
Una grande P verde, una D bianca che si intuisce sullo sfondo rosso: tutto per dare l’effetto del tricolore. Sotto, la scritta Partito Democratico, con un piccolo ulivo, appoggiato tra le due parole. Questo il nuovo simbolo del partito di Walter Veltroni, presentato allo Spazio Etoile a Roma e ideato da un giovane molisano di 25 anni, Nicola Storto.
“Un simbolo racconta l’identità di una comunità di donne e di uomini e credo che questo che abbiamo scelto racconti bene l’identità del Pd” ha spiegato Veltroni, dopo aver svelato il logo, “un partito che nasce per fare un’Italia nuova con forza e determinazione”.
Il segretario si dice contento per il gradimento ricevuto dal presidente del Consiglio e da tutti gli altri esponenti del partito ai quali lo ha mostrato: Rutelli, D’Alema, Fassino, i capigruppo Soro e Finocchiaro e “a molti altri meno conosciuti”.
Il simbolo richiama il Tricolore “ma anche tre grandi tradizioni” spiega il leader “il verde del mondo laico e ambientalista, il bianco del cattolicesimo democratico, il rosso della cultura del lavoro”.

Il VIDEO servizio:
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Ce l’ha Amsterdam. E pure New York. Ma anche Oslo, Copenaghen, Londra e Barcellona. O per restare in Italia, Venezia. Che cosa hanno in comune queste grandi città? Tutte hanno un loro marchio. Un simbolo identificativo della comunità. Che va oltre lo stemma araldico o il semplice logo turistico. Uno schizzo che racchiude la città e diventa veicolo di promozione, di conoscenza, di identità.
Il dato visivo di un vero e proprio brand. Anche la città di Siracusa, due anni fa inserita dall’Unesco fra i siti patrimonio dell’Umanità, adesso ha pensato di realizzare il proprio logo. Per diffondere anche graficamente l’immagine, i valori, i segni della città: la millenaria storia di Siracusa, capitale della Magna Grecia. Il Comune, in collaborazione con l’Associazione Italiana Progettazione per la Comunicazione Visiva, ha lanciato un bando di concorso internazionale per la realizzazione del marchio e del logotipo per la città di Siracusa, promuovendolo con eventi, mostre e conferenze.
Al concorso possono partecipare studi di grafica, pubblicità e comunicazione, ma anche singoli designer e architetti. Per presentare le proposte c’è tempo sino al 30 agosto. Poi una commissione di esperti di comunicazione visiva sceglierà il simbolo per Siracusa.

L’ultima lamentela (in ordine di tempo) è di UnionTurismo (Associazione nazionale delle Aziende e degli Enti pubblici e privati di promozione turistica): “L’Abruzzo senza coste, spiagge e mare è un’assurdità visto che da Ortona a Roseto, da Giulianova ad Alba Adriatica il mare è di qualità e apprezzato da milioni di turisti italiani e stranieri”. Il “macroscopico errore”, rilevato dal presidente di UnionTurismo Gian Franco Fisanotti, è, manco a dirlo, uno dei tanti che abbondano sul portale www.italia.it, ormai da tempo nel mirino del popolo della rete (blogger e non solo).
Pur non essendo ancora chiuso il tempo delle critiche, si apre sabato 31 marzo quello delle proposte alternative: trova il suo culmine infatti l’iniziativa di Scandalo Italiano: una lettera aperta Prodi, Rutelli e Nicolais, affinché mettano a disposizione dei firmatari gli atti della Pubblica Amministrazione relativi al sito.
Sempre sabato, all’Università Bicocca di Milano, si incontrano esperti del web, informatici, creativi, project manager e semplici cittadini per discutere su un progetto alternativo a Italia.it. Il sito di riferimento per tutte le informazioni è: ritalia.eu.
Italia.it è nato per presentare il Belpaese al mondo, aspirando a competere con i più collaudati siti nazionali di Francia e Spagna, presi da sempre come esempio. Un portale, insomma, dove gli stranieri dovrebbero trovare informazioni utili e affascinanti per organizzarsi una vacanza in Italia. Ideato nel 2004 dall’allora ministro per l’Innovazione e la Tecnologia Lucio Stanca, dopo tre lunghi anni di “gestazione” e una spesa choc di 45 milioni di euro, è andato in rete alla fine di febbraio alla Bit di Milano, per volere del ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli. Da allora si è formata in rete una community piuttosto “rumorosa” che non ha risparmiato al sito alcuna critica: assenza di interattività, errori inconcepibili, difficoltà tecniche. Nella blogosfera l’idea che ci si è fatti di Italia.it: è che sia un sito nato già vecchio. E, incontrandosi, vogliono dimostrare di poter fare di più e meglio, per non passare come i “soliti” disfattisti. È la democrazia partecipata nell’era del web 2.0.

Il sito internet che dovrebbe servire a pubblicizzare, entro i patrii confini e all’estero, l’immagine dell’Italia è stato colpito dalla vendetta di Montezuma digitale. Da qualche giorno e ancora oggi se da Google, il motore di ricerca più famoso del mondo si digita “merda” , la ricerca dà come primo risultato proprio www.italia.it.
Ma questa volta la politica non c’entra. Italia.it è rimasto vittima del Googlebombing, una tecnica che sfrutta un punto debole del motore di ricerca: viene attribuita importanza a una pagina in rapporto a quante volte è linkata da altri siti web. Di solito è una pratica utilizzata per denigrare un sito o l’argomento in esso trattato, ma viene utilizzata anche dagli spammer per posizionare in alto determinati siti ai primi posti sui motori di ricerca. Che il nuovo portale (e relativo logo) del turismo italiano non piacesse al popolo della rete (e non solo) si era capito da subito. Ereditato dall’ex ministro Lucio Stanca, realizzato da Ibm e partorito in pompa magna dall’attuale dicastero dei Beni Culturali (quello di Francesco Rutelli, immortalato da un video esilarante postato du YouTube), costa troppo e convince poco: sia per i contenuti, sia per la tecnologia impiegata, sia per quel logo (costato centomila euro) che il ministero della Grafica, in una lettera-manifesto, bolla come un “Cetriolo”.
Al di là della “provocazione” tecnologica, l’associazione sito-parola dice di quanti e quali commenti il portalone del turismo abbia suscitato ancor prima di debuttare in rete. Per segiuirne la cronologia è anche nato un nuovo servizio, messo in piedi da Scandalo Italiano: un sito, un programma.