Archivio per il tag “lecce”

Soldi e regali dalle aziende. “Decapitata” la Polstrada di Lecce

Un agente della Polizia stradale

Associazione per delinquere per concussione ambientale e falso ideologico. Con queste accuse sono finiti in carcere sedici agenti della Polstrada di Lecce. Secondo gli inquirenti, avrebbero creato un’organizzazione che, in cambio di regali e denaro, garantiva il transito senza controlli ai veicoli di un centinaio di imprese della provincia di Lecce, operanti in vari settori.
Il terremoto ha letteralmente decapitato la polizia stradale di Lecce, investita da uno scandalo senza precedenti: su trentasei agenti del comando cittadino, sedici sono stati arrestati, mentre altri due, proprio qualche settimana fa, erano stati condannati a quattro anni per concussione e rifiuto di atti di ufficio, per una storia risalente al 29 ottobre del 2004, quando avrebbero ricevuto in regalo quattro paia di scarpe da un commerciante ambulante di calzature di Cutrofiano, nel cuore del Salento, fermato per un controllo su strada. L’inchiesta attuale non interessa il distaccamento di Maglie, la seconda sezione della polizia stradale salentina. “Gli arresti sono stati eseguiti al termine di mesi di indagine durante i quali sono stati fatte numerose intercettazioni con microspie sotto i Gps delle volanti. Alcuni indagati parlano e dicono di tutto sulla loro attività illecita”, spiega a Panorama.it Mino Marinazzo, giornalista del Nuovo Quotidiano di Puglia.

“La possibilità di un’indagine così approfondita si è presentata solo quando abbiamo avuto una denuncia non anonima dall’interno della stessa sezione di polizia stradale. E poi c’è stato l’invio, con lettera anonima, di un elenco di aziende che pagavano gli agenti”, conferma Cataldo Motta, procuratore capo di Lecce. “Dall’accertamento grafologico abbiamo accertato come lo scritto fosse riconducibile alla mano di uno degli agenti ed è venuto fuori questo spaccato, un aspetto peculiare, il collegamento stabile con molti imprenditori di vari settori”. Da un’intercettazione, emerge che l’attività illegale avrebbe fruttato a ciascuno 40 mila euro in 3 anni. Avrebbero intascato soldi o usufruito di concessioni di vario tipo, come merci di un certo valore, accordandosi con imprenditori di ditte leccesi, ma anche della zona di Brindisi e San Pietro Vernotico (paese al confine tra le due province) con interessi nel Salento, evitando che fossero controllati e quindi, in molti casi, contestati verbali per le infrazioni più varie, a partire dal classico sovraccarico di merci. “Aziende di qualsiasi settore”, conferma Marinazzo. “Da quelle agricole a quelle legate alla falegnameria, fino al commercio, all’edilizia, ai macchinari. Questo sistema era ormai consolidato nel territorio da almeno venti anni e a pagare erano direttamente gli imprenditori e i commercianti”.

Secondo l’accusa, alla testa dell’organizzazione ci sarebbe l’ispettore capo Francesco Reggio, da oltre 30 anni nella polizia stradale. In una sua telefonata oggetto di intercettazione, si sentirebbe Reggio compiacersi con un collega, anche lui coinvolto nell’attività illegale, per questa entrata aggiuntiva al salario, perché gli avrebbe permesso di andare in pensione in anticipo. A seguire quest’esempio negativo, quindici colleghi, tutti di Lecce e provincia: Giuseppe Amenini di Maglie, Franco Carlà di Cavallino, Fabio Cazzato di Lecce, Paolo Maria Centone di Cavallino, Cosimo De Giuseppe di Minervino, Luigi De Vincenzo di Nardò, Leonardo Impero Delle Donne di Martignano, Salvatore Lanza di Lecce, Temistocle Parlangeli di Guagnano, Anna Maria Assunta di Vernole (la più giovane degli arrestati, 37 anni), Giuseppe Piccino di Aradeo, Cosimo Maurizio Rampino di Trepuzzi, Angelo Rapanà di Campi Salentina, Ugo Rizzello di Seclì, Maurizio Scarfone, di Frigole, Stefano Simonetto di Nardò. “L’aspetto positivo è che sia stata la stessa polizia di Stato a tirare fuori questa vicenda così crudamente, pur di recuperare immagine, perché in realtà, del fenomeno, si parlava da tempo e questo è un aspetto che danneggiava ancora di più la figura degli agenti onesti”, conclude Cataldo Motta. Cosimo Cucurachi, il dirigente della stradale è in malattia da qualche mese ed è prossimo alla pensione. Sarà sostituito, non per motivi legati all’indagine in corso, da Lucia Tondo. Gli agenti arrestati, come annunciato dal dirigente superiore della Polizia stradale di Puglia, Giuseppe Salomone, saranno sostituiti entro 48 ore da 14 nuove unità. Un cambiamento che servirà a dare alla cittadinanza un forte segno di discontinuità.

