Leggi tutte le notizie su:


Licia-Ronzulli

L’eurocandidata Licia Ronzulli si svela: “Ma io vi sembro una velina?”

Licia Ronzulli

Supera a malapena il metro e 60 e non indossa mai la gonna. È carina, certo, ma a prima vista colpisce di più il suo aspetto risoluto. Licia Ronzulli, quasi 34 anni, insieme con Lara Comi e Barbara Matera, è una delle tre giovani nuove candidate dal Pdl alle elezioni per il Parlamento europeo. Non lavora nel mondo dello spettacolo né, come qualcuno ha azzardato, ha mai fatto la massaggiatrice. È una dirigente sanitaria che ha iniziato come infermiera.
Intorno alla definizione delle liste ci sono state molte polemiche, soprattutto riguardanti le presenze femminili. Qualcuno vi ha definito “veline”, Veronica Berlusconi ha addirittura parlato di “ciarpame”…
Tutto quello che si è detto prima della presentazione delle candidature era frutto di supposizioni. Certi nomi non credo siano mai stati considerati, anche se a qualcuno ha fatto comodo sbandierarli. La sensazione è che si sia fatta pulizia per non assecondare le chiacchiere. È così?
Sono tutte malignità. I candidati che il Pdl ha scelto sono la conseguenza di un’attenta selezione effettuata su mandato del comitato di presidenza del Popolo della libertà ai tre coordinatori nazionali e che nulla ha a che fare con la lettera della signora Berlusconi. Io, comunque, non mi sono mai sentita coinvolta dalle polemiche. Continua

Alle elezioni con la valigia. L’esercito dei candidati catapultati fuori sede

Anna Finocchiaro e Rita Borsellino, il ticket rosa del centrosinistra per la regione Sicilia | Ansa
Le hanno provate tutte. Dapprima in modo suadente e persuasivo, poi attraverso minacce e abbandoni. Niente da fare: alla fine, non l’ha spuntata quasi nessuno. Per più di una settimana, “Non passa lo straniero” è stata l’invocazione con cui la maggior parte dei dirigenti locali dei principali partiti ha provato a convincere i propri a leader a “scelte più orientate sul territorio, prediligendo candidati del luogo”. Senza alcun esito positivo però: chiuse le liste, quasi nessuno ha voluto modificare l’ordine dei candidati, rischiando di aprire un vaso di Pandora pericolosissimo e destabilizzante.
Così alle prossime elezioni, molti dei segretari regionali si vedranno costretti a convincere i propri elettori a votare volti che non hanno mai visto e nomi che non hanno mai sentito.

In Sicilia, ad esempio, il Partito democratico ha deciso di candidare nelle sue liste una rosa di nomi che con l’isola ha poco o punto a che fare. È il caso del romano Enzo Carra, candidato teodem in quota Margherita, o di Rita Bernardini (della Capitale pure lei), segretaria dei Radicali che, grazie all’accordo siglato nel loft romano del Pd, sarà con ogni probabilità eletta alla Camera dei Deputati nella circoscrizione 2 dell’Isola.
Sempre in Sicilia ha trovato spazio Ricky Levi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nel governo Prodi (con delega per l’informazione e l’editoria), e il professor Marco Causi, che fino a qualche mese fa è stato assessore al Bilancio al Comune di Roma nella giunta guidata da Veltroni.

Simili “boatos” sono arrivati anche dalla Puglia, dove il segretario regionale Michele Emiliano ha minacciato fuoco e fiamme per la decisione del coordinamento nazionale di imporre candidati esterni. Sempre per il Pd, nelle Marche correrà da capolista al Senato Giorgio Tonini, responsabile economico del Partito, che però è nato e vissuto in Trentino Alto Adige. Qui, ma stavolta nelle fila della Sinistra Arcobaleno, continuerà la sua corsa la piemontese 85enne Lidia Menapace, senatrice uscente, candidata in quota Rifondazione Comunista, al posto del veneziano Marco Boato (che non l’ha presa benissimo).
Al “centralismo democratico” non è scampata neppure una delle regioni più “rosse” d’Italia: in Emilia Romagna, il ticket siciliano candidato dal centrosinistra per la guida dell’Isola sarà presentato anche per il Senato: Anna Finocchiaro correrà come capolista per il Partito democratico, Rita Borsellino per la Sinistra Arcobaleno. Dal canto suo, il Pdl ha deciso di proporre ai suoi elettori la fondatrice dei Circoli della libertà Michela Vittoria Brambilla, nata e vissuta in quel di Lecco. Il Partito delle libertà, ha poi deciso di presentare la trentina Michaela Biancofiore in una delle circoscrizioni campane e la fisioterapista del “Galeazzi” di Milano, Licia Ronzulli, come candidata nelle Marche al nono posto nelle liste della Camera.

Scaduti i termini, i dirigenti locali di buona parte dei principali partiti si possono rassegnare: “lo straniero è passato”. Per loro, adesso resta solo la speranza che simili scelte non portino a nuova Caporetto.

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 
FacebookTwitter
MobileFeed rss
FacebookTwitter

Il video del direttore, di Giorgio Mulè
L'arcitaliano, di Giuliano Ferrara
Cane sciolto, di Vittorio Feltri
L'editoriale, di Giorgio Mulè
L'europeo, di Sergio Romano
Fatti & credenze, di Luca Ricolfi
Fuori Porta, di Bruno Vespa

  • Aspettando Sanremo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Meteo
  • Le uscite al cinema
    • Viaggio nell'antico Egitto
    • Applicazioni Mondadori
    • Immobiliare.it
      Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

      Provincia
      Tipologia
    • R101
  • Promozione

  • Abbonati subito a Panorama!