giustizia”, conclude Contea.
Tutti a chiedersi cosa fare, concretamente. E non solo i tifosi della Lazio, ma anche quelli della Roma, del Milan, dell’Inter. Il richiamo della famiglia (papà Sandri ha ipotizzato una grande manifestazione di piazza) non conosce infatti confini di fede (calcistica) e colori: “Parteciperemo alla manifestazione organizzata dalla famiglia Sandri, ma sono sicuro che se si farà di domenica si fermerà anche il campionato perché le tifoserie di tutta Italia saranno presenti”, dice afferma uno dei leader storici dei tifosi romanisti, “Peppone”. “Del resto, dopo una sentenza del genere” aggiunge “è tutto inutile: o fai la rivoluzione o te ne stai a casa. Siccome non c’è gente per fare la rivoluzione, ce ne stiamo a casa”. Un’atmosfera di attesa pesante che potrebbe sfociare in nuove violenze, quando (fra poco più di un mese) comincerà il campionato 2009/10 di Serie A.
Le opinioni della Rete
La Rete nel frattempo si divide. C’è chi è contrario alla sentenza, tout-court, e lamenta la solita ingiustizia nei confronti delle vittime delle Forze dell’Ordine. E chi, invece, ricorda che Sandri apparteneva pur sempre a una frangia violenta della tifoseria laziale, e parla di una scelta - quella della corte - dovuta. Ecco alcune opinioni.
I favorevoli alla sentenza…
“Purtroppo già lo sappiamo che per molti, in questo strano paese, basta indossare una divisa per essere già colpevole, per passare dalla parte del violento, dell’arrogante. [...] Lo spazio è dato per gridare all’ingiustizia di una sentenza. Per urlare allo Stato che si deve vergognare per le sentenze che nei processi non fanno la giustizia voluta. Anzi, è una occasione in più per scatenare di nuovo rabbia e violenza per le strade.”
Daw » Il solito vizio tutto italiano
“Aggiungo solo che la sentenza è giusta, e sono convinto che siano degli autentici sciagurati quei giornalisti/opinionisti che stanno pompando il disagio tra menti sicuramente poco avvezze alla civiltà (i tifosi/teppisti, si sa, non hanno un grande QI). Ribadisco, però: in Italia quando si tratta di poliziotti si respira sempre una bruttissima aria. A sinistra c’è l’antico vizio di isolarli ed insultarli, sempre e comunque; a destra, invece, di manipolarli strumentalmente.”
minimAL » Spaccarotella 2
…e i contrari
“Nel caso di Federico [Aldrovandi, NdR] abbiamo visto che che se fosse stato richiesto il volontario o il preterintenzionale non si sarebbe neppure arrivati ad ottenere che i quattro fossero processati… In entrambi i casi abbiamo a che fare con poliziotti, comunque colpevoli, ma appartenenti alla categoria degli intoccabili. Fa male pensare così ma è quello che succede sempre e che mi fa veramente credere che la cosa sia ormai generalizzata.”
L’incommensurabile » Patty Gli intoccabili
“La Legge Uguale per Tutti rischia di trasformarsi in un motto in cui credere più per atto di fede verso le Istutizioni piuttosto che per la loro capacità endogena di garantire giustizia ed equità. Ecco perché ora, nel rinnovato dolore della famiglia, nella rabbia degli amici e dei tifosi, nella strisciante e pericolosa voglia di vendetta che già monta tra i siti internet dei tifosi e nelle prese di posizioni di molti ultras, viene da chiedersi: cosa accadrà?”
Ultrasblog » Lo Stato ha perso
“Nun è omicidio noooo, mica l’ha fatto apposta, tutto sto casino per attaccare lo Stato attraverso le sue istituzioni, però noi semo ugualmente inflessibili, 6 anni ma in galera non ci vai, derubricato il reato, l’avvocato che esulta, la famiglia dell’assassino commossa che si stringe intorno alla guardia trionfante. Questo è il Paese in cui viviamo, questa l’Italia che probabilmente abbiamo creato anche noi. [...] Ci faremmo una risata gigantesca se non fosse per il dolore e il rispetto che nutriamo per papà Sandri e il resto della famiglia. A voi il più profondo e sentito abbraccio, saremo in piazza quando ci chiamerete.”