Lecce, ucciso a coltellate un politico dell’Idv

Palazzo Carafa, la sede del Comune di Lecce
Un esponente dell’Italia dei valori è stato ucciso la scorsa notte a Ugento, dove viveva, con varie coltellate al torace. Si chiamava Giuseppe Basile ed era consigliere provinciale di Lecce e consigliere comunale di Ugento. Aveva 61 anni. Le indagini vengono condotte dai carabinieri che sono al lavoro e per ora non escludono alcuna ipotesi.

Secondo quanto riferito da Carlo Madaro, ex magistrato ed esponente salentino dell’Italia dei valori, Basile aveva di recente subito un’intimidazione: gli era stata fatta trovare dinanzi a casa la testa mozzata di un animale qualche mese fa. Madaro - che è assessore provinciale a Lecce per la tutela dei dirittti e dei consumatori e per la lotta all’usura e al racket - riferisce di aver consigliato a Basile in quella circostanza di denunciare l’accaduto ma aggiunge di non sapere se poi Basile lo avesse fatto. Circa tre anni fa - sempre secondo Madaro - a Basile era stata fatta arrivare una busta con un proiettile. “Aveva capitalizzato inimicizie”, sottolinea Madaro, “per la sua irruenza e la sua combattività”. L’assessore racconta ancora di aver visto Basile per l’ultima volta il 12 giugno scorso in una riunione di partito fatta a Lecce e di averlo atteso invano ieri alla messa celebrata dal Papa a Santa Maria di Leuca, dove riteneva che si sarebbe recato.

Giuseppe Basile era entrato nel consiglio provinciale di Lecce nel giugno 2005 e nel consiglio comunale di Ugento nel maggio dell’anno successivo. Le sue iniziative di consigliere di opposizione a Ugento spesso in paese suscitavano scalpore. Nel marzo scorso, durante la campagna elettorale per le elezioni parlamentari, aveva vivacemente protestato, e preannunciato esposti alla magistratura, perchè la polizia municipale gli aveva rimosso uno striscione per propaganda elettorale di circa tre metri di lunghezza che aveva posto su un balcone sul Comitato elettorale dell’Italia dei valori.

