

La sala gialla della Consulta
Sapete come andrà a finire la vicenda del «Legittimo impedimento», la legge che ieri la Corte costituzionale ha in parte salvato e in parte cassato? Che nei tre processi in corso a Milano contro Silvio Berlusconi è elevato il rischio che presto si torni davanti alla stessa Consulta. La parziale bocciatura della norme, infatti, ha restituito ai giudici la sindacabilità degli impedimenti del premier a presenziare alle udienze processuali che lo riguardano. Così si rivedranno probabilmente quei minuetti già visti in passato: con i pm e i giudici pronti a contestare alla difesa un consiglio dei ministri «non proprio così urgenti». Non è una balla: Continua


La Corte Costituzionale durante una seduta
Quale sarà il giudizio della Corte Costituzionale sul legittimo impedimento, il nuovo scudo che dall’aprile dello scorso anno tiene lontano il premier Berlusconi dalle aule del tribunale, dopo la bocciatura del “lodo Alfano”? La Consulta si sarebbe dovuta esprimere lo scorso 14 dicembre, ma si è deciso di spostare la data, che coincideva col voto di fiducia al governo Berlusconi. Oggi si apre l’udienza pubblica. Continua

Ugo De Siervo dal 10 dicembre è il nuovo presidente della Corte costituzionale, Eletto a scrutinio segreto dai 15 giudici della Consulta, il primo atto di De Siervo è stato quello di nominare Paolo Maddalena come suo vice. «Io e Maddalena siamo un po’ gli ultimi dei Mohicani, perché è la terza volta che decidiamo su cause delicate» ha detto De Siervo, facendo riferimento a due precedenti decisioni che la Corte ha preso sul lodo Schifani e sul lodo Alfano, e su quella relativa al legittimo impedimento. Ma De Siervo ha soprattutto annunciato il rinvio a gennaio dell’udienza sul legittimo impedimento, Continua


di Riccardo Arena
Le trappole sono pronte. Un tempo a Milano non poteva non sapere, oggi a Palermo più d’uno pensa che Silvio Berlusconi non possa non essere indagato per concorso esterno in associazione mafiosa e riciclaggio. E che Marcello Dell’Utri non possa non essere coinvolto nell’indagine sulla trattativa fra mafia e Stato nel periodo delle stragi del 1992. E pure che entrambi non possano non essere sotto indagine per le stesse stragi del 1992 e del 1993. Corre dunque da Palermo a Milano, dove contro il Cavaliere sono già in corso quattro procedimenti penali, la mappa del rischio giudiziario per il premier. In attesa del 14 dicembre, giorno in cui la Corte costituzionale avvierà la decisione sul legittimo impedimento. Continua

Bisognava aspettarselo: i giudici di Milano hanno sospeso il processo Mediaset in cui Silvio Berlusconi è imputato per frode fiscale, per inviare gli atti alla Corte Costituzionale. Continua

Stefano Pedica, Idv, con la Costituzione in mano (Foto ANSA/ALESSANDRO DI MEO)
Il ddl sul legittimo impedimento incassa dal Senato ben due voti di fiducia che si concludono con un risultato ‘fotocopia’: 168 sì, 132 no e tre astenuti. E un via libera finale che ottiene 169 sì, 26 no e tre astensioni.
Ora, la norma che ‘trasforma’ in legittimo impedimento ogni impegno istituzionale di presidente del Consiglio e ministri, è pronta a diventare legge: cosa che avverrà dopo la firma dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e dopo la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. LE FOTO
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I parlamentari dell'Idv protestano a Montecitorio, dopo la votazione finale sul Legittimo Impedimento
Cronaca di un’ordinaria giornata di bagarre alla Camera: tra cartelli, urla e contestazioni il testo sul legittimo impedimento ottiene il disco verde dalla Camera. Con 316 voti a favore, 239 contrari e 40 astensioni (l’Udc ed i deputati delle Minoranze linguistiche e dei Liberaldemocratici) il provvedimento, che permetterà al presidente del Consiglio ed ai ministri di non comparire per 18 mesi alle udienze giudiziarie in caso di concomitanti impegni istituzionali, ora passa all’esame del Senato. Continua
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Dario Franceschini capo dei deputati del Pd
“Berlusconi riconosca solennemente che su tutto ciò che attiene alle regole democratiche, cioè i regolamenti parlamentari, la legge elettorale e le riforme costituzionali, si può procedere solo con un’intesa fra maggioranza e opposizione. Se questo riconoscimento arriva, noi siamo pronti a discutere. Cominciando, anche subito, da una riforma dei regolamenti della Camera”. Tra gli artigli del “falco” Dario Franceschini, 51 anni, ex segretario del Pd e ora presidente dei deputati, spunta un esile ramoscello d’ulivo. Leggi l’intervista