C’è solo l’A.S. Roma » Ingiustizia è fatta
Il VIDEO con la lettura della Sentenza: 6 anni a Spaccarotella
Il VIDEO con la ricostruzione dell’omicidio di Gabbo Sandri:

È in corso davanti alla Corte di Assise di Arezzo il processo all’agente della Polstrada Luigi Spaccarotella, l’uomo accusato di aver ucciso l’11 novembre del 2007 Gabriele Sandri, tifoso laziale, nell’area di servizio di Badia Alpino. Per la prima volta i familiari del tifoso si sono trovatti faccia a faccia con Spaccarotella. L’agente, accusato di omicidio volontario, è arrivato in aula dopo che la Corte d’Assise ha respinto la richiesta di rito abbreviato avanzata dai suoi difensori. Spaccarotella si è diretto verso la sua postazione, senza guardare i genitori e il fratello di Gabriele Sandri. I tre, papà Giorgio, la mamma Daniela e Cristiano, lo hanno seguito con lo sguardo, in silenzio, finchè l’agente non si è seduto. I familiari di Sandri sono seduti sulle panche della fila di sinistra; l’agente è invece sulla fila di destra in posizione avanzata rispetto ai Sandri. I familiari hanno continuato a guardarlo per alcuni secondi, si sono scambiati fra di loro sguardi e qualche parola.
“Vedrò in faccia l’assassino di mio figlio per la prima volta. Immaginate le mie sensazioni” aveva detto in precedenza Giorgio Sandri, padre di Gabriele. L’agente è entrato in aula all’avvio del dibattimento, dopo che telecamere e fotografi sono stati fatti uscire. “Voglio solo giustizia per Gabriele” ha detto Daniela, la madre del tifoso ucciso “io penso solo a mio figlio che non c’è più”. In aula anche Cristiano, il fratello maggiore di Gabriele: “Vedremo le sembianze di chi ha ucciso mio fratello”. A chi gli chiedevano sulla deviazione del proiettile da parte della rete metallica che separa l’area di servizio dalla carreggiata, su cui punta la difesa di Spaccarotella, Cristiano Sandri ha risposto: “Secondo i nostri consulenti la deviazione non c’è stata”.
Per l’avvocato Federico Bagattini, uno dei due legali che difende Luigi Spaccarotella, “il dolore del mio assistito è il dolore della famiglia”. Ai giornalisti che gli domandano come sta, Bagattini ha risposto: “Sta male, male, come sta una persona accusata di omicidio volontario sapendo che non lo ha commesso, essendo un membro della Polizia di Stato”.
Oggi, al processo, è prevista anche la presenza di tifosi della Lazio amici di Sandri. Spaccarotella, nei giorni scorsi ha detto di temere ritorsioni nei confronti suoi e della sua famiglia da parte degli ultras biancoazzurri. Decisive, per l’esito del processo, saranno anche le perizie; secondo una fatta da esperti nominati dalla difesa, il proiettile che ha colpito Gabbo sarebbe stato deviato dalla rete metallica che separa l’area di servizio dell’autostrada dalla carreggiata.
Qui il VIDEO della ricostruzione al computer quanto accadde l’11 novembre del 2007 nell’area di servizio di Badia del Pino, quando l’agente della stradale Luigi Spaccarotella sparò e uccise il giovane Gabriele Sandri.

Pioggia di milioni sulla capitale: il biglietto vincente della Lotteria Italia 2008 da 5 milioni di euro, il numero E 502242 è stato acquistato in un punto vendita a Roma in via Duccio Galimberti 36. Il Lazio si è aggiudicato anche il secondo premio L 57404, da 3 milioni di euro, venduto a Ceccano, in provincia di Frosinone.
La fortuna torna quindi a baciare Roma, la città in cui si sono venduti più biglietti, dopo i primi premi nel 2001 e nel 2003. Gli altri premi maggiori sono stati assegnati al biglietto F 547314 venduto a Pachino (Siracusa) in piazza Vittorio Emanuele 63 (2 milioni di euro), al biglietto N 323631 venduto a Dolo (Venezia) nel’area di servizio A4 La Serenissima km 247 direzione Verona (quarto premio, 1,5 milioni di euro), al biglietto S 663401 venduto a Civitella d’Agliano (Viterbo) area di servizio su A1 Firenze-Roma, biglietto C 397615 venduto a Catania in via Raffaello Sanzio 30.
Complessivamente i premi assegnati sono stati 147, 25 in più rispetto alla scorsa edizione, per un montepremi totale di quasi 20 milioni di euro. Cos diviso: 10 premi da 250mila euro (seconda categoria); 30 premi da 50mila euro (terza categoria); 101 premi da 20mila euro.
L’elenco completo dei biglietti vincenti sarà disponibile sul sito dei monopoli Aams.it. I possessori dei tagliandi vincenti, per riscuotere le somme vinte, dovranno presentare il biglietto, integro e originale, presso uno sportello di Banca Intesa oppure presso l’Ufficio Premi del Consorzio lotterie nazionali a Roma. Il biglietto può anche essere spedito all’Ufficio Premi.
Le vincite devono essere richieste entro 6 mesi dal giorno successivo a quello della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del bollettino dell’estrazione, e il pagamento avviene entro 30 giorni dalla data di presentazione del biglietto.
