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Lega-Nord

La bandiera del Principato di Filettino
L’unico Comune in Italia che la secessione l’ha avviata davvero?
Non si trova al Nord nella Padania profonda, ma a un centinaio di chilometri dalla Capitale, nel cuore della Ciociaria, in provincia di Frosinone: Filettino, 600 abitanti, è ormai pronto per diventare il primo Principato del Paese. Continua

Giuseppe Leoni, Lega Nord, senatore molto vicino al cerchio magico di Umberto Bossi
Di Paola Sacchi
“Venerdì a Monza alla chiusura della campagna elettorale sono andato a mnagiare un pizza con l’Umberto e lui mi ha raccomandato unità nel partito. Se ci sono quelli che si definiscono bossiani o maroniani la ritengo una cosa sbagliata. Io sto lavorando con l’Umberto perché al congresso vinca l’unità. Ma se è vero che qualcuno, come hanno scritto sui giornali, vorrebbe togliere Bossi dal simbolo della Lega, allora si facesse un altro partito e con un altro simbolo. Il simbolo della Lega è quello con Alberto da Giussano e Umberto Bossi”. Continua

Il Presidente di Regione Veneto Luca Zaia (Credits: La Presse)
«È arrivata l’ora di cambiare il sistema elettorale». Lo dice il governatore del Veneto Luca Zaia in un’intervista al settimanale Panorama in edicola da giovedì 10 maggio.
Commentando i risultati delle amministrative e la tenuta della Lega in Veneto «grazie ai tombini», cioè «buona amministrazione e legame col territorio», Zaia riconosce che «senz’altro tra gli elettori di Beppe Grillo ci sono molti ex leghisti. Vent’anni fa eravamo noi a cacciare buoni e cattivi in nome del ricambio, oggi è Grillo».
Secondo il «doge» leghista, i grillini «devono cominciare a pensare a come governare dopo la rivoluzione»: «Il D-Day sarà nel 2013». Infine, con Panorama, Zaia smentisce di essere candidato alla successione di Umberto Bossi, che «rimarrà sempre un padre nobile» della Lega: «Il Veneto ha bisogno di un governatore a tempo pieno».

Tosi brinda davanti all'Arena di Verona (Credits: Spada/LaPresse)
Roberto Maroni, da politico navigato qual è, va oltre. Con tono netto ma aria sofferta, sorvola sulla disfatta leghista, soprattutto in Brianza. E punta ora tutte le fiches della roulette padana su Verona, come fosse una sua personale e coraggiosa scommessa al congresso di fine giugno per fare la “nuova Lega” (così la chiamano i suoi Barbari sognanti). Basterà Verona per vincere alla roulette padana del congresso di fine giugno?
Dice a sera davanti alle telecamere l’ex ministro dell’Interno: “La Lega riparte da Verona con Flavio Tosi. La Lega ce l’ha fatta, comunque. Abbiamo pagato un prezzo per le vicende (scandalo Belsito ndr) che hanno avuto grande risalto sui giornali”. E promette: ” Ma la Lega sopravviverà”. Continua

Il neo sindaco Flavio Tosi ( Credits: ANSA/CARLO PERAZZOLO)

A bocce ferme è tutto più chiaro. Dieci milioni di italiani hanno votato per fatto personale. E quelli che hanno disertato le urne hanno votato anche loro per fatto personale. Quale? Non ne possono più, non tanto dei partiti, non della politica, e neppure del governo Monti. Non ne possono più di una classe dirigente vecchia, l’ultima dalla quale si potevano aspettare un rinnovamento, perché il rinnovamento avrebbe dovuto iniziare dalla testa. Continua

Calderoli, Maroni e Bossi in campagna elettorale (Credits: spada@Lapresse)
di Paola Sacchi
Per ora lo dicono solo i primi exit poll e le prime proiezioni fatte con i dati ufficiali. Vince Flavio Tosi a Verona e si rafforza Roberto Maroni al congresso che dovrà decidere il nuovo segretario. Ma la Lega Nord perde in buona parte del resto della “Padania” che è andata a votare.
La lega si è presentata da sola in 402 comuni senza Pdl. E in alcuni dei più significativi come Monza le previsioni non sarebbero delle più rosee. Se si confermasse questo dato nella Lega sarebbe altra benzina sul fuoco dello scontro tra bossiani, a sostegno della ricandidatura del Senatùr, e maroniani a sostegno di “Bobo” segretario. Con i primi pronti ad accusare gli altri di essersi concentrati soprattutto su Verona, con un megasforzo dell’ex ministro dell’ interno, accusato di aver “premuto” perché Tosi “strappasse” le regole presentando per la prima volta il suo nome nel “sacro” simbolo di Alberto da Giussano, con dentro finora solo il nome di Bossi. Continua

Nel computer di Francesco Belsito, ex tesoriere della Lega nord, gli specialisti della Polizia postale hanno trovato documenti coperti da segreto militare. Di una parte, probabilmente, Belsito era entrato in possesso per il suo ruolo di vicepresidente della Fincantieri, azienda che costruisce anche navi da guerra; altri, però, potrebbero essere frutto di un’attività di spionaggio degna di un film. A raccontarlo in esclusiva a Panorama è stato A. V., l’investigatore privato genovese ingaggiato da Belsito per le sue attività non convenzionali (la più nota è il dossier su Roberto Maroni). Continua

Giorgio Stracquadanio PDL (Mauro Scrobogna /LaPresse)
Botta e risposta tra Giorgio Stracquadanio e Roberto Maroni, dopo la polemica partita su Panorama.it.
A innescarla il deputato del Pdl e berlusconiano doc, al quale Maroni ha replicato su Facebook, accusandolo di essere “la prova vivente che la legge elettorale va cambiata”.
Ribatte ora Stracquadanio a Panorama.it: “Ricordo a Maroni che il Porcellum (l’attuale legge elettorale ndr) fu approvato nel 2005 da quella maggioranza che sosteneva il governo di cui proprio Maroni era ministro”.
E aggiunge nel suo stile sferzante: “Evidentemente anche in quell’occasione Maroni la legge l’approvò ma senza averla letta. Cosa che gli capita spesso. Fin dal 1994 quando disse da ministro dell’Interno che lui il decreto Biondi sulla Giustizia lo aveva firmato ma appunto non lo aveva letto. Insomma sembra che Maroni non si avveda mai di quello che gli accade sotto il naso”. Continua