
La Camera ha votato il via libera alla responsabilità civile per i giudici (Credits: Mauro Scrobogna /LaPresse)
di Paola Sacchi
Non viene giudicato come un voto che apre la strada delle elezioni anticipate. Ma certamente il governo ne esce indebolito. La votazione a sorpresa di un vasto fronte che ricompatta Pdl e Lega e spacca il Terzo Polo a favore dell’emendamento del leghista Gianluca Pini sulla responsabilità civile dei giudici è il segno che la politica, commissariata dai tecnici, sta tentando di rialzare la testa.
E il Carroccio, grazie al ruolo corsaro di Pini che ha ripresentato l’emendamento inserendolo in un contesto non usuale come la legge Comunitaria, sta cercando di proporsi come il catalizzatore anche in Parlamento oltre che nel paese di tutte le insofferenze nei confronti del governo Monti. Continua

Militanti leghisti al raduno di Pontida (Credits: La Presse)
“Sindaco ma lei l’ha letto il libro?” Inizia con una domanda la nostra chiacchierata con il sindaco di Sesto Calende, il leghista Marco Colombo. Tutto comincia ad agosto: forse a causa degli effetti del solleone, o forse per le intemperanze del giovane primo cittadino, Colombo vede sugli scaffali della biblioteca comunale una copia di “L’idiota in politica“, un saggio antropologico firmato dalla studiosa francese Lynda Dematteo. Il libro analizza il fenomeno Lega Nord ed elabora una teoria articolata secondo cui, in sostanza, “l’idiota in politica” del titolo altri non è se non il leghista e il leghismo in generale.
Il sindaco infuriato corre dalla bibliotecaria, Loredana Dadaro, e chiede di ritirare il testo dagli scaffali. Respinto (con perdite) dalla ragazza studia una controffensiva ancora più arguta. Per evitare che il libro circoli indisturbato - dicono i maligni - darebbe ordine ai militanti, a turno, di prenderlo in prestito e di passarselo di mano in mano (”Questo non è mai accaduto” - ci dice, però, Colombo). Continua

Bossi e Maroni in Piazza Duomo (credits: Gian Mattia D'Alberto/LaPresse)
Di Paola Sacchi
“Non solo a Verona ma in tutto il Veneto la Lega andrà da sola alle amministrative, lo ha già detto il segretario nazionale (regionale ndr) Gianpaolo Gobbo”. Parlando con Panorama.it Matteo Bragandini, deputato tosian-maroniano, molto vicino al sindaco di Verona Flavio Tosi, è netto. Anche se in altri ambienti leghisti lo strappo di Tosi con il Pdl non viene ancora dato per definitivo. Continua

Oltre alle proteste di taxi e tir in tutta Italia, gli altri argomenti caldi della giornata sui quotidiani sono il bracco di ferro tra Lega e PdL e la riforma del lavoro. Continua

Bossi e Maroni ieri in Piazza Duomo (credits: Gian Mattia D'Alberto/LaPresse)
di Andrea Monti
“O fai cadere questo governo infame, oppure comunque alle elezioni ci andrai. In Lombardia”. Destinatario: Silvio Berlusconi. Mittente: Umberto Bossi, che così ieri ha parlato dal palco di piazza Duomo, a Milano, invasa da decine di migliaia di persone per la manifestazione leghista contro il governo. Ma se fino a ieri il tema caldo era quello delle divisioni interne alla Lega, ora il suo fondatore ha sparigliato le carte, minacciando di far cadere Formigoni in Lombardia, dove (parola del Senatùr) “ne stanno arrestando uno al giorno”. Continua

di Cristiana Giudici
Alla fine della fiera, dopo il più sofferto colloquio mai intrattenuto con un giornale, Roberto «Bobo» Maroni rivendica di essere il leader dei «Barbari sognanti». Ovvero di una storia e di un progetto politico mutuato da una metafora, come spiega a Panorama, «presa in prestito dallo scrittore irredentista triestino Scipio Slataper. Morì nella battaglia del Podgora, durante la Prima guerra mondiale. Ma prima riuscì a scrivere un breve e spirituale romanzo, Il mio Carso». Continua

Bossi sul palco in Piazza Duomo (Credits: Gian Mattia D'Alberto/LaPresse)
di Paola Bacchiddu Se non proprio una pace, quantomeno un armistizio. Nella manifestazione contro il governo Monti, in Piazza Duomo, a Milano, la Lega Nord si è presentata unita dopo le divisioni recenti. Sembrerebbe rientrato, dunque, il conflitto tra Maroni e Bossi. Ad un prezzo ben preciso: la testa dell’ex capogruppo alla Camera Marco Reguzzoni, sostituito da Gianpaolo Dozzo. Eppure – tra la dirigenza - molti sorrisi tirati, e qualche stretta di mano obbligata. Ma la base chiedeva unità ed unità è stata soprattutto dopo che dal palco Bossi ha promesso una stagione di coesione interna fino alle prossime elezioni. Va aggiunto che stare all’opposizione sembra aiutare la Lega che in Monti ha trovato il nemico comune, bossiani o maroniani che siano. Continua

Il leader della Lega Nord, Umberto Bossi (D), con l'ex ministro dell'Interno Roberto Maroni il 18 gennaio 2012 a Varese. ANSA/ENZO LAIACONA
Eccoli, gli alleluja all’unità dei simpatizzanti della Lega Nord. La ritrovata concordia tra Bobo e Umberto sul palco del teatro di Varese scatena sui social network l’entusiasmo di una base che nelle ultime settimane era rimasta disorientata. Sul profilo facebook di Matteo Salvini, il numero uno del Carroccio a Milano considerato vicino all’ex ministro dell’Interno, sono centinaia i simpatizzanti che, dopo il simbolico abbraccio a Varese, sembrano aver ritrovato le ragioni smarrite dell’orgoglio padano, sotterratte in queste settimane dalla guerra sorda intestina che ha sconquassato il più antico partito politico italiano spingendolo, secondo la stampa, sull’orlo della scissione. Continua