Il VIDEO servizio:

Sinfonia azzurra sulle due ruote. Valentino Rossi e Alessandro Ballan sono due personaggi molto diversi tra loro, ma hanno un unico obiettivo: arrivare primi al traguardo. Campioni del mondo per grinta, carattere, forza ed efficacia. Il primo, il centauro pesarese, si riprende quello che gli era sfuggito negli ultimi due anni, il titolo mondiale in Moto Gp, la classe regina dei motori a due ruote. Il secondo, buon corridore, brillante nelle corse di un giorno, scatta al momento giusto e arriva da solo sul traguardo di Varese. Un’apoteosi tutta italiana, che fa dimenticare il disastro delle Ferrari a Singapore. Ma andiamo per ordine.
VALE: “È IL TITOLO PIÙ BELLO”. Sono le sette della mattina in Italia quando sulla pista di Motegi, in Giappone, scatta il Moto Gp. Tutti attendono Rossi, quarto nelle prove, e invece Pedrosa è primo davanti a Stoner. Valentino è quinto, poi quarto e dopo, appena tre giri, è già terzo. Basterebbe questa posizione per vincere il mondiale. Ma “The Doctor” non si accontenta e prima sorpassa Pedrosa, poi, in una staccata molto pulita e spettacolare, lascia al palo Stoner, il suo rivale di sempre. È l’inizio del trionfo: Valentino arriva al traguardo impennando sulla sua Yamaha. Stoner è staccato in classifica di 92 punti, troppi a tre gare dal termine (ogni vittoria assegna 25 punti). Dopo l’arrivo è cominciato lo show. Prima la maglietta “Scusate il ritardo”, dopo due anni in cui tra sconfitte in pista e fuori (vicenda fiscale inclusa) è sicuramente cambiato e cresciuto. Poi il tavolino a bordo pista preparato dal fan club: un finto notaio, sedicente Ottavio Ottaviani (nome che dice tutto) certifica la firma di Valentino sul casco bianconero celebrativo del titolo. “Quello del 2004 e questo di oggi sono i titoli più belli che ho vinto. Mi mancava la sensazione di essere di nuovo campione del mondo”. Il tutto con una moto competitiva, gomme che vanno bene e un team che aveva più voglia di vincere di me”.
BALLAN, SCATTO MONDIALE Tutti si aspettavano Paolo Bettini, campione del mondo in carica da due stagioni, ma alla fine spunta Alessandro Ballan, uno spilungone di Castelfranco Veneto che fino adesso in carriera aveva vinto poco o nulla. Che stacca tutti a meno di quattro chilometri dalla fine e vince per distacco il mondiale di ciclismo a Varese davanti ad un altro italiano, Damiano Cunego. Quarto Rebellin, a sfiorare un podio tutto italiano che avrebbe completato una giornata memorabile per i nostri colori. Bettini, che forse ha speso troppe energie troppo presto, è rimasto attardato all’ultimo giro insieme a Freire e Valverde. Il “grillo” ha tagliato il traguardo esultando per il successo di Ballan. “È stato un Mondiale difficile, ero molto teso. Ma sono orgoglioso di aver chiuso la mia carriera con una squadra straordinaria. Complimenti a Ballan, uno che magari ha poche vittorie ma tutte buonissime”.
DISATRO FERRARI NELLA NOTTE DI SINGAPORE. La scuderia italiana esce con le ossa rotte dall’inedito Gp di Singapore, disputato in notturna, con 30 gradi di temperatura e quasi l’80 per cento di umidità dentro le monoposto. Dopo una partenza perfetta, con Massa che teneva il primo posto davanti a Hamilton e Raikkonen subito dietro al pilota della Mc Laren, all’improvviso l’irreparabile. Massa al rifornimento parte trascinandosi dietro il bocchettone della benzina: deve fermarsi in attesa che gli impacciati meccanici lo raggiungano alla fine dei box e riescano a togliergli il bocchettone. Perderà oltre un minuto. Poi verrà anche penalizzato per aver intralciato il passaggio di un altro pilota. Raikkonen va a sbattere contro un muro quando era quinto. Alla fine vince Fernando Alonso, dopo un anno di digiuno. Hamilton chiude terzo e ringrazia ancora una volta le disgrazie Ferrari. Ora è a a +7 da Massa e la McLaren sorpassa nella classifica costruttori.
DERBY AL MILAN, LAZIO IN TESTA E il calcio? Regala emozioni fino a tarda sera con il Milan che nel posticipo della quinta giornata batte l’Inter con un gol di Ronaldinho e costringe alla prima sconfitta Mourinho che questa volta deve presentarsi per forza e prendersi tutte le responsabilità di una sconfitta meritata. La contemporanea vittoria della Lazio a Torino per 3 a 1 (doppietta di Zarate, sempre più leader di questa squadra) permette ai biancocelesti di balzare in testa alla classifica, seguiti da Napoli che espugna Bologna e si candida a essere la squadra rivelazione del campionato. Bene Udinese, Fiorentina (contro il Genoa decide il solito Gilardino) e la Roma che torna al successo contro l’Atalanta. Reggina e Cagliari chiudono la classifica: sullo stretto e nell’isola le panchine traballano.