Leggi tutte le notizie su:
liceo

Il premier Silvio Berlusconi
Comincia così: Silvius apud iudices vocabitur, cioè “Silvio Berlusconi sarà chiamato davanti ai giudici”.
Oltre a essere il sogno di qualche avversario del premier, questo è anche l’incipit di una versione di latino che gli studenti del liceo scientifico “Valdemaro Vecchi” di Trani si sono trovati da tradurre. Continua
- Tags: catene, contestazioni, liceo, Maria-Stella-gelmini, mutande, precari, protesta, scuola, superiori, tetto, Unione-degli-Studenti
-

Drammatica o ironica, dura o provocatoria. Di sicuro, più spettacolare: dal Nord al Sud d’Italia si salda e si scalda la protesta dei precari della scuola e per strappare l’attenzione non rinuncia al clamore.
Quasi a voler dire, promettere, che quello che verrà sarà un autunno caldo, difficile e lungo. A Roma docenti in mutande, in una sorta di Full Monty de Noantri, dinanzi il liceo Newton; a Milano incatenti sulla porta dell’Ufficio scolastico provinciale (l’ex Provveditorato), a Benevento sette insegnanti sul tetto dell’ex provveditorato con lo striscione: “Come gli operai dell’Innse, fino a quando non avremo risposte“.
È la protesta dei precari della scuola, anche se tengono a sottolineare che in molti, precari, lo sono diventati con i tagli e i conseguenti accorpamenti delle classi.
Contestazioni, quelle del personale scolastico, sostenute dagli studenti, pronti a una mobilitazione comune, e dai sindacati che chiedono al Governo interventi immediati e, soprattutto, risolutivi.
Precari e supplenti milanesi che aderiscono al “Coordinamento precari scuola 3 Ottobre” si sono incatenati davanti all’Ufficio scolastico provinciale per protestare contro i tagli effettuati dal ministro Gelmini. In provincia di Milano sono oltre mille i disoccupati tra insegnanti e personale Ata, ha denunciato via web il Coordinamento facendo notare ironicamente come il governo stia mantenendo le promesse: “il nuovo anno scolastico si apre con 43mila cattedre in meno in tutta Italia”.
A Torino, il sit in si è svolto davanti alla sede dell’Ufficio regionale del ministero dell’Istruzione. A manifestare un gruppo di genitori e alcuni sindacalisti. Al centro dell’iniziativa il problema delle risorse assegnate alle scuole: un taglio, secondo i sindacati della scuola Cgil, Cisl e Uil, di 1800 posti nelle graduatorie per l’insegnamento e di 600 addetti tecnico-amministrativi per l’anno scolastico 2009-2010 in Piemonte.
Clima incandescente a Napoli dove i precari sono al secondo giorno di protesta di piazza contro i tagli che in Campania si traducono in quasi 8.000 posti in meno tra docenti e personale Ata. I manifestanti hanno provato a forzare il cordone dei poliziotti all’ingresso dell’Ufficio scolastico regionale, si sono registrati momenti di tensione e una donna si è sentita male. “Dal ministero arrivano segnali di apertura anche se non ancora formali” ha rassicurato il direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Alberto Bottino.
E sempre in Campania non mollano le insegnanti che da 4 giorni protestano sul tetto dell’ufficio scolastico provinciale di Benevento. Maretdì primo settembre è salito a parlare con loro il sottosegretario al Lavoro, Pasquale Viespoli, informandole che “Governo e Regione Campania sono impegnati alla definizione di un’intesa, in tempi brevissimi”.
Fermento pure in Sicilia: occupazione degli ex provveditorati a Palermo (dove alcuni insegnanti stanno facendo lo sciopero della fame) e Catania, presidio permanente davanti all’ufficio scolastico a Messina e manifestazioni in diverse parti della regione; i precari protestano contro la riduzione delle ore formative, prevista dal ministero della Pubblica istruzione, che nell’isola mette a rischio, secondo i sindacati, 7 mila posti di lavoro.
A Roma, prendendo spunto da Full Monty, il popolare film inglese del ‘97, cinque supplenti in attesa di ricevere l’assegnazione per una cattedra si sono spogliati rimanendo in mutande davanti al liceo scientifico Newton per protestare - hanno spiegato - contro il loro stato di precarietà in quanto da anni non sono stati ancora messi in ruolo.
I sindacati della scuola invitano il Governo a non indugiare oltre. “Sono 25.000, tra docenti, ausiliari, tecnici e amministrativi i lavoratori che quest’anno non avranno più un contratto. Ora” ha dichiarato il segretario generale della Cisl scuola, Francesco Scrima “la situazione sta assumendo i connotati di una vera e propria emergenza scolastica e sociale. Chiediamo pertanto un incontro urgente con il Governo, per portare finalmente a soluzione una vertenza che altrimenti rischia di farsi esplosiva”.
