
Il ministro della Giustizia Alfano con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi
La Commissione Affari Costituzionali del Senato (15 voti a favore e 7 contrari) ha dato il via libera a un emendamento (a firma di Carlo Vizzini) del cosiddetto Lodo Alfano che così recita: «I processi nei confronti del presidente della Repubblica o del presidente del Consiglio, anche relativi a fatti antecedenti l’assunzione della carica, possono essere sospesi con deliberazione parlamentare». Continua

La copertina de Il Giornale ha provocato le ire del presidente della Repubblica
Antefatto: un gruppo di senatori, tra i quali Stefano Ceccanti, costituzionalista del Pd, e Felice Casson, magistrato impegnato a suo tempo nella spinosissima inchiesta su Stay Behind, firmano una proposta di legge che, se approvata, avrebbe concesso al presidente della Repubblica la più larga delle impunità  in caso di violazione alla legge penale durante gli anni del suo mandato, una sorta di legge Alfano al cubo per mettere al riparo il Quirinale, e solo il Quirinale, da eventuali inchieste di giudici e “magistrati politicizzati” (l’espressione è dell’On. Ceccanti). La proposta di legge non sfugge all’attenzione dei giornalisti de Il Fatto quotidiano di Antonio Padellaro, che ne danno notizia rilevando l’evidente contraddizione del maggior partito di opposizione e ponendo anche una domanda dagli esplosivi contenuti politici: “Di cosa hanno avuto sentore i senatori Pd che possa minacciare l’inquilino del Colle?”. Continua
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Dario Franceschini capo dei deputati del Pd
“Berlusconi riconosca solennemente che su tutto ciò che attiene alle regole democratiche, cioè i regolamenti parlamentari, la legge elettorale e le riforme costituzionali, si può procedere solo con un’intesa fra maggioranza e opposizione. Se questo riconoscimento arriva, noi siamo pronti a discutere. Cominciando, anche subito, da una riforma dei regolamenti della Camera”. Tra gli artigli del “falco” Dario Franceschini, 51 anni, ex segretario del Pd e ora presidente dei deputati, spunta un esile ramoscello d’ulivo. Leggi l’intervista
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Il presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi
Silvio Berlusconi torna a Roma. E torna, dopo le due notti trascorse nell’appartamento di Palazzo Chigi, a risiedere nella sua amata residenza-ufficio di Palazzo Grazioli. Il presidente del Consiglio è arrivato nella sua dimora capitolina intorno alle 20 e ad attenderlo c’era uno schieramento di forze dell’ordine maggiore del consueto. Da lunedì per il Cavaliere si profilano una serie di impegni pubblici, seppur in ambienti strettamente sorvegliati, tutti legati al vertice Fao: l’inaugurazione in mattinata e poi gli incontri a pranzo con Lula e a cena con Gheddafi. Continua

Il premier Silvio Berlusconi
Comincia così: Silvius apud iudices vocabitur, cioè “Silvio Berlusconi sarà chiamato davanti ai giudici”.
Oltre a essere il sogno di qualche avversario del premier, questo è anche l’incipit di una versione di latino che gli studenti del liceo scientifico “Valdemaro Vecchi” di Trani si sono trovati da tradurre. Continua

Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi in un’immagine d’archivio
Occasione ghiotta, un’intervista a tutto campo da Fabio Fazio a Che tempo che fa. Ghiottissima, politicamente. E Gianfranco Fini, che la politica la sa fare da maestro, non se l’è fatta sfuggire: per mezz’ora lì, seduto nel salotto buonista di RaiTre, a rispondere e a marcare (ancora, di più, di nuovo) la propria distanza dall’impostazione che Berlusconi dà al proprio modo di fare e intendere la politica di governo. Continua

La Corte Costituzionale durante una seduta
Cinquantotto pagine, redattore il giudice Franco Gallo, per dire che: “La sospensione processuale prevista dalla norma censurata è diretta essenzialmente alla protezione delle funzioni proprie dei componenti e dei titolari di alcuni organi costituzionali e, contemporaneamente, crea un’evidente disparità di trattamento di fronte alla giurisdizione“. Questo scrivono i giudici della Corte Costituzionale (qui la composizione), nella sentenza n.262, nella quale si spiegano le motivazioni della “bocciatura” del Lodo Alfano. Continua

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi
L’ultima illusione di una legislatura normale è caduta alle 18.04 di mercoledì 7 ottobre, quando l’Ansa ha anticipato il verdetto che stava tenendo tutta l’Italia con il fiato sospeso. La Corte costituzionale ha bocciato il lodo Alfano, approvato nel 2008 per assicurare l’immunità temporanea al presidente del Consiglio, al capo dello Stato e ai presidenti delle Camere. Motivazione: serviva una legge costituzionale e non una semplice legge ordinaria. Continua