
I cadaveri degli immigrati sul molo di Lampedusa (Ansa)

“Non posso che ribadire il mio cordoglio per queste vittime di trafficanti di esseri umani senza scrupoli e a tal proposito, proprio oggi, durante l’esame del decreto legge al Senato ho accolto un ordine del giorno nel quale si chiedeva di accelerare l’iter di alcuni disegni leggi che tendono a inasprire le pene peri trafficanti esseri umani”. Così il sottosegretario all’Interno con delega all’immigrazione Sonia Viale dopo la morte, ieri, di 26 migranti, tutti uomini, in fuga dalla guerra in Libia, sacrificati dagli altri compagni di viaggio. Continua


La presidente dei senatori del Partito Democratico, Anna Finocchiaro (Ansa/Claudio Peri)
Secondo Anna Finocchiaro, capogruppo al Senato del Pd, la posizione del Carroccio sui bombardamenti in Libia è guidata da un «pacifismo dettato da convenienza ed egoismo». Ma è mai esistito in Italia un pacifismo disinteressato a logiche interne, tutte politiche? Continua

Il premier italiano Silvio Berlusconi a margine dell'incontro con Sarkozy a Villa Madama, il 26 aprile 2011 (ANSA / ALESSANDRO DI MEO)
Fissare un termine temporale alla missione in Libia, affrontare sul piano europeo il problema della ripartizione dei flussi migratori, escludere nuove tasse per finanziare il costo delle operazioni. Così il deputato del Pdl Marco Zacchera, membro della Commissione Affari esteri e comunitari, sintetizza l’accordo su cui Pdl e Lega hanno trovato la quadra alla vigilia del voto di domani alla Camera quando, a questo punto, sarà molto probabilmente presentata una mozione comune della maggioranza. Continua


Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani
La tentazione è quella di dare una spallata al governo, stavolta definitiva, e mandare a casa il Cavaliere. E l’occasione per le opposizioni è unica: approfittare della spaccatura sui bombardamenti in Libia tra PdL e Lega, che ha chiesto il voto in Parlamento, per presentare una mozione che mostri l’inesistenza della maggioranza in politica estera (la mozione del Pd - e le eventuali altre mozioni sulla Libia - sarà discussa il 3 maggio). Continua

Il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli e il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, durante la conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri a palazzo Chigi il 9 febbraio 2011 a Roma. ANSA
Nonostante il no della Lega ai bombardamenti italiani sulla Libia, c’è chi, nel partito di Umberto Bossi, osserva, con una buona dose di realismo, che a questo punto è ormai impossibile, anche per chi non ha mai nascosto scetticismo e perplessità, tirarsi indietro. Così la pensa Rossana Boldi, presidente leghista della Commissione per le politiche europee del Senato, interpellata da Panorama.it proprio nel giorno dell’attesissimo faccia a faccia tra il premier Silvio Berlusconi e il presidente francese Nicolas Sarkozy dopo le scintille sulla questione immigrazione e i treni italiani bloccati a Ventimiglia. Continua


Il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli (Ansa)
Il Carroccio, per bocca del ministro delle Riforme Roberto Calderoli, si è opposto alla svolta del premier Berlusconi, che ha annunciato il sì al coinvolgimento dell’Italia ai bombardamenti contro le truppe lealiste di Gheddafi (un mese fa aveva detto che i nostri aerei «non sparano e non spareranno»). Ma il no leghista per ora rimane solo a parole, anche perché è probabile che non ci sarà mai un voto in Parlamento. Continua


Volontari consegnano scarpe alle donne immigrate arrivate dalla Libia e sbarcate a Linosa, oggi 28 marzo 2011 ANSA / FILIPPO VENEZIA
di Fausto Biloslavo
Sulla striscia di sabbia che si perde all’orizzonte, di fronte a un mare color smeraldo, il giovane trafficante indica la rotta verso Lampedusa. È dalle spiagge libiche come Zuwarah, a 60 chilometri dalla Tunisia, che ricominciano a partire i clandestini verso l’Italia. Dopo le bombe della Nato il colonnello Muammar Gheddafi ha dato il via libera all’«invasione» dell’Europa. Continua

Le migliaia di rifugiati libici al confine tra Libia e Tunisia a Ras Jedir, il 2 marzo 2011. Ansa
I ribelli libici avanzano vero ovest e presi i poli petroliferi di Brega e Ras Lanuf, al centro del Paese, puntano dritti verso Tripoli. Ma che errore possa rivelarsi ritenere ormai spacciato Gheddafi lo spiega a Panorama.it il generale Fabio Mini.
“Anche se il colonnello fosse davvero finito, di sicuro c’è qualcuno che vuole ancora il suo simulacro”. E questo qualcuno, secondo l’ex comandante della forza internazionale di pace in Kosovo (KFOR), sarebbe più o meno celato tra i 28 Paesi della Nato che da questa settimana assume il comando delle operazioni militari in Libia. “L’avanzata dei ribelli verso ovest potrà continuare se la Nato manterrà lo stesso ritmo e gli stessi impegni assunti dalla coalizione, altrimenti - spiega Mini - la situazione potrebbe subire l’ennesimo capovolgimento di fronte”. Continua