Di situazione esplosiva parla anche la Gilda che annuncia “tutte le forme di protesta possibili” per contrastare la politica del Governo. “A soffrire maggiormente - osserva il coordinatore nazionale, Rino Di Meglio “è il Mezzogiorno, dove la scure del Governo si è abbattuta in maniera più drastica“.
Esprime solidarietà ai precari della scuola l’Unione degli studenti, il sindacato studentesco, auspicando che i prossimi mesi autunnali “possano vedere mobilitazioni comuni tra studenti e lavoratori della scuola per contrastare l’idea di scuola del Governo e costruire una concreta alternativa”.
Intanto per il 3 settembre la Rdb-Cub ha indetto un presidio dei precari davanti al ministero dell’Istruzione “per dire no a un futuro a scadenza”.
Visualizza La protesta l’Italia dei precari della scuola in una mappa di dimensioni maggiori
- Tags: classico, istituto-professionale, latino, liceo, ligua-straniera, Mariastella-Gelmini-maturità , matematica, materie, maturità -2009, ministro-dellIstruzione, Youtube
-

Con una iniziativa a sorpresa il ministro dell’istruzione Mariastella Gelmini ha scelto il suo canale su Youtube per annunciare la seconda materia dell’esame di maturità dell’anno scolastico 2008-2009.
Sono, per i licei: latino per il classico; matematica per lo scientifico; ligua straniera per il linguistico; pedagogia per il pedagogico; elementi di architettura per l’artistico.
Per gli istituti tecnici e professionali, invece, sono: economia aziendale per l’indirizzo ragionieri; tecnologia delle costruzioni per l’indirizzo geometri; informatica generale e applicazioni gestionali per tecnici commerciali per programmatori; lingua straniera per periti aziendali e corrispondenti in lingue estere.
Per gli istituti tecnici e professionali tecnici industriali: sistemi elettronici automatici per l’indirizzo elettronica e telecomunicazioni; disegno, progettazione e organizzazione industriale per l’indirizzo meccanica; tecnologie chimiche industriali, principi di automazione e di organizzazione industriale per l’indirizzo chimico.
Per gli istituti tecnici e professionali: progettazione grafica per tecnico della grafica pubblicitaria; disegno professionale per tecnico dell’abbigliamento e della moda.
E insomma, pare ci abbia preso confidenza, il ministro, con il sito che ospita filmati da tutto il mondo. Ci ha aperto un canale il 3 dicembre scorso, dicendo ai ragazzi: “Voglio comunicare con voi, facciamolo qui”. Ha manenuto aspettative e promesse: in media un video a settimana. Parlando poco di politica ma cercando di spiegare la riforma che porta il suo nome, chiarendo le novità del testo (maestro prevalente, voto in condotta, tempo pieno). Ci ha preso confidenza la titolare del ministero di viale Trastevere. Tanto che il ministero della pubblica istruzione riporta l’elenco completo e gli approfondimenti per l’esame di Stato solo dalle 10,30: Gelmini ha preferito annnciare le materie con il video su Youtube (è stato postato prima delle 10).

Ma non finisce lì: attraverso il messaggio online il ministro, oltre a comunicare le materie della seconda prova, apre un confronto con gli studenti per introdurre una prova (in sostituzione dell’attuale terza prova) che sia impostata sui modelli internazionali più avanzati. “Mi piacerebbe che in un futuro molto vicino la terza prova della maturità fosse una prova valutata con criteri particolarmente oggettivi, sulla falsariga dei test internazionali” dice il ministro nei due minuti e poco più del videomessaggio. “Credo che uno dei problemi, forse delle debolezze, della nostra maturità ” aggiunge il ministro “è che un compito può essere valutato in maniera molto diversa a seconda delle commissioni. Noi abbiamo la necessità di uniformare gli standard qualitativi dentro il nostro sistema scolastico. Ed allora si potrebbe pensare ad un sistema simile alla terza prova fatta quest’anno nella scuola secondaria di primo grado, la scuola media, con il test Invalsi” (Istituto nazionale per la valutazione del sistema dell’istruzione). “Credo che una terza prova valutata in maniera molto oggettiva e molto simile ai test internazionali” dice ancora Gelmini “potrebbe essere una buona iniziativa. Ma su questo mi piacerebbe conoscere la vostra opinione”, conclude il ministro, rivolgendosi direttamente agli studenti.