Lecce val bene un concerto. Per le Amministrative si scommette sui Police

Palazzo Carafa, la sede del Comune di Lecce
Sembra paradossale ma nelle elezioni amministrative in Puglia, per il centrosinistra è più importante conquistare Lucera, che Lecce. Sta di fatto che per la città d’arte del foggiano invece si è scomodato un leader di peso come il diessino Massimo D’Alema, ministro degli Esteri, a chiudere la campagna elettorale di Vincenzo Morlacco, candidato sindaco del centrosinistra appoggiato da otto liste. E contro il quale dal centrodestra ha fatto rotta su Lucera un altro big nazionale: Pier Ferdiando Casini, che si è speso in favore di Costantino Dell’Osso. La sfida di Lucera, cui partecipano come candidati sindaci anche Antonietta D’Andola (civiche di centro) e Antonio Tutolo (diventato noto per il suo “Partito della pagnotta”), è molto grossa, almeno nei numeri: 540 aspiranti consiglieri “reclutati” da quattro candidati sindaci in 19 liste. In proporzione più candidati di Taranto e Lecce.
Nella capoluogo del Salento i candidati sono cinque, 23 le liste, 920 aspiranti per i quaranta seggi in palio a Palazzo Carafa: più o meno 1 ogni 80 elettori, che sono 77 mila. Scende da Palazzo Carafa un pilastro della politica di destra del Mezzogiorno, il sindaco Adriana Poli Bortone, che è stata anche Ministro dell’agricoltura nel primo governo Berlusconi del 1994, eletta deputato di An in cinque tornate elettorali e poi anche Europarlamentare. Con lei fuori dalla gara, l’Unione immagina di poter recuperare il terreno perduto nel 2002, quando finì 69 a 31 (per cento) a favore della Cdl. A raccogliere l’eredità della signora di An, la CdL ha scelto di puntare sul quarantenne Paolo Perrone, laurea alla Bocconi, emergente di Forza Italia, già vicesindaco a assessore ai lavori pubblici. In caso di vittoria, Perrone ha già annunciato che come vice sceglierebbe proprio l’attuale sindaco Poli Bortone e si impegnerebbe a realizzare un suo sogno particolare: “portare a Lecce – possibilmente da sindaco – un concerto dei Police“. Potrebbe, vorrebbe impedirglielo Antonio Rotundo, 56 anni, candidato del centrosinistra che ha scelto dopo 3 legislature in Parlamento di tornare a casa per correre per la fascia di primo cittadino. Rotundo è un dalemiano doc e sta facendo una campagna elettorale di attacco, per arrivare almeno al ballottaggio. Completano la lista dei candidati, il centrista Wojtek Pankiewitc, l’ex An Mario De Cristofaro (ora a capo di una lista civica), e l’attuale assessore allo sport, Salvatore Bianco.

Via il secondo video choc della professoressa di Lecce

La professoressa di Lecce ancora al centro di un video scottante
Registrato da un telefonino, postato su YouTube e poi rimosso - come segnalato un lettore - il video con protagonista la professoressa di Monteroni (Lecce) è già noto agli investigatori, cui era stato consegnato dai difensori della docente quarantenne.
Secondo i legali della professoressa questo secondo filmato avrebbe dovuto scagionare l’insegnante, mostrando che ciò che avveniva in classe era frutto dalla goliardia di studenti indisciplinati e non di veri e propri palpeggiamenti. Invece la “mano morta” con simulazione di atto sessuale che uno studente fa dietro alla professoressa, impegnata in una conversazione telefonica, potrebbe peggiorare la posizione giudiziaria della donna, già al centro di due indagini (una della magistratura e una interna al Ministero) per corruzione di minorenni e sospesa dall’incarico per due mesi. Il filmato, di pessima qualità perché girato con un videofonino, si conclude con la donna che interrompe la telefonata mentre il ragazzo torna a posto: tutto come se nulla fosse accaduto. Dimostrando così, secondo l’accusa, che la donna era pienamente consapevole di quanto stava accadendo. Ora il pm Maria Cristina Rizzo cercherà di sapere chi ha messo in rete il secondo filmato.
Mentre l’opinione pubblica si chiede: quanti altri video sono stati girati con la professoressa protagonista?

La prof di Lecce ci ricasca: nuovo video choc con il telefonino

La professoressa hard di Monteroni (Lecce) torna (ahilei) sotto i riflettori della rete: è lei la nuova protagonista su YouTube, in un nuovo video hot.

L’insegnante, già sospesa dall’incarico per due anni e al centro di due inchieste (una della Procura della Repubblica e una ministeriale), nel nuovo video è ritratta in piedi mentre parla al telefonino, nell’aula semi deserta. Uno studente si avvicina, la palpeggia e mima da dietro, per due volte, l’atto sessuale.

Solo pochi mesi fa il video-choc che la ritraeva seduta e, con il tanga bene in vista, mentre veniva palpeggiata da alcuni studenti; adesso il nuovo filmato. Sono circa 15 secondi di immagini, già cliccatissime e acquisite dalla Procura, di scarsa qualità e probabilmente registrate ancora una volta con un videofonino durante l’orario di lezione. Il video si conclude con la professoressa che chiude la conversazione al telefono e il ragazzo che si allontana. Tutto come se niente fosse accaduto.

Ecco il nuovo video:

Archivi