Il VIDEO servizio:
Il VIDEO su Youtube del minsitro Gelmini
- Tags: alunni, corsi, indirizzo, Istituto, liceo, Maestro-unico, medie, orario, professori, riforma, scuola, studenti, superiori, tecnici
-
Mariastella Gelmini in conferenza stampa
Mariastella Gelmini, ministro dell’Istruzione, durante una conferenza stampa a palazzo Chigi a Roma
“Cambia la scuola”. Ne è convinta il ministro Mariastella Gelmini che a margine del Consiglio dei ministri di questa mattina ha presentato i quattro decreti che lanciano la riforma scolastica. Tantissime le novità previste per l’anno prossimo rispetto all’assetto attuale.
Le scuole elementari e medie, come già annunciato nei giorni scorsi dal ministro Gelmini, cambieranno dal 1° settembre 2009, le superiori dal 1° settembre 2010. “Per la prima volta in Italia dopo la riforma Gentile del 1923, si mette mano alla scuola con una riforma organica di tutti i cicli (elementari, medie, superiori)”, sottolinea un comunicato del ministero dell’Istruzione.
Alle elementari si conferma in sostanza la linea scelta dal governo fin dall’inizio: l’abolizione del modulo, ovvero del modello che privilegiava la compresenza dei docenti in una sola classe e la frammentazione dei saperi, a favore invece del cosiddetto maestro unico o prevalente ovvero un solo punto di riferimento didattico ed educativo. Dunque come ha ribadito più volte la Gelmini, nessuna marcia indietro su questo fronte.
La scuola primaria offrirà alle famiglie una diversa articolazione oraria. Quella di 24 ore con il maestro unico e poi 27, 30 e 40 ore. Gli istituti dovranno andare incontro alle richieste delle famiglie e nel tempo pieno verrà comunque garantita la presenza di due docenti per classe ma non ci sarà in nessun caso la compresenza.
I provvedimenti sono quattro e prevedono la riorganizzazione della rete scolastica e dell’utilizzo delle risorse umane, la riorganizzazione della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione, quella dei licei e degli istituti tecnici. Quindi razionalizzazione degli indirizzi alle superiori, maestro prevalente alle elementari, inglese potenziato per tutti e cinque gli anni del secondo ciclo, anticipi alla materna.
Nel dettaglio:
Due nuovi licei: in scienze umane (ex-magistrali) e il musicale e coreutica (danza e musica). In più 3 nuovi indirizzi per il liceo artistico (indirizzi: figurativo, design, new media).
Maestro unico di riferimento: Alle elementari viene abolito il modulo a più maestri e viene introdotto l’unico maestro di riferimento.
Stop alla frammentazione degli indirizzi: Taglio drastico degli indirizzi per i licei e per gli istituti tecnici italiani che passano da 714 a 20. In particolare, ha spiegato il ministro, per quanto riguarda i licei si passa dai 510 indirizzi attuali a nove. Rimangono il liceo scientifico (dove continuerà ad essere presente lo studio della lingua latina), il classico, il linguistico e l’artistico che avrà tre nuovi indirizzi: arti figurative, architettura con design e ambiente, audiovisivo con multimedia e scenografia. A questi si aggiungeranno due nuovi licei, il musicale e quello delle scienze umane. Per quanto riguarda invece gli istituti tecnici, ci sarà una riduzione dagli attuali 204 indirizzi a 11, suddivisi in due macrosettori. Il settore economico che prevede: amministrazione, finanza e marketing e turismo. Il settore tecnologico che prevede: meccanica, meccatronica ed energia; trasporti e logistica; elettronica ed elettrotecnica; informatica e telecomunicazioni; grafica e comunicazione; chimica, materiali e biotecnologie; tessile, abbigliamento e moda; agraria e agroindustria e infine costruzioni, ambiente e territorio.
Stage in azienda: Al quinto anno opportunità di svolgere stage in azienda.
Più inglese: Più inglese in tutte le scuole di ogni ordine e grado. Nelle superiori viene reso obbligatorio per tutti e 5 gli anni. Ad esempio, al classico era presente solo al ginnasio. Nei tecnici al quinto anno delle superiori non linguistica verrà insegnata in inglese.
Ora di lezione di 60 minuti: Le ore di lezione passano da 50 minuti effettivi a 60. Il numero totale delle ore lavorate aumenta di fatto il numero di ore insegnate.
Tecnici 2+2+1: Gli istituti tecnici saranno organizzati in 2+2+1 anni. Il primo biennio con un contenuto formativo di base: italiano, matematica, ecc. Il secondo biennio specialistico a seconda degli indirizzi. L’ultimo anno sarà di perfezionamento mirato all’indirizzo scelto.
Centralità dei laboratori: Saranno dei veri e propri centri di innovazione attraverso la costituzione di dipartimenti di ricerca.
Governance: I tecnici si aprono al mondo del lavoro con esperti e professionisti che possono entrare nel comitato scientifico della scuola.
Bambini a scuola a 2 anni e mezzo: Si introduce nella scuola dell’infanzia la possibilità di anticipare l’iscrizione a 2 anni e mezzo.
Più soldi ai docenti: Dal 2011 i docenti migliori potranno ricevere un premio produttività che potrà arrivare fino a 7.000 euro l’anno.
Corsi italiano per stranieri: Alle medie le due ore della seconda lingua potranno essere utilizzate per corsi di italiano per stranieri.
Due lingue obbligatorie per i nuovi licei: In tutti i nuovi licei (musicale coreutico, artistico e scienze umane), due lingue obbligatorie.
Più matematica e scienze: Più matematica e scienze in tutte le scuole. Ad esempio nei licei scientifico e classico potenziate le materie scientifiche.
Non è purtroppo una novità : agosto agli sgoccioli, vacanze quasi finite, la scuola che sta per ricominciare. E si torna a parlare di caro libri. Stavolta però, con grande soddisfazione del ministro della pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini (e, si presume, di tutti i genitori) qualcosa si sta muovendo: l’Antitrust è sceso nuovamente in campo contro gli aumenti dei prezzi dei testi. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, diretta da Antonio Catricalà , ha infatti deciso di agire, mettendo in piedi un monitoraggio sui costi dei libri, per verificare gli effetti dell’istruttoria conclusa nell’aprile scorso con l’accettazione degli impegni presentati dagli editori.
Petrolio, pane, pasta e tariffe telefoniche: nella lista degli aumenti post vacanze, rilevati da Adusbef e Federconsumatori, ovvio che trovino spazio anche i libri, che incideranno negativamente sul budget casalingo, mediamente, rispetto allo scorso anno, per circa 60 euro. E allora, via all’iniziativa: da martedì saranno effettuate verifiche a campione, da parte delle Unità Speciali della Guardia di Finanza, nelle librerie di 8 città italiane per valutare le modifiche intervenute sul mercato dopo gli impegni presentati dagli editori e resi vincolanti dall’Autorità .
L’obiettivo, anche in vista delle relazioni di ottemperanza che gli editori dovranno presentare entro dicembre 2008, è “verificare se nel mercato dell’editoria scolastica si stiano verificando gli attesi cambiamenti positivi per le famiglie, in termini di riduzione dei costi e di ampliamento dell’offerta, legati agli impegni delle case editrici resi vincolanti dall’Autorità ”.
La maggior parte degli editori, ricorda l’Authority, si è infatti impegnata a sfruttare strumenti informatici per trasferire su supporto digitale parte dei contenuti prima diffusi solamente su carta, in modo da poter ottenere un contenimento della foliazione dei testi stampati e una conseguente riduzione dei costi di produzione: buona parte dei risparmi così ottenuti si sarebbe dovuto tradurre, in base agli impegni, in un contenimento dei prezzi di copertina, a beneficio dei consumatori.
Intanto, dice la puntuale indagine di Altroconsumo, le città più care sarebbero Roma, Napoli e Milano: nelle 55 scuole secondarie di primo grado prese in esame da Altroconsumo a Napoli si sono toccati i 394 euro, a Roma i 334, a Milano i 316, ben al di là dei limiti indicati dal Ministero: 280 euro per le prime mediea.
Ed è quindi corsa all’usato. Acquisti on line, mercatini, studenti delle annate precedenti pronti a disfarsi dei libri di testo. Oppure si ricorre alla pratica delle fotocopie. Che, quasi d’ordinanza all’università , comincia a diffondersi anche nelle scuole secondarie.
“Il contenimento del caro libri” ha aggiunto Gelmini “è un tema strettamente collegato a quello del diritto allo studio e anche per questo è una delle priorità del Ministero dell’Istruzione”. Ma che fare per frenare gli aumenti? “Stiamo cercando di attivare meccanismi di controllo della spesa delle famiglie, ma c’è ancora molto da fare”, ha continuato Gelmini. Nell’attesa, alcune scuole stanno promuovendo un bonus per gli studenti meritevoli: cioè i secchioni pagheranno meno. Per la prima volta alcune scuole daranno l’opportunità ad alcuni studenti di alleggerire l’ennesimo salasso per il portafoglio familiare. Così, per fare due esempi, al liceo scientifico Einstein di Milano ai promossi con la media non inferiore ad otto è stato assegnato un bonus di ben 200 euro da spendere in libreria (o in alternativa per l’acquisto di biglietti teatrali o per l’iscrizione a corsi sportivi, musicali o di lingue); mentre al classico “Ennio Quirino Visconti” di Roma i 50 studenti tra quarto ginnasio e il secondo liceo che quest’anno sono stati promossi con la media dall’otto in su riceveranno un buono da 90 euro da spendere (in libri, cd e dvd) nelle librerie “Feltrinelli”.

Giovanni D.M., di Ercolano (Napoli), 17 anni, è morto stamattina dopo essere stato investito da un camion mentre si trovava all’esterno del Liceo Scientifico Nobel di Torre del Greco, durante una rissa con altri ragazzi. Stando alla prima ricostruzione delle forze dell’ordine, il giovane, che frequentava l’ultimo anno dell’istituto, stava litigando con altri ragazzi quando sarebbe stato spinto contro un camion che arrivava in quel momento. Il ragazzo sarebbe morto sul colpo. Nella stessa rissa è stato ferito anche un tredicenne, Giuseppe C., nato a Massa di Somma e residente ad Ercolano come la vittima, che in ospedale ha detto di essere stato aggredito con una mazza da baseball.
E sempre a Napoli stamattina una donna e suo figlio di 10 anni sono morti dopo essere stati investititi da un’auto, una Punto guidata da un uomo nel quartiere di Scampia, ma le cause dell’incidente sono da chiarire.
[/i]](http://gallery.panorama.it/albums/userpics/10054/normal_studenti.JPG)
Una valanga di “debiti” si è abbattuta sugli studenti italiani dopo gli scrutini del primo quadrimestre: soltanto 3 allievi delle superiori su 10 possono tirare un sospiro di sollievo. Gli altri, il 70%, pari a circa 2 milioni di studenti, hanno riportato almeno una insufficienza e in media ogni ragazzo e’ andato sotto la sufficienza in quattro materie. Un quadro sconfortante (qui il documento) che emerge dopo mesi di polemiche sui corsi di recupero e sulle modalità con cui le singole scuole - alle prese con le diverse esigenze di studenti, insegnanti e famiglie - devono e possono organizzarli.
I “buchi neri” si registrano in tutti gli anni di corso. Soltanto in quinta si registra un leggero miglioramento pur restando forti in tutti i tipi di scuola le carenze in matematica che arrivano (in totale) a quota 60,9%.
È quanto rileva un’indagine campionaria condotta in questi giorni dall’ufficio studi del ministero della pubblica istruzione sul 40% delle scuole italiane. In particolare, nel liceo classico ha insufficienze il 57,6% degli studenti, nello scientifico il 61,9%, nei licei socio-psico-pedagogici il 57,6%, al linguistico il 67,4%, negli istituti tecnici il 76,4%, nei professionali l’80%, negli artistici il 73,8%. Mediamente dunque sette alunni su dieci registrano almeno un’insufficienza: “Un valore di per sé alquanto negativo - si legge nella nota del ministero - che diventa drammatico negli istituti professionali dove gli insufficienti sono ben 8 su 10″. Come se in una classe di 24 alunni solo 7 di questi riportassero risultati positivi (e solo 5 negli istituti professionali). Secondo l’indagine nei prossimi mesi dovranno essere riparate circa 8 milioni di insufficienze: in media ogni studente dovrà recuperare quattro debiti.
La disciplina dove sì è registrato il maggior numero di insufficienze è la matematica con il 62,4% dei casi, con valori negativi in tutti i tipi di scuola. Il numero di insufficienze rimane costante a prescindere dagli anni di corso: solo in quinta si nota una lieve riduzione (65%), ma rimangono significative le carenze in materie come la matematica (60,9%) e l’italiano che nei tecnici e i professionali è di circa il 40%. Per il ministro Giuseppe Fioroni “i dati del primo quadrimestre dimostrano quale lavoro straordinario la scuola debba mettere in atto perché entro giugno si recuperino il più possibile queste insufficienze: sono numeri che, oltre a far chiarezza, illustrano anche lo sforzo che alunni e docenti saranno chiamati a fare nei prossimi mesi in quanto, a fine anno, di solito le insufficienze si dimezzano.
È del tutto evidente comunque che ci troviamo di fronte ad un problema serio ed è questo il motivo per il quale” conclude Fioroni “è stata data priorità assoluta, anche in termini di risorse economiche, alle azioni per supportare l’impegno delle scuole”.
Il VIDEO